<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=mutualit%C3%A0</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 19 Apr 2026 00:13:03 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">1800f202-b2cb-4c34-9d2d-6603cfbc2fe1</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/le-bcc-la-mutualita-bancaria-si-sviluppa-nelle-comunita</link><title>Le Bcc, la mutualità bancaria si sviluppa nelle comunità</title><description><![CDATA[<p>Unica presenza in 747 Comuni italiani e un terzo degli sportelli in Comuni delle aree interne. Il credito di prossimità favorisce la riduzione delle disuguaglianze.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/321ptvpf/cassa-rurale-vallagarina-nelle-scuole-per-insegnare-il-risparmio.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/le-bcc-la-mutualita-bancaria-si-sviluppa-nelle-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1006</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le <strong>Banche di Credito Cooperativo</strong>, le <strong>Casse Rurali </strong>e le <strong>Casse Raiffeisen </strong>realizzano la mutualità bancaria nei territori e nelle comunità e contribuiscono a mantenere vivi e vitali centinaia di piccoli centri del Paese.</p>
<p>Le BCC italiane hanno chiuso l’esercizio 2023 mantenendo salda la propria presenza sui territori a fronte di una generale tendenza anche europea alla progressiva riduzione delle filiali bancarie. Il numero complessivo degli sportelli delle banche mutualistiche - 4.087 - è rimasto praticamente inalterato, così come i Comuni italiani nei quali esse sono presenti (2.521).</p>
<p>E’ ulteriormente aumentato il numero di Comuni in cui le BCC rappresentano l’unica presenza bancaria, passati in un anno da 710 a <strong>747</strong>, vale a dire il <strong>35% dei Comuni “mono-bancati” </strong>(cioè con un solo sportello).</p>
<p>Il <strong>31% </strong>dei 4.087 sportelli delle BCC è collocato <strong>in Comuni delle Aree interne</strong>.</p>
<p>Oggi <strong>uno sportello su cinque </strong>è espressione di una BCC. Era uno su dieci venti anni fa.</p>
<p>Nell’ultimo anno sono anche cresciute <strong>le quote di mercato in termini sia di raccolta sia di prestiti</strong>, soprattutto alle imprese, contribuendo così alla creazione di lavoro e reddito. I crediti erogati dalle BCC, a fine 2023 rappresentavano il 23,1% del totale dei prestiti alle imprese artigiane e piccola manifattura, il 23,3% alle attività legate al turismo, il 22,9% all’agricoltura, il 14,5% al settore delle costruzioni e attività immobiliari, l’11,2% al commercio, il 15,4% ai soggetti e le imprese del Terzo Settore e il 9,8% alle famiglie consumatrici.</p>
<p>Anche il numero dei <strong>soci cooperatori </strong>è cresciuto a 1.432.709 (+ 2,5%)</p>
<p>Così come è migliorata ulteriormente la <strong>qualità del credito </strong>(-25% i deteriorati lordi) e soprattutto il livello di <strong>patrimonializzazione </strong>(Cet 1 medio del 23,4% al giugno 2023, in ulteriore aumento al dicembre 2023). Tutti ingredienti – <strong>prossimità fisica e a distanza, accesso al credito, stabilità </strong>– che accrescono la <strong>relazione fiduciaria </strong>con soci, clienti e portatori di interesse dei territori.</p>
<p>Si tratta di un contributo concreto e diffuso al fianco dell’economia reale, di quella platea di medie, piccole e micro imprese che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo del Paese, spesso proprio nelle aree a rischio di spopolamento</p>
<p>Le BCC, le Casse Rurali e le Casse Raiffesen stanno naturalmente evolvendo il proprio modello di presenza nei territori ricorrendo a diverse applicazioni tecnologiche che consentono di mantenere la propria caratteristica di banche di relazione (<em>relationship banking</em>) e di inclusione finanziaria anche nell’era digitale (<em>financial digital inclusion</em>) con approcci di servizio che consentono la relazione, non solo la transazione, con soci e clienti anche a distanza.</p>
<p>Anche la letteratura italiana e internazionale più recente evidenzia tre elementi rilevanti: dove operano filiali di BCC l’accesso al credito delle imprese è facilitato (Beccalli e altri, 2023); si registra una riduzione delle disuguaglianze di reddito (Peruzzi, Murro, Di Colli European, <em>Journal of political Economy</em>, 2023) ed emerge una correlazione con indicatori di riduzione della povertà (Fiordelisi e altri, 2023).</p>
<p>I rapporti con i prenditori di credito, soprattutto i mutuatari, sono facilitati dalla vicinanza, perché ai dati numerici – cioè quelli oggettivamente rilevabili – si aggiungono le cosiddette <em>soft information</em>, ovvero le importanti informazioni di natura qualitativa non classificabili con gli indicatori standardizzati.</p>
