<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=sindacati</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 04 Apr 2026 03:32:31 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">7a6bf156-8066-480d-b6ce-5a579b5e768b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-coop-sociali-federcoop-risponde-ai-sindacati</link><title>Contratto coop sociali, Federcoop risponde ai sindacati</title><description><![CDATA[<p>L’attenzione sul tema è massima, richiesti alla Pat nuovi stanziamenti per adeguare i costi del lavoro. La Federazione trentina si dice stupita per le dichiarazioni attribuite ai tre segretari confederali di Cgil Cisl e Uil, secondo cui l’ente di via Segantini sarebbe “in silenzio”, unitamente alla Pat, in tema di adeguamento degli stipendi delle cooperative sociali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/3tqdybhb/cooperative-sociali-compatte-nel-guardare-al-futuro-nonostante-la-pandemia.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-coop-sociali-federcoop-risponde-ai-sindacati" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Roberto Simoni: abbiamo presentato le nostre richieste in un incontro con il presidente Fugatti e gli assessori Segnana e Tonina l’8 giugno scorso, rappresentando la necessità di adeguare i criteri del costo di lavoro negli appalti e accreditamenti, per far fronte all’imminente rinnovo contrattuale nazionale che prevede aumenti di costo stimati fino al 10%. </p>
<p>Abbiamo concordato con la Provincia autonoma lo stanziamento di 2,5 milioni già in Finanziaria di quest’anno a titolo di anticipo, su un bisogno stimato di risorse aggiuntive di 3,9 milioni l’anno. Questi sono fatti, non parole. “Dobbiamo lavorare insieme per garantire un futuro al sistema di welfare pubblico-privato sociale”.<br /><br />A margine degli “Stati generali” della cooperazione sociale del Trentino sabato scorso a Villa Sant’Ignazio, i segretari dei tre sindacati confederali Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), hanno stigmatizzato il comportamento di Federazione e di Provincia autonoma in merito al “silenzio” sulla richiesta sindacale di far arrivare subito in busta paga l’anticipo dell’incremento di stipendio ipotizzato dall’imminente rinnovo del contratto nazionale di lavoro.  </p>
<p>Il costo del lavoro è centrale in un settore che opera prevalentemente in regime di appalto o accreditamento, e che deriva quindi la maggior parte delle proprie risorse dall’ente pubblico. Il livello degli stipendi è mediamente inferiore a quelli riconosciuti dal pubblico, generando anche un problema di difficoltà a reperire le figure necessarie (Oss, educatori e educatrici, ecc.) e non sempre le stazioni appaltanti e il sistema di tariffazione tengono conto dei costi dei contratti e delle variazioni che intervengono a servizi in corso.</p>
<p>Come sanno bene anche le organizzazioni sindacali, il tema è complesso e vede da una parte la Federazione molto attiva nell’interlocuzione costante con la Provincia e gli enti interessati per garantire sostenibilità alle cooperative sociali associate, e dall’altra un ente pubblico che ha mostrato adeguata sensibilità al riguardo nell’affrontare questo tema. </p>
<p>Questo dialogo costante con la Giunta provinciale e con le strutture amministrative competenti ha portato alla richiesta, l’8 giugno di quest’anno, di adeguare i criteri del costo del lavoro per gli appalti e affidamenti in essere per far fronte ad aumenti del costo del lavoro previsti dall’imminente rinnovo del contratto nazionale nell’ordine del 9-10%, che comporterebbe un costo ulteriore per l’ente pubblico di 3,9 milioni l’anno.</p>
<p>A tale scopo, abbiamo concordato con la Giunta di destinare 2,5 milioni già nella Finanziaria di quest’anno.</p>
<p>Peraltro, la Federazione ha già stabilito con le parti sindacali un calendario di incontri (tre nel mese di ottobre e uno a novembre) per portare avanti le modifiche e integrazioni al Contratto integrativo provinciale.</p>
<p>“Auspichiamo – afferma il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – che su questi temi sindacati e datori di lavori possano lavorare insieme, perché è interesse generale mantenere un sistema di welfare pubblico-privato non solo efficiente e organizzato ma sostenibile economicamente, in cui i lavoratori e le lavoratrici possano operare con la giusta serenità e motivazione che proprio la delicatezza di questo settore deve sempre garantire”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">54cdd147-8052-44fc-8bba-a05ffe4ccda1</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-integrativo-delle-famiglie-coop-appello-ai-sindacati-costi-insostenibili-costruiamo-insieme-una-proposta-innovativa-per-i-lavoratori</link><title>Contratto integrativo delle Famiglie Coop, appello ai sindacati: “costi insostenibili, costruiamo insieme una proposta innovativa per i lavoratori”.</title><description><![CDATA[<p>Lettera alle organizzazioni sindacali della Federazione. La vicepresidente Dal Sasso: «Il costo aggiuntivo del 9% rispetto al contratto nazionale è improponibile per molte Famiglie Cooperative. Occorre ripartire e costruire qualcosa di innovativo per i nostri collaboratori e collaboratrici e dare loro la possibilità di avere una remunerazione pari al loro lavoro e alla loro buona volontà».</p>
<p>Italo Monfredini (referente relazioni sindacali della Federazione): «Chiediamo una rivisitazione complessiva del contratto integrativo al fine di riconoscere un premio di risultato provinciale variabile, che dipenda cioè dai risultati raggiunti dalla Famiglia Cooperativa cui anche i lavoratori e le lavoratrici contribuiscono con il proprio impegno e operato.</p>
