<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=iniziativa</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 25 Apr 2026 14:14:06 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">6a5a3d8b-058c-4200-9add-37595e377790</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-trentina-per-la-vista</link><title>Nasce la Fondazione Trentina per la Vista</title><description>Rete fra i diversi soggetti che lavorano sulle tematiche dell'ipovisione, prevenzione, ricerca, inclusione.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5trppgys/toninavista.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-trentina-per-la-vista" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2400</width><height>1599</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono le parole chiave emerse dalla presentazione, oggi a Palazzo Benvenuti, di un nuovo soggetto in Trentino, la Fondazione Trentina per la Vista, che scaturisce dalla sinergia tra l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Trento e partner di rilievo come BTS - Banca per il Trentino-Alto Adige e il Gruppo ITAS Assicurazioni, con una missione, garantire un sostegno concreto a ciechi e ipovedenti, garantirne l'inclusione e l'autonomia e diventare un punto di riferimento territoriale per la tutela dei diritti visivi, la cultura della prevenzione e la partecipazione attiva della comunità.</p>
<p>“Oggi segniamo un passo importante per la nostra comunità: la nascita di questa Fondazione significa mettere al centro le persone, i loro bisogni e la qualità della loro vita. In un sistema sanitario che vuole essere davvero vicino ai cittadini, le associazioni come l’UICI rappresentano un ponte indispensabile: sono luoghi di ascolto autentico capaci di trasformare bisogni inespressi in azioni concrete", sono state le parole dell'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, che ha partecipato alla presentazione, evidenziando come l’iniziativa rappresenti un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore.</p>
<p>"Parlare di salute visiva oggi significa parlare di cultura della prevenzione. Individuare precocemente una patologia oculare può fare la differenza, migliorando significativamente il futuro delle persone. Per questo consideriamo l’ambulatorio oculistico di Trento non un semplice luogo di visite, ma un vero presidio territoriale e un modello di sanità di prossimità. Accanto a ciò, la ricerca scientifica deve diventare un patrimonio condiviso per costruire un sistema più consapevole. Come Provincia autonoma di Trento, crediamo in questo approccio integrato che unisce prevenzione, cura e inclusione, con l’impegno di continuare a costruire una comunità capace di accogliere e valorizzare ogni persona", ha concluso l'assessore Tonina, lodando l’impegno della Fondazione sul fronte della ricerca scientifica e delle politiche di inclusione a 360 gradi, citando progetti importanti della Provincia, come "Muoversi" per la mobilità.</p>
<p>Tra i numerosi interventi, Mauro Dallapé, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha sottolineato il legame con il territorio, indicando nella futura apertura del nuovo ambulatorio oculistico presso la sede dell’Unione il vero cuore pulsante del progetto: una struttura strategica che darà vita a fondamentali attività di screening, sensibilizzazione, formazione e orientamento. Fra gli obiettivi anche l'organizzazione di un convegno per presentare un'ipotesi di collaborazione fra i centri di ricerca trentina, ovvero Fbk, Università, Asuit, la Fondazione trentina per la vista nonché la professoressa Cattaneo, per confrontarsi sugli ultimi orizzonti della ricerca in tema di cellule staminali per la cura del glaucoma.</p>
<p>Attorno a questa visione si sono uniti il presidente della nascente Fondazione Paolo Piccoli, gli assessori comunali Giulia Casonato e Alberto Pedrotti, il consigliere provinciale Roberto Stanchina, e i partner istituzionali Giorgio Fraccalossi (Cassa Centrale Banca) e Bruno Da Re (Trentino Volley), che hanno ribadito la loro vocazione al sostegno di iniziative benefiche. All'evento, moderato da Rocco Cerone, presidente della Cooperativa "Oltre gli ostacoli", hanno contribuito anche il senatore Pietro Patton, portavoce di un messaggio della senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo sull'importanza della ricerca biomedica, e la campionessa paralimpica Chiara Mazzel, che ha offerto una toccante testimonianza sulla sua battaglia contro il glaucoma e la rinascita attraverso lo sport.</p>
<p><strong>Contatti Fondazione</strong></p>
<p>Corso Michelangelo Buonarroti, 78 – Trento</p>
<p><a href="http://www.fondazionetrentinaperlavista.it">www.fondazionetrentinaperlavista.it</a> - mail: <a href="mailto:info@fondazionetrentinaperlavista.it">info@fondazionetrentinaperlavista.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">ecf55f14-b0bb-4c35-9804-8772f4180585</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/co-di-pr-a-lancia-il-primo-fondo-ist-uva</link><title>Co.Di.Pr.A. lancia il primo Fondo Ist Uva</title><description><![CDATA[<p>Un nuovo scudo per il reddito dei viticoltori trentini.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/2rafnxl3/codipra2026.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/co-di-pr-a-lancia-il-primo-fondo-ist-uva" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>924</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In un contesto globale caratterizzato da crescente volatilità dei mercati agricoli e da forti pressioni sui costi di produzione, il Consorzio di Difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) annuncia la strutturazione del <strong>primo Fondo IST (Income Stabilization Tool) interamente dedicato al comparto viticolo</strong>.</p>
<p>Il <strong>Fondo IST Uva </strong>rappresenta un’innovazione strategica nel sistema di gestione del rischio agricolo: uno strumento mutualistico pensato per <strong>compensare i viticoltori in caso di cali significativi di reddito</strong>, derivanti da crisi di mercato, volatilità dei prezzi e condizioni economiche sfavorevoli.</p>
<p><strong>Un settore chiave sotto pressione</strong></p>
<p>Il comparto vitivinicolo italiano, con oltre 700.000 ettari vitati e un valore dell’export che supera gli 8 miliardi di euro annui (dati Vinitaly/Osservatorio del Vino), è uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a una crescente instabilità: aumento dei costi energetici e dei mezzi tecnici, fluttuazioni dei prezzi delle uve e del vino e dinamiche internazionali sempre più complesse.</p>
<p>In questo scenario, il Fondo IST introduce un meccanismo innovativo di protezione del reddito, già sperimentato con ottimali risultati per gli aderenti dal Consorzio con i fondi dedicati al mondo melicolo e zootecnico: l’intervento si attiva in presenza di <strong>perdite superiori al 20% del reddito medio aziendale</strong>, con possibilità di compensazione fino al 70% della perdita subita. “<em>Il comparto vitivinicolo avrà a disposizione un nuovo strumento evoluto, capace di rispondere a crisi sistemiche e non solo a eventi climatici. Il Fondo IST rappresenta un cambio di paradigma nella tutela economica delle imprese, una soluzione che si affianca agli altri strumenti messi a disposizione dal Consorzio, come la polizza collettiva e i Fondi mutualistici dedicati alle fitopatie</em>”, sottolinea <strong>Giovanni Menanapace</strong>, presidente di Co.Di.Pr.A.</p>
<p><strong>Un modello mutualistico sostenuto dall’Europa</strong></p>
<p>Uno degli elementi distintivi del Fondo è la forte leva pubblica: <strong>per ogni 3 euro versati dalle imprese aderenti, fino a 7 euro sono integrati da contributi europei</strong>, nell’ambito della PAC 2023-2027. Un modello che consente di amplificare la capacità di intervento e garantire maggiore stabilità finanziaria al sistema.</p>
<p>Il Fondo si basa su un approccio rigoroso e trasparente: il reddito aziendale viene calcolato considerando ricavi, contributi e premi pubblici, indennizzi assicurativi e mutualistici, al netto dei costi diretti di produzione. Le entrate saranno quelle puntuali dell’azienda agricola aderente mentre i costi diretti di produzione saranno assunti secondo parametri tecnici calcolati dalla Fondazione Edmund Mach e rapportati alla superficie agricola aziendale destinata alla produzione di uva.</p>
<p>“<em>Con questo Fondo vogliamo essere al fianco dei nostri associati viticoltori in questa fase di forte trasformazione e di grande incertezza per tanti fattori spesso al di fuori della gestione ordinaria: pensiamo all’impatto dei dazi, dei conflitti internazionali, del calo dei consumi; il mondo è cambiato e la gestione del rischio evolve con strumenti in grado di mettere al centro il reddito aziendale, vero motore di tutte le imprese– dichiara <strong>Marica Sartori</strong>, direttore di Co.Di.Pr.A. Nella nostra provincia il comparto esprime oltre 100 milioni di euro di valore produttivo che vogliamo contribuire a tutelare con uno strumento fortemente innovativo ma al tempo stesso concreto, basato sulle esigenze delle imprese del nostro territorio</em>” – conclude Sartori.</p>
<p>“<em>La costituzione di questo nuovo fondo, che si aggiunge agli strumenti già ora esistenti a disposizione degli agricoltori della nostra Provincia, mette a disposizione della filiera vitivinicola un importante mezzo di garanzia e stabilizzazione del reddito delle aziende. Con questa azione si dimostra ancora una volta la grande capacita del Trentino di fare sistema e di saper concretizzare le opportunità che le regole e gli aiuti comunitari mettono a disposizione del comparto agricolo.</em></p>
<p><em>L'approvazione di oggi, con riferimento alle condizioni in cui si trova ad operare il comparto vitivinicolo, assume ancora più valore ed importanza e potrà sicuramente tradursi in un nuovo assetto di competitività per i nostri viticoltori.</em>”, spiega <strong>Giulia Zanotelli</strong>, Assessore Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p><strong>Governance e accesso</strong></p>
<p>Il Fondo è gestito da Co.Di.Pr.A., in qualità di Soggetto gestore accreditato presso il Ministero dell’agricoltura ma con un sistema di <em>governance </em>autonomo attraverso la nomina di uno specifico <strong>Comitato di Gestione</strong>, espressione dell’intero sistema viticolo trentino, dalle organizzazioni dei produttori, alle organizzazioni professionali ed alla Provincia Autonoma di Trento, che hanno accompagnato e favorito la sua attivazione.</p>
<p>Possono aderire le imprese viticole in possesso della qualifica di agricoltore attivo. L’avvio operativo prevede il raggiungimento di almeno 150 aziende aderenti e il riconoscimento ministeriale entro l’estate 2026. Le aziende viticole possono aderire al Fondo direttamente online tramite il Portale del Socio di Co.Di.Pr.A. all’indirizzo: <a href="https://coffi.codipratn.it/">https://coffi.codipratn.it/</a></p>
<p><strong>Un progetto pilota per il sistema nazionale</strong></p>
<p>Il Fondo IST Uva si configura come <strong>progetto pilota per il settore vitivinicolo a livello nazionale</strong>, con l’obiettivo di diventare un modello replicabile per altri territori e comparti agricoli, come già successo con il settore mele e bovini da latte. Un passo decisivo verso un’agricoltura più resiliente, capace di affrontare le sfide dei mercati globali con strumenti innovativi e condivisi. “<em>I fondi di stabilizzazione del reddito, IST, rappresentano un passaggio fondamentale per l’evoluzione degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura, che arrivano alla garanzia della redditività delle imprese. Le competenze ed il know how sviluppato dai Condifesa in oltre 50 anni di attività, consentono di migliorare le potenzialità di un nuovo approccio di tutela per le imprese coerente con le nuove esigenze; siamo fortemente convinti che siano una risposta strutturata al contesto ed al tempo in cui viviamo, caratterizzato da incertezza e da un rischio sistemico, e coerente con le politiche europee, che vogliono sempre più favorire soluzioni in grado di rafforzare la resilienza economica delle imprese e la loro capacità di leggere i riflessi economici e la pianificazione delle strategie</em>”, sottolinea <strong>Andrea Berti</strong>, direttore di Asnacodi Italia.</p>
<p><strong>I componenti del Comitato del Fondo IST UVA</strong></p>
<ul>
<li>Andrea Berti</li>
<li>Davide Bertolini</li>
<li>Silvio Chistè</li>
<li>Andrea Giuliani</li>
<li>Lorenzo Libera</li>
<li>Goffredo Pasolli</li>
<li>Luca Rigotti</li>
<li>Roberto Roncador</li>
<li>Marica Sartori</li>
</ul>
<p>Per informazioni alla stampa: Pietro Bertanza - 0461/915108 - 349/5510913 - <a href="mailto:comunicazione@codipra.it">comunicazione@codipra.it</a> - <a href="mailto:pietro.bertanza@agriduemilasrl.it">pietro.bertanza@agriduemilasrl.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Codipra - Pietro Bertanza</author></item><item><guid isPermaLink="false">510a7a0e-21c6-47ec-aeeb-66754f390dda</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-voce-e-di-tutti</link><title>La voce è di tutti</title><description><![CDATA[<p>Torna la settimana dell'accessibilità comunicativa per abbattere le barriere del silenzio. Dal 13 al 19 aprile la decima edizione dell’evento promosso dalla Cooperativa GSH animerà le valli del Noce con sport, cultura e vita quotidiana a misura di simbolo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/2ecp1dzk/gsh2026.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-voce-e-di-tutti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>3000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dieci anni di impegno, di incontri e di barriere abbattute. Dal 13 al 19 aprile, i territori della Val di Non, della Val di Sole, della Piana Rotaliana e dell’Altopiano della Paganella tornano a riflettere su un diritto che troppo spesso diamo per scontato: quello di essere ascoltati e compresi. La decima edizione della “Settimana dell’Accessibilità Comunicativa” promossa da Gsh Cooperativa Sociale non è solo un traguardo simbolico, ma un invito a scoprire come il mondo possa cambiare quando cambiamo il nostro modo di comunicare.</p>
<p>Una settimana scandita da incontri con esperti, laboratori pratici, attività inclusive e momenti di riflessione sull’uso della CAA nella vita quotidiana.</p>
<p>“Spesso dimentichiamo che la parola non è l'unico modo per connettersi agli altri -ricorda il presidente della Cooperativa Gsh Michele Covi- e per molte persone, a causa di diagnosi diverse o fragilità temporanee, esprimere un bisogno o una scelta può diventare un ostacolo insormontabile. È qui che interviene la Comunicazione Aumentativa e Alternativa: non una semplice tecnica, ma una <em>cassetta degli attrezzi</em> fatta di ausili, immagini e simboli che restituiscono voce e autonomia a chi rischia di restare ai margini”.</p>
<p>Quest’anno l’inclusione esce dai Centri per sperimentare la vita di tutti i giorni, una quotidianità composta da molteplici attività. Il programma trasforma azioni quotidiane in esperienze accessibili a tutti: con Vaacanza in Paganella e  Menù in CAA l’organizzazione delle aTTIVITà TURISTICHE o e l'ordinazione al ristorante diventano accessibili grazie a supporti visivi che favoriscono l'autonomia.</p>
