Co.Di.Pr.A. lancia il primo Fondo Ist Uva
Un nuovo scudo per il reddito dei viticoltori trentini.
In un contesto globale caratterizzato da crescente volatilità dei mercati agricoli e da forti pressioni sui costi di produzione, il Consorzio di Difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) annuncia la strutturazione del primo Fondo IST (Income Stabilization Tool) interamente dedicato al comparto viticolo.
Il Fondo IST Uva rappresenta un’innovazione strategica nel sistema di gestione del rischio agricolo: uno strumento mutualistico pensato per compensare i viticoltori in caso di cali significativi di reddito, derivanti da crisi di mercato, volatilità dei prezzi e condizioni economiche sfavorevoli.
Un settore chiave sotto pressione
Il comparto vitivinicolo italiano, con oltre 700.000 ettari vitati e un valore dell’export che supera gli 8 miliardi di euro annui (dati Vinitaly/Osservatorio del Vino), è uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a una crescente instabilità: aumento dei costi energetici e dei mezzi tecnici, fluttuazioni dei prezzi delle uve e del vino e dinamiche internazionali sempre più complesse.
In questo scenario, il Fondo IST introduce un meccanismo innovativo di protezione del reddito, già sperimentato con ottimali risultati per gli aderenti dal Consorzio con i fondi dedicati al mondo melicolo e zootecnico: l’intervento si attiva in presenza di perdite superiori al 20% del reddito medio aziendale, con possibilità di compensazione fino al 70% della perdita subita. “Il comparto vitivinicolo avrà a disposizione un nuovo strumento evoluto, capace di rispondere a crisi sistemiche e non solo a eventi climatici. Il Fondo IST rappresenta un cambio di paradigma nella tutela economica delle imprese, una soluzione che si affianca agli altri strumenti messi a disposizione dal Consorzio, come la polizza collettiva e i Fondi mutualistici dedicati alle fitopatie”, sottolinea Giovanni Menanapace, presidente di Co.Di.Pr.A.
Un modello mutualistico sostenuto dall’Europa
Uno degli elementi distintivi del Fondo è la forte leva pubblica: per ogni 3 euro versati dalle imprese aderenti, fino a 7 euro sono integrati da contributi europei, nell’ambito della PAC 2023-2027. Un modello che consente di amplificare la capacità di intervento e garantire maggiore stabilità finanziaria al sistema.
Il Fondo si basa su un approccio rigoroso e trasparente: il reddito aziendale viene calcolato considerando ricavi, contributi e premi pubblici, indennizzi assicurativi e mutualistici, al netto dei costi diretti di produzione. Le entrate saranno quelle puntuali dell’azienda agricola aderente mentre i costi diretti di produzione saranno assunti secondo parametri tecnici calcolati dalla Fondazione Edmund Mach e rapportati alla superficie agricola aziendale destinata alla produzione di uva.
“Con questo Fondo vogliamo essere al fianco dei nostri associati viticoltori in questa fase di forte trasformazione e di grande incertezza per tanti fattori spesso al di fuori della gestione ordinaria: pensiamo all’impatto dei dazi, dei conflitti internazionali, del calo dei consumi; il mondo è cambiato e la gestione del rischio evolve con strumenti in grado di mettere al centro il reddito aziendale, vero motore di tutte le imprese– dichiara Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Nella nostra provincia il comparto esprime oltre 100 milioni di euro di valore produttivo che vogliamo contribuire a tutelare con uno strumento fortemente innovativo ma al tempo stesso concreto, basato sulle esigenze delle imprese del nostro territorio” – conclude Sartori.
“La costituzione di questo nuovo fondo, che si aggiunge agli strumenti già ora esistenti a disposizione degli agricoltori della nostra Provincia, mette a disposizione della filiera vitivinicola un importante mezzo di garanzia e stabilizzazione del reddito delle aziende. Con questa azione si dimostra ancora una volta la grande capacita del Trentino di fare sistema e di saper concretizzare le opportunità che le regole e gli aiuti comunitari mettono a disposizione del comparto agricolo.
L'approvazione di oggi, con riferimento alle condizioni in cui si trova ad operare il comparto vitivinicolo, assume ancora più valore ed importanza e potrà sicuramente tradursi in un nuovo assetto di competitività per i nostri viticoltori.”, spiega Giulia Zanotelli, Assessore Provincia Autonoma di Trento.
Governance e accesso
Il Fondo è gestito da Co.Di.Pr.A., in qualità di Soggetto gestore accreditato presso il Ministero dell’agricoltura ma con un sistema di governance autonomo attraverso la nomina di uno specifico Comitato di Gestione, espressione dell’intero sistema viticolo trentino, dalle organizzazioni dei produttori, alle organizzazioni professionali ed alla Provincia Autonoma di Trento, che hanno accompagnato e favorito la sua attivazione.
Possono aderire le imprese viticole in possesso della qualifica di agricoltore attivo. L’avvio operativo prevede il raggiungimento di almeno 150 aziende aderenti e il riconoscimento ministeriale entro l’estate 2026. Le aziende viticole possono aderire al Fondo direttamente online tramite il Portale del Socio di Co.Di.Pr.A. all’indirizzo: https://coffi.codipratn.it/
Un progetto pilota per il sistema nazionale
Il Fondo IST Uva si configura come progetto pilota per il settore vitivinicolo a livello nazionale, con l’obiettivo di diventare un modello replicabile per altri territori e comparti agricoli, come già successo con il settore mele e bovini da latte. Un passo decisivo verso un’agricoltura più resiliente, capace di affrontare le sfide dei mercati globali con strumenti innovativi e condivisi. “I fondi di stabilizzazione del reddito, IST, rappresentano un passaggio fondamentale per l’evoluzione degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura, che arrivano alla garanzia della redditività delle imprese. Le competenze ed il know how sviluppato dai Condifesa in oltre 50 anni di attività, consentono di migliorare le potenzialità di un nuovo approccio di tutela per le imprese coerente con le nuove esigenze; siamo fortemente convinti che siano una risposta strutturata al contesto ed al tempo in cui viviamo, caratterizzato da incertezza e da un rischio sistemico, e coerente con le politiche europee, che vogliono sempre più favorire soluzioni in grado di rafforzare la resilienza economica delle imprese e la loro capacità di leggere i riflessi economici e la pianificazione delle strategie”, sottolinea Andrea Berti, direttore di Asnacodi Italia.
I componenti del Comitato del Fondo IST UVA
- Andrea Berti
- Davide Bertolini
- Silvio Chistè
- Andrea Giuliani
- Lorenzo Libera
- Goffredo Pasolli
- Luca Rigotti
- Roberto Roncador
- Marica Sartori
Per informazioni alla stampa: Pietro Bertanza - 0461/915108 - 349/5510913 - comunicazione@codipra.it - pietro.bertanza@agriduemilasrl.it