<p>Le finalità mutualistiche - puntualmente regolate dal Codice civile, dal Testo unico bancario e dalle Disposizioni di vigilanza - consentono di caratterizzare l’azione delle BCC anche in termini di funzione sociale (oltre che economica) e di democrazia e inclusione finanziaria, elemento indispensabile della democrazia <em>tout court</em>. Il 95% dei crediti di una BCC deve essere erogato là dove il risparmio è stato raccolto, quindi nel territorio di competenza della singola Banca, realizzando in tal modo una peculiare forma di <em>finanza geo-circolare</em>.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Federcasse</author></item><item><guid isPermaLink="false">263c0d7a-308a-4788-a17a-5b984d9a9c8a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/progetto-webfare-per-una-mutualita-attenta-al-futuro</link><title>Progetto Webfare, per una mutualità attenta al futuro</title><description><![CDATA[<p>Ogni giorno creiamo 2,5 quintilioni di byte usando internet nei modi più disparati. Le Big Tech realizzano vantaggi incommensurabili dal lavoro prodotto dalla nostra creazione di dati. Come possiamo rendere più equo questo scambio? Come trattenere questo valore sul territorio?  </p>
<p>“Webfare”, ovvero welfare digitale, è l’iniziativa che punta alla capitalizzazione di questo valore portandolo in banca, così come avviene normalmente con il denaro.  Un progetto di ricerca che vede insieme Università degli Studi e Politecnico di Torino con il sostegno di Gruppo Cassa Centrale e Cooperazione Trentina.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/nmbn4ejr/people-10.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/progetto-webfare-per-una-mutualita-attenta-al-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2438</width><height>1626</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Le Casse Rurali sono banche nate a fine ‘800 per permettere l’accesso al credito a coloro i quali non ne avrebbero mai avuto la possibilità. A oltre un secolo di distanza le sfide sono cambiate e tra queste c’è la necessità di trovare nuove forme mutualistiche, anche in rapporto all’utilizzo dei dati. </span></span><span class="eop"> <br /><br /></span></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/sMiDlQICN5Q" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/sMiDlQICN5Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen="" title="Progetto Webfare, per una mutualità attenta al futuro"></iframe></div>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline;" class="paragraph"><span class="eop"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none;" class="paragraph"><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Da qui nasce l’interesse di alcuni importanti realtà del mondo cooperativo nazionale per il progetto “<strong>Webfare</strong>”, presentato recentemente a Torino, che mira ad una nuova forma di capitalizzazione dei dati prodotti nel web, attraverso un welfare digitale che possa trattenere sul territorio almeno una piccola parte di ciò che produciamo a favore delle grandi compagnie del web. Il progetto, attraverso la mediazione delle banche di credito cooperativo partecipanti all’iniziativa, vuole provare a gestire in un modo nuovo i dati dei soci e clienti delle bcc. Da questo innovativo processo si potranno ricavare risorse da impiegare a scopo filantropico e mutualistico, come è nel dna di questa tipologia di banche.</span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none;" class="paragraph"><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">L’iniziativa di ricerca durerà un anno circa e sarà condotta da “<strong>Scienza Nuova</strong>”, l’alleanza tra Università e Politecnico di Torino per la ricerca applicata attraverso l’ibridazione di competenze umanistiche e tecnologiche.  Si tratta di una ricerca che mira ad un utilizzo “etico e sostenibile” di questi dati, con l’obiettivo di arrivare alla creazione di una nuova e inedita “piattaforma civica”, capace di restituire ai singoli una parte del valore dei dati che producono. </span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none;" class="paragraph"><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><strong>Mutualità 3.0</strong></span><span class="eop"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Una nuova forma di mutualità, come spiega <strong>Maurizio Ferraris</strong>, responsabile scientifico del progetto e di Scienza Nuova: “La vecchia mutualità sosteneva i bisogni primari di persone che avevano forza lavoro ma non avevano i soldi. Ora la forza lavoro non è più così indispensabile perché ci sono molte macchine in grado di sostituirla. In cambio però molte persone producono un gran numero di dati. Questi sono un valore, ed è necessario ricreare una mutualità a partire da qui”.