<p>Anche il movimento e la cultura saranno i grandi protagonisti di questa edizione. Dalla "CAAmminata", un allenamento sportivo che usa i simboli della CAA per permettere a tutti di partecipare, fino alla “Cultura per tutti”: laboratori Biblio-CAA nelle scuole e biblioteche, e un percorso dedicato al Museo Retico di Sanzeno.</p>
<p>Infine il “CAAffè in silenzio” è un’esperienza sensoriale per sperimentare l’interazione non verbale e comprendere il valore di ogni forma di comunicazione.</p>
<p>“I disturbi della comunicazione -spiega la responsabile del progetto Venera Russo- sono estremamente diffusi e coinvolgono persone di ogni età, con diagnosi e condizioni di vita tra loro molto diverse. Ciò che accomuna queste persone è la necessità di strumenti compensativi che permettano loro di comprendere il linguaggio verbale ed esprimere desideri, bisogni, opinioni e scelte, poiché le modalità comunicative abituali risultano temporaneamente o permanentemente insufficienti. La Settimana dell'Accessibilità è, in fondo, una sfida lanciata alla comunità: trasformare il nostro territorio in un luogo dove nessuno si senta <em>senza parole</em>".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">deb927c0-a71a-4945-864e-9afe4451210b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/domani-si-aprono-i-miraggi-di-educa-immagine</link><title>Domani si aprono i "Miraggi" di Educa Immagine</title><description>“Miraggi” è il titolo scelto per la settima edizione di Educa Immagine che partirà domani, 10 aprile, con proposte di incontri, talk, laboratori, workshop, iniziative nelle scuole e spettacoli, con focus su tutela della privacy, dipendenza e diritto alla disconnessione, intelligenza artificiale e infanzia, benessere emotivo e relazioni digitali, social media e viralità.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qxsbjeuc/educaimmagine.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/domani-si-aprono-i-miraggi-di-educa-immagine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>512</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Con Educa Immagine intendiamo fornire a studenti, famiglie e appassionati gli strumenti necessari per un’analisi critica del variegato linguaggio delle immagini, in modo da non subire passivamente i contenuti veicolati dal web e dai social. Questa edizione, in particolare, include un talk sulla fotografia storica, che anticipa il lancio, previsto per settembre, di un nuovo e unico progetto strategico provinciale, volto ad accompagnare i giovani verso una comprensione critica della realtà", commenta Francesca Gerosa, assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento, che al festival introdurrà proprio questo evento "Ritratti di classe: immagini, identità, memoria", in calendario sabato 11 aprile alle ore 15 al Mart. L'incontro, moderato da Roberta Opassi, vedrà la partecipazione di Rosario Perricone, Alessia Tagliaventi e Diletta Zannelli, e verterà su come le ritualità legate al ritratto di classe — una pratica quasi scomparsa, ma ricca di significati su appartenenze, trasformazioni e memorie condivise — possano relazionarsi con le modalità attuali con cui i giovani definiscono il proprio senso di gruppo. L'evento è inoltre riconosciuto ai fini dell'assolvimento dell’obbligo di aggiornamento per i docenti, in linea con gli accordi contrattuali vigenti nel comparto scuola.</p>
<p>Il festival affronta con ospiti d'eccezione alcune delle questioni in cui è oggi più che mai necessaria una cultura delle immagini e della loro percezione, dentro e fuori dal mondo digitale. <br />"Questa manifestazione parla ai giovani ma coinvolge l’intera città – aggiunge Giulia Robol, sindaca di Rovereto. Rovereto si conferma così spazio aperto al confronto culturale, alla formazione e alla costruzione di comunità consapevoli, capaci di abitare il presente senza smarrire il senso della realtà e delle relazioni umane".</p>
<p>"Le tematiche affrontate dal festival – riflette Giuseppe Consoli, presidente di Trentino Sviluppo – toccano alcuni dei nodi più sensibili del nostro tempo e ci aiutano a guardare anche i lati più complessi dell’innovazione. Accanto al valore economico e sociale delle industrie creative, è fondamentale far crescere una cultura capace di comprendere e gestire gli effetti del cambiamento. Per questo, in piena coerenza con la mission di Trentino Film Commission, accanto al sostegno alle produzioni e alla valorizzazione del territorio, investiamo in formazione, networking, divulgazione e media education".</p>
<p>Educa Immagine è promosso da Trentino Film Commission, area di Trentino Sviluppo, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Oltre a Provincia autonoma di Trento e Comune di Rovereto, sono partner del festival Mart – Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto, Fondazione Caritro, Università di Trento, Iprase. Sostenitori e media partner sono Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto, APT Rovereto Vallagarina e Monte Baldo, Rai Trentino, Rai Cultura e Artribune Magazine. Partner organizzativo per l’evento è Entropia.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">a0f151b7-6290-4bc4-8e02-34f8f5f855eb</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/l-affettivita-e-la-sessualita-nelle-persone-con-disabilita</link><title>L’affettività e la sessualità nelle persone con disabilità</title><description><![CDATA[<p>Il tema, un tempo escluso dal discorso pubblico, non è più un tabù. Se ne è parlato in un corso organizzato dalla coop sociale Villa Maria rivolto ai propri educatori e volontari.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ovjfay02/gabriele-buono.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/l-affettivita-e-la-sessualita-nelle-persone-con-disabilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1533</width><height>908</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Fino a qualche anno fa il tema dell'affettività delle persone con disabilità era rigorosamente escluso dal discorso pubblico, non se ne parlava. Complice un meccanismo di infantilizzazione, la persona disabile era vista come asessuata. La mentalità e la sensibilità sono con il tempo cambiate e oggi l'argomento non rappresenta più un tabù.</p>
<p>Educatori dei Servizi della coop Villa Maria (Io Abito, Macramé e Guardini) e volontari del progetto "Io Abito" hanno partecipato nei giorni scorsi a due distinti momenti di formazione su "𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀".</p>
<p>Il relatore, 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗼, educatore professionale e pedagogista in servizio presso l'Azienda sanitaria della Liguria, ha condiviso con i partecipanti l'esperienza maturata nei percorsi svolti sul tema. In particolare, Buono ha riferito del progetto “Cuori in dialogo” che ha coinvolto in incontri a cadenza settimanale un gruppo di adulti con disabilità intellettiva. Obiettivo: affrontare in vista di una soluzione le situazioni legate alla sfera dell’affettività che possono generare sofferenza e frustrazione nella persona disabile. Il percorso è partito dall’analisi dei bisogni per allargarsi al confronto su desideri, stereotipi di genere, pornografia, sentimenti, relazione sessuale. Spazio è stato anche riservato all’informazione sull’apparato riproduttivo, le malattie sessualmente trasmissibili, la contraccezione.</p>
<p>Il lavoro svolto nei laboratori si è tradotto nella produzione di un kit di materiali cartacei e digitali adottati dal gruppo di lavoro a livello nazionale nato tra educatori professionali e altre figure di specialisti per favorire gli scambi di buone pratiche in merito agli interventi su sessualità e disabilità.</p>
<p>Citando un documento dell'Oms, Buono ha rimarcato la funzione dell’educazione sessuale che contribuisce a creare un clima sociale di tolleranza, apertura e rispetto verso la sessualità e verso stili di vita, atteggiamenti e valori differenti. Dell’Oms anche la definizione di sessualità riportata dal relatore, descritta come un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita. Si esprime in pensieri, fantasie, desideri, valori, comportamenti e relazioni ed è influenzata da fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici e religiosi. </p>
<p>Dibattito, con l’espressione di posizioni diverse, ha suscitato tra i partecipanti agli incontri il passaggio della relazione di Gabriele Buono dedicato al disegno di legge 1442, depositato in Parlamento nel 2014. La proposta riguarda l’istituzione della figura - prevista da tempo negli ordinamenti di alcuni Stati del nord Europa - dell'assistente per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone disabili o assistente sessuale. Tale operatore, maturato un percorso di formazione di tipo psicologico, sessuologico e medico, avrebbe il compito di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico-cognitiva a vivere in maniera serena e appagante un'esperienza sensuale o sessuale e a indirizzare al meglio le proprie energie spesso scaricate in sentimenti di rabbia e aggressività. Il disegno di legge risulta insabbiato.</p>
<p>L’attività di formazione e informazione di Villa Maria sul tema oggetto degli incontri proseguirà con altri interventi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">55275ffa-df40-4f5a-8c68-31492ca7f234</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/viaggio-nel-cuore-della-montagna-che-custodisce-le-mele</link><title>Viaggio nel cuore della montagna che custodisce le mele</title><description>In Val di Non le celle ipogee diventano esperienza turistica. Dalle celle ricavate nella roccia alla Funivia delle Mele, l’unico impianto a fune al mondo dedicato al trasporto della frutta. In Val di Non il viaggio della mela diventa un’esperienza turistica che apre la strada a un modo completamente nuovo di vivere la montagna, non solo in superficie.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/1ohpew30/esperienze-turistiche-melinda-archivio-consorzio-melinda-e-apt-val-di-non-2-.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/viaggio-nel-cuore-della-montagna-che-custodisce-le-mele" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7699</width><height>5135</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Seguire il viaggio di una mela, il prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi, come d’incanto, in uno spazio tanto originale quanto suggestivo: il <strong>cuore profondo delle Dolomiti</strong>. Non è un sogno ma una proposta concreta che garantisce un’esperienza indimenticabile per i visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il <strong>Consorzio Melinda</strong> che, in collaborazione con le <strong>Aziende per il Turismo (ApT)</strong> della <strong>Val di Non</strong> e della <strong>Val di Sole</strong> e con il supporto di <strong>Trentino Marketing</strong>, lancia un nuovo programma di <strong>esperienze turistiche</strong> aprendo al pubblico le sue celebri celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Un’offerta sorprendente, che include ulteriori proposte inedite nel panorama del turismo alpino e che trasforma la melicoltura in grande racconto collettivo tra territorio, comunità e innovazione.</p>
<p>Ad accogliere il pubblico sarà anche <strong>MondoMelinda</strong>, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (TN). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, un originale percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su <strong>agricoltura e cooperazione</strong>. E di cui Melinda, con i suoi 4.000 e più soci riuniti in 16 cooperative che raccolgono ogni anno 400mila tonnellate di mele, pari a circa <strong>un quinto dell’intera produzione italiana</strong>, rappresenta il principale punto di riferimento.</p>
<p>La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’<strong>11 e 12 aprile</strong>. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una<strong> Special Edition inaugurale delle visite alle spettacolari celle ipogee e alla Funivia delle mele</strong>, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità: entrare in queste gallerie significa vivere <strong>un’esperienza fuori dall’ordinario</strong>. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Qui la montagna diventa protagonista, mostrando <strong>il suo lato nascosto</strong> e raccontando come natura e ingegno umano possano dialogare.</p>
<p>Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in <strong>un grande frigorifero naturale</strong> – e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO₂ ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali. </p>
<p>Da pochi mesi inoltre è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation EU gestito dal Ministero dell’Agricoltura, <strong>primo impianto a fune al mondo</strong> dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico) l’impianto, che sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici, colpisce per la sua efficacia ingegneristica e diventa per i visitatori un elemento spettacolare del racconto: il viaggio delle mele come espressione di innovazione e sostenibilità.</p>
<p>Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. Il primo, <strong>“Il mondo dietro ad una mela”</strong>, consente di visitare MondoMelinda e le sale di lavorazione della cooperativa COCEA. L’itinerario, della durata di circa 70 minuti, si conclude con una piccola degustazione nel centro visitatori. Il secondo, <strong>“Nel cuore delle Dolomiti”</strong>, dura un’ora e mezza e comprende la visita guidata alle celle ipogee e alla Funivia delle mele. Il terzo, <strong>“L’intero viaggio della mela Melinda”</strong>, rappresenta l’esperienza più completa. Il tour esteso accompagna infatti i visitatori attraverso tutte le fasi della filiera: dalla selezione nelle sale di lavorazione fino alla conservazione nelle celle. Il percorso dura circa 2 ore e 30 minuti e include una piccola degustazione finale. Le esperienze sono disponibili con <strong>diverse formule di prezzo</strong> e includono sconti per bambini e ragazzi fino ai 14 anni, adulti over 65 e possessori di Trentino Guest Card o Card In-Cooperazione. Ingresso gratuito per i bambini sotto i 4 anni e le persone con disabilità con accompagnatore. Previste tariffe dedicate per gruppi e scuole.</p>
<p>“Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità.”, afferma <strong>Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda</strong>. “L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro".</p>
<p><strong>Fiorinda, la festa della fioritura dei meli in Val di Non</strong></p>
