<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=innovazione</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 13:18:48 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">6a9bc779-8037-4ffa-8d00-45072dcd832d</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/consorzio-trentingrana-protagonista-dell-ai-challenge-di-hub-innovazione-trentino</link><title>Consorzio Trentingrana protagonista dell’AI Challenge di Hub Innovazione Trentino</title><description><![CDATA[<p>Promosso dalla Fondazione Hub Innovazione Trentino come partner industriale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/c5llza5n/industrial-ai-challenge-team-vincitore-scaled.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/consorzio-trentingrana-protagonista-dell-ai-challenge-di-hub-innovazione-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1000</width><height>751</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'iniziativa mira a favorire l’incontro tra imprese, ricerca e giovani talenti per sviluppare soluzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale, applicate a reali esigenze industriali.</p>
<p>Trentingrana ha partecipato come partner industriale, proponendo una sfida concreta incentrata sull’ottimizzazione della gestione energetica del proprio stabilimento, con l’obiettivo di integrare in modo efficiente fonti tradizionali, cogenerazione e impianti fotovoltaici, riducendo l’impatto ambientale e i costi.</p>
<p>La sfida è stata affrontata e vinta dal team UniTrento — composto da Alessandro De Vidi, Carlo Zamuner, Filippo Adami, Ioan Gabriel Duta, Lorenzo Arcangeli, Matteo Grisenti e Victor Gabriele De Matteis — che ha saputo distinguersi per la qualità dell’analisi, l’originalità della proposta e l’impatto misurabile delle soluzioni.</p>
<p>Il progetto ha permesso di simulare scenari alternativi, offrendo strategie operative in grado di migliorare significativamente l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di CO₂.</p>
<p>Elemento centrale del lavoro è stato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto decisionale, in grado di tradurre grandi quantità di dati in indicazioni operative chiare e immediate, con benefici concreti in termini di sostenibilità e competitività.</p>
<p>«Siamo molto soddisfatti del percorso svolto all’interno dell’AI Challenge», dichiara Stefano Albasini, presidente del Consorzio Trentingrana. «Questa esperienza ha dimostrato come la collaborazione tra impresa, ricerca e giovani talenti possa generare soluzioni innovative, capaci di rafforzare i nostri valori cooperativi e di rispondere alle sfide ambientali ed energetiche con pragmatismo e visione».</p>
<p>L’iniziativa, chiusasi venerdì 12 dicembre, si inserisce coerentemente nel percorso evolutivo del Consorzio, che affianca alla qualità produttiva e al radicamento territoriale un crescente impegno per l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. «Per una realtà cooperativa come la nostra – conclude Albasini – investire in progetti che uniscono tecnologia, responsabilità ambientale e visione industriale significa costruire oggi le fondamenta per un domani più sostenibile ed efficiente».</p>
<p>La partecipazione del Consorzio Trentingrana all’Industrial AI Challenge, promossa da Fondazione Hub Innovazione Trentino insieme a Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Trentino Sviluppo S.p.A. e Confindustria Trento nell’ambito del Digital Innovation Hub regionale, conferma come il sistema cooperativo possa essere protagonista nei processi di innovazione, valorizzando le proprie competenze e attivando sinergie strategiche con il mondo accademico e della ricerca.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consorzio Trentingrana</author></item><item><guid isPermaLink="false">5796bc07-b08f-469e-99e2-358ffd345c46</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovo-ristorante-self-a-spini-di-gardolo-pausa-veloce-qualita-e-innovazione</link><title>Risto3 inaugura il nuovo Ristorante Self a Spini di Gardolo: pausa veloce, qualità e innovazione</title><description>Un locale moderno in via Linz, 11, pensato per lavoratrici, lavoratori e viaggiatori di passaggio: tra le novità il sistema digitale di prenotazione, spazi luminosi e una proposta gastronomica che unisce tradizione e modernità, sempre con attenzione al territorio e alla comunità</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/vwjhagwr/interno-ristorante.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovo-ristorante-self-a-spini-di-gardolo-pausa-veloce-qualita-e-innovazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2312</width><height>1734</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il nuovo Ristorante Self di Risto3 apre oggi le sue porte in via Linz, 11, a Spini di Gardolo, nel cuore dell’area industriale di Trento. Uno spazio concepito per accogliere lavoratrici, lavoratori e chiunque desideri una pausa contemporanea e senza lunghe attese. La sua posizione strategica fa sì che il locale possa diventare un nuovo punto di riferimento per le numerose aziende del territorio circostante, ma anche per chiunque sia di passaggio nella zona. I flussi di lavoro stanno cambiando, le esigenze dei consumatori si evolvono e i ristoranti self di Risto3 si adattano a questi scenari. Velocità, efficienza e varietà sono le parole chiave che contraddistinguono il nuovo Ristorante Self via di Spini.</p>
<p>Il nuovo ristorante è il risultato di un percorso di ascolto dei gusti della clientela contemporanea. Accanto alla proposta classica di Risto3 – composta da piatti del giorno, buffet di verdure, frutta e dessert a libero servizio – trovano spazio nuove proposte gastronomiche dal carattere moderno. Tra le principali innovazioni del locale, anche il sistema di prenotazione digitalizzato, collocato all’ingresso, che consente di ordinare in pochi istanti il piatto, che viene preparato al momento in cucina. Tutto pensato per ridurre ulteriormente i tempi di attesa e garantire al contempo la cura e il gusto di un piatto appena cucinato. Spazi luminosi, arredi curati e una disposizione funzionale, assieme al lavoro quotidiano di una decina di dipendenti, contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più piacevole.</p>
<p>Ancora una volta viene riaffermata la filosofia Risto3: cucinare con responsabilità e offrire alla clientela dei piatti gustosi, valorizzando il territorio e gli ingredienti della filiera locale. La crescita costante e la capacità di rinnovarsi testimoniano la volontà della Cooperativa di continuare ad investire nel proprio territorio e nella comunità. Con quasi 1500 dipendenti, di cui oltre 400 soci, rappresenta oggi la principale cooperativa di ristorazione del Trentino. L’offerta di Risto3 va oltre la preparazione di un piatto ma è il risultato di un’organizzazione complessa e coordinata, che assicura qualità e sicurezza per i clienti e opportunità di lavoro a tutte le persone coinvolte.</p>
<p>L’apertura del nuovo Ristorante Self a Spini di Gardolo conferma l’impegno della Cooperativa nel guardare al futuro all’interno del proprio territorio, con progetti capaci di coniugare innovazione, efficienza e attenzione alle persone. Non solo un luogo dove pranzare, ma uno spazio in cui tutta la comunità può trascorrere una pausa di qualità e in un ambiente curato.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">4f72bd98-bf11-409a-85ec-8679a5e35fb7</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/disabilita-il-trentino-puo-essere-laboratorio-di-innovazione</link><title>Disabilità: il Trentino può essere laboratorio di innovazione</title><description><![CDATA[<p>La riforma della disabilità introdotta dal Governo italiano con il Decreto Legislativo 62/24 si annuncia come un cambiamento radicale. Il Trentino sarà una delle Provincia della sperimentazione prima della sua applicazione nel 2027 su tutto il territorio nazionale. Se ne è parlato oggi a Rovereto nel convegno organizzato da Consolida con le cooperative in collaborazione con Fondazione Franco Demarchi e Comune di Rovereto.</p>
<p>L’assessore Tonina: “È una sfida importante che richiede visione, competenza e soprattutto gioco di squadra per migliorare la qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti.”</p>
<p>Gennai, presidente Consolida: la cooperazione sociale accoglie la sfida pronta a contribuire ad un percorso collegiale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/rslb0mql/da-sinistra-gennai-sordoni-tonina.