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Top 200 Trento: sostenibilità, innovazione e valore cooperativo per il territorio

Pwc, IlT Quotidiano e Università di Trento presentano la prima Top 200 delle imprese trentine per ricavi 2024.
L’analisi evidenzia tre dimensioni chiave: redditività, solidità finanziaria e capacità di innovazione sostenibile.
Tra le protagoniste anche numerose cooperative, a conferma del peso strutturale del modello mutualistico nell’economia provinciale.

Si è svolto martedì 24 febbraio all’ITAS Forum di Trento l’evento Top 200 Trento, promosso da PwC Italia in collaborazione con IlT Quotidiano e il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, con il supporto di Confindustria Trento e della Federazione Trentina della Cooperazione. L’iniziativa ha presentato la classifica delle prime duecento imprese trentine per ricavi 2024, offrendo una lettura approfondita dello stato di salute del sistema produttivo locale.

Come riportato da IlT Quotidiano, la ricerca ha analizzato le imprese secondo tre dimensioni chiave: la redditività, per misurare la capacità di generare risultati economici; la solidità finanziaria, per valutare l’equilibrio patrimoniale e la sostenibilità dell’indebitamento; e la capacità di innovare in modo sostenibile, integrando trasformazione digitale e criteri ESG nei modelli di business.

Ne emerge il profilo di un sistema dinamico e competitivo, ma attraversato da differenze tra settori e dimensioni aziendali. In questo quadro si inserisce la specificità del Trentino, dove il modello cooperativo rappresenta una componente strutturale dell’economia provinciale.

Tra le realtà cooperative presenti nella Top 200 figurano Melinda, Cavit, Mezzacorona, Sait, Apot, Sant’Orsola, CIO – Consorzio Interregionale Ortofrutticoli, Latteria Sociale Trentingrana, La Trentina e Centro Ananìa, a testimonianza del peso della cooperazione nei comparti agroalimentare e della distribuzione.

Durante la tavola rotonda dedicata alle pratiche di innovazione è intervenuta anche Jasmine Chini, R&D Sustainability Manager Consorzio Melinda, portando l’esperienza di una grande cooperativa agroalimentare capace di coniugare competitività di mercato, sostenibilità ambientale e radicamento territoriale. Un modello che dimostra come l’innovazione, anche tecnologica, possa essere integrata nella filiera mantenendo al centro i soci produttori e il territorio.

Nel corso dell’incontro è stata richiamata la differenza tra il modello profit, orientato alla massimizzazione di utili e dividendi, e il modello mutualistico, che punta al trasferimento di valore ai soci. Nelle cooperative l’utile non rappresenta il fine dell’attività, ma una riserva prudenziale; il valore aggiunto viene redistribuito durante l’operatività, attraverso prezzi di conferimento più remunerativi per i produttori o condizioni più vantaggiose per i consumatori.

In chiusura è intervenuto il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, Roberto Simoni, che ha così sintetizzato l’importante presenza del movimento in questo ranking: WSpesso non riusciamo a far comprendere fino in fondo quale sia l’impatto reale del modello cooperativo sul territorio. Ma nel concreto parliamo di una mutualità virtuosa, capace di trattenere lavoro e capitale in Trentino e di generare attività che producono un ritorno di valore interno all’impresa e alla comunità. Le celle ipogee di Melinda o il recupero dell’area ex-Samarec da parte di Mezzacorona sono due esempi eclatanti, ma che riassumono molti altri interventi diffusi sul territorio: investimenti che non delocalizzano valore, bensì lo radicano. Se consideriamo i soci conferitori, parliamo di oltre 38 mila lavoratrici e lavoratori, e di un modello d’impresa di cui beneficiano complessivamente più di 280 mila soci in Trentino. Questo significa che la cooperazione non è solo un soggetto economico, ma un’infrastruttura economica e sociale che rafforza comunità e filiere produttive".

L’evento ha così evidenziato non solo i numeri della classifica, ma anche la centralità di un modello di sviluppo che coniuga competitività, sostenibilità e radicamento territoriale.

Tra gli ospiti di rilievo presenti all’evento, Alfredo Maglione, vicepresidente di Confindustria Trento con delega alla transizione digitale e innovazione tecnologica, Achille Spinelli, vicepresidente della PAT e assessore allo sviluppo economico, insieme ai principali esponenti del mondo imprenditoriale ed economico trentino.

"Il Trentino – ha sottolineato Spinelli chiudendo gli interventi istituzionali – dispone di un ecosistema solido, fatto di competenze imprenditoriali, sistema universitario e centri di ricerca di eccellenza, che nel 2025 hanno portato al riconoscimento di strong innovator, con un investimento annuo di quasi 400 milioni di euro in ricerca e sviluppo, con grande componente pubblica. La sfida è fare sistema, fattore vincente di alcune esperienze citate qui oggi, accelerando i processi di innovazione e transizione energetica, trasformandoli in un vantaggio competitivo stabile per il nostro territorio". L'assessore ha quindi evidenziato come “digitalizzazione, sostenibilità e capacità di attrarre investimenti e talenti, adeguatamente accompagnate da investimenti sul capitale umano che contemplino servizi di welfare, conciliazione e accesso alla casa, rappresentano gli assi strategici su cui costruire le politiche di sviluppo dei prossimi anni”.

Autore: Alessandro Girardi
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