<p>Fiorinda, giunta alla sua decima edizione, è la festa che celebra la fioritura dei meli, uno degli spettacoli naturali più suggestivi del Trentino. A inizio aprile le distese coltivate si trasformano in un mare di piccoli fiori bianchi e rosa che riempiono la valle di profumo e colore. La manifestazione, che si svolge <strong>l’11 e il 12 aprile a Mollaro di Predaia</strong>, è un weekend di festa dedicato alla primavera e alla cultura contadina con mercati di prodotti locali, stand gastronomici, attività per bambini, laboratori, visite culturali e passeggiate tra i meleti in compagnia degli agricoltori che animano le giornate della manifestazione. Un’occasione perfetta per vivere la valle nel suo momento più suggestivo, che, da quest’anno, permette anche di osservare anche cosa si nasconde nel cuore della montagna dove riposano le mele Melinda. Scopri tutti i dettagli della due giorni di Fiorinda su <a href="http://www.visitvaldinon.it/it/eventi/fiorinda">www.visitvaldinon.it/it/eventi/fiorinda</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini</author></item><item><guid isPermaLink="false">f6cd7591-7e44-491a-a671-faab6c2739d3</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-val-di-fiemme-cassa-rurale-dona-alle-rsa-del-territorio</link><title>La Val di Fiemme Cassa Rurale dona 120.000 euro alle Rsa del territorio</title><description><![CDATA[<p>Le case di riposo di Predazzo e Tesero utilizzeranno il contributo per estendere a nuovi posti letto un programma di monitoraggio degli ospiti basato sull'intelligenza artificiale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/gwpbpi4u/rsafiemme2026.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-val-di-fiemme-cassa-rurale-dona-alle-rsa-del-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1926</width><height>1249</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il risparmio del territorio si trasforma in cura. Lo fa grazie a un contributo di 120.000 euro che la Val di Fiemme Cassa Rurale ha messo a disposizione delle due RSA del territorio, la “Giovanelli” di Tesero e la “San Gaetano” di Predazzo. La somma, che verrà corrisposta in due anni, sarà utilizzata dalle due case di riposo per estendere a un numero maggiore di posti letto il sistema Ancelia, un innovativo programma di monitoraggio degli ospiti basato sull'intelligenza artificiale e sulla <em>computer vision</em> (visione artificiale). Sviluppato dalla startup italiana TeiaCare, Ancelia supporta il personale sanitario senza sostituirlo, migliorando la qualità del tempo dedicato agli ospiti. Grazie a un sensore ottico installato nelle stanze, il sistema – nel rispetto della privacy – rileva automaticamente movimenti, posture e, soprattutto, situazioni di potenziale rischio, come i tentativi di alzarsi dal letto di pazienti a rischio caduta. In caso di allarme, il dispositivo invia una segnalazione immediata agli operatori, consentendo un intervento tempestivo. Il sistema, monitorando i ritmi notturni e le abitudini dell’ospite, permette un’alta personalizzazione dell’assistenza.</p>
<p>La Val di Fiemme Cassa Rurale aveva concesso un primo finanziamento biennale al progetto nel 2024, quando le due case di riposo, dimostrando grande lungimiranza, erano state tra le prime RSA trentine ad avvalersi del programma. Nei giorni scorsi è stato ufficializzato questo nuovo accordo di collaborazione per il biennio 2026/2027. Il contributo permetterà alle due RSA di estendere i posti letto coperti dal sistema Ancelia. La casa di riposo di Tesero lo installerà anche a tutte le stanze del primo piano (il secondo piano è già interamente coperto), mentre la RSA di Predazzo avvierà il programma nel reparto Genziana (Girasole e Rosa sono già allacciati alla rete).</p>
<p>Incontrando i rappresentanti delle due residenze sanitarie assistenziali, il presidente della Cassa Rurale Marco Misconel, affiancato dal direttore Roberto Ceol, ha ribadito il ruolo sociale delle case di riposo, definendole importanti istituzioni di comunità. All’incontro erano presenti per Tesero il presidente Giovanni Zanon, il consigliere Claudio Zanon e Sara Di Cocco a nome del personale, e per Predazzo il presidente Francesco Delugan e la direttrice Arianna Meriggi. Ringraziando per il sostegno ricevuto, gli amministratori delle due case di riposo hanno spiegato come questo sistema aiuti a fronteggiare la carenza di personale, migliorando e personalizzando la qualità dell’assistenza.</p>
<p>Coloro che beneficeranno maggiormente di questo contributo saranno, infatti, proprio gli ospiti delle RSA: uomini e donne che nei decenni scorsi hanno contribuito alla crescita della comunità, radici che non vanno dimenticate.</p>
<p>“Ci confermiamo la banca del territorio – ha sottolineato il presidente Misconel -. Essere vicini alla gente significa anche essere pronti a sostenere chi si impegna ogni giorno per prendersi cura dei nostri anziani, garantendo loro una buona qualità di vita e la miglior assistenza possibile”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Val di Fiemme Cassa Rurale</author></item><item><guid isPermaLink="false">36ce6e9f-deb8-4e2f-a9d7-19fd3e3b4a2e</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/raccontamela-una-classe-di-rimini-vince-il-concorso-del-distretto-della-mela</link><title>“Raccontamela”, una classe di Rimini vince il concorso del Distretto della Mela</title><description>Arriva dalla Romagna la classe vincitrice della prima edizione del concorso didattico “Raccontamela”, promosso dal Distretto della Mela della Val di Non e Val di Sole in collaborazione con il Consorzio Melinda.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/uzyhcxzf/clesse-2e-fermi-rimini.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/raccontamela-una-classe-di-rimini-vince-il-concorso-del-distretto-della-mela" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A conquistare il primo posto è infatti la 2E della Scuola Secondaria di I grado “E. Fermi” di Rimini, con un video-racconto dedicato alla <strong>cipolla d’acqua di Santarcangelo di Romagna</strong>, presidio Slow Food, capace di coniugare ricerca, narrazione e identità territoriale. </p>
<p>Un lavoro che ha colpito la giuria per la capacità di osservare il mondo agricolo con curiosità e profondità, mettendo in luce il legame tra prodotto, ambiente e comunità. Aspetti, questi ultimi, perfettamente in linea con gli obiettivi del concorso, come ricorda il presidente del Distretto della Mela, Ernesto Seppi: “Era esattamente questo lo spirito di Raccontamela: stimolare i ragazzi a guardare la campagna con attenzione, a porsi domande sul cibo che mangiano e a comprendere quanto sia strettamente connesso all’identità di un territorio”.</p>
<p>Il progetto “Raccontamela” nasce con un obiettivo preciso: avvicinare le nuove generazioni al mondo agricolo e alla filiera del cibo, colmando la distanza – spesso culturale oltre che geografica – tra città e campagna. Attraverso due video-lezioni, gli studenti sono stati accompagnati alla scoperta di ciò che si cela dietro un prodotto agricolo: il lavoro delle persone, il rapporto con l’ambiente, l’innovazione, la sostenibilità e il legame profondo con il territorio.</p>
<p>Accanto al format didattico è stato ideato un concorso nazionale pensato per rendere i ragazzi protagonisti attivi del percorso: alle classi partecipanti è stato chiesto di realizzare un video, con taglio narrativo o giornalistico, dedicato a un prodotto agricolo caratteristico del proprio territorio. Un modo concreto, insomma, per stimolare <strong>osservazione</strong>, <strong>spirito critico</strong> e <strong>capacità di racconto</strong>. Ed è stata proprio questa abilità a distinguere il lavoro della classe riminese che, a partire da un’eccellenza agricola locale, ha saputo raccontare una storia più ampia, fatta di tradizioni, comunità e identità.</p>
<p>La classe vincitrice sarà ospite in Trentino e in Val di Non dall’8 al 10 aprile, per un soggiorno di due giorni che permetterà agli studenti di vivere in prima persona l’esperienza della filiera melicola del territorio. In programma la <strong>visita al Distretto della Mela</strong>, alle suggestive celle ipogee e al nuovo MondoMelinda, il <strong>percorso didattico esperienziale </strong>dedicato al mondo delle mele. Un’iniziativa che conferma il valore dell’educazione come leva strategica per costruire un rapporto più consapevole tra giovani, cibo e territorio, partendo proprio dalle storie e dalle eccellenze locali.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini </author></item><item><guid isPermaLink="false">8057e398-f2f9-41e0-8173-42250a3b66a2</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/sait-coop-e-famiglie-cooperative-continua-la-raccolta-punti-sociosi</link><title>Sait Coop e Famiglie Cooperative: continua la raccolta punti SocioSì</title><description>Un anno proficuo anche il 2025 per la raccolta Punti SocioSì, grazie alla quale sono stati donati 25 mila euro a nove associazioni. Un’iniziativa che, anno dopo anno, continua a testimoniare la forte solidarietà dei Soci, in particolare verso le realtà coinvolte</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/onpclfid/saitsociosi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/sait-coop-e-famiglie-cooperative-continua-la-raccolta-punti-sociosi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3024</width><height>1654</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I fondi raccolti da <strong>SAIT Coop</strong> (Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine) e <strong>Famiglie Cooperative</strong> sono stati consegnati alle associazioni beneficiarie nel corso di una conferenza stampa. Le realtà coinvolte sono: <strong>La Rete</strong> – Cooperativa Sociale, <strong>Admo Trentino</strong>, <strong>Banco Alimentare del Trentino Alto Adige</strong>/Landestafel ODV, <strong>Medici dell'Alto Adige per il Mondo</strong>/Südtiroler Ärzte für die Welt, <strong>Anffas Trentino</strong> Onlus, <strong>Libera</strong>, <strong>Airhalz</strong>, <strong>LILT</strong> – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento e <strong>TRENTINOSOLIDALE ODV</strong>.<strong><br /></strong>Un elenco che continua ad arricchirsi di anno in anno, includendo associazioni particolarmente attive sul territorio trentino e dell’Alto Adige. Come nelle edizioni precedenti, le donazioni si tradurranno in aiuti concreti attraverso progetti di grande valore, tra cui: <strong>sostegno</strong> <strong>alle persone più fragili, supporto alla ricerca scientifica, tutela dell’ambiente, promozione della legalità e iniziative solidali a livello internazionale</strong>. <strong><br /><br /></strong>Alla conferenza erano presenti, per il Consorzio SAIT Coop, il Presidente <strong>Renato Dalpalù</strong>. Hanno inoltre partecipato: <strong>Alberto Zampiccoli </strong>presidente di ADMO Trentino, il Direttore de La Rete <strong>Mauro Tommasini</strong>, il dott. <strong>Carlo Lupi</strong> membro del Consiglio Direttivo di Airalzh, per Medici dell'Alto Adige per il Mondo/Südtiroler Ärzte für die Welt la dott.ssa  <strong>Gabi Janssen Pizzecco</strong> direttrice dell’associazione e <strong>Victoria Pizzecco</strong> assistente della direzione, il Presidente, <strong>Luca Merlino</strong>, e il direttore, <strong>Giovanni Vultaggio</strong>, del Banco Alimentare del Trentino Alto Adige/Landestafel, <strong>Sandra Fedrizzi</strong> membro del Consiglio Direttivo di LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento, <strong>Gianluca Primon</strong> Responsabile Area Raccolta Fondi di Anffas e <strong>Giorgio Casagranda</strong> Presidente di TRENTINOSOLIDALE ODV.<strong><br /></strong>Nel corso dell’incontro, ciascun rappresentante delle nove associazioni ha illustrato i progetti realizzati grazie alle donazioni ricevute.<strong><br /><br /></strong><em>«Come ogni anno, è un grande piacere ospitare presso la nostra sede i rappresentanti delle associazioni beneficiarie dei fondi raccolti attraverso l’iniziativa Punti SocioSì. Un progetto che continua ad essere accolto con grande spirito di solidarietà dai nostri Soci e che, nel tempo, è diventato uno strumento concreto per sostenere le numerose iniziative a favore del Terzo Settore»</em>, ha commentato <strong>Renato Dalpalù, Presidente di SAIT Coop</strong>. <em>«Desidero inoltre ringraziare pubblicamente i nostri Soci, che partecipano sempre con grande generosità, dimostrando un impegno costante e attivo. SAIT Coop e Famiglie Cooperative continuano così a sostenere concretamente chi ha più bisogno, contribuendo al miglioramento della vita sociale e del territorio»</em>.<strong><br /><br /></strong>L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per tracciare un quadro complessivo degli interventi del sistema SAIT a favore del sociale e del territorio. Oltre alla raccolta Punti SocioSì, i rapporti con queste realtà proseguono durante tutto l’anno attraverso iniziative dedicate, come “<strong>Chicco Sorriso</strong>” promossa da ADMO, “<strong>Un morso un sorso di felicità</strong>” organizzata da ANFFAS nei nostri punti vendita e le raccolte di generi alimentari promosse dall’Associazione Rasom – Ucraini in Trentino, dalla Croce Rossa Italiana – Sezione Trento e da molte altre realtà attive sul territorio. Attività che generano risorse poi reinvestite per sostenere i progetti sociali, aiutare persone in difficoltà e promuovere nuove iniziative solidali. <strong><br /></strong>Particolarmente significativo è anche il rapporto con il <strong>Banco Alimentare, </strong>con cui SAIT collabora da oltre 27 anni, ottenendo risultati importanti. Nello stesso campo è attiva anche la collaborazione con <strong>TRENTINOSOLIDALE ODV, </strong>che ogni giorno recupera cibi freschi rimasti invenduti presso un centinaio di negozi e supermercati delle Famiglie Cooperative e di SAIT, presenti capillarmente su tutto il territorio trentino, comprese le aree più periferiche.<strong><br /></strong>Le due associazioni sono state inoltre coinvolte nell’iniziativa di Coop Italia “Un dolce per te, uno in buono, uno in dono”. Un progetto che ha permesso, per ogni panettone o pandoro a marchio Coop acquistato dal consumatore socio o dal cliente possessore dell’App InCooperazione, di donarne uno a favore delle persone in difficoltà, rendendo più dolce il periodo delle festività natalizie. Grazie a questa iniziativa sono stati infatti consegnati 3.400 panettoni e pandori destinati al Banco Alimentare del Trentino Alto Adige e a Trentino Solidale ai quali si è aggiunto anche un contributo, frutto della generosità dei consumatori, pari a 8.340 euro, devoluto alle due associazioni.<strong><br /></strong>Con queste azioni SAIT, Famiglie Cooperative e i loro Soci confermano ancora una volta il proprio impegno concreto e costante nel promuovere il benessere della comunità e del territorio.<strong><br /><br /></strong>La raccolta Punti SocioSì permette di accumulare punti automaticamente, presentando alla cassa - nei negozi Famiglia Cooperativa, Coop Trentino e Coop Superstore - la Carta In Cooperazione. L’obiettivo è assicurare al socio risparmi e vantaggi durante tutto l’anno, non soltanto al termine della raccolta. Tra questi vi sono: buoni spesa, ricariche CoopVoce, fare la spesa con i punti accumulati, acquistare la rivista Fior Fiore in cucina e, appunto, donare i punti raccolti (500, pari a 5 euro) ad uno dei progetti di solidarietà sostenuti dalla Cooperazione di Consumo Trentina. La nuova raccolta punti è partita il 1° febbraio 2026 e si concluderà il 30 gennaio 2027.<strong><br /><br /></strong>Le nove associazioni coinvolte da SAIT Coop e Famiglie Cooperative hanno spiegato, di seguito, come utilizzeranno le donazioni ricevute:<strong><br /><br />ANFFAS Trentino Onlus</strong></p>