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/disabilita-il-trentino-puo-essere-laboratorio-di-innovazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1193</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Per tanti anni i sistemi di welfare hanno considerato la persona con disabilità come un soggetto da aiutare e da assistere; un meccanismo che oggi andiamo a scardinare, immaginando di dare risposte molto diverse e soprattutto di superare le frammentazioni tra la parte sanitaria e quella sociale. II mondo è cambiato, sono cambiate le prospettive e dobbiamo tenere conto che servono interventi individuali e piani mirati da sviluppare in un contesto che deve essere sempre più integrato dal punto di vista dei servizi, della presa in carico, delle opportunità e dei progetti per la persona con disabilità e per la sua famiglia”  Con queste parole della <strong> Ministra per le disabilità Alessandra Locatelli</strong> si è aperto stamattina a Rovereto nella sala conferenze del MART il convegno dedicato alla Riforma della disabilità organizzato da <strong>Consolida</strong> con le cooperative sociali <strong>Impronte</strong>, <strong>CS4, Eliodoro, Grazie alla Vita, GSH, Incontra, Laboratorio Sociale, La Rete</strong> e in collaborazione con <strong>il Comune di Rovereto</strong> e la <strong>Fondazione Franco Demarchi</strong> e il sostegno di <strong>Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto</strong>. Un appuntamento pensato per approfondire le nuove norme, ma soprattutto per avviare un dialogo rispetto alla loro attuazione, a partire dalla sperimentazione che avverrà in alcuni territori compreso il Trentino, prima dell’entrata in vigore su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>"Siamo orgogliosi che il Trentino sia stato scelto come uno dei territori di sperimentazione della Riforma sulla disabilità. È un'occasione per dimostrare la qualità del nostro sistema di welfare e la capacità di fare squadra tra istituzioni, servizi e Terzo Settore, in quanto contesto dove la cooperazione svolge un ruolo centrale". Sono state queste le parole dell'<strong>Assessore alla Salute e Politiche sociali e Cooperazione, Mario Tonina</strong>. "Questa Riforma rappresenta un cambio di prospettiva e approccio, mettendo al centro la persona e i suoi diritti, nei contesti di vita scelti liberamente. Tra le principali innovazioni ci sono la valutazione di base, la valutazione multidimensionale, il Progetto di Vita personalizzato, l’accomodamento ragionevole, con un'attenzione speciale all'inclusione scolastica. È una sfida importante, che richiede visione, competenza e soprattutto gioco di squadra per migliorare la qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti. E su questa sfida il Trentino è pronto - ha concluso Tonina - grazie alla rete di istituzioni, Terzo Settore, associazioni e comunità".</p>
<p>“La riforma ci pone di fronte ad una grande sfida trasformativa – ha affermato <strong>Francesca Gennai, Presidente del consorzio Consolida</strong>. Tre gli elementi centrali, innanzitutto il linguaggio: perché un lessico povero finisce per disabilitare le persone e chiudere i contesti; l’uguaglianza: dobbiamo stare attenti a che l’applicazione della riforma non generi nuove discriminazione legate ai contesti territoriali o alle condizioni socio-economiche e culturali. Infine, l’integrazione: serve collegialità e un percorso di co – progettazione che coinvolga l’ambito sanitario, sociale ed educativo e che parta dalla ricognizione delle risorse, delle competenze, dei modi di lavorare, degli assetti organizzati necessari a sostenere il riorientamento”.</p>
<p>“La disabilità non è della persona, ma investe tutta la famiglia – ha ricordato <strong>Roberto Cazzanelli</strong>, raccontando la sua esperienza di padre di un figlio con disabilità -. “Famiglia che a volte rischia per iperprotezione di sostituirsi alla persona con disabilità e va quindi aiutata in questo percorso”.</p>
<p><strong>Giorgia Sordoni, Vicepresidente di Confcooperative Marche</strong> che ha partecipato al percorso ministeriale di elaborazione della riforma ne ha illustrato alcuni degli articoli che definiscono il percorso semplificato della valutazione di base, quindi la valutazione multidimensionale che porta al Progetto di vita sottolineando come la titolarità sia della persona con disabilità.</p>
<p>“Ma quello che occorre cambiare per primo – secondo <strong>Giovanni Merlo, Direttore Ledha Lombardia </strong> è il punto di partenza dei sistemi di welfare che deve diventare i diritti delle persone: “fino ad oggi non abbiamo fatto i progetti di vita, ma piani di intervento. Dare spazio ai desideri delle persone con disabilità significa riconoscere loro anche il diritto di scegliere, di sbagliare e la responsabilità”<strong>.</strong></p>
<p>Il convegno prosegue nel pomeriggio con un approfondimento sul Progetto di Vita e vedrà gli interventi di <strong>Roberto Franchini, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>; <strong>Marco Bollani, Direttore cooperativa Come NOI</strong> e <strong>Lorenzo Minacapelli, testimone</strong> percorso di accompagnamento, moderati da <strong>Sabrina Berlanda e Alba Civilleri, Ricercatrici Fondazione Franco Demarchi</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consolida - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">831aa65b-5626-45a9-b128-a3e9149cfd8c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/conclusa-l-edizione-della-ux-challenge</link><title>Conclusa l’edizione 2025 della UX Challenge</title><description>Vince il team al lavoro con PAMA. Premio per l'idea a maggiore impatto sociale, consegnato dalla Federazione Trentine della Cooperazione, per il team abbinato a Cooperativa Lavoro.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/knglnqf1/evento-finale-ux-challenge-partecipanti-1.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/conclusa-l-edizione-della-ux-challenge" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[La UX Challenge è la sfida tecnologica promossa dalla <strong>Fondazione HIT</strong> che consente a chi studia o svolge ricerca nel campo del design e dell’interazione persona-macchina di lavorare a stretto contatto con le imprese e le organizzazioni dell’economia sociale trentina per innovare e riprogettare l’esperienza utente (UX) di prodotti e servizi digitali ad alto impatto sociale.<br /><br />Giunta all’ottava edizione, quest’anno ha visto la partecipazione di 35 studenti e studentesse universitari/e, 7 mentori, 7 imprese e associazioni: <strong>ALPINVISION, Comunità territoriale della valle di Fiemme, Cooperativa Sociale Lavoro, Cooperativa Sociale Kaleidoscopio, Deda.next, PAMA e SAT – Società Alpinisti Tridentini.</strong><br /><br />I gruppi di lavoro hanno avuto una settimana di tempo, <strong>dal 7 al 14 febbraio 2025</strong>, per elaborare delle soluzioni e preparare il loro pitch. L’evento finale di presentazione dei risultati prodotti dai team si è tenuto oggi presso la Sala InCooperazione della Federazione Trentina della Cooperazione.<br /><br />Ad aggiudicarsi l’ottava edizione della challenge sono cinque studenti e studentesse del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive Maggie Bowen, Jonas Forte, Octavian Fusari, Sofija Jurane e Alessandro Ruffo, seguiti dalla mentore Maria Teresa Stella di Cerved Group. Il team ha lavorato sulla sfida proposta da PAMA, azienda roveretana specializzata nella progettazione e produzione di macchine utensili, con l’obiettivo di sviluppare una versione fruibile su dispositivi mobile di vario tipo di funzionalità attualmente limitate, in quanto confinate al pannello di controllo integrato nelle macchine. La nuova soluzione consente di visualizzare aggiornamenti sullo stato della manutenzione e di ricevere notifiche o avvisi per azioni preventive necessarie.<br /><br />I/le componenti del team vincitore si aggiudicano un anno di membership per Professionisti presso l’Interaction Design Foundation.<br /><br />Assegnato inoltre dalla <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong> il <strong>premio per l’Impatto Sociale</strong>, equivalente a un buono spesa del valore di 75 EUR da utilizzare sulla piattaforma e-commerce dei prodotti cooperativi intrentino.com, al team composto da Anna Cendron, Teresa Ferrara, Silvia Gori e Marianna Lombardi. Il team, con il supporto di Eleonora Mencarini (Fondazione Bruno Kessler) ha lavorato con la <strong>Cooperativa sociale Lavoro</strong> alla progettazione di una nuova applicazione mobile per segnalare, raccogliere, catalogare e gestire oggetti destinati al riuso.<br /><br />La giuria, composta da Massimo Zancanaro (Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler), Giulia Giagnoni (Federazione Trentina della Cooperazione), Nicola Mascia (Confindustria Trento) e Beatrice Devigili (Fondazione HIT) ha assegnato infine due menzioni speciali rispettivamente al team abbinato alla Comunità territoriale della Valle di Fiemme e al team collegato alla SAT – Società Alpinitisti Tenentini per la qualità dei risultati raggiunti e la professionalità con cui è stata interpretata la rispettiva sfida.<br /><br />La UX Challenge è un’iniziativa di Fondazione Hub Innovazione Trentino, realizzata in collaborazione con Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Trentino Sviluppo, Confindustria Trento, Federazione Trentina della Cooperazione, Trentino Social Tank e l’Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa HIT: Hub Innovazione Trentino</author></item><item><guid isPermaLink="false">127a9026-a66d-4d32-b936-d0c43ecc0a59</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperfidi-fei</link><title>Cooperfidi, plafond agevolato dall’Europa per garantire 25 milioni di finanziamenti alle cooperative</title><description>Grazie all’Accordo di controgaranzia con il Fondo Europeo per gli Investimenti, il contributo non assorbirà il de minimis, né avrà condizionamenti rispetto alle dimensioni delle cooperative richiedenti. Domande dal primo ottobre</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/zcbjq03n/cooperfidi-da-dx-guido-leonardelli-e-antonio-bortolotti.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperfidi-fei" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6048</width><height>4024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Presenta caratteristiche del tutto innovative e di notevole ricaduta economica la nuova tipologia di garanzie che Cooperfidi mette a disposizione delle cooperative trentine.</p>
<p>Grazie all’Accordo di controgaranzia nell’ambito del Fondo Eu sottoscritto con il FEI (Fondo Europeo degli Investimenti), infatti, la cooperativa che ha come core business la concessione di garanzie sui fidi potrà garantire finanziamenti per 25 milioni di euro a favore delle imprese sociali, tipologia di azienda che secondo la normativa europea comprende tutte le cooperative del nostro territorio, indipendentemente dalla dimensione di impresa, dalla durata del finanziamento e dal settore d’attività (quindi non solo le coop sociali, ma anche agricole, di consumo, di produzione lavoro…).</p>
