<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=pwc</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 14:10:06 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">91effbf9-ef71-4699-a593-0fb4e35abc22</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/pwctoptrentosostenibilita</link><title>Top 200 Trento: sostenibilità, innovazione e valore cooperativo per il territorio</title><description><![CDATA[Pwc, IlT Quotidiano e Università di Trento presentano la prima Top 200 delle imprese trentine per ricavi 2024.<br />L’analisi evidenzia tre dimensioni chiave: redditività, solidità finanziaria e capacità di innovazione sostenibile.<br />Tra le protagoniste anche numerose cooperative, a conferma del peso strutturale del modello mutualistico nell’economia provinciale.]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/hnkasqn1/top-200-trento-pwc-057-ftcoop-simoni.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/pwctoptrentosostenibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2667</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolto martedì 24 febbraio all’ITAS Forum di Trento l’evento <strong>Top 200 Trento</strong>, promosso da PwC Italia in collaborazione con <em>IlT Quotidiano</em> e il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, con il supporto di Confindustria Trento e della Federazione Trentina della Cooperazione. L’iniziativa ha presentato la classifica delle prime duecento imprese trentine per ricavi 2024, offrendo una lettura approfondita dello stato di salute del sistema produttivo locale.</p>
<p>Come riportato da <em>IlT Quotidiano</em>, la ricerca ha analizzato le imprese secondo <strong>tre dimensioni chiave</strong>: la <strong>redditività</strong>, per misurare la capacità di generare risultati economici; la <strong>solidità finanziaria</strong>, per valutare l’equilibrio patrimoniale e la sostenibilità dell’indebitamento; e la <strong>capacità di innovare in modo sostenibile</strong>, integrando trasformazione digitale e criteri ESG nei modelli di business.</p>
<p>Ne emerge il profilo di un sistema dinamico e competitivo, ma attraversato da differenze tra settori e dimensioni aziendali. In questo quadro si inserisce la specificità del Trentino, dove il modello cooperativo rappresenta una componente strutturale dell’economia provinciale.</p>
<p>Tra le realtà cooperative presenti nella Top 200 figurano Melinda, Cavit, Mezzacorona, Sait, Apot, Sant’Orsola, CIO – Consorzio Interregionale Ortofrutticoli, Latteria Sociale Trentingrana, La Trentina e Centro Anaunia, a testimonianza del peso della cooperazione nei comparti agroalimentare e della distribuzione.</p>
<p>Durante la tavola rotonda dedicata alle pratiche di innovazione è intervenuta anche <strong>Jasmine Chini,</strong> R&amp;D Sustainability Manager Consorzio Melinda, portando l’esperienza di una grande cooperativa agroalimentare capace di coniugare competitività di mercato, sostenibilità ambientale e radicamento territoriale. Un modello che dimostra come l’innovazione, anche tecnologica, possa essere integrata nella filiera mantenendo al centro i soci produttori e il territorio.</p>
<p>Nel corso dell’incontro è stata richiamata la differenza tra il <strong>modello profit</strong>, orientato alla massimizzazione di utili e dividendi, e il <strong>modello mutualistico</strong>, che punta al trasferimento di valore ai soci. Nelle cooperative l’utile non rappresenta il fine dell’attività, ma una riserva prudenziale; il valore aggiunto viene redistribuito durante l’operatività, attraverso prezzi di conferimento più remunerativi per i produttori o condizioni più vantaggiose per i consumatori.</p>
<p>In chiusura è intervenuto il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Roberto Simoni,</strong> che ha così sintetizzato l’importante presenza del movimento in questo ranking: "S<em>pesso non riusciamo a far comprendere fino in fondo quale sia l’impatto reale del modello cooperativo sul territorio. Ma nel concreto parliamo di una mutualità virtuosa, capace di trattenere lavoro e capitale in Trentino e di generare attività che producono un ritorno di valore interno all’impresa e alla comunità. Le celle ipogee di Melinda o il recupero dell’area ex-Samarec da parte di Mezzacorona sono due esempi eclatanti, ma che riassumono molti altri interventi diffusi sul territorio: investimenti che non delocalizzano valore, bensì lo radicano. Se consideriamo i soci conferitori, parliamo di oltre 38 mila lavoratrici e lavoratori, e di un modello d’impresa di cui beneficiano complessivamente più di 280 mila soci in Trentino. Questo significa che la cooperazione non è solo un soggetto economico, ma un’infrastruttura economica e sociale che rafforza comunità e filiere produttive"</em>.</p>
<p>L’evento ha così evidenziato non solo i numeri della classifica, ma anche la centralità di un modello di sviluppo che coniuga competitività, sostenibilità e radicamento territoriale.<br /><br />Tra gli ospiti di rilievo presenti all’evento, <strong>Alfredo Maglione</strong>, vicepresidente di Confindustria Trento con delega alla transizione digitale e innovazione tecnologica, <strong>Achille Spinelli</strong>, vicepresidente della PAT e assessore allo sviluppo economico, insieme ai principali esponenti del mondo imprenditoriale ed economico trentino.</p>
<p>"<em>Il Trentino</em> – ha sottolineato Spinelli chiudendo gli interventi istituzionali – <em>dispone di un ecosistema solido, fatto di competenze imprenditoriali, sistema universitario e centri di ricerca di eccellenza, che nel 2025 hanno portato al riconoscimento di strong innovator, con un investimento annuo di quasi 400 milioni di euro in ricerca e sviluppo, con grande componente pubblica. La sfida è fare sistema, fattore vincente di alcune esperienze citate qui oggi, accelerando i processi di innovazione e transizione energetica, trasformandoli in un vantaggio competitivo stabile per il nostro territorio". L'assessore ha quindi evidenziato come “digitalizzazione, sostenibilità e capacità di attrarre investimenti e talenti, adeguatamente accompagnate da investimenti sul capitale umano che contemplino servizi di welfare, conciliazione e accesso alla casa, rappresentano gli assi strategici su cui costruire le politiche di sviluppo dei prossimi anni</em>”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item></channel></rss>