<p>Anffas è l’associazione di famiglie che da sessant’anni (dal 1965) si prende cura delle persone con disabilità intellettiva e relazionale o con fragilità, e le sostiene, con le loro famiglie, nelle comunità, per garantire la migliore qualità di vita possibile, attraverso una rete di servizi pensati e realizzati in base ai bisogni ed età. Opera per la loro inclusione sociale e autodeterminazione con azioni concrete e combatte ogni discriminazione. Anffas impiegherà, le donazioni raccolte grazie alla raccolta Punti SocioSì, nel progetto di danza – teatro “Apeiron”.<br />Il progetto, della durata complessiva di quattro anni, è realizzato sotto la direzione artistica del Collettivo Clochart, con la regia di Michele Comite, e coinvolge sette strutture di Anffas Trentino (cinque nel territorio di Trento, oltre a Borgo Valsugana e Tione).<br />“Apeiron” rappresenta non solo un laboratorio artistico, ma un percorso strutturato di inclusione sociale e partecipazione culturale sul territorio.<br /><br /><strong>Banco Alimentare del Trentino Alto Adige/Landestafel ODV</strong></p>
<p>L’associazione recupera le eccedenze alimentari e le ridistribuisce gratuitamente ad associazioni ed enti caritativi. Anche quest’anno il contributo ricevuto sarà destinato a sostenere operativamente le attività di Siticibo Trentino. Nel 2025, in Trentino, sono state raccolte 374 tonnellate di eccedenze alimentari e, per raggiungere questo importante traguardo, è stato determinante il supporto di aziende come SAIT Coop.<br /><br /><strong>Airalzh</strong></p>
<p>Airalzh, Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, ringrazia ancora tutti i Soci delle Famiglie Cooperative e il Consorzio SAIT Coop per la donazione ricevuta. Airalzh utilizzerà la cifra raccolta nei progetti di inclusione sociale dei malati di Alzheimer e dei loro caregiver sul territorio trentino grazie anche alla collaborazione nata con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento. Con questa tipologia di progetti Airalzh intende sostenere concretamente persone che vivono con l’Alzheimer o altre forme di demenza, i loro familiari e le persone che se ne prendono cura, con lo scopo di consentire la partecipazione attiva e la valorizzazione delle potenzialità espressive di ognuno, offrire attività piacevoli e appropriate, creare uno spazio che permetta a famiglie che vivono questa condizione di condividere esperienze nonché promuovere le relazioni tra i partecipanti nel contesto museale.<br /><br /><strong>ADMO</strong></p>
<p>Da oltre 30 anni, ADMO Trentino si impegna affinché ogni malato di leucemia o tumore del sangue abbia la possibilità di trovare il suo gemello di midollo: quell’1 su 100.000 che, con un gesto semplice, gli possa donare una speranza di vita.<br />L’impegno costante e capillare nell’attività di sensibilizzazione ha permesso di raggiungere negli anni oltre 14.800 giovani che hanno scelto di diventare aspiranti donatori di midollo osseo. I fondi vengono destinati a enti che si occupano di donazione e trapianto di midollo osseo e della ricerca.<br />Nel 2025, ADMO Trentino ha raccolto e devoluto oltre 150.000 euro: 18.500 euro al Laboratorio di tipizzazione HLA del Servizio Immunoematologia e Trasfusionale dell’Ospedale Santa Chiara di Trento per la borsa di studio a una biologa a supporto dello staff medico e sanitario del Servizio Immunoematologia e Trasfusione; 77.000 euro al Laboratorio di tipizzazione HLA del Servizio Immunoematologia e Trasfusionale dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, destinati a finanziare le attività di tipizzazione; 30.000 euro alla Fondazione Città della Speranza di Padova, che dal 1994 si pone l’obiettivo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini con patologie oncoematologiche, nonché di finanziare la ricerca scientifica in ambito pediatrico. Infine, ha sostenuto il costo della segreteria di ADMO Trentino, messa a disposizione dell’Azienda sanitaria per fissare l’appuntamento per le tipizzazioni agli aspiranti donatori. I fondi della raccolta punti della Cooperazione di Consumo Trentina hanno contribuito a finanziare una parte dei progetti sopra elencati.<br /><br /><strong>Medici dell'Alto Adige per il Mondo/Südtiroler Ärzte für die Welt</strong></p>
<p>Medici dell’Alto Adige per il Mondo è l’associazione che riunisce medici, operatori sanitari e volontari con lo scopo di aiutare le popolazioni che vivono in situazioni di bisogno e di povertà. Si tratta di un’organizzazione umanitaria senza fini di lucro, fondata nel 2001. Quanto donato dai soci con SocioSì sarà utilizzato a favore del progetto a sostegno dell’Unità Neonatale dell’ospedale Attat in Etiopia. L’Ospedale di Attat, situato in area rurale nella regione Guraghe in Etiopia, è un punto di riferimento sanitario per circa un milione di abitanti. Fondato nel 1969 e gestito dalle Medical Mission Sisters, opera in un contesto di risorse limitate offrendo cure essenziali alla popolazione locale.<br />Grazie a questo progetto l’Unità Neonatale beneficia di formazione continua del personale e di un costante miglioramento della qualità dell’assistenza, contribuendo in modo significativo alla sopravvivenza neonatale in un contesto rurale complesso.<br /><br /><strong>La Rete</strong></p>
<p>La cooperativa sociale che opera per le persone con disabilità e le loro famiglie impiega quanto donato per i soggiorni estivi degli assistiti: “Siamo felici di poter ringraziare tutti i soci delle Famiglie Cooperative che hanno donato i loro punti alla cooperativa sociale La Rete – scrivono nel loro messaggio di ringraziamento – la somma donata sarà destinata all’organizzazione di quattro settimane di vacanza in un campeggio sul lago di Levico, dedicate a più di 40 persone con disabilità seguite dalla Rete, da circa 30 volontari e da un team di educatori. La presenza dei volontari, affiancati da educatori, è fondamentale e preziosa non solo per supportare momenti di divertimento e leggerezza, ma per costruire opportunità di crescita e relazione, e per consentire alle persone con disabilità di sperimentarsi in attività residenziali fuori dal contesto familiare. Allo stesso tempo per le famiglie i soggiorni rappresentano un periodo di sollievo dalle fatiche della quotidianità ed una presa di consapevolezza delle potenzialità dei propri figli. Grazie di cuore”.<br /><br /><strong>Libera</strong></p>
<p>“Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza. Libera utilizzerà quanto donato nelle attività che svolge nelle scuole, in particolare per contrastare la dispersione scolastica. Tra le sue numerose iniziative, Libera collabora con le scuole per sensibilizzare gli studenti sui temi della legalità, della cittadinanza attiva e della lotta contro le mafie. Attraverso laboratori, incontri e progetti educativi mira a prevenire la dispersione scolastica e a promuovere un ambiente scolastico inclusivo e partecipativo.<br /><br /><strong>LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento</strong></p>
<p>LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento è un’Organizzazione di Volontariato nata nel 1958 che, con volontari formati, opera in campo oncologico per costruire una rete efficace di informazione e servizi dedicata agli ammalati, ai familiari e a tutta la comunità. Al centro c’è la persona: questo il cardine delle attività. Prevenzione primaria, diagnosi precoce, riabilitazione psicologica e fisioterapica, assistenza, sostegno alla ricerca: questi gli ambiti di impegno dell’Associazione, affrontati con trasparenza, scientificità e professionalità.<br />LILT Associazione provinciale di Trento destinerà la somma ricevuta dalla raccolta Punti SocioSì per continuare a dedicarsi alle attività di prevenzione: educazione alla salute nelle scuole, campagne di promozione di un sano stile di vita, incontri informativi a protezione della salute di tutti e tutte.<br /><br /><strong>TRENTINOSOLIDALE ODV</strong></p>
<p>TRENTINO SOLIDALE ODV è un’Organizzazione di Volontariato con personalità giuridica che fonda l’attività istituzionale e associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato. L’Associazione è attiva dal 2001 e oggi può essere identificata con 5 locuzioni: volontariato, inclusione, lotta allo spreco, sostenibilità, sostegno.<br />I fondi raccolti attraverso l’iniziativa andranno a sostenere il Progetto DONOTRENTINO, un sito internet che promuove e facilita il dono di beni in buone condizioni per diffondere la cultura del riuso e della solidarietà verso chi è in condizioni di bisogno. Grazie a questo progetto, negli ultimi mesi, l’associazione sta offrendo mobili e attrezzature per la casa a persone e famiglie che ottengono una casa dal servizio pubblico, ma che devono poi arredarla.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa e comunicazione Sait Coop</author></item><item><guid isPermaLink="false">5b85f049-2828-47d5-8025-ec083e15b1fd</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-volontariato-per-l-affermazione-del-bene</link><title>Il volontariato per l'affermazione del bene</title><description><![CDATA[<p>Secondo appuntamento del ciclo di incontri di formazione ideato dalla coop sociale Villa Maria per i propri volontari. Relatore il professor Alberto Conci, che ha presentato e commentato la Carta dei valori del volontariato, di cui ricorre il 25esimo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/3gxh2zsk/volontariato.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-volontariato-per-l-affermazione-del-bene" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Il volontariato è uno strumento che l'umanità ha per l'affermazione del bene". Con queste parole il <strong>professor Alberto Conc</strong>i, docente nei licei e all'Istituto di Scienze religiose di Bolzano, scrittore, ha concluso il secondo incontro di formazione 2026 rivolto ai volontari dei Servizi della <strong>coop sociale Villa Maria</strong>, organizzato da <strong>Macramè</strong>. </p>
<p>Calando la riflessione sul mondo attuale "dove comandano gli psicopatici e la speranza è distrutta", Conci ha sottolineato la necessità di fare uno sforzo per vincere la sensazione di paura e di impotenza e per credere nel bene. Le persone guardano tendenzialmente al male, non si fanno impressionare nello stesso modo dal bene. Non possiamo vivere nella tentazione dell'impotenza, che è molto diffusa, perchè è esattamente quello che vogliono i potenti, che non esitano a ricorrere alla violenza e alla guerra. "E' il bene che costruisce la storia, che continua perchè ci sono donne e uomini che la fanno andare avanti e non partecipano alle azioni di distruzione".</p>
<p>Al centro della serata, partecipata da una cinquantina di volontari di Villa Maria, il tema della Carta dei valori del volontariato, di cui ricorre il 25mo. Nata in Italia nel 2001 per iniziativa di un gruppo di organizzazioni del privato sociale, la Carta espone i principi generali del volontariato e indica come declinarli nella realtà.</p>
<p>Il volontariato - chiarisce fin dalle prime righe il documento - rifiuta i modelli di società centrati sull'avere e sul consumismo ed è luogo di diffusione dei valori della pace, non violenza, libertà, legalità e tolleranza. Elemento chiave del volontariato è la passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore, in un'ottica globale ed inclusiva. Le proposte e le denunce delle cose che non funzionano devono mirare a coinvolgere quanto più possibile la popolazione. Non c'è democrazia senza volontariato.</p>
<p>Potenti le parole di Bonhoeffer citate dal relatore in conclusione dell'incontro, un invito alla resistenza e alla resilienza: "Può darsi che domani spunti l’alba dell’ultimo giorno: allora, non prima, noi interromperemo il lavoro per un futuro migliore".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">e6e66546-b11e-48c3-b5f7-be5afa6fcc2d</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/conflitto-medio-oriente-dall-agenzia-ice-mano-tesa-agli-agricoltori</link><title>Conflitto Medio Oriente, dall’Agenzia ICE mano tesa agli agricoltori</title><description><![CDATA[<p>L’impegno di Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, in visita negli stabilimenti Melinda: Seppi. “Fondamentale l’attenzione delle istituzioni”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/e24p4zek/dp180326003.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/conflitto-medio-oriente-dall-agenzia-ice-mano-tesa-agli-agricoltori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7800</width><height>5203</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“In un momento delicato di fronte al perdurare del conflitto in Medio Oriente che impatta sulla stabilità internazionale e sulle prospettive dell’economia, apprezziamo particolarmente la grande attenzione dimostrata ancora una volta dalle<strong> istituzioni nei confronti della nostra realtà </strong>e del comparto ortofrutticolo, uno dei settori <strong>maggiormente esposti alle ricadute della guerra</strong> sul mercato globale. Con l’incontro di oggi, che riconosce il ruolo chiave della cooperazione per la tenuta del comparto, dell’economia del nostro territorio e dell’export italiano, abbiamo avuto inoltre l’opportunità di conoscere ulteriori strumenti utili per supportarci come sistema APOT nel nostro percorso verso una crescente internazionalizzazione su cui stiamo puntando con forza”. Lo ha dichiarato <strong>Ernesto Seppi</strong>, presidente del Consorzio Melinda e di APOT - Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, in occasione della visita in Val di Non del presidente dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, <strong>Matteo Zoppas</strong> e del Direttore dell'Ufficio coordinamento e promozione del Made in Italy dell’ICE <strong>Maurizio Forte. </strong></p>
<p>Un incontro particolarmente significativo alla luce dell’attuale scenario di forti tensioni geopolitiche e delle sue <strong>ripercussioni sui mercati e sulle catene di fornitura</strong> con i relativi rischi in termini di pressione inflazionistica e i loro potenziali effetti tanto sui costi sostenuti dai produttori quanto sul potere d’acquisto dei consumatori. Problematiche, queste ultime, che rischiano di investire in particolare la stessa <strong>economia trentina</strong> di cui il settore agricolo – che impiega nell’area 55mila lavoratori – costituisce da sempre una colonna portante.</p>