<p>Grazie alla provenienza europea dei fondi utilizzati, le imprese beneficiarie non avranno assorbimento di de minimis, e potranno fruire di un duplice vantaggio: uno sconto sulle commissioni per le garanzie ed insieme una diminuzione di tasso sul finanziamento erogato dall’istituto di credito (minore spread).</p>
<p>«Con questa iniziativa, unica in provincia di Trento – spiega <strong>Guido Leonardelli</strong>, presidente di Cooperfidi – riusciremo a diversificare la nostra offerta, fornendo alle imprese socie strumenti che possano rispondere alle esigenze di credito più complesse, cioè, trovando soluzioni alle problematiche che finora le escludevano dal circuito delle garanzie, come l’assorbimento del de minimis e il perimetro dimensionale. Il tutto a condizioni economiche assolutamente di favore. Uno strumento molto interessante, che copre ogni tipo di finanziamento bancario a breve, medio e lungo termine, con una particolare attenzione ai progetti innovativi e di significativo impatto sociale».</p>
<p>L’offerta sarà attiva dal primo ottobre e sarà valida per tre anni, fino a esaurimento del plafond.</p>
<p>La Federazione Trentina della Cooperazione, che aveva segnalato attraverso il proprio Ufficio progetti internazionali l’opportunità dell’accordo con il FEI a Cooperfidi, e supportato il complesso processo di accreditamento, è oggi impegnata nella promozione dello strumento presso le associate, affinché possa avere la maggiore ricaduta possibile.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">de37ad15-cc85-4de9-b329-a2b098e41fc7</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-il-centro-di-competenza-per-l-innovazione-sociale-in-italia</link><title>Nasce il Centro di Competenza per l’Innovazione Sociale in Italia</title><description>Il Centro di Competenza Seed, realizzato in collaborazione con analoghi centri nazionali promossi in tutta l'Unione Europea, si inserisce nel quadro delle azioni della Commissione UE sostenute dai programmi EaSI e Fondo Sociale Europeo Plus (ESF+).</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/sswjx5fr/seed-logo.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-il-centro-di-competenza-per-l-innovazione-sociale-in-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>343</width><height>168</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La piattaforma mira a supportare amministrazioni pubbliche, imprese e società civile nell'affrontare sfide sociali complesse attraverso approcci innovativi, coinvolgendo partner di rilievo come il <strong>Politecnico di Milano</strong>, il <strong>Politecnico di Torino</strong>, l’<strong>Università di Bologna</strong>, <strong>Euricse</strong> e la <strong>Fondazione Giacomo Brodolini</strong>. Questa rete collaborativa facilita lo scambio di competenze tra attori pubblici e privati, promuovendo un ecosistema inclusivo e innovativo.</p>
<p>Con queste parole l’<strong>On</strong>. <strong>Walter Rizzetto</strong>, <strong>Presidente della Commissione Lavoro presso la Camera dei deputati</strong>, ha aperto i lavori: «Ho voluto fortemente questa conferenza stampa di presentazione di SEED - Centro di competenza nazionale per l’innovazione sociale, per l’importanza che va attribuita all’innovazione sociale, soprattutto alla luce delle recenti trasformazioni socio-economiche, che rendono prioritario da parte delle istituzioni implementare le politiche orientate a supportare lo sviluppo di iniziative in tale ambito. L'innovazione sociale sta assumendo un ruolo crescente in risposta alle molteplici sfide complesse che il nostro sistema Paese si trova ad affrontare e che vanno gestite con strumenti innovativi e efficaci, per superare l’inadeguatezza delle soluzioni tradizionali che non sono più in grado di affrontare la complessità e l'interconnessione delle sfide del nostro tempo: disuguaglianze a livello sociale, invecchiamento della popolazione e calo natalità; adeguamento ai processi di transizione, come quello digitale; crescente richiesta di soluzioni più inclusive, partecipative e sostenibili».</p>
<p>La prof.ssa<strong> Francesca Rizzo</strong>, <strong>presidente di SEED Scarl</strong>, ha aggiunto che «il Centro di Competenza per l’innovazione sociale SEED è stato riconosciuto dal Ministero del Lavoro e dalla Commissione Europea. Il suo obiettivo è supportare l'agenda nazionale su Innovazione Sociale e Economia Sociale, promuovendo soluzioni innovative per affrontare le problematiche sociali attraverso prodotti, servizi e modelli di business sostenibili e inclusivi. SEED mira a promuovere una cultura dell’innovazione sociale in Italia e facilitare l'implementazione della regolamentazione del Terzo Settore».</p>
<p><strong>Gianluca Salvatori, Vice Presidente di SEED</strong>, ha evidenziato che «l'innovazione sociale è un tema centrale nelle politiche europee, focalizzato sulla creazione di valore sociale oltre a un mercato più ampio ed efficiente. L'interesse per l'innovazione sociale deriva dalla combinazione del potere dello Stato nell'assicurare l'uguaglianza, dell'efficienza e rapidità del settore privato, e dalla capacità del Terzo Settore e dell'economia sociale nel mobilitare energie e motivazioni diverse dalla ricerca del guadagno». Ha spiegato inoltre che l'Unione Europea ha promosso una rete di centri nazionali di competenza, alla quale l'Italia ha aderito, per proporre soluzioni innovative ai bisogni sociali urgenti.</p>
<p><strong>LE CARATTERISTICHE DEL CENTRO SEED </strong></p>
<p>Tre sono gli obiettivi principali del Centro SEED: 1) <strong>diffondere la conoscenza e le competenze</strong> <strong>tecniche sull'innovazione sociale</strong> tra attori pubblici e privati, 2) essere un <strong>punto di riferimento per il disegno di politiche pubbliche,</strong> collaborando con le amministrazioni centrali, regionali e locali nella creazione di servizi e soluzioni innovative secondo i principi dell’amministrazione condivisa, 3) <strong>creare un ponte tra l'Italia e gli altri centri di competenza europei </strong>per lo scambio di esperienze e pratiche innovative.</p>
<p>Il Centro offrirà diversi<strong> servizi</strong> per promuovere l'innovazione sociale, come <strong>definizione di strategie</strong> e piani d'azione<strong>, consulenza e formazione</strong> per enti pubblici, Terzo settore e imprese<strong>, supporto per accedere ai finanziamenti europei</strong>. Inoltre, promuoverà il coinvolgimento e la cooperazione tra stakeholder per la costruzione di partenariati pubblico-privati, favorirà i processi di co-progettazione, promuoverà la <strong>realizzazione e diffusione di studi sull'innovazione sociale</strong>.</p>
<p>Il Centro SEED avrà <strong>sede legale</strong> a <strong>Milano</strong>, presso il Politecnico di Milano (via Durando 10) e <strong>sede operativa </strong>a <strong>Torino,</strong> presso Open Incet (piazza Teresa Noce 17).</p>
<p><strong>IL CONTESTO</strong></p>
<p>La Commissione europea promuove l'innovazione sociale attraverso il programma EaSI e il Fondo Sociale Europeo Plus (ESF+), che a partire dal 2021 si sono dati l’obiettivo di costituire un Centro di Competenza europeo e 27 Centri nazionali.</p>
<p>Il progetto SEED (2021-2023), coordinato dal Comune di Torino con il supporto dell'Autorità di Gestione italiana dell'ESF+, è stata l’iniziativa con la quale in Italia si è dato riscontro al programma europeo. Seed si è impegnato a dar vita al Centro di Competenza Italiano con la partecipazione di cinque enti fondatori: POLIMI, POLITO, UNIBO, EURICSE e FGB s.r.l.</p>
<p>Nel 2022 è stato istituito il Centro Europeo per l'Innovazione Sociale, al quale ha fatto seguito il bando ESFA (2023) finalizzato a rafforzare i Centri nazionali e a promuovere la collaborazione transnazionale. Il partenariato costituito per il progetto Seed si è aggiudicato anche questo secondo progetto (Seed2Scale - 2024-2027), sempre con il coordinamento del Comune di Torino.</p>
<p>Il 14 marzo 2024 è stata fondata SEED Scarl, con gli stessi partner italiani, come unico ente in Italia riconosciuto dalla Commissione europea come parte della rete europea dei centri di competenza per l’innovazione sociale.</p>
<p>Il Centro di Competenza Italiano per l’Innovazione Sociale e il progetto Seed2Scale rappresentano un’opportunità unica per consolidare il ruolo dell’Italia nell'innovazione sociale, promuovendo politiche e servizi efficaci e sostenibili per rispondere alle esigenze della società.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">041f2a41-555e-4b31-87b0-af0ecbbb6c59</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/progetto-esira-per-aree-rurali-sempre-piu-innovative</link><title>Progetto Esira per aree rurali sempre più innovative</title><description><![CDATA[<p>Le città di Rovereto e di Pergine Valsugana hanno ospitato la presentazione di un progetto dedicato al rafforzamento dell’innovazione sociale nelle aree rurali. E’ organizzato da Euricse. La Cooperazione Trentina è ente partner.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qdkl5kpl/intervento-sforzi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/progetto-esira-per-aree-rurali-sempre-piu-innovative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1537</width><height>894</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Due sere dedicate a Esira, acronimo di “Enhancing Social Innovation in Rural Areas”, vale a dire un “progetto dedicato al rafforzamento dell’innovazione sociale all’interno delle aree rurali”.</p>