<p>La lettera di oggi definisce i tempi per arrivare a un accordo. Se ciò non fosse praticabile, a partire da luglio non saremmo più in grado di confermare l’integrativo attuale».</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/do0demsg/panoramicaconvegnocontratto.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-integrativo-delle-famiglie-coop-appello-ai-sindacati-costi-insostenibili-costruiamo-insieme-una-proposta-innovativa-per-i-lavoratori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Per continuare a mantenere attivo il servizio nei 360 punti vendita capillarmente diffusi in tutto il territorio trentino, il sistema delle Famiglie Cooperative ha la necessità di trovare una formula di contratto integrativo provinciale sostenibile nel tempo e in particolare in questo tempo, caratterizzato dall’exploit dei costi energetici e dell’inflazione che ha conseguenze rilevanti sul bilancio di molte imprese.</p>
<p>Per questo la Delegazione sindacale della Federazione – su decisione unanime del convegno delle Famiglie Cooperative che si è svolto ieri alla Cantina sociale di Trento -  ha invitato le organizzazioni sindacali di categoria a tenere conto di questi elementi nella contrattazione per il rinnovo del contratto integrativo – in corso da tempo - auspicando una condivisione sui principi e sulle modalità che tengano conto delle giuste esigenze dei lavoratori e lavoratrici insieme alla sostenibilità delle aziende.</p>
<p>Le Famiglie cooperative sono presenti uniformemente sul territorio con i propri punti vendita di medie e piccole dimensioni, sia nelle zone commercialmente più appetibili, sia soprattutto nelle zone più isolate. Questo è un impegno confermato che viene dalla propria storia di valore e che proseguirà nel tempo, ma solo a patto di garantire la sostenibilità economica.</p>
<p>Se non fosse possibile chiudere positivamente l’accordo sindacale, e solo in questo caso, dal prossimo luglio le Famiglie cooperative saranno costrette a disapplicare il contratto integrativo.</p>
<p>Ciò significa che fino al 30 giugno lavoratori e lavoratrici continueranno a percepire il medesimo plus economico previsto dall’integrativo (oltre alla sanità integrativa e alle formule conciliative) nella speranza che sia un lasso di tempo sufficiente per ridiscutere il contenuto complessivo del contratto e trovare una mediazione, senza arrivare a scadenza e quindi alla sua disapplicazione.</p>
<p>Per incentivare le parti sindacali a mettersi al tavolo, la Delegazione della Cooperazione Trentina ha anche deciso di eliminare le due deroghe al contratto nazionale inserite attraverso la contrattazione provinciale, concedendo cioè 60 ore di permesso (e non più le 32 concordate nell’integrativo) e riavviando il conteggio degli scatti di anzianità (sospesi nell’integrativo).</p>
<p>«I costi aggiuntivi del 9% rispetto al contratto nazionale per noi sono insostenibili – dichiara la vicepresidente della Federazione (e presidente di Famiglia cooperativa) <strong>Paola Dal Sasso</strong> - anche perché la nostra concorrenza applica un contratto molto più vantaggioso. Desideriamo con determinazione continuare a tenere aperti i piccoli negozi dove nessun privato avrebbe convenienza a gestire. Ma responsabilmente dobbiamo porci il tema dei costi sotto ogni forma, non escluso quello del personale, specie se sono più elevati della concorrenza.</p>
<p>Sono però altrettanto convinta che da questo si possa ripartire e costruire qualcosa di innovativo per i nostri collaboratori e dare loro la possibilità di avere una remunerazione pari al loro lavoro e  alla loro buona volontà. Con i sindacati troveremo una giusta quadra per portare a casa la soddisfazione di tutti».</p>
<p>«Siamo costretti a chiedere una rivisitazione complessiva del contratto integrativo che vada nella direzione di riconoscere un premio di risultato provinciale variabile, che dipenda cioè dai risultati raggiunti dalla Famiglia Cooperativa cui anche i lavoratori e le lavoratrici contribuiscono con il proprio impegno e operato», commenta <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente vicario della Federazione e referente per le relazioni sindacali.</p>
<p>«Ricordiamo – prosegue Monfredini - che l’aumento di stipendio collegato all’andamento dell’inflazione sarà coperto e garantito dalla contrattazione nazionale in corso, che tra l’altro prevede già in aprile un’anticipazione in busta paga di un importo di 30 euro. I ragionamenti sull’integrativo provinciale, dunque, dovranno per forza partire da una necessaria sostenibilità generale delle Famiglie Cooperative, che sosterranno già un significativo incremento dei costi fissi aziendali derivante dalle nuove tabelle salariali individuate a livello nazionale».</p>
<p>«La nostra speranza – aggiunge Dal Sasso – è che come successe nel 2015, con la disdetta del contratto integrativo delle Casse Rurali, anche in questa occasione questa decisione che sappiamo essere forte e incisiva, porti all’introduzione di elementi innovativi di forte impatto, come fu allora a puro titolo di esempio nel mondo del credito la nascita del Focc, il Fondo occupazione credito cooperativo, che ha consentito di lavorare sulla riorganizzazione complessiva delle aziende e sulla ristrutturazione dei costi, a beneficio sia del personale sia degli istituti di credito».</p>]]></encoded></item></channel></rss>