<p>“Come Agenzia, in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, seguiamo con grande attenzione gli sviluppi di queste settimane, <strong>consapevoli delle preoccupazioni </strong>che stanno interessando molte imprese italiane. Viviamo questo momento con senso di responsabilità e siamo al fianco delle aziende, attraverso la nostra rete di uffici, per <strong>supportarne concretamente le esigenze</strong>, attraverso gli strumenti dell’Agenzia, soprattutto nei settori più esposti come quello dell’agroalimentare anche nel settore del fresco”. ha dichiarato a margine degli incontri il presidente <strong>Zoppas</strong>. Che ha aggiunto: “Allo stesso tempo, la visita di oggi ci consente di conoscere da vicino un’eccellenza come il Consorzio Melinda, capace di cogliere, anche grazie alle opportunità offerte dalle risorse PNRR gestite dal Ministero dell’Agricoltura, un percorso di innovazione logistica che rafforza la competitività di un intero territorio. Ciò che abbiamo toccato con mano nella giornata di oggi è un unicum, un esempio concreto di quella capacità diffusa nel nostro Paese di creare qualcosa di straordinario che può diventare un ulteriore megafono del Made in Italy nel mondo”. </p>
<p>Nel corso della mattinata il presidente Zoppas e il direttore Forte hanno visitato il rinnovato <strong>MondoMelinda</strong>, le <strong>celle ipogee</strong> per la frigoconservazione a basso consumo energetico all’interno della montagna e l’avveniristica <strong>Funivia delle Mele</strong>, primo impianto a fune al mondo dedicato al trasporto della frutta. Nell’occasione, il presidente e il direttore ICE hanno incontrato anche importanti rappresentanti della <strong>cooperazione agricola </strong>locale oltre agli esponenti delle<strong> istituzioni del territorio: </strong>il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’economia, Achille Spinelli, il presidente della Federazione trentina della Cooperazione, Roberto Simoni, il presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo, e il presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini</author></item><item><guid isPermaLink="false">0a8756c5-1fe6-4be9-a5a5-e6799dc71970</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/i-lions-del-trentino-hanno-donato-ad-anffas</link><title>I Lions del Trentino hanno donato 30.000 euro ad Anffas</title><description>Si è tenuta a Palazzo Benvenuti, la cerimonia ufficiale di consegna della donazione di 30.000 euro raccolta dai Lions Club del Trentino a favore di Anffas Trentino.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5f5er20o/la-consegna.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/i-lions-del-trentino-hanno-donato-ad-anffas" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La somma rappresenta il coronamento del progetto solidale "Calendario dell'Avvento 2025", un’iniziativa che per il terzo anno consecutivo ha mobilitato la generosità della comunità locale.<br />"Il legame tra i Lions, il mondo del volontariato, le realtà del nostro settore, ma anche il nostro sistema di welfare è davvero prezioso e concreto. Ricordo come già nel 2023 questa sinergia abbia permesso di dotare la nostra chirurgia pediatrica di un ecografo all'avanguardia; oggi questo importante sostegno ad ANFFAS e al progetto Apeiron, va nella direzione di migliorare la qualità della vita e l'inclusione delle persone più fragili, di supportare i loro talenti e autonomie e di garantire una nuova normalità. Si tratta di risorse preziose che non si esauriscono nell'immediato, ma che rimarranno nel tempo come patrimonio della comunità. D’altronde, i valori del volontariato sono parte integrante del DNA della nostra Autonomia. È in questa collaborazione tra istituzioni e società civile che ritroviamo la nostra forza, perché, in ultima analisi, la differenza la fanno sempre le persone", è stato questo il messaggio dell'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, che ha ringraziato i Lions per la loro costante sensibilità.</p>
<p>La donazione è stata ideata per i sessant'anni di ANFFAS Trentino, che nel 2025 ha celebrato sei decenni di attività al fianco delle persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo. I fondi consegnati saranno interamente destinati al progetto Apeiron, un laboratorio di teatro-danza curato dal Collettivo Clochard di Mori che promuove l’inclusione sociale attraverso il movimento e la creatività, offrendo alle persone con disabilità intellettiva uno spazio espressivo privo di barriere.</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo. L’assessora del Comune di Trento, Monica Baggia, ha portato i saluti istituzionali, seguiti dal saluto fatto giungere dalla governatrice del Distretto Lions 108 TA1, Antonella Genovesi. Ad approfondire il valore della collaborazione sono stati Antonella Chiusole, presidente del Lions Club capofila, insieme a Roberto Sani, coordinatore GET, e Margherita Cogo, responsabile del progetto.</p>
<p>Francesca Pollini, presidente di zona dei club Lions, ha sottolineato come il Calendario dell’Avvento rappresenti un’iniziativa particolarmente preziosa perché vede la collaborazione attiva di tutti i 14 Lions Club del Trentino. Infine, la presidente di ANFFAS Trentino, Claudia Morelli, ha ricordato come proprio in questi giorni l’associazione, che si è sempre basata su una governance di volontariato delle famiglie, sia ufficialmente entrata a far parte del Terzo Settore.</p>
<p>L'incontro è stato anche l'occasione per ricordare come attraverso il Calendario dell’Avvento si è riusciti a raccogliere in soli tre anni 150.000 euro. Questo risultato è il frutto dell’impegno complessivo di oltre 5.000 volontari e ha permesso di sostenere, nel 2023, l’acquisto di un ecografo per la chirurgia pediatrica e, nel 2024, le attività di Dynamo Camp. Un’operazione resa possibile dalla generosità degli sponsor, che hanno sostenuto i costi di stampa per 10.000 copie, la grafica, la promozione e la messa a disposizione di premi per un valore di circa 11.000 euro all’anno. Fondamentale, infine, è stato il gesto di migliaia di cittadini che, acquistando il calendario, hanno trasformato un progetto solidale in una risposta concreta e tangibile per i bisogni del territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">1baf6d09-5bf4-433b-a286-ff57f0e7dbf8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/prendersi-cura-della-comunita</link><title>“Prendersi cura della comunità”</title><description><![CDATA[<p>A Levico Terme il convegno promosso dalla Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana ETS sui legami e sul futuro delle comunità locali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/xllpb5cr/immaginefondazionecraltavalsugana.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/prendersi-cura-della-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>904</width><height>952</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In occasione del quarto anniversario della Fondazione CRAV, fondata il 14 marzo 2022, e a un anno dall’apertura della sua sede legale a Palazzo a Prato, la Fondazione promuove il convegno <strong><em>“Prendersi cura della comunità”</em></strong>, in programma <strong>sabato 14 marzo 2026 alle ore 9.00 presso la Sala Senesi del Palazzo delle Terme di Levico Terme.</strong></p>
<p>La scelta di organizzare l’evento a Levico Terme nasce dalla volontà della Fondazione di rafforzare e valorizzare sempre più i legami con i diversi comuni dell’Alta Valsugana, favorendo momenti di confronto e collaborazione diffusi sul territorio. In questa prospettiva, l’obiettivo è quello di promuovere un percorso di iniziative ed eventi itineranti, capaci di coinvolgere progressivamente le diverse realtà locali e di costruire nuove occasioni di dialogo tra istituzioni, mondo sociale ed</p>
<p>economia territoriale.</p>
<p>Il convegno rappresenta un momento di riflessione pubblica dedicato al significato della cura come valore fondativo della vita collettiva e come elemento centrale per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali. La data del 14 marzo assume quindi un valore simbolico: richiama sia la nascita della Fondazione sia l’apertura della sua sede a Palazzo a Prato, rafforzando il legame tra la Fondazione come luogo fisico e il suo ruolo come spazio di pensiero, relazione e progettualità per il territorio.</p>
<p>Al centro dell’incontro vi sarà una visione della comunità come realtà viva e generativa, non semplicemente come insieme di bisogni, ma come spazio di relazioni, responsabilità condivise e possibilità. In questo contesto la Fondazione CRAV intende proporsi come luogo di connessione e</p>
<p>dialogo, capace di mettere in relazione istituzioni, mondo sociale, economia territoriale e generazioni diverse.</p>
<p>Ad aprire i lavori sarà <strong>Nadio Delai,</strong> sociologo e analista dei processi sociali ed economici, presidente e fondatore della <strong>società Ermeneia – Studi &amp; Strategie di Sistema</strong>. Delai, laureato in Sociologia all’Università di Trento negli anni fondativi dell’Ateneo, offrirà una lettura di contesto sulle trasformazioni che interessano oggi le comunità locali, portando uno sguardo maturato a livello nazionale ma profondamente legato alla realtà trentina. Seguirà una tavola rotonda territoriale, moderata dal giornalista <strong>Gabriele Buselli</strong>, che vedrà confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, del mondo educativo, del terzo settore e dell’economia cooperativa locale.</p>
<p>Interverranno:</p>
<ul>
<li><strong>Lisa Scarpa</strong>, assessora alle politiche sociali della <strong>Comunità Alta Valsugana e Bersntol</strong></li>
<li><strong>Daniela Fruet</strong>, dirigente dell’<strong>Istituto Comprensivo Pergine 1</strong></li>
<li><strong>Davide Tarolli</strong>, vicepresidente della <strong>Cooperativa Sociale Kaleidoscopio</strong></li>
<li><strong>Mauro Pintarelli</strong>, direttore generale della <strong>Cassa Rurale Alta Valsugana</strong></li>
<li><strong>Giorgio Vergot</strong>, presidente della <strong>Cassa Rurale Alta Valsugana</strong></li>
<li><strong>Franco Senesi</strong>, presidente della<strong> Fondazione CRAV</strong></li>
</ul>
<p>Il confronto offrirà l’occasione per far emergere esperienze, visioni e prospettive concrete legate alla costruzione di comunità inclusive e responsabili nel territorio dell’Alta Valsugana. </p>
<p>Il convegno si inserisce inoltre in un percorso culturale più ampio che vedrà, nelle settimane successive, la realizzazione della <strong>mostra dell’artista locale Gian Maria Bertoldi</strong>, prevista dal 18 aprile al 2 maggio 2026, realizzata in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Acqua Chiarentana. </p>
<p>La scelta della Fondazione CRAV di promuovere un evento itinerante, ospitato quest’anno a Levico Terme, risponde alla volontà di rafforzare i legami con il territorio dell’Alta Valsugana, creando nuove sinergie e occasioni di collaborazione tra realtà istituzionali, sociali ed economiche. </p>
<p>Al termine del Convegno è previsto un momento di ristoro.</p>
<p>Il convegno è aperto al pubblico, iscrizioni sulla piattaforma eventbrite o scrivendo una mail a <a href="mailto:info@fondazionecrav.it">info@fondazionecrav.it</a>. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cr Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">b38dd80f-3a9b-45cc-b401-1240e29a2b5c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/presentato-il-libro-marcello-farina-il-balsamo-dell-inquietudine</link><title>Presentato il libro "Marcello Farina: il balsamo dell'inquietudine"</title><description><![CDATA[<p>Fresco di stampa alla Piazza inCooperazione di via Segantini a Trento dove è stato presentato il libro dedicato a don Marcello Farina, mancato lo scorso novembre e profondo studioso e conoscitore del movimento cooperativo trentino.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/wusnp5zc/donfarina.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/presentato-il-libro-marcello-farina-il-balsamo-dell-inquietudine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5120</width><height>3840</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ stato dedicato a don Marcello Farina e al libro a lui dedicato, curato dal giornalista e scrittore <strong>Alberto Folgheraiter</strong>, la nuova edizione del ciclo di incontri promossa <strong>dall’Associazione Donne in Cooperazione</strong>, realtà che si distingue per l’attenzione alla cultura, alla riflessione sociale e alla valorizzazione del ruolo femminile nel mondo cooperativo. Ad aprire l’incontro il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Roberto Simoni</strong>, che ha sottolineato come «la grande partecipazione di questa sera racconti quanto don Marcello Farina abbia lasciato una traccia profonda nella nostra comunità, accompagnando persone e realtà del territorio con profondità di pensiero e grande generosità».</p>
<p>Dopo il successo dell’edizione di un anno fa denominata “Donne con la valigia”, il calendario 2026 è stato inaugurato nel tardo pomeriggio di ieri alla Piazza inCooperazione con la presentazione del volume “Marcello Farina: il balsamo dell’inquietudine”.</p>
<p>Pubblicato a fine 2025, poche settimane dopo la sua scomparsa, l’iniziativa editoriale vuole essere un tributo alla figura di don Marcello Farina, sacerdote e intellettuale capace di lasciare un segno profondo nella comunità trentina e nel mondo della cooperazione. Il volume raccoglie interviste e testimonianze di amici e collaboratori, offrendo un ritratto corale della sua personalità e del suo pensiero. Come ha ricordato <strong>l’autore Alberto Folgheraiter</strong>, «questo libro nasce anche dal desiderio di raccogliere ricordi e testimonianze di chi ha conosciuto don Marcello Farina, una figura che per molti è stata un punto di riferimento umano e culturale».</p>
<p>Nato nella valle conosciuta (ieri come oggi) con l’appellativo di “Culla della Cooperazione Trentina” perché qui nacque con Lorenzo Guetti e perché qui vennero create sul finire del Milleottocento le prime imprese cooperative, don Farina ne ha approfondito e rilanciato l’eredità, richiamando con forza i valori della giustizia sociale, dell’emancipazione dei più deboli e di un modello cooperativo fondato su reciprocità, solidarietà e bene comune. Un modello che, secondo lui, sarebbe dovuto restare fedele alla propria anima originaria anche di fronte alle trasformazioni del presente. «Don Marcello Farina ha saputo raccontare e interpretare con profondità la figura e il pensiero di don Lorenzo Guetti», ha ricordato <strong>Michele Dorigatti</strong>, direttore della Fondazione don Guetti. «Nel suo lavoro di studioso e divulgatore ha contribuito a mantenere viva l’eredità culturale e civile del fondatore della cooperazione trentina, aiutandoci a comprenderne l’attualità anche oggi».</p>
<p>Profondo e appassionato, don Farina sapeva generare un’“inquietudine positiva”, capace di spingere alla ricerca di senso e di autenticità. Come ha ricordato <strong>don Franco Pedrini</strong>, amico personale di Farina, «la sua era un’inquietudine positiva, capace di non accontentarsi e cercare sempre nuove domande e nuove strade».</p>