<p>Due le tappe iniziali (definite Map nel gergo di questa iniziativa) di un percorso destinato a proporne altre sul territorio trentino. “In sostanza – spiegano i promotori del progetto - si tratta di promuovere laboratori rurali gestiti da ecosistemi territoriali le cui attività sono finalizzate a co-progettare iniziative di economia sociale da testare assieme agli attori coinvolti”.</p>
<p>L’uno-due iniziale ha avuto per teatro le città di Rovereto e di Pergine Valsugana. Nella città della Quercia all’Auditorium della Fondazione Famiglia Materna, nel centro dell’Alta Valsugana presso la nuovissima sede della Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana.</p>
<p>Avviato lo scorso gennaio, Esira si concluderà nel dicembre 2027. E’ finanziato dalla Commissione Europea attraverso Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione.</p>
<p>L'evento, organizzato da Euricse (Istituto Europeo per la Ricerca Cooperativa e Sociale con sede a Trento) e dalla Federazione Trentina della Cooperazione (nel ruolo di partner del progetto) ha registrato la partecipazione di numerosi rappresentanti delle comunità locali e di vari enti pubblici e privati. “Esira – aggiungono i curatori - è un partenariato internazionale che vede partecipi quindici enti di Spagna, Italia, Norvegia, Ungheria, Polonia, Serbia, Lituania e Francia. E’ coordinato dall’Università di Burgos. Obiettivo: promuovere lo sviluppo socioeconomico e migliorare la qualità di vita delle persone a maggior rischio di esclusione, attraverso la promozione di iniziative locali di economia sociale, concretizzando soluzioni innovative a vantaggio di territori più inclusivi, resilienti e prosperi”.</p>
<p>Nel corso dell'incontro, i rappresentanti di Euricse e della Federazione hanno illustrato le attività di Esira nelle comunità della Vallagarina e dell’Alta Valsugana-Bernstol, soffermandosi sullo studio comparativo sull’economia sociale in corso in Provincia di Trento. Questo studio analizza politiche, servizi e iniziative volte all’inclusione sociale e lavorativa delle persone più fragili nelle comunità rurali. Il momento successivo è stato affidato al laboratorio interattivo. Qui, i partecipanti, hanno espresso bisogni, proposte e contributi per il successo del progetto. Questo momento di confronto ha permesso di raccogliere preziose idee e suggerimenti utili a definire le azioni future di Esira.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">61c135d8-8464-4f42-8af5-f7bfe378279b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/innovazione-e-ricerca-a-trento-il-nuovo-centro-di-eccellenza-pwc</link><title>Innovazione e ricerca, a Trento il nuovo Centro di eccellenza Pwc</title><description><![CDATA[È operativo il nuovo Centro di eccellenza PwC di Trento, l’hub tecnologico nato dalla collaborazione con il Gruppo Cassa Centrale. Si tratta di un polo di competenze al servizio delle imprese e degli enti locali del Trentino, con l’ambizione di metterle a disposizione delle realtà nazionali.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4xabyrdk/pwc24.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/innovazione-e-ricerca-a-trento-il-nuovo-centro-di-eccellenza-pwc" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Centro di eccellenza trova spazio in un’area di mille metri all’Itas Forum nel quartiere delle Albere, dove lavoreranno a regime circa 80 persone. L’obiettivo è di attrarre e valorizzare i migliori talenti del territorio. Questo pomeriggio, in occasione dell’evento inaugurale, l’assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca ha parlato del Trentino come terra di frontiera e mai di periferia. Nel ringraziare PwC per il grande impegno e la serietà con cui ha approcciato il nostro territorio, l’esponente della Giunta ha evidenziato come questa importante realtà abbia colto le opportunità che il Trentino offre nei campi dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo, ritenendo che questa fosse la sede ideale per il proprio nuovo hub tecnologico. L’Amministrazione provinciale saluta dunque con favore la collaborazione avviata con le diverse realtà del territorio, a partire dal Gruppo Cassa Centrale: si tratta di una grande occasione di crescita delle competenze che il territorio offre, ma anche di formazione per i giovani, con nuove opportunità di lavoro di alto profilo.</p>
<p>Il presidente e Ad di PwC Italia Giovanni Andrea Toselli, i vertici del Gruppo Cassa Centrale Giorgio Fracalossi, presidente, e Sandro Bolognesi, amministratore delegato, il chief information officer di Cassa centrale banca e ad di Allitude Manuele Margini, hanno partecipato all’inaugurazione del Centro di eccellenza insieme ad altri 200 ospiti, in rappresentanza delle istituzioni locali e del tessuto economico e produttivo del territorio. All’incontro hanno preso parte - tra gli altri - il sindaco di Trento, e Andrea Simoni e Silvio Ranise, rispettivamente segretario generale e direttore del Centro Cyber Security della Fondazione Bruno Kessler, partner per l’innovazione e la ricerca del Centro di eccellenza PwC.</p>
<p>Simoni ha esposto le potenziali sinergie da implementare nella collaborazione tra la Fondazione ed il nuovo Centro, attuando un percorso virtuoso che coniuga la ricerca con le capacità di creare soluzioni concrete; Ranise ha parlato delle nuove frontiere dell’identità digitale con un focus sul Digital wallet, progetto di valenza Europea, che consentirà di superare gli attuali limiti di privacy e le minacce del furto d’identità.</p>
<p>Durante l’incontro si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Innovazione tecnologica e nuove frontiere di sviluppo” a cui hanno partecipato i rappresentanti dei partner tecnologici del Centro di Eccellenza PwC: Francesco Del Sole, financial services leader di Microsoft Italia, Roberto Loro, technology &amp; innovation director di Dedagroup e Uljan Sharka, ad e founder di iGenius.<br />Il Centro di Eccellenza PwC si inserisce in un territorio dedito all’innovazione: la Provincia autonoma di Trento è infatti quinta in Italia per fattori di competitività, ovvero la capacità di offrire un ambiente attraente per gli investimenti e qualità della vita e del lavoro per i residenti. Con 545 mila abitanti e oltre 46.500 imprese, vanta un Pil pro capite del 34% superiore alla media nazionale (44.235 euro vs 32.984 euro), un’occupazione che supera il 70% (vs 61,5% nazionale) e un valore aggiunto per addetto al terzo posto in Italia (79.545 euro).</p>
<p>Il nuovo Centro di Eccellenza PwC, dove a regime saranno operative circa 80 persone, attraverso la componente di innovazione si occuperà di creare un ecosistema volto a valorizzare le migliori idee sviluppate da start up, Università, Fondazione Bruno Kessler e agirà da “Innovation lab” e acceleratore di progetti. Attraverso la componente di delivery seguirà lo sviluppo e la realizzazione di soluzioni IT.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">6c3d8fb5-3d78-4e46-b9b8-076a6c75d7d8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-impronte-un-nuovo-laboratorio-di-sartoria-a-rovereto</link><title>Cooperativa Impronte: un nuovo laboratorio di sartoria a Rovereto</title><description>La struttura, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Helpida di Bologna e con il coinvolgimento del Mart, darà nuove opportunità di creatività e inclusione sociale a 12 persone con disabilità</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/13hnago4/sartoria.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-impronte-un-nuovo-laboratorio-di-sartoria-a-rovereto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2312</width><height>1734</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>C’è del nuovo a Rovereto. In via Lungo Leno destro sta sorgendo, infatti, un nuovo laboratorio di sartoria che offrirà nuove opportunità alle persone con disabilità o disturbo dello spettro autistico. Il progetto, presentato stamani in conferenza stampa, è promosso dalla cooperativa sociale Impronte, nata a inizio gennaio di un anno fa dalla fusione di due cooperative storiche di Rovereto, “Il Ponte” e “Iter”, e si realizzerà grazie al coinvolgimento della Fondazione Helpida di Bologna e del Mart, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.</p>
<p>«Questo progetto – ha spiegato la presidente di Impronte <strong>Serenella Cipriani </strong>– è molto importante per noi, perché ci consente di integrare risorse pubbliche con altre private e del territorio che abitiamo, grazie all’intreccio di diverse relazioni, con l’obiettivo di offrire nuove competenze e nuove opportunità alle persone che seguiamo. In altre parole, si tratta di un nuovo passo avanti nella sfida sempre aperta per raggiungere una sostenibilità economica, sociale e lavorativa».</p>
<p>Il progetto, infatti, è stato finanziato dalla Fondazione Helpida di Bologna, dopo che il suo segretario generale <strong>Alberto Lenzi</strong>, a Rovereto per lavoro, aveva apprezzato la qualità e la cura del dettaglio degli oggetti di Impronte messi in vendita nel negozio in centro <em>Nepiunemeno</em>. Da questo incontro casuale e dalla sua volontà di capire di più rispetto a ciò che stava dietro a quegli oggetti, è nata questa iniziativa e la possibilità di internalizzare tutte le fasi di produzione dei manufatti grazie all’acquisto delle attrezzature professionali necessarie.</p>
<p>Borse, ziani, portacellulari e gli altri oggetti sartoriali realizzati, come ha spiegato il direttore di Impronte <strong>Filippo Simeoni,</strong> hanno una matrice green, ovvero vengono creati riutilizzando i materiali promozionali del Mart, rappresentato in conferenza stampa da <strong>Ornella Dossi</strong>.</p>