</span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">“<em>Attraverso questa ricerca</em> – spiega <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente vicario di Cooperazione Trentina – ci proponiamo di includere le persone nella catena del valore legata alla produzione dei dati, riportando il concetto della mutualità, per noi fondamentale, in termini più moderni”.</span></span><span class="eop"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">“Webfare” è infatti finanziato da<strong> Gruppo Cassa Centrale</strong> e da alcune banche affiliale per mettere a disposizione di tutti, non solo della grandi corporation, il capitale nuovissimo e immenso di dati generati sul web. </span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><strong>L’avvio del progetto</strong></span><span class="eop"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">L’iniziativa è partita ufficialmente a fine ottobre a Torino, nel Salone d’onore del Castello del Valentino, in una conferenza che ha coinvolto vari attori del progetto e del mondo dell’innovazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Qui si è parlato del rapporto tra uomo e tecnologie e della necessità di trovare “strumenti tecnologici nuovi per il miglioramento della società”, sapendo che servirà un modello di business innovativo per valorizzare i dati e superare l’asimmetria (tra utente che produce il dato e colossi che li utilizzano a fini commerciali o di profilazione) che regna da un decennio su molte piattaforme online, social in primis. Come? Con una gestione locale e legata al territorio, che riprenda lo spirito ultracentenario della cooperazione: un’idea che promette ricadute rilevanti per il rispetto delle persone e della dignità umana, partendo dal diritto dell’utente di recuperare valore dai dati di cui è “autore” e indirizzandolo ad esempio a finalità filantropiche.  </span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Il progetto “Webfare” è sostenuto da Gruppo Cassa Centrale - Credito Cooperativo Italiano, che riunisce 69 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali (sei sono in Piemonte, tutte con sede in provincia di Cuneo) con quasi 1500 sportelli e 450 mila soci. Collaborano poi all’iniziativa <strong>Cooperazione Trentina</strong>, <strong>Promocoop</strong> e il Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine.  Hanno finanziato il progetto, oltre a Cassa Centrale e <strong>Banca di Cherasco</strong>, anche <strong>Cassa Rurale FVG</strong>, <strong>BCC Valdostana</strong>, <strong>BCC di Alberobello, Sammichele e Monopoli</strong> e Cassa Padana Banca di Credito Cooperativo. Tutte rappresentazioni di un movimento attento alle sfide del cambiamento tecnologico e costantemente al lavoro per trovare nuove soluzioni a supporto del proprio territorio.</span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">69ce1f5d-04cf-42a6-8e88-254eb196d4df</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/itas-mutua-ed-euricse-azioni-comuni-per-valorizzare-la-sostenibilita-e-l-identita-mutualistica</link><title>Itas Mutua ed Euricse: azioni comuni per valorizzare la sostenibilità e l’identità mutualistica</title><description><![CDATA[<p>Parte la collaborazione per valorizzare e approfondire le specificità di un modello imprenditoriale vincente e duraturo nel tempo, in grado di affrontare molte delle sfide determinate dai nuovi rischi indotti dai mutamenti climatici, economici e sociali. Oggi i due presidenti Carlo Borzaga e Giuseppe Consoli hanno firmato un protocollo di intesa che rafforza i rapporti tra le due istituzioni, contestualmente all’adesione di ITAS come membro ordinario di Euricse.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qcyjswvf/giuseppeconsoli-e-carloborzaga.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/itas-mutua-ed-euricse-azioni-comuni-per-valorizzare-la-sostenibilita-e-l-identita-mutualistica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1331</width><height>1141</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’accordo tra Euricse ed ITAS Mutua rappresenta la volontà comune di elaborare nuovi progetti e nuove strategie per valorizzare la conoscenza e la diffusione di un modello imprenditoriale - quello della mutua assicuratrice - che ha nella sua matrice valori ben definiti: il prendersi cura delle persone, il reinvestimento dei propri margini in progetti a sostegno della comunità e del territorio, la proprietà attribuita ai soci assicurati, la governance democratica, e il patrimonio non distribuibile.</p>