<p>Nelle pubblicazioni che formano la sua biblioteca autografa particolarmente ricca e nelle sue lezioni citava spesso pensatrici del Novecento come Simone Weil, Hannah Arendt, Etty Hillesum e María Zambrano, che definiva “cuori pensanti”: donne protagoniste della storia, impegnate per la libertà, la giustizia e la verità, esempio anche per una Chiesa chiamata a rinnovare il proprio sguardo sul ruolo femminile.</p>
<p>La serata è stata moderata da <strong>Nadia Martinelli</strong>, componente dell’attuale direttivo e già presidente dell’Associazione Donne in Cooperazione.</p>
<p>Tra il pubblico erano presenti numerosi amici, collaboratori e persone che negli anni hanno condiviso con don Farina percorsi culturali e umani.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">b91b920d-8b6b-4a59-9f4f-4a91ee77608c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-poc-by-trentino-1-35-milioni-per-trasformare-la-ricerca-in-impresa</link><title>Nasce “PoC by Trentino”: 1,35 milioni per trasformare la ricerca in impresa</title><description>Il contributo è stato messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento e dai partner strategici territoriali per sostenere con un Proof of Concept i progetti di ricerca di FBK e UniTrento ad alto potenziale di innovazione e aiutarli a farsi strada nel mercato con modelli di business sostenibili.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4xwbvd1f/unitn-poc-by-trentino-21.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-poc-by-trentino-1-35-milioni-per-trasformare-la-ricerca-in-impresa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1423</width><height>948</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si chiama “PoC by Trentino: Test your idea!” il progetto presentato oggi dai promotori Fondazione Bruno Kessler e Università di Trento, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento, rivolto a tutti quei ricercatori e ricercatrici, dottorande e dottorandi che sentono di avere un’idea innovativa. Il percorso aiuta la comunità della ricerca a mettere alla prova progetti e risultati scientifici, riducendo le incertezze e avvicinando ricerca e società attraverso un processo guidato di validazione, per comprendere come generare<br />impatto a partire dalla propria attività scientifica.<br />L'iniziativa ha trovato un ampio coinvolgimento del sistema di innovazione e ricerca del Trentino, con Camera di Commercio di Trento, Federazione Trentina della Cooperazione, Dolomiti Energia e Fondazione Caritro come partner strategici, che hanno messo a disposizione il loro contributo economico. I partner sono intervenuti durante l’incontro di lancio, ribadendo l’importanza di fare sistema e lavorare insieme per ridurre il divario tra ricerca e mercato, offrendo strumenti concreti per trasformare studi scientifici in idee innovative e modelli di business sostenibili.<br />Il finanziamento previsto è di un milione di euro messo a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento e di circa 350 mila euro dai partner strategici. Per ciascun progetto selezionato è previsto un finanziamento fino a 80.000 euro, un programma intensivo di formazione e coaching della durata di otto mesi - coadiuvato anche da Fondazione Hub Innovazione Trentino (HIT) - oltre all’accesso ai laboratori, ai servizi e alle infrastrutture di FBK e UniTrento. I team avranno inoltre l’opportunità di entrare in contatto con una rete qualificata di imprese e venture capitalist, favorendo lo sviluppo e la validazione delle idee.<br />Se vogliamo continuare a essere un territorio competitivo, ancor più in un contesto sempre più<br />sfidante e complesso, è quanto mai urgente trasferire la conoscenza e i risultati di laboratorio interno del tessuto economico e produttivo - ha dichiarato il Vicepresidente della Provincia<br />autonoma di Trento, Achille Spinelli -. L'obiettivo che anche tramite queste iniziative ci poniamo è rafforzare il legame tra mercato e ricerca, accorciare il divario tra laboratorio e impresa, far dialogare questi due mondi per tradurre la qualità dei nostri centri della conoscenza in soluzioni concrete capaci di generare valore. Fondamentale è il capitale umano: questi giovani talenti saranno le figure-ponte tra ricerca e impresa, garantendo al territorio competitività e resilienza in un mercato globale in continua trasformazione.<br />Il progetto è supportato da una commissione di valutazione multidisciplinare di alto profilo<br />composta da rappresentanti del mondo accademico, dell’innovazione e dello sviluppo territoriale, quali: Claudia Pingue Responsabile Fondo Technology Transfer di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital, Alessandro Rossi Delegato del Rettore al Supporto al sistema produttivo per UniTrento, Maurizio Gianordoli Vicepresidente di FBK e CEO di SocialIT, Andrea Silli Direttore Area Startup e Innovazione di Trentino Sviluppo, Alice Giudicatti Head of Strategy di Tech Europe Foundation (TEF).<br />“PoC by Trentino” si inserisce nel contesto del Piano di mandato 2024-2027 di Fondazione Bruno Kessler e del Piano Strategico 2022-2027 dell’Università di Trento proprio con l’obiettivo di trasformare la conoscenza in impatto economico e sociale.<br />Così ha dichiarato Flavio Deflorian, Rettore dell’Università di Trento: “Questo progetto è un ulteriore, importante passo nel percorso di trasferimento della ricerca verso l’impresa: un cammino che sentiamo la responsabilità di sostenere, per tradurre la conoscenza scientifica in innovazione, a beneficio anche del sistema locale e delle comunità che ci sostengono. Grazie allo sforzo corale che unisce la Provincia alle principali realtà economiche trentine, viene offerta a ricercatori e ricercatrici di tutte le aree disciplinari un’occasione concreta per verificare la fattibilità delle proprie intuizioni, sin dalla fase creativa, ben prima di affrontare il mercato. La previsione di riproporre il bando annualmente per un triennio garantisce continuità a questo supporto, incentivando i nostri talenti a farsi imprenditori e imprenditrici delle proprie idee qui in Trentino”.<br />A questo serve il Proof of Concept: testare la solidità delle idee, valutarne la maturità tecnica e di mercato e costruire le condizioni per renderle scalabili, fino a trasformarle in progetti imprenditoriali sostenibili. Il primo progetto pilota era stato messo in campo lo scorso anno dalla Fondazione Bruno Kessler che aveva finanziato e sostenuto direttamente con quasi 500 mila euro ben nove idee di ricerca per aiutarle a diventare storie di successo.<br />«Il successo della prima edizione di “PoC by FBK” ci ha confermato che, quando si mettono i giovani talenti nelle condizioni giuste, le idee di frontiera possono diventare soluzioni reali”, ha commentato Ferruccio Resta, Presidente FBK. “Per questo, insieme all’Università di Trento, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e dei partner del sistema trentino, abbiamo deciso di ampliare l’iniziativa lanciando “PoC by Trentino”, un programma pensato per rafforzare opportunità, strumenti e accompagnamento per i team e accelerare la trasformazione della conoscenza in nuove imprese. L’obiettivo è dare più forza e continuità al passaggio dalla ricerca al mercato, valorizzando capitale umano, brevetti e competenze in un percorso strutturato, perché l’innovazione non resti un potenziale, ma diventi impresa e impatto per l’intera comunità<br />trentina».<br />La call for proposal è stata lanciata con l’evento di oggi, 5 marzo, e resterà aperta fino al 5 maggio, rivolta esclusivamente alla comunità di ricerca di FBK e UniTrento. Seguirà una fase di selezione entro il 5 giugno, l’avvio del percorso formativo e la preparazione dei team al Pitch Day interno, previsto per metà luglio. A valle del Pitch Day i team selezionati entreranno nella fase di sperimentazione tecnologica, con accesso alle risorse economiche e ai servizi di accompagnamento, fino alla conclusione del programma e alla presentazione dei risultati finali, prevista nei primi mesi del 2027, in concomitanza con il lancio della nuova edizione del programma (articolato su base triennale).<br />Per approfondire: UniTrento, FBK</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fbk e UniTn</author></item><item><guid isPermaLink="false">9e7ccf32-e650-4402-8105-a775af170ca8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/imparare-le-lingue-durante-l-estate</link><title>Imparare le lingue durante l'estate</title><description><![CDATA[<p>Con una lunga tradizione e solide collaborazioni, i programmi di Clm Bell per giovani da 6 a 19 anni uniscono formazione e avventura, offrendo opportunità uniche di crescita personale e culturale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/oarmy5ax/belloriz.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/imparare-le-lingue-durante-l-estate" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2480</width><height>1395</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nell’anno che segna il sessantesimo di fondazione e di attività, Clm Bell pensa alla prossima estate. Lo fa con la modalità che rappresenta una tradizione per il Centro Lingue Moderne creato a Trento nel 1966.</p>
<p>Essa appartiene al pacchetto di opportunità pensato per la prossima stagione estiva e indirizzato a bambini e ragazzi (dai 6 ai 19 anni di età) che desiderano apprendere una lingua straniera.</p>
<p><strong>All’estero </strong></p>
<p>Proposte di due settimane in Irlanda, Inghilterra, Spagna, Germania, Austria, rivolte a ragazze e ragazzi dai 12 ai 19 anni di età, differenziate per età, destinazione e formula (college, famiglia, Young Adults, in campus, con l’alternanza scuola lavoro), presso selezionate scuole partner e con un ricco programma di esperienze e di attività in immersione nella lingua e nella cultura del Paese scelto. Periodi diversi che coprono l’estate dal 28 giugno al 15 agosto. In preparazione ci sono 12 ore di lezioni “lingua&amp;cultura” con gli insegnanti di Clm Bell. Per la richiesta di passaporto, necessaria per l’Inghilterra, ci sono canali prioritari in caso di viaggio con data certa.</p>
<p><strong>In Trentino, Summer/Sommer Camps residenziali </strong></p>
<p>English &amp; Nature. Pensato e proposto per giovani di età dai 10 ai 14 anni. Turni settimanali dal 21 giugno al 4 luglio. A Candriai sul Monte Bondone, nella struttura Aerat. Inglese immersivo tra boschi, birdwatching, ecologia, laboratori green, sport e avventure nella natura.</p>
<p>English &amp; Adventure / Deutsch &amp; Aktion indirizzato a una fascia di età dai 9 ai 16 anni. Turni settimanali differenziati per età e lingua dal 4 luglio al 1° agosto. A Montagne, nel parco Naturale Adamello Brenta, a Villa Santi. Imparare inglese o tedesco esplorando i boschi, giocando e vivendo avventure indimenticabili. Escursioni, arrampicata, canyoning, con lo staff della scuola e con gli educatori del Parco e gli istruttori di montagna.</p>
<p><strong>In Trentino, Summer/Sommer Camps diurni</strong></p>
<p>Mezzocorona. English &amp; Play / Deutsch &amp; Play. A essere interessati sono bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni di età. Turni settimanali dal 15 giugno al 10 luglio. A Mezzocorona negli ampi spazi di Palazzo Martini e dei suoi dintorni. L’esperienza della lingua inglese o tedesca tramite attività coinvolgenti e stimolanti e progetti creativi. La parola d’ordine è PLAY: giocando si impara la lingua straniera. Servizio pulmino da Trento e da Lavis.</p>
<p>English &amp; Explore – Language &amp; Explore per chi ha un’età dai 6 agli 11 anni. Turni settimanali dal 6 luglio al 7 agosto. A Giovo al Maso Belvedere. Inglese immersivo e scoperta della natura con esplorazioni di boschi, orto e campi. Tutto all'aperto tra passeggiate, lezioni, giochi. Nella settimana centrale un carosello di lingue per assaggiare anche tedesco, spagnolo e/o francese. E alla fine la caccia al tesoro multilingue. Servizio pulmino da Trento e da Lavis.</p>
<p>Per saperne di più su date, programmi e tariffe disponibili sul sito <a href="http://www.clm-bell.it"><strong>www.clm-bell.it</strong></a> alla pagina Soggiorni – link <a href="https://www.clm-bell.com/it/soggiorni"><strong>https://www.clm-bell.com/it/soggiorni</strong></a> o telefonando al nr. 0461 981733.</p>
<p><br><br><img src="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/dp4ly2lc/bellintegral.jpg?width=353.4777651083238&amp;height=500" alt="" width="353.4777651083238" height="500"></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Clm Bell</author></item><item><guid isPermaLink="false">0b18ec40-9db4-4531-bb17-866810e92f26</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/occhio-al-glaucoma-con-abilnova-e-unione-ciechi</link><title>Occhio al glaucoma con AbilNova e Unione ciechi</title><description><![CDATA[<p>La conferenza stampa di presentazione è stata ospitata, stamani, alla Piazza inCooperazione di via Segantini a Trento.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/w2abrcm1/da-sinistra-de-concini-dallap-mucchi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/occhio-al-glaucoma-con-abilnova-e-unione-ciechi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, in programma dall’8 al 14 marzo, anche quest’anno il territorio trentino partecipa con una serie di iniziative dedicate alla prevenzione e alla sensibilizzazione sulla salute visiva, promosse e sostenute dalla Fondazione IAPB Italia ETS, la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.</p>
<p>Le iniziative promosse dalla cooperativa sociale AbilNova e dalla sezione territoriale di Trento dell’UICI Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sono state presentate nel corso di una conferenza stampa ospitata a Trento presso la Piazza inCooperazione della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti il direttore sanitario e medico oculista di AbilNova <strong>Mauro De Concini</strong>, il direttore della cooperativa <strong>Ferdinando Ceccato</strong> e il presidente della Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo <strong>Silvio Mucchi</strong>. Per l’UICI Trento sono intervenuti il vicepresidente <strong>Mauro Dallapè</strong>, e il responsabile della comunicazione <strong>Mauro Marcantoni</strong>.</p>
<p>La cooperativa sociale AbilNova dal 9 al 13 marzo organizzerà cinque giornate di screening gratuiti aperti alla popolazione, con la presenza di medici oculisti e ortottisti. L’iniziativa nasce da una collaborazione concreta con la Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo e rappresenta un esempio significativo di come il sistema cooperativo del territorio possa tradursi in azioni tangibili a favore della comunità, mettendo insieme competenze sanitarie, attenzione sociale e sostegno al benessere delle persone.</p>
<p>Accanto agli screening, AbilNova continuerà a promuovere attività di diagnosi, prevenzione e riabilitazione attraverso il proprio Centro di Trento, oltre a momenti informativi diffusi sul territorio nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione, come raccontato dai suoi esponenti. Il dottor De Concini ha fatto un focus specifico sulla patologia del glaucoma, spiegandone rischi, ricadute, possibilità di intervento e necessità di prevenzione. Inoltre è stata ricordata la realizzazione in atto della nuova sede, che sarà pronta nella primavera del 2027 e che ospiterà ambulatori e servizi per le persone con disabilità sensoriale ma anche per la comunità in modo da fornire risposte sempre pronte ai bisogni emergenti.</p>