<p>«Questo appuntamento – ha sottolineato l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione <strong>Mario Tonina</strong> – ci ricorda quanto sia prezioso il lavoro sul territorio di realtà capaci di dialogare e collaborare, per rendere la nostra comunità sempre più attenta ai bisogni di tutti e sempre più inclusiva. Il lavoro e la diffusione di competenze e abilità si traducono grazie a questo progetto nella creazione di valore non solo sul piano materiale ma anche sociale. Centrale inoltre è il tema del riuso, così attuale e importante in un periodo storico in cui è fondamentale un utilizzo intelligente delle risorse a nostra disposizione. Il modello cooperativo, grazie a questa iniziativa, conferma da un lato la sua modernità e dall’altro la vocazione, che gli deriva dalla sua storia, a dare risposte ai bisogni della comunità mettendo al centro le persone».</p>
<p>«In questo progetto – ha aggiunto <strong>Giulia Robol</strong>, sindaca facente funzioni di Rovereto – c’è tanto di prezioso, che dà valore all’unicità di ogni persona. Grazie alla capacità di creare dialogo e relazioni che caratterizza l’avvio di questa iniziativa è possibile trasformare la disabilità in inclusione sociale e in patrimonio per tutti noi».</p>
<p>«Il contatto con la Fondazione Helpida – ha concluso <strong>Alberto Scerbo</strong> vicepresidente della Comunità della Vallagarina – rappresenta un riconoscimento oggettivo per la nostra realtà, per il nostro tessuto sociale e per la qualità che sa esprimere».</p>
<p><strong>Le motivazioni</strong></p>
<p>Impronte prosegue nel suo percorso di rigenerazione di luoghi e progetti con l’intento di promuovere un approccio alla disabilità e alla diversità sempre più prossimo alle persone e alla comunità.</p>
<p>L’inaugurazione del laboratorio di sartoria è una nuova traccia di questo percorso ed evidenzia il ruolo fondamentale delle relazioni con gli attori del territorio e la capacità di intercettare, attraverso una presenza significativa della cooperativa, le energie di una comunità solidale e attenta.</p>
<p>Uno spazio rigenerato non è solo un atto concreto di trasformazione di arredi e attività ma è un’azione complessa che prende forma dalla vocazione di Impronte a rendere complementari le azioni di persone ed istituzioni con diverse finalità ma tutte indirizzate verso la bellezza, la cultura e l’inclusione e la cura del territorio.</p>
<p><strong>Non solo Impronte</strong></p>
<p>Questa iniziativa trova nel coinvolgimento della <strong>Fondazione Helpida di Bologna</strong>, nata nel 2007, un sostegno essenziale per il nuovo laboratorio di sartoria nel segno di una visione del territorio che trova nell’operosità e nella partecipazione attiva e consapevole un tratto distintivo.</p>
<p>Il nome della Fondazione deriva dall’incontro del verbo inglese to help, aiutare e la radice dal greco antico elpís -elpídos, traducibile in italiano con il termine speranza.</p>
<p>Ad oggi il suo sostegno ha riguardato 116 realtà operanti nel terzo settore, un numero che esprimere una ferma e costante volontà di offrire un concreto aiuto alle aggregazioni solidali presenti sul territorio nazionale che svolgono progetti a favore delle persone più fragili o che vivono una condizione di maggiore vulnerabilità.</p>
<p><strong>Coinvolte le realtà del territorio</strong></p>
<p>Impronte, nel costruire relazioni significative sul territorio, ha coinvolto in questa iniziativa anche il Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, che consentirà al laboratorio di sartoria di utilizzare i banner pubblicitari delle tante iniziative museali e trasformali in borse ed altri prodotti disponibili nel negozio della cooperativa Nepiunemeno in centro a Rovereto come anche negli shop del museo.</p>
<p>Una rete di relazioni che ha come valore aggiunto il coinvolgimento diretto di persone con disabilità, volontari, un artigiano ed educatori nel trovare il modo di esprimere al meglio le caratteristiche dell’attività artigiana: creatività, impegno, dedizione, relazione ed apprendimento, cultura della bellezza e della gratificazione attraverso di essa.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">4a7971ed-509c-44b7-a9ac-822ba693b193</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/mobile-phone-box-spegnere-il-cellulare-per-accendere-la-famiglia</link><title>Mobile Phone Box, spegnere il cellulare per accendere la famiglia</title><description>Nel progetto, che ha forte valenza educativa, è coinvolta la cooperativa sociale Girasole di Rovereto, su iniziativa dell’Agenzia provinciale per la coesione sociale e del Liceo artistico Vittoria</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/evffqkk1/mobile.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/mobile-phone-box-spegnere-il-cellulare-per-accendere-la-famiglia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>703</width><height>617</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[La Mobile Phone Box è un contenitore di design in legno dove riporre i cellulari dei genitori e dei loro figli, che sarà introdotto nei ristoranti, nei musei e in altri luoghi aggregativi delle famiglie. Aiuta lo scambio relazionale dei familiari senza la distrazione dei cellulari e, al contempo, ha offerto un’opportunità agli studenti che l'hanno progettata di impegnarsi su un progetto dall’indiscutibile valore sociale e con insito in sé un valore aggiunto e cioè quello di stimolare i rapporti sociali e le relazioni “in famiglia”, che sono sempre più minati dall’uso costante e continuo dei cellulari nell’arco della giornata.<br /><br />Il progetto è nato nell’ambito del Safer Internet Month 2021, dove l’Agenzia per la coesione sociale con il Liceo artistico Vittoria lanciarono l’idea progettuale di una “Mobile Phone Box” insieme allo slogan “Accendiamo la famiglia e spegniamo il cellulare”. Gli studenti del Vittoria avevano in seguito progettato 24 modelli in legno ed uno è risultato quello selezionato dal gruppo di lavoro che, grazie all’Accordo di obiettivo approvato in Giunta su proposta dell'assessore all'istruzione, università e cultura <strong>Mirko Bisesti</strong>, entrerà a breve nel circuito produttivo e sarà introdotto sul territorio. I soggetti coinvolti sono il Dipartimento Istruzione e Cultura, l’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento, il Liceo artistico Vittoria di Trento, la Cooperativa Girasole in Rovereto e la Magnifica Comunità di Fiemme.<br /><br />“Si tratta – sottolinea l’assessore Bisesti – di un riuscito esempio di collaborazione tra mondo della scuola, politiche educative per la famiglia e mondo imprenditoriale. Rinunciare alla costante connessione cui la tecnologia ci ha abituato – ha aggiunto – è un tema di grande attualità e che ha risvolti estremamente importanti nei confronti della sfera della salute e in quella delle relazioni sociali. Questo progetto coglie quindi nel segno e ci ricorda quanto sia necessario, soprattutto per i più giovani, coltivare rapporti non mediati dalle tecnologie”.<br /><br />La delibera della Provincia autonoma di Trento segna un passo in avanti visto che approva una partnership tra il Dipartimento Istruzione e Cultura, l’Agenzia per la coesione sociale della Provincia Autonoma di Trento, il Liceo artistico Vittoria di Trento, la Cooperativa Girasole in Rovereto e la Magnifica Comunità di Fiemme, finalizzata a realizzare, commercializzare e diffondere sul territorio la Mobile Phone Box con il fine di alimentare la “comunità educante” grazie alla sua forte valenza educativa e sociale per le famiglie e per tutta la comunità.<br /><br />In particolare, è stata coinvolta la Cooperativa Girasole di Rovereto che opera a favore del reinserimento lavorativo di persone fragili e la Magnifica comunità di Fiemme che gestisce 12.000 ettari di boschi certificati FSC® e PEFC™ trentini ponendo la massima attenzione alla sostenibilità ambientale dello sfruttamento delle risorse forestali.<br /><br />Infine, il progetto ha un’ulteriore vocazione e cioè quella di innestarsi in un percorso volto a favorire la realizzazione di un distretto dell'economia solidale inteso quale circuito economico, a base locale, capace di valorizzare le risorse territoriali secondo criteri di equità sociale e di sostenibilità socio-economica e ambientale, per la creazione di filiere di finanziamento, produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a129a789-4e69-4d93-93bc-2730f17e297b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/siglato-l-accordo-tra-fondazione-hit-e-cooperazione-trentina</link><title>Siglato l’accordo tra Fondazione HIT e Cooperazione Trentina</title><description>Una nuova intesa per favorire il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica e portare innovazione e nuove tecnologie nel mondo della cooperazione</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/t5gjf0b2/da-sx-ivonne-forno-achille-spinelli-roberto-simoni.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/siglato-l-accordo-tra-fondazione-hit-e-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sinergie, dialogo, ottimizzazione delle risorse di sistema, ma soprattutto volontà di far conoscere e trasferire gli strumenti per favorire l’innovazione nel mondo delle organizzazioni cooperative del territorio. Questi i presupposti che muovono il nuovo accordo stipulato tra <strong>Fondazione Hub Innovazione Trentino (HIT)</strong>, ente strumentale della Provincia che si occupa di diffondere e valorizzare i risultati del sistema della ricerca e la <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, organizzazione che rappresenta oltre 400 imprese cooperative del territorio attive in 5 diversi settori economici: credito, agricolo, consumo, produzione lavoro e servizi, sociali e abitazione. L’accordo è stato siglato giovedì 29 giugno presso l’Assessorato allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, alla presenza dell’Assessore provinciale Achille Spinelli. Firmatari la presidente di Fondazione HIT<strong> Ivonne Forno</strong> e il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong>.<strong> </strong></p>