<p>«Siamo felici di poter annunciare questa preziosa collaborazione con Itas Mutua - afferma <strong>Carlo Borzaga</strong>, presidente di Euricse - grazie alla quale potremo dare una forte spinta alla riflessione in ambito mutualistico, valorizzando così la nostra attività di ricerca, ma anche sviluppare nuovi e importanti progetti legati alle tematiche assicurative. A fronte di uno scenario socio economico complesso, com’è quello in cui stiamo vivendo, le assicurazioni di stampo mutualistico sono tra i soggetti che maggiormente possono contribuire a riformulare le basi sociali e solidaristiche del welfare. Si tratta di un modello di gestione ancora attuale, moderno e particolarmente in linea con la gestione della complessità, diffuso in tutta l’Unione Europea e che incontra i principi promossi dall'Agenda 2030 dell'ONU. Un fenomeno che prenderà ancora più consistenza nei prossimi anni di fronte alle crescenti difficoltà del sistema pubblico di welfare e a un sistema assicurativo privato spesso molto costoso e troppo orientato al profitto».</p>
<p>Coniugando centralità delle persone, imprenditorialità e bene comune, ITAS ha attraversato con successo diverse epoche storiche, ed oggi si pone di fronte alla grande sfida dell’affermazione del ruolo delle assicurazioni di stampo mutualistico nel garantire un sistema di coperture più in linea con i bisogni della popolazione.</p>
<p>«La collaborazione con Euricse rappresenta un approdo naturale per ITAS che da sempre si impegna nella promozione e nello sviluppo dei propri valori mutualistici» - afferma <strong>Giuseppe Consoli</strong>, presidente di ITAS - «Da oggi, grazie alla reciproca collaborazione con l’istituto di ricerca, potremo sostenere in modo ancora più incisivo la validità del nostro modello di fare impresa, che ci ha permesso di accompagnare la crescita di intere comunità in ambito sociale, culturale, economico e di welfare».</p>
<p>In concreto, Euricse ed ITAS collaboreranno attivamente per predisporre materiali divulgativi, funzionali a promuovere la matrice del modello mutualistico e dell’identità cooperativa del Gruppo. Euricse darà anche supporto nello sviluppo di attività specifiche sia attraverso il proprio staff, sia attingendo alla propria rete di esperti, a seconda delle competenze richieste.</p>
<p>L’azione concertata dai due enti trova forza dall’unione delle competenze e del <em>know how</em> di due realtà che hanno, tra l’altro, basi solide in Trentino. Euricse, in quanto Istituto Europeo di ricerca sull’economia sociale, ed ITAS Mutua che, con 800.000 soci assicurati, 744 dipendenti e oltre 425 agenzie, è al 18° posto tra i gruppi assicurativi italiani.</p>
<p>La comune origine territoriale delle due istituzioni porta anche a riflettere su un modello che trae la sua forza dal contesto nel quale è inserito, caratterizzato dalla forte vocazione cooperativa e all’avanguardia nella capacità di progettare e innovare con uno sguardo prioritario alla dimensione sociale e agli interessi generali della collettività. È un vanto notare, infatti, che i due gruppi cooperativi trentini <strong>ITAS Mutua</strong> e il <strong>Gruppo Cassa Centrale Banca</strong> figurano tra le 300 cooperative più grandi al mondo, secondo l’ultima edizione del <strong>World Cooperative Monitor</strong>, la ricerca realizzata da Euricse con l'International Cooperative Alliance (ICA) che esplora le dimensioni del settore cooperativo globale e l’impatto economico e sociale delle più grandi cooperative in tutto il mondo.</p>
<p><strong>Profilo di EURICSE</strong></p>
<p>Euricse è un istituto di ricerca nato nel 2008, con sede a Trento. Euricse promuove la conoscenza e l’innovazione nell’ambito delle imprese cooperative e sociali e delle altre organizzazioni nonprofit di carattere produttivo. L’Istituto intende approfondire il ruolo di questi soggetti e il loro impatto sullo sviluppo economico e sociale, accompagnandone la crescita e migliorandone l’efficacia. Attraverso attività di ricerca teorica e applicata, di formazione e di consulenza realizzate con il coinvolgimento della comunità scientifica e degli operatori del settore, Euricse affronta temi di rilevanza nazionale e internazionale ispirandosi a principi di apertura e di collaborazione.</p>
<p><strong>Profilo di ITAS</strong></p>
<p>ITAS Mutua è la compagnia assicuratrice più antica d'Italia: è stata fondata nel 1821 nell'allora Tirolo austriaco per far fronte dai danni causati delle calamità naturali come gli incendi, una piaga che comprometteva il lavoro dell'intera comunità. Ad oggi è il 18° gruppo assicurativo italiano con 800.000 soci assicurati, 744 dipendenti, ed è presente sul territorio nazionale con oltre 425 agenzie.</p>
<p>La Capogruppo ITAS Mutua controlla (in via diretta ed indiretta) Assicuratrice Val Piave S.p.A. e ITAS Vita S.p.A. Tale struttura è il risultato di operazioni fatte nel corso della sua storia, per rispondere in modo più efficiente alle necessità dei soci assicurati. Tutte le società del Gruppo hanno sede e direzione generale a Trento, esclusa Assicuratrice Val Piave S.p.A. che ha sede a Belluno.</p>]]></encoded></item></channel></rss>