<p>La sezione territoriale di Trento dell’UICI sarà impegnata giovedì 12 marzo con una giornata di controlli gratuiti per le persone sopra i 40 anni o con familiarità presso l’ambulatorio oculistico di corso Michelangelo Buonarroti a Trento, grazie alla collaborazione del dottor Mauro Berteotti, come comunicato dal vicepresidente Mauro Dallapè.</p>
<p>L’impegno dell’associazione di categoria proseguirà inoltre, come illustrato da Mauro Marcantoni, con la realizzazione di rubriche televisive dedicate ai temi della disabilità visiva, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza pubblica e promuovere una maggiore attenzione alla prevenzione.</p>
<p>Queste iniziative nascono dalla consapevolezza che il glaucoma è una patologia particolarmente insidiosa, spesso priva di sintomi nelle fasi iniziali ma capace di compromettere in modo irreversibile la vista, come ha ricordato il dottor De Concini di AbilNova. Proprio per questo la diagnosi precoce e i controlli periodici rappresentano strumenti fondamentali per tutelare la salute visiva ed è fondamentale l’azione quotidiana delle realtà trentine che si occupano di prevenzione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Abilnova e Uici Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">614c5352-0b2e-45b5-a484-0125ed05f2d8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/occhi-aperti-insieme-contro-le-truffe</link><title>Occhi aperti: insieme contro le truffe</title><description><![CDATA[<p>Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo organizza un incontro pubblico sulla sicurezza online.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/whwoulxd/la-cassa-rurale-val-di-non-con-le-imprese.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/occhi-aperti-insieme-contro-le-truffe" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un incontro aperto a tutti, ad ingresso gratuito, dedicato alla sicurezza digitale per imparare a riconoscere e prevenire le truffe online, proteggendo i propri dati e le proprie informazioni con consapevolezza.</p>
<p>Navigare in rete, utilizzare i social e gestire il proprio conto corrente online sono attività quotidiane che, se non affrontate con la giusta attenzione, possono nascondere rischi insidiosi. Per fornire ai cittadini gli strumenti necessari a navigare in sicurezza, la Cassa Rurale Val di Non - Rotaliana e Giovo organizza l'incontro informativo dal titolo: "Occhi Aperti: insieme contro le truffe".</p>
<p>L’evento si terrà il giorno 2 marzo alle ore 20.15 presso la Sala Polifunzionale di Cles della Cassa Rurale, situata in via Marconi 58 e con diretta streaming sul canale youtube della Cassa Rurale al seguente link <strong>https://bit.ly/occhiaperti2026</strong></p>
<p>Condurrà la serata Security Mind, società specializzata nella Cyber Security Awareness, che adotta un approccio innovativo e completo per proteggere le organizzazioni dalle minacce digitali, con la partecipazione del referente antifrode di Allitude, Società IT del Gruppo Cassa Centrale Banca.</p>
<p>L’iniziativa nasce dalla necessità di far fronte comune contro il crescente fenomeno delle truffe digitali. Durante la serata, esperti del settore illustreranno le tecniche più comuni utilizzate dai malintenzionati sul web e forniranno consigli pratici e immediati per proteggere la propria identità digitale e i propri risparmi.</p>
<p>Il Direttore generale Massimo Pinamonti e il Presidente Silvio Mucchi, nel presentare l’iniziativa, sottolineano l’alto valore sociale e formativo della stessa: “Come Banca del Territorio sentiamo la responsabilità non solo di gestire l’attività finanziaria di Soci e Clienti, ma anche di promuovere una cultura economico finanziaria basata sulla sicurezza. L’incontro “Occhi aperti” non è solo un incontro informativo, ma un atto di vicinanza. Vogliamo che nessuno si senta solo o vulnerabile di fronte alle insidie del mondo digitale. Informare significa dare alle persone il potere di difendersi e vivere con maggiore tranquillità”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo</author></item><item><guid isPermaLink="false">4a87d748-8989-4f40-aa0a-22b7c9c8894e</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/occhio-alla-salute-taglia-il-traguardo-delle-50-000-prestazioni</link><title>“Occhio alla Salute” taglia il traguardo delle 50.000 prestazioni</title><description><![CDATA[<p>Dal 2008 ad oggi, il progetto è passato dal primo ambulatorio di Pergine Valsugana ad una rete capillare di 6 centri. Presentati gli 11 programmi di attività per il futuro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/xllpb5cr/immaginefondazionecraltavalsugana.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/occhio-alla-salute-taglia-il-traguardo-delle-50-000-prestazioni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>904</width><height>952</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Conferenza stampa di presentazione delle attività di Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana con un focus sul progetto Occhio alla Salute che taglia quest’anno il traguardo delle 50.000 prestazione.</p>
<p>In apertura, il presidente della Fondazione, Franco Senesi, saluta e ringrazia tutti gli intervenuti, in particolare i volontari - oltre 30 - che rendono possibile lo svolgimento delle prestazioni nei cinque ambulatori attivi su tutto il territorio nei comuni di Fornace, Sant’Orsola Terme, Pergine Valsugana, Levico Terme e Altopiano della Vigolana.</p>
<p>“La Fondazione, nel suo essere braccio operativo e sociale della Cassa Rurale, ha raccolto l’eredità di Cooperazione Reciproca e dal primo polo di Pergine Valsugana, attivato presso la casa di riposo in collaborazione con la Fondazione Montel, ha ampliato gli spazi e le prestazioni gestendo ad oggi 6 ambulatori, oltre 30 volontari e prestazioni che vanno dalla misurazione della glicemia, alla prevenzione urologica e ginecologia".</p>
<p>Si passa quindi alla presentazione delle attività della Fondazione, a cura della direttrice<strong> Ilaria Petrone</strong> che illustra il piano operativo, articolato in 11 programmi di attività, i primi due, trasversali si occupano del coordinamento, della pianificazione e della promozione delle attività della Fondazione. Le altre progettualità, nove per l’esattezza, si sviluppano attorno ai quattro pilastri fondamentali, i valori della Fondazione: Comunità, Crescita, Impegno ed Entusiasmo e spaziano dal coworking, all’educazione finanziaria, dalla salute all’ambiente. La parola passa alla responsabile del progetto Occhio alla Salute, Marianna Moser, che illustra le informazioni relative agli ambulatori assieme alle prestazioni svolte e al numero di volontari impiegati. A testimonianza, interviene in rappresentanza dei volontari presenti il dottor<strong> Lino Beber</strong>, uno dei primi medici volontari coinvolti nel progetto, che ha rievocato gli inizi dell’attività e le prime prestazioni svolte (controllo del colesterolo, della saturazione e della pressione) fino al periodo più complesso durante l’epidemia del covid-19 quando l’attività è stata interrotta e ripresa nel 2021 grazia all’aiuto dell’ACS Canale. Alla conferenza, ha partecipato anche l’assessore alla Salute, Politiche Sociali e Cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina. "Tutti noi ci dobbiamo sentire coinvolti quando si tratta di salute. Quello che avete fatto con il progetto Occhio alla Salute va di pari passo a quanto la Provincia sta portando avanti sul tema delle Case di Comunità e su molti altri temi che riguardano la prevenzione, che coinvolgono tutte le età - dai ragazzi delle scuole agli anziani - e che puntano a valorizzare le risorse a disposizione e il personale sanitario. E questa è la dimostrazione di come Cooperazione, istituzioni e volontariato, grazie alla nostra Autonomia speciale, possano fare la differenza quando si fa gioco di squadra come voi ci avete dimostrato oggi. Progetti come questi possono e devono essere replicabili anche negli altri territori del nostro Trentino, grazie anche alle Fondazioni delle Casse Rurali come la vostra. Queste iniziative fanno bene a tutta la comunità e ai cittadini".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">4f4a0f44-2bc8-43c8-b723-30cf7785341c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/concluso-free-move-la-ginnastica-artistica-come-strumento-di-benessere</link><title>Concluso Free Move: la ginnastica artistica come strumento di benessere</title><description><![CDATA[<p>Atto finale, a Risto3 Hub a Trento, del progetto promosso da cooperativa Amica, Società Ginnastica Artistica Trentina e Cooperativa Cs4.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/sj2elqz5/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/concluso-free-move-la-ginnastica-artistica-come-strumento-di-benessere" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1966</width><height>1214</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alla sede di Risto3 Hub di via Alto Adige a Trento, è stato ambientato il momento conclusivo di Free Move, iniziativa dedicata a una ventina di giovani adulti con disabilità della cooperativa sociale Cs4 di Pergine Valsugana e ospitata in ambienti appositamente attrezzati.</p>
<p>Free Move è frutto della collaborazione tra cooperativa Amica (presenti il presidente <strong>Mario Fiori</strong> e la consigliera <strong>Alice Telch</strong>) e Gat - Ginnastica Artistica Trentina (rappresentata da <strong>Tiziana Semeraro</strong>).</p>
<p>E’ stato effettuato nel corso del 2025, grazie al contributo della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito della “Promozione dello sport e dell’associazionismo sportivo trentino”.</p>
<p>Il focus del progetto è stato dedicato a sport e inclusione basandosi sulla "Pedagogia dell’Obliquità": ogni ragazzo ha potuto mettersi in gioco rispetto alle proprie potenzialità e dei proprio limiti.</p>
<p>“Un’esperienza che – è stato spiegato - ha trasformato la ginnastica artistica adattata in uno strumento di benessere, autostima e partecipazione autentica. L'iniziativa, nata per promuovere il benessere psico-fisico attraverso lo sport inclusivo, ha dimostrato come l’abbattimento delle barriere non sia solo fisico, ma soprattutto metodologico”.</p>
<p><strong>Il criterio dell’obliquità</strong></p>
<p>Ha rappresentato il cuore del progetto. A differenza dei modelli sportivi tradizionali, la proposta si è basata sul principio pedagogico dell’obliquità. Grazie a istruttori con competenze specifiche, sono state create situazioni operative in cui gli ostacoli erano "sfidanti ma superabili" per tutte e per tutti.</p>
<p>Questo ha permesso a ogni partecipante, indipendentemente dal punto di partenza, di lavorare al proprio livello e vivere il successo della propria azione. "L'obiettivo – è stato aggiunto - non era solo il movimento, ma la costruzione di un’immagine positiva di sé. In un contesto win-win, dove tutti escono vincitori. I partecipanti hanno riscoperto il piacere di sentirsi 'capaci di fare' e 'forti', aumentando la propria motivazione e la padronanza motoria incontro dopo incontro”.</p>
<p><strong>Alta qualità in rete</strong></p>
<p>Il successo dell'iniziativa è figlio di una collaborazione multidisciplinare. Il percorso si è articolato in tre fasi. La prima appartiene alla coproduzione attraverso una programmazione attenta tra tecnici di Ginnastica Artistica Trentina, docenti della cooperativa Amica  e operatori di cooperativa CS4. La seconda, invece, all’azione con attività pratiche che hanno confermato miglioramenti tangibili nelle capacità motorie. La terza alla valutazione con interviste dirette ai protagonisti per raccogliere il loro vissuto emozionale.</p>
<p>Un elemento di eccellenza è stato il coinvolgimento degli operatori della cooperativa CS4, il cui supporto è stato fondamentale nella gestione quotidiana e nella mediazione educativa, garantendo un ambiente sereno e stimolante.</p>
<p><strong>Risultati e video</strong></p>
<p>Il risultato complessivo ha espresso una crescita della consapevolezza del proprio benessere da parte di chi ha partecipato a questa iniziativa. Per documentare questo viaggio, è stato realizzato un filmato che raccoglie interviste e momenti salienti. Il filmato mostra l'entusiasmo dei partecipanti e l'efficacia di una didattica con la persona al centro.</p>
<p><strong>Il domani</strong></p>
<p>Il progetto ha creato una rete stabile tra stakeholder e realtà del territorio, condividendo buone pratiche che elevano la qualità della vita delle persone con disabilità. "Siamo orgogliosi di quanto realizzato – hanno concluso i promotori - La speranza è quella di poter dare continuità a questa proposta, consolidando uno spazio dove lo sport sia davvero per tutte e tutti."</p>
<p>All’evento conclusivo di stamani sono intervenuti: <strong>Camilla Santagiuliana Busellato</strong>, presidente Risto 3; <strong>Marco Pintarelli e Mauro Svaldi</strong> rispettivamente presidente e direttore della cooperativa Cs4; <strong>Gianluca Samarelli</strong>, esperto di sport e disabilità; <strong>Massimo Bernardoni</strong>, presidente del Comitato Trentino del Cip – Comitato Italiano Paralimpico.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina / Cooperativa Amica</author></item><item><guid isPermaLink="false">d88843b8-1b0e-4d61-8394-482e050e747a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-rinnovabili-strategie-e-prospettive-di-sviluppo-locale</link><title>Comunità energetiche rinnovabili: strategie e prospettive di sviluppo locale</title><description>Alla Piazza inCooperazione, si è svolto l’incontro “Strategie per l’accompagnamento e il consolidamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)”.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/24rdc2cq/cer.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-rinnovabili-strategie-e-prospettive-di-sviluppo-locale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le evidenze emerse dallo studio mostrano come le CER in Italia si trovino ancora in una <strong>fase iniziale di sviluppo</strong>: dimensioni mediamente contenute, forte eterogeneità organizzativa e percorsi di costituzione complessi, segnati da un quadro normativo in evoluzione e da procedure tecnicamente impegnative<strong>. A livello nazionale risultano attive 597 CER, con una distribuzione territoriale ancora disomogenea: il Nord-Ovest concentra il 31% delle iniziative e il Sud e Isole il 30%, mentre il Trentino Alto Adige conta 38 CER, pari al 6% del totale</strong>. A ciò si aggiunge una leva economica percepita come poco immediata, poiché i benefici non si traducono in un risparmio diretto e facilmente visibile in bolletta. Questo elemento tende a rallentare l’adesione e a rafforzare un approccio prevalentemente centrato sugli incentivi, con il rischio di indebolire la dimensione comunitaria. <strong>Nel contesto trentino</strong>, tuttavia, come dimostrano i numeri, la presenza di un solido capitale cooperativo e di un’infrastruttura di supporto strutturata rappresenta un fattore abilitante, capace di favorire stabilità organizzativa e consolidamento delle iniziative. Anche in territori più maturi resta però centrale la sfida di mantenere un equilibrio tra certezza normativa, governance efficace e radicamento sociale. Le CER si configurano così non solo come strumenti tecnici per la produzione condivisa di energia rinnovabile, ma come vere e proprie infrastrutture socioeconomiche territoriali, la cui efficacia dipende dall’integrazione tra regole, organizzazione e comunità. Questi, in sintesi, i punti focali dello studio presentati dal ricercatore di EURICSE <strong>Jacopo Sforzi</strong>, che hanno costituito anche il fulcro degli interventi successivi.<strong> I risultati saranno prossimamente pubblicati online e resi disponibili sul sito dell’istituto.</strong></p>