<p>«Sono certo che questa nuova collaborazione tra Fondazione HIT e Cooperazione Trentina – ha commentato l’<strong>Assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli </strong>– saprà avvicinare le cooperative e le imprese sociali trentine alle soluzioni tecnologiche create dal mondo della ricerca territoriale. Poter dialogare con esperti che monitorano e accompagnano costantemente le idee e le innovazioni che nascono in Ateneo e presso i nostri Organismi di ricerca – Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Edmund Mach – è un’opportunità importante che, come Provincia, sosteniamo con convinzione, perché i primi strumenti di innovazione vanno individuati e trasferiti direttamente da e verso il nostro territorio. Gli esperti di HIT sapranno certamente innestare proficue collaborazioni di sistema per favorire una significativa ricaduta della ricerca trentina nel contesto cooperativo locale, così come già succede con le imprese del comparto industriale grazie l’accordo in essere tra HIT e Confindustria Trento».</p>
<p>«HIT è l’ente strumentale della Provincia – ha dichiarato la <strong>Presidente di Fondazione HIT Ivonne Forno</strong> – che si occupa di portare i risultati della ricerca fuori dai laboratori per supportare lo sviluppo locale. Fa un lavoro di diffusione e valorizzazione della conoscenza. Un lavoro ad alta specializzazione che muove dall’analisi sia dei fabbisogni di innovazione del territorio, sia dei risultati della ricerca. Negli ultimi anni abbiamo avviato più di 200 operazioni di trasferimento tecnologico e messo in contatto, favorendo progetti di collaborazione, più di 100 imprese con il sistema della ricerca. Sulla scorta di questi ottimi risultati vogliamo allargare il nostro perimetro di azione e metterci sempre più a disposizione del tessuto socioeconomico trentino. Anche attraverso l’accordo con uno degli attori principali dell’economia sociale e di prossimità del territorio».</p>
<p>«L'innovazione – spiega il <strong>Presidente della Federazione Trentina della Cooperazione</strong> <strong>Roberto Simoni </strong>– è un aspetto imprescindibile del nostro modo di fare economia. Sebbene possa sembrare che le cooperative adottino un approccio conservativo, la realtà è ben diversa. Numerosi esempi sul territorio dimostrano la nostra propensione all'innovazione, come le celle ipogee di Melinda e la digitalizzazione della nostra Carta inCooperazione. Investire nell'innovazione, soprattutto in collaborazione con un partner locale di valore come HIT, è essenziale per offrire alle nostre imprese associate nuovi modi di stare sul mercato, mantenendo al contempo la nostra essenza di imprese protagoniste dell'economia sociale».<br /><br /><br /><br /></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">88915ebe-d4a8-4f6f-a367-e448c082747c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/wired-next-fest</link><title>Wired Next Fest 2023</title><description><![CDATA[<p>A Rovereto il 6 e 7 maggio il più grande evento sull’innovazione</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/m5cfxaph/wire.webp" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/wired-next-fest" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width /><height /></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Approda in Trentino il Wired Next Fest, il più grande evento <strong>a partecipazione gratuita</strong> in Italia dedicato all’innovazione e all’impatto delle tecnologie digitali. L’appuntamento è a Rovereto<strong> </strong>il 6 e il 7 maggio 2023. Il tema di questa edizione? L’Italia e il racconto di come il nostro Paese sta costruendo il suo futuro, mettendo al centro i territori e la loro capacità di connettersi con il mondo. </p>
<p>Il festival, che quest'anno compie 10 anni, animerà il centro storico di <a href="https://www.visittrentino.info/it/trentino/destinazioni/rovereto_md_266">Rovereto</a> con incontri, <strong>exhibition, live performace, workshop, laboratori </strong>e tanti ospiti. Scienziati, tecnologi, grandi aziende, Pmi, start-up, artisti e intellettuali discuteranno di come - anche in un mondo globalizzato - le culture e le politiche locali siano in grado di influenzare i processi d’innovazione e la nascita di nuove tendenze. </p>
<p>Sveliamo <strong>alcuni nomi</strong>: <em>Meredith Whittaker</em>, presidente della Signal Foundation, l’ente che cura lo sviluppo dell’omonima l’app di messaggistica considerata la più sicura per la privacy; l’immunologa e ordinaria di Patologia generale all’Università di Pavia, <em>Antonella Viola</em>, uno dei volti televisivi del racconto della pandemia; lo stand-up comedian e volto televisivo <em>Saverio Raimondo.</em></p>
<p>E poi ancora il compositore, cantautore e polistrumentista <em>Red Canzian</em>, già membro dei Pooh; lo youtuber e podcaster <em>Alessandro Masala</em>; <em>Nitro</em>, uno dei più importanti protagonisti della scena rap italiana; il <strong>neuroscienziato e ricercatore</strong> 28enne <em>Giulio Deangeli</em>, celebre per aver conseguito cinque lauree tra l’Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna; l’attivista di Ultima Generazione <em>Simone Ficicchia</em>; il cantautore e musicista <em>Dente</em>; il rapper <em>Olly</em>, protagonista dell’ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Polvere”.</p>
<p> </p>
<p><a href="https://eventi.wired.it/wnf23-rovereto/programma"><strong>GUARDA IL PROGRAMMA COMPLETO</strong></a></p>
<p>Fonte: Ufficio stampa evento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">514988a6-aaf1-42a6-8d1b-e649c7e9ec52</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nuova-pac-zanotelli-finanziamenti-destinati-a-progetti-che-scommettono-sull-innovazione</link><title>Nuova Pac, Zanotelli: “Finanziamenti destinati a progetti che scommettono sull’innovazione”</title><description>La Giunta provinciale ha approvato nell'ultima seduta la “road map” per l’investimento sul territorio dei 198,96 milioni di euro attribuiti al Trentino nell’ambito del Piano strategico della nuova Politica agricola comune (Pac) 2023-2027.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/emcj4nw5/competenze-veterinarie-in-capo-all-assessorato-all-agricoltura-una-precisazione-dell-assessore-giulia-zanotelli.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nuova-pac-zanotelli-finanziamenti-destinati-a-progetti-che-scommettono-sull-innovazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Per dare un'ulteriore impulso all'agricoltura trentina è necessario stimolare e sostenere progetti che esprimano elevati standard di qualità e che sappiano fornire un forte contributo sui fronti dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico” spiega l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, che ha portato sui banchi dell’esecutivo il documento di Complemento per lo Sviluppo rurale. “Solo se saremo in grado di proporci sul mercato con produzioni che esprimono elevati livelli di qualità, fortemente rappresentative del nostro territorio, sapremo mantenere la competitività sui mercati” evidenzia Zanotelli.<br />Per il nuovo periodo di programmazione, la regolamentazione europea ha previsto non più la stesura di Piani a livello territoriale, ma l’elaborazione da parte dello Stato italiano di un Piano strategico nazionale (Psp) che definisce le priorità sulla base delle caratteristiche regionali e provinciali. “Il documento di Complemento che abbiamo approvato oggi esprime le specificità che contraddistinguono il nostro territorio ed il sistema produttivo agricolo trentino, in coerenza con le linee strategiche già adottate dalla Giunta lo scorso agosto” sottolinea l’assessore Zanotelli. In accordo con le rappresentanze agricole coinvolte nell'ambito del Tavolo Verde, l’Amministrazione provinciale ha ritenuto di attribuire molta più importanza alla valutazione di merito delle proposte progettuali che saranno presentate nell'ambito dei diversi bandi che saranno aperti già a partire dalla prossima estate.<br />Da rimarcare anche le condizioni previste nel Piano per garantire un efficacie contrasto ai fenomeni speculativi nella gestione dei pascoli (obbligo di adozione del disciplinare malghe) e la previsione di ulteriori specifiche misure provinciali di accompagnamento all'insediamento di giovani agricoltori (tutoraggio, accesso al credito e al bene terra).<br />Nell’ambito dell’assegnazione delle risorse alla Provincia autonoma di Trento, il tasso di cofinanziamento comunitario tramite il Feasr è pari al 40,70%, che corrisponde ad un importo complessivo di 80.976.814,42 euro; nazionale pari al 41,51%, (82.588.392,30 euro) e provinciale pari al 17,79% (35.395.025,27 euro). A livello provinciale è stato avviato un confronto diretto e partecipato con il partenariato, che è proseguito nel corso del 2022 attraverso riunioni dedicate alla presentazione degli elementi di insieme del nuovo quadro strategico e delle sue possibili declinazioni in maniera adeguata alle necessità espresse dal territorio. Gli esiti del confronto sono scaturiti lo scorso agosto nell'approvazione da parte della Giunta delle linee strategiche provinciali.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">509738e8-8b9a-45af-8248-4c6a434520c5</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/agricoltura-e-innovazione-fbk-a-guida-del-progetto-ue-da-milioni-melinda-tra-i-tester</link><title>Agricoltura e innovazione: Fbk a guida del progetto UE da 60 milioni. Melinda tra i tester.</title><description><![CDATA[Con un orizzonte temporale di 5 anni, il progetto "AgrifoodTef" ha l’obiettivo di sviluppare infrastrutture di test e sperimentazione per promuovere l’adozione di servizi e prodotti basati su Intelligenza artificiale e Robotica nel settore agroalimentare europeo. <br /><br />Tra le imprese coinvolte per testare le innovative tecnologie in ambito agricolo, c'è il consorzio cooperativo Melinda, insieme ai suoi 4.000 soci.]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5ygllqq3/archivio-fotografico-fbk-foto-bolli.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/agricoltura-e-innovazione-fbk-a-guida-del-progetto-ue-da-milioni-melinda-tra-i-tester" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1244</width><height>829</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sarà l’Italia, e in particolare la Fondazione Bruno Kessler di Trento, a coordinare il progetto europeo AgrifoodTEF per sviluppare infrastrutture di test e sperimentazione di nuovi prodotti e servizi basati sull’Intelligenza Artificiale e la Robotica, a sostegno del settore agroalimentare europeo. </p>
<p>Risultato vincitore di un bando lanciato nel 2022 dalla Commissione Europea (parte del programma Digital Europe), il progetto AgrifoodTEF ha un budget totale di 60 milioni di euro e un orizzonte temporale di 5 anni. Il kic-koff meeting in cui si riuniranno tutti i partner di progetto è in programma l’1 e il 2 febbraio 2023 proprio nella sede FBK di Povo.</p>
<p>Il consorzio vincitore è composto da alcuni fra i maggiori attori europei nell’ambito dell’innovazione digitale applicata alla produzione agroalimentare. Organizzato in tre nodi nazionali (Italia, Germania, Francia) e 4 nodi satellite (Polonia, Belgio, Svezia e Austria), rivolge i propri servizi ad aziende e sviluppatori di tutta Europa che vogliano validare le proprie soluzioni innovative in condizioni di utilizzo reale, velocizzandone la transizione al mercato.</p>
<p>Le aziende interessate potranno usufruire dei servizi AgrifoodTEF, contattando direttamente il coordinatore del progetto.</p>
<p>“Da più di 30 anni”, spiega Raffaele Giaffreda (FBK), coordinatore del progetto, “la Fondazione Bruno Kessler è uno degli attori di punta a livello internazionale nel settore dell’Intelligenza artificiale, mirando a coniugare l’eccellenza scientifica con la capacità di produrre impatto economico e sociale. In linea con tale strategia, la Fondazione ha promosso la costituzione del consorzio per il progetto AgrifoodTEF risultato vincitore del bando. Il nodo italiano si specializzerà sulla qualità del Made in Italy agroalimentare e la tracciabilità della filiera produttiva, promuovendo una produzione che sia contemporaneamente di sempre maggiore qualità e sempre più sostenibile. Grazie alla varietà di Paesi coinvolti e all’eccellenza dei partner, l’enfasi sulle peculiarità nazionali non solo non saranno di ostacolo, ma abiliteranno la capacità del consorzio di servire clienti provenienti da un qualunque paese europeo”.</p>
<p>AgrifoodTEF è finanziato per il 50% dalla Commissione Europea e per il restante 50% dai governi degli Stati partecipanti al consorzio – il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per la parte italiana.</p>
<p>Oltre al coordinatore, FBK, il nodo italiano include eccellenze nazionali come l’Università di Napoli Federico II – coordinatore del Centro Nazionale Agritech – il Politecnico di Milano e l’Università di Milano, la Fondazione Edmund Mach, centro di eccellenza nella ricerca e innovazione agronomica e Engineering Informatica, azienda di riferimento per la trasformazione digitale del settore agricolo.</p>
<p>I nodi (N) e i satelliti (S) europei con i rispettivi coordinatori sono:</p>
<ul>
<li>N-Italia, coordinatore Raffaele Giaffreda (FBK)</li>
<li>N-Germania, coordinatore Stefan Stiene (University of Osnabrück)</li>
<li>N-Francia, coordinatore Agnes Delaborde (LNE)</li>
<li>S-Belgio, coordinatore Jurgen Vangeyte (ILVO)</li>
<li>S-Svezia, coordinatore Jonas Engstrom (RISE)</li>
<li>S-Polonia, coordinatore Lukasz Lowinski (Lukasiewicz L-PIT)</li>
<li>S-Austria, coordinatore Heinrich Prankl (Josephinum Research Institute)</li>
</ul>
<br /><br />Fonte: <a href="https://fbk.eu">fbk.eu</a>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">84af6710-a6ba-45ea-83a4-6651975387ea</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/sant-orsola-ecco-il-primo-lampone-a-residuo-zero</link><title>Sant'Orsola, ecco il primo lampone a residuo zero</title><description>Dopo aver lanciato, nel 2021, il mirtillo a residuo zero, la cooperativa trentina replica il risultato d'eccellenza, frutto di ricerche e sperimentazioni agronomiche durate anni.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/i5hlq50i/s-o-lamponi-rz-foto-pesante.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/sant-orsola-ecco-il-primo-lampone-a-residuo-zero" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>726</width><height>465</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Società cooperativa agricola trentina Sant'Orsola è riuscita a produrre il lampone residuo zero, una novità assoluta per l'Italia. E' il risultato di anni di studi, ricerche e rigorose sperimentazioni compiute dal suo staff di tecnici specializzati in simbiosi con i soci produttori in campagna. Da giovedì 5 maggio è certificato da Csqa, ente terzo nazionale riconosciuto dal Ministero per le politiche agricole. Gustoso frutto dal colore rosso intenso e colmo di sapore decisamente avvolgente, riconferma l'elevato standard di qualità tipico e tradizionale dell'azienda produttrice.</p>
<p><u>S'affianca al mirtillo pure a residuo zero prodotto nel 2020 dalla cooperativa</u> inizialmente dai suoi soci attivi nelle zone collinari n Sicilia e nelle Marche, ma da quest'anno anche in Trentino ed in Calabria. Era una novità assoluta per l'Italia, venne messo in commercio nel 2021 non appena superata la fase acuta della crisi pandemica.</p>
<p>Il lampone rz Sant'Orsola è totalmente italiano, ottenuto da varietà di proprietà della cooperativa stessa tra le molte brevettate e nella disponibilità dei soci. E' certificato Csqa, dunque alla raccolta é indenne da prodotti fitosanitari, nel pieno rispetto di quanto previsto dal disciplinare dell'ente preposto ai controlli. Il residuo zero è frutto di un sistema di gestione aziendale virtuoso lungo l'intera filiera e basato su rigorose pratiche agricole sostenibili, le uniche in grado di produrre un simile risultato.</p>
<p>Sugli scaffali della grande distribuzione organizzata e nei migliori negozi di ortofrutta sarà disponibile dalla prossima settimana nel tradizionale cestino coperchiato in materiale riciclato e riciclabile, nelle pratiche confezioni da 125 grammi.</p>
<p>Dopo il mirtillo ed il lampone, la Sant'Orsola continuerà a proporre novità esclusive al mercato ed ai consumatori già a partire dal futuro prossimo, intercettandone i bisogni ed i desideri di naturalità e per rispondere alla domanda di sempre maggiore qualità e salubrità degli alimenti<strong>. </strong></p>
<p>La cooperativa è leader italiana di settore, da 40 anni  produce in Trentino ed in alcune regioni italiane le migliori qualità di piccoli frutti, fragole e ciliegie. Il suo lampone rz viene coltivato dalle mani sapienti dei suoi soci in alcuni territori collinari particolarmente vocati dove i metodi di produzione sono totalmente rispettosi della natura e seguono rigidi protocolli controllati di lotta integrata. I soci sanno che difendere la natura garantisce al massimo la qualità.</p>
<p>Concetto sviluppato nella mattinata odierna dal direttore generale della Società cooperativa Sant'Orsola<strong> Matteo Bortolini alla presentazione del</strong> <strong>nuovo lampone rz</strong>. &lt;Questo lampone è frutto della naturale evoluzione della nostra visione complessiva. Noi siamo orientati da tempo a garantire la sostenibilità totale della produzione delle nostre aziende agricole in rapporto stretto con le esigenze di naturalità e salubrità espresse dal consumatore. I nostri piccoli frutti a residuo zero non sono comunque  l'unico obiettivo della Società cooperativa, ma una nostra naturale evoluzione che si sviluppa in molteplici direzioni. I piccoli frutti a residuo zero rappresentano un successo indiscutibile vista l'ottima accoglienza riservata l'anno scorso dai consumatori e dal mercato al primo mirtillo rz italiano prodotto dai nostri soci. Diciamo che rappresentano il nostro contributo tangibile e saporito alla preservazione della natura, risultato del nostro progetto basato su sostenibilità e sicurezza alimentare».</p>
<p><strong>La cooperativa Sant'Orsola produce e diffonde conoscenza: 15 anni di ricerche, sperimentazioni e sviluppo per ottenere il lampone rz.</strong></p>
<p>La Sant'Orsola produce non solo piccoli frutti, fragole e ciliegie, ma diffonde conoscenza, la condivide con i suoi soci e la mette a disposizione dei cittadini garantendo frutti salubri. <u>Il lampone rz infatti è il risultato di 15 anni di ricerche effettuate nel campo sperimentale aziendale attivo sull'altopiano trentino della Vigolana,</u> i cui risultati sono trasferiti ai soci produttori che li praticano nei campi di loro proprietà. E' dunque un figlio virtuoso dell'intera filiera.</p>
<p>Produrre il lampone rz ha richiesto la somma di molte competenze acquisite dall'intero staff di ricercatori e sperimentatori della cooperativa agricola. La pianta del lampone è infatti molto delicata per sua natura. Ottenere il residuo zero ha dunque obbligato ad utilizzare tutte le tecniche agronomiche accumulate in lunghi anni di lavoro usando metodi di lotta naturale per ottenere un lampone resistente e molto buono al gusto.</p>
<p><strong>Il lampone Rz Sant'Orsola certificato, privo di contaminanti chimici. </strong></p>