<p>Ad aprire i lavori è stato il saluto del Direttore della Cooperazione Trentina, <strong>Alessandro Ceschi</strong>, che nel suo intervento ha dichiarato: «La Federazione sostiene le CER in forma cooperativa come opportunità per rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo locale, valorizzando il territorio e contrastando la povertà energetica attraverso la condivisione dei benefici economici e sociali. Un ringraziamento va a EURICSE per l’organizzazione di questo momento di confronto e per il lavoro di ricerca e supporto a queste realtà in crescita».</p>
<p>Dopo la presentazione dei risultati da parte dI <strong>Jacopo Sforzi,</strong> il dibattito è proseguito con le testimonianze di <strong>Mauro Chiodega</strong>, Presidente della Vallata Alto Sarca (BIM del Sarca) e Presidente della CER del Sarca, e di <strong>Giacomo Pinaffo</strong>, Segretario Generale della Fondazione di Comunità di Messina, che hanno portato esperienze concrete di accompagnamento e sviluppo delle comunità energetiche.</p>
<p><strong>Mauro Chiodega</strong> ha illustrato l’esperienza della <strong>comunità energetica trentina </strong>(CER del Sarca), ripercorrendone le fasi di costituzione e i primi risultati raggiunti. Nel suo intervento ha evidenziato come le Comunità Energetiche Rinnovabili possano rappresentare uno strumento efficace di sviluppo territoriale, integrando la produzione di energia da fonti rinnovabili con la riduzione dei costi per i cittadini e il rafforzamento della coesione sociale. Nel raccontare la nascita della <strong>CER, promossa dalla volontà condivisa di alcuni Comuni del territorio</strong>, Chiodega ha richiamato le principali criticità affrontate, in particolare sul piano normativo e organizzativo, sottolineando il valore del modello cooperativo e il ruolo centrale del coinvolgimento attivo di enti locali, imprese e cittadini. Particolare attenzione è stata dedicata al tema della <strong>partecipazione dei soci</strong>: attraverso le comunità energetiche – ha sottolineato – tornano centrali <strong>valori come solidarietà e mutualismo</strong>. Una crescita solida e sostenibile, ha concluso, è possibile solo se orientata a generare un ritorno concreto per la comunità, rafforzando nel tempo questi principi fondanti.</p>
<p><strong>Giacomo Pinaffo </strong>è intervenuto proponendo una lettura ampia della transizione energetica, collegando le comunità energetiche ai <strong>processi di innovazione sociale e sviluppo locale</strong>. Le CER, ha evidenziato, possono diventare non solo infrastrutture energetiche, ma <strong>laboratori di coesione territoriale capaci di integrare obiettivi ambientali, inclusione sociale e nuova economia</strong>. Richiamando le esperienze maturate nel Mezzogiorno, Pinaffo ha sottolineato il valore delle reti tra enti pubblici, terzo settore e comunità locali per garantire stabilità e capacità generativa nel tempo, in una prospettiva sistemica. La Fondazione ha promosso Comunità Energetiche Solidali che integrano innovazione tecnologica e impatto sociale, attraverso micro-reti e sistemi di accumulo orientati a una redistribuzione equa dei benefici, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili e a modelli di governance condivisa. Tra le esperienze citate, il progetto “Energia è partecipazione”, sostenuto anche da Fondazione CON IL SUD, finalizzato alla costituzione di una Comunità Energetica dei Cittadini nella periferia sud di Messina, con il coinvolgimento di famiglie in condizioni di fragilità abitativa e realtà del territorio.</p>
<p>Il confronto, arricchito anche dagli interventi del pubblico, ha consentito di individuare alcune priorità strategiche: rafforzare la stabilità del quadro regolatorio, semplificare le procedure, sostenere modelli organizzativi solidi e promuovere un coinvolgimento effettivo delle comunità locali. In questa prospettiva, le CER rappresentano una leva rilevante non solo per la transizione energetica, ma anche per la costruzione di nuove traiettorie di sviluppo locale.</p>
<p>La mattinata è proseguita con <strong>tre workshop tematici</strong>, caratterizzati da un confronto ampio e partecipato. È emersa con chiarezza la necessità di rafforzare gli strumenti di accompagnamento tecnico e finanziario, favorire la condivisione di buone pratiche e consolidare alleanze tra soggetti pubblici, privati e comunità locali, affinché le CER possano diventare un elemento strutturale delle politiche di sviluppo territoriale.</p>
<p>I gruppi di lavoro si sono concentrati su tre ambiti prioritari: <strong>fare rete sul territorio</strong>, con strategie di coinvolgimento di cittadini e stakeholder locali; <strong>sviluppare competenze dedicate</strong>, attraverso l’integrazione di professionalità interne ed esterne a supporto della progettazione e della gestione; <strong>garantire la sostenibilità nel tempo</strong>, mediante strumenti e soluzioni finanziarie adeguate.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse - Ufficio Stampa Silvia Gadotti</author></item><item><guid isPermaLink="false">9b45ab5d-f6ae-4092-b0a2-b11fda71936e</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/risparmio-gestito-nef-supera-i-10-miliardi-di-euro-e-presenta-due-nuovi-comparti</link><title>Risparmio gestito: NEF supera i 10 miliardi di euro e presenta due nuovi comparti</title><description><![CDATA[<p>Superano i 10 miliardi di euro gli asset under management (AUM) di NEF, il fondo comune di diritto lussemburghese, multimanager e multicomparto, istituito da NEAM S.A., la management company del Gruppo Cassa Centrale costituita nel 1999.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/l4vg3tfk/sede-gruppo-cassa-centrale.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/risparmio-gestito-nef-supera-i-10-miliardi-di-euro-e-presenta-due-nuovi-comparti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3508</width><height>2477</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il traguardo è stato annunciato oggi a Milano, presso la sede di Cassa Centrale Banca, in occasione della conferenza stampa dedicata alla presentazione di due nuovi comparti che vanno ad ampliare l’offerta NEF.</p>
<p>“Un risultato molto rilevante, raggiunto principalmente grazie all’attività di distribuzione delle Banche affiliate al Gruppo Cassa Centrale, oltre al contributo di altri distributori e investitori istituzionali” afferma <strong>Flavio Bonomo</strong>, <strong>Amministratore Delegato</strong> della Società.</p>
<p>I nuovi comparti presentati oggi da <strong>Gianluca Filippi</strong>, responsabile del Servizio Commerciale Finanza e Bancassicurazione della Direzione Finanza di Capogruppo, sono pensati per rispondere alle diverse esigenze della clientela, e si articolano in:</p>
<ul>
<li><strong>NEF Target 2031</strong> è rivolto a chi desidera cogliere le opportunità del mercato obbligazionario in modo complementare rispetto al tradizionale investimento in titoli di Stato, puntando su una cedola periodica e su una scadenza definita</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>NEF Ethical Step to Balanced 2030</strong>, un’assoluta novità nell’offerta di Gruppo, che consente all’investitore di cogliere progressivamente le opportunità dei mercati azionari, investendo in un portafoglio, inizialmente obbligazionario, che progressivamente raggiungerà il 50% di componente azionaria entro il 2030.</li>
</ul>
<p>La gamma NEF è strutturata per coprire le principali strategie di investimento sia in termini di mercati, sia di asset allocation. L’offerta si distingue inoltre per il forte orientamento alla sostenibilità con <strong>oltre il 70% delle masse in gestione classificato come sostenibile</strong> ai sensi degli articoli 8 e 9 della normativa SFDR.</p>
<p>“I fondi NEF ricoprono un ruolo centrale nelle strategie di distribuzione del Gruppo Cassa Centrale, pur inserendosi all’interno di un’architettura aperta, che permette ai clienti delle Banche affiliate di disporre di 13 case di investimento e di un’offerta complessiva di circa 3.000 fondi – dichiara <strong>Marco Galliani</strong>, Chief Wealth Management Officer di Cassa Centrale Banca – Il 2025 è stato per NEF un anno record: la raccolta netta ha raggiunto 785 milioni di Euro, permettendo di arrivare a 6,7 miliardi di Euro di AUM collocati sulle banche del Gruppo. Un contributo significativo a questa crescita proviene dai Piani di Accumulo di Capitale (PAC), da sempre al centro dell’offerta delle Banche affiliate, in un’ottica di approccio ai mercati e di educazione al risparmio. I clienti del Gruppo Cassa Centrale detengono infatti 560.000 PAC NEF, che generano un flusso mensile di 80 milioni di Euro”.</p>
<p>I differenti strumenti vengono proposti all’interno di un processo di investimento che risponde ai bisogni dell’intera clientela di Gruppo, con particolare riferimento ad una consulenza evoluta e globale. L’attività del Gruppo è sempre più orientata allo sviluppo della Consulenza Valore, il nuovo servizio di consulenza finanziaria evoluta basato sull’analisi del portafoglio finanziario complessivo. Un servizio, questo, che mira a offrire al cliente le migliori soluzioni di investimento personalizzate secondo le sue esigenze di pianificazione finanziaria, degli obiettivi di investimento e dei suoi bisogni assicurativi, in una logica di rafforzamento della relazione tra cliente e banca, distintiva del credito cooperativo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Centrale Banca</author></item><item><guid isPermaLink="false">5cb6c848-c253-4667-8f73-8bbe52384b21</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-vino-del-copa-cogeca-sul-pacchetto-vino</link><title>Gruppo Vino del Copa-Cogeca sul Pacchetto Vino</title><description><![CDATA[<p>Bene il via libera dell'Eurocamera, ma risultato solo parziale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/xj3dgxws/luca-rigotti.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-vino-del-copa-cogeca-sul-pacchetto-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>626</width><height>427</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Il via libera definitivo espresso oggi dal Parlamento europeo al Pacchetto Vino, approvato con 625 voti a favore, 15 contrari e 11 astensioni, rappresenta un passaggio importante di attenzione verso un comparto che sta attraversando com’è noto una delle fasi più difficili della sua storia. Diverse misure approvate – la maggiore dotazione finanziaria per le misure per contrastare i cambiamenti climatici, gli interventi contro la flavescenza dorata e il rafforzamento degli investimenti legati all’enoturismo – vanno nella direzione giusta e rispondono a bisogni concreti delle imprese. Rimane tuttavia la preoccupazione per l’esclusione di alcuni elementi qualificanti che avrebbero reso il provvedimento più completo ed efficace e avrebbero dato al settore ulteriori strumenti per recuperare la piena competitività”. Così Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative e Presidente del Gruppo Vino del Copa-Cogeca commenta l’approvazione definitiva oggi del pacchetto di aiuti a sostegno del settore vitivinicolo europeo.</p>
<p>Il Presidente Rigotti esprime apprezzamento per l’aggiornamento delle definizioni relative ai vini dealcolati, in particolare per l’introduzione della designazione “a ridotto contenuto alcolico, un passo avanti positivo sia per i produttori sia per i consumatori”: a tal riguardo rinnova “l’auspicio che si possa arrivare in tempi brevi anche a una soluzione normativa per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, segmento che sta registrando un interesse crescente sui mercati”.</p>
<p>Secondo il presidente del settore Vino di Confcooperative Fedagripesca  “permangono però forti preoccupazioni per la mancata inclusione di strumenti che avrebbero inciso in modo determinante sull’efficacia complessiva del pacchetto: dalla possibilità di riutilizzare nell’annualità successiva i fondi non impiegati (<em>carry over</em>), alla non estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate previste per le PMI. Si tratta di lacune che – commenta Rigotti - ridimensionano la portata di un intervento che, pur contenendo aspetti positivi, avrebbe potuto essere ben più incisivo”. “L’auspicio – conclude il Presidente del Settore – è che le innovazioni introdotte possano essere confermate anche oltre l’attuale PAC e che le misure rimaste escluse trovino spazio nelle prossime revisioni normative, così da garantire ai viticoltori europei un sostegno realmente adeguato, nel quadro di una Ocm di Settore che dovrà conservare la propria specificità e risorse di bilancio adeguate”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8e33b6c2-24ca-4acf-85af-c7c6f1a0cec2</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie-1</link><title>“Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie”</title><description><![CDATA[<p>È entrato nel vivo il progetto “Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie” ideato e condotto dall’artista Sara Maino e promosso dall’APS Il Paradosso di Bolognano, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Arco e la Cooperativa AbilNova, con il contributo della Fondazione Caritro con il Bando Formazione-cultura 2025-26 e il patrocinio del Comune di Arco.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/jfaprzep/abilnova-progetto1.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una rete che ha permesso lo svolgimento di un lungo percorso creativo multidisciplinare, basato su una formazione all’ascolto, che comprende tecniche di registrazione sonora e di intervista, esperienze musicali e artistiche riferite al paesaggio sonoro esplorato.</p>
<p>L'intento è di restituire le esperienze di ricerca con diversi linguaggi espressivi in una mostra multimediale allestita presso lo Spazio Nemos di Bolognano nel mese di marzo 2026.</p>
<p>Il laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro del loro territorio entra ora sempre più nel vivo per le bambine e i bambini della classe V della scuola primaria di Massone che sono stati