<p>Il residuo zero garantisce la insussistenza di residui da fitofarmaci nel frutto in vendita ovvero la sua salubrità. La produzione di questo tipo di lampone è certificata da Csqa, ente accreditato e riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. <u>E' dunque conforme allo standard attestato ufficialmente da Csqa (Dtp 021-rev05 del 5 maggio 2022) </u>per coltivazioni mediante tecniche di lotta integrata con residui di fitofarmaci addirittura inferiori al limite di quantificazione analitica (0,01 parti per milione) secondo metodi standard europei di misura praticati, riconosciuti e validati dalle autorità competenti<strong>. </strong></p>
<p>Tutte le produzioni frutticole della Cooperativa sono inoltre regolate da molti anni dal rigoroso &lt;Disciplinare di lotta integrata Sant'Orsola&gt;, conforme alle Linee guida nazionali che normano tale modalità.</p>
<p><strong>Lampone e salute.</strong></p>
<p><strong>E' un noto brucia-grassi il lampone. Il suo apporto calorico è limitato in virtù del suo basso contenuto zuccherino e ben si addice a chi sceglie regimi alimentari controllati ed ipocalorici in quanto contiene una notevole presenza di fibre e di acqua. E' notoriamente ricco di vitamine, ha proprietà antiossidanti ed anti-infiammatorie protettive della salute.</strong></p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">bac89e64-fec3-48fa-8112-27a28c34d08b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/google-e-alleanza-cooperative-stringono-patto-da-3-5-milioni-per-digitalizzare-le-cooperative</link><title>Google e Alleanza Cooperative stringono patto da 3,5 milioni per digitalizzare le cooperative</title><description>Google annuncia oggi il proprio supporto alla nascita di Cooperazione Digitale, un progetto pluriennale di Alleanza delle Cooperative Italiane che supporterà la digitalizzazione delle imprese cooperative e non profit.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/fv2pez1m/schermata-2022-03-02-alle-07-17-19.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/google-e-alleanza-cooperative-stringono-patto-da-3-5-milioni-per-digitalizzare-le-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1054</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cooperazione Digitale nasce da un confronto con il <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> sul tema della trasformazione digitale delle imprese italiane, con l’obiettivo di valorizzare le imprese cooperative e non profit. Il progetto sarà realizzato grazie a un fondo da 3,5 milioni di euro di <strong><a href="https://www.google.org/">Google.org</a></strong>, la divisione filantropica di Google impegnata sulle principali sfide della nostra società attraverso finanziamenti, innovazione tecnologica e competenze tecniche, per supportare le comunità più vulnerabili e offrire una maggiore equità e inclusione.</p>
<p>Alleanza delle Cooperative selezionerà un gruppo di imprese che andranno ad accompagnare la trasformazione digitale di 500 realtà italiane, prevalentemente cooperative e non profit, dando priorità a quelle impegnate in contesti periferici o marginali, in particolare create da donne e giovani, rigenerate dai lavoratori (“workers buyout”), o ancora alle cooperative che gestiscono i beni confiscati alle mafie. Le imprese interessate potranno così intraprendere un percorso di innovazione digitale e di inclusione in un network collaborativo e sostenibile, grazie ad attività di consulenza e programmi di implementazione tecnologica.</p>
<p>L’obiettivo del progetto <strong><a href="https://www.alleanzacooperative.it/cooperazione-digitale">Cooperazione Digitale</a></strong> è permettere di cogliere le opportunità della trasformazione digitale anche a quelle imprese che da sole non riuscirebbero a farlo, e allo stesso tempo rafforzare l’ecosistema dell’imprenditoria cooperativa e non profit ad alta tecnologia. Così il progetto mira a creare opportunità di impiego in particolare per i soggetti maggiormente in difficoltà, e a mettere anche le cooperatrici, i cooperatori e le imprese più vulnerabili nelle condizioni di cogliere le opportunità offerte dal <strong>PNRR</strong> nella sinergia che il digitale abilita tra tutte le 6 missioni presenti nel piano italiano.</p>
<p>Il fondo per Cooperazione Digitale porta a un totale di 8,5 milioni di euro il contributo complessivo, a partire dal 2018, di Google.org a favore di progetti di inclusione sociale, crescita e sostegno professionale in Italia. Molti dei progetti sono stati avviati durante la pandemia, tra cui il <a href="https://italia.googleblog.com/2020/04/un-fondo-globale-di-emergenza-per-il.html">Fondo di emergenza per il giornalismo locale</a>, la donazione per il sostegno alimentare della <a href="https://www.santegidio.org/pageID/30284/langID/it/itemID/36184/Google-in-aiuto-a-Sant-Egidio-per-soccorrere-chi-soffre-le-conseguenze-della-pandemia.html">Comunità di Sant’Egidio</a> o la collaborazione con Unioncamere per <a href="https://www.eccellenzeindigitale.it/">Eccellenze in Digitale</a>, il cui obiettivo è supportare la ripresa e la crescita delle piccole e medie imprese italiane.</p>
<p>Il supporto alla trasformazione digitale, in particolare per le realtà di piccole dimensioni, è uno degli impegni a lungo termine di Google in Italia. Dal 2013 sono stati avviati progetti come <a href="https://grow.google/intl/it/story/fabio-la-voglia-di-crescere-e-le-competenze-per-farcela">Crescere in Digitale</a>, <a href="https://www.eccellenzeindigitale.it/">Eccellenze in Digitale</a> e <a href="https://learndigital.withgoogle.com/digitaltraining/?_ga=2.33407034.566007057.1645558566-1966915537.1641990398">Google Digital Training</a>, per favorire un circolo virtuoso di impiegabilità e crescita economica, e un ponte di competenze tra le diverse generazioni. Dall’annuncio di <a href="https://italia.googleblog.com/2020/07/italia-in-digitale.html">Italia in Digitale</a>, nel 2020, <a href="https://italia.googleblog.com/2021/11/Italia-in-digitale-2021.html">un milione di persone e di piccole e medie imprese</a> hanno ricevuto formazione specifica sulle competenze digitali, per trovare un nuovo lavoro, progredire nella propria carriera o far crescere la propria attività. Molte di queste storie sono disponibili sul <a href="https://grow.google/intl/it/">sito di Italia in Digitale</a>.</p>
<p><em>“Sono particolarmente soddisfatto per la conclusione positiva di questo progetto con Google che valorizzerà la parte buona del mondo delle cooperative che potranno avere nuove opportunità di sviluppo grazie all’innovazione e digitalizzazione. In un periodo complesso e critico come quello che stiamo vivendo, dare il giusto sostegno alle cooperative rappresenta un riconoscimento nei confronti di una realtà che ha dimostrato negli anni di saper affrontare i momenti di crisi economica e sociale rispondendo prontamente alle esigenze dei mercati in cui operano. Da Ministro a loro tutela ho emanato una direttiva per contrastare i fenomeni distorsivi della forma societaria cooperativa e per migliorare le attività di vigilanza anche attraverso un sano meccanismo premiale”. </em><strong>Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico </strong></p>
<p><em>“Le cooperative possono ricoprire un ruolo chiave nella trasformazione digitale dell’Italia in modo sostenibile e inclusivo. Cooperazione Digitale va in questa direzione e rappresenta un impegno per far crescere l’economia italiana, mettendo al centro le persone, con una visione strategica sul futuro del Paese. Per questo siamo felici di poter contribuire a renderla un’opportunità più inclusiva, basata su uno sviluppo ambientale, civile e sociale equilibrato ed equo”. </em><strong>Matt Brittin, President EMEA, Google </strong></p>
<p><em>“Il progetto con Google.org assume una rilevanza strategica e ci dà la possibilità di supportare tante cooperative che possono trovare nella transizione digitale un’opportunità di sviluppo innovativo “dal basso”, ma con attenzione alla sostenibilità digitale. Noi diciamo sì all’innovazione che crea occupazione e si mette al servizio delle persone e non viceversa. La crescita e lo sviluppo sono tali se cresce il Bes del Paese. Lo scorso anno l’Italia è cresciuta di oltre il 6%, ma sono aumentate le diseguaglianze il cui contrasto è nel dna della cooperazione. In Italia, si stima che in 15 anni saranno a rischio obsolescenza oltre 3 milioni di lavoratori in agricoltura, nel commercio e nella manifattura. Questo ci deve portare a un investimento straordinario nella formazione e nell’istruzione delle persone e dei lavoratori”. </em>Così <strong>Maurizio Gardini, presidente Alleanza Cooperative Italiane</strong> commenta, anche a nome dei <strong>copresidenti Mauro Lusetti e Giovanni Schiavone</strong>, la sigla del progetto Cooperazione Digitale con Google.</p>
<p><strong>Alleanza delle Cooperative Italiane</strong></p>
<p>L’Alleanza delle Cooperative Italiane è il coordinamento costituito dalle Associazioni più rappresentative della cooperazione italiana (Agci, Confcooperative, Legacoop), attualmente presieduta da Maurizio Gardini.</p>
<p>Con 39.500 imprese associate rappresenta oltre il 90% del mondo cooperativo italiano per persone occupate (1.150.000), per fatturato realizzato (150 miliardi di euro) e per soci (oltre 12 milioni).</p>
<p>Numeri che portano la cooperazione a incidere sul PIL per circa l’8%. Va altresì considerata la raccolta delle Banche di Credito Cooperativo (158,4 mld).</p>
<p>Le cooperative italiane sono una realtà capace di grande inclusione socioeconomica dal momento che il 58% delle persone occupate sono donne, il 15% sono immigrati.<br /><br />Fonte: <a rel="noopener" href="https://www.alleanzacooperative.it/l-alleanza/google-e-alleanza-cooperative-stringono-patto-da-35-milioni-per-digitalizzare-le-cooperative.html" target="_blank">Alleanza Cooperative Italiane</a></p>]]></encoded></item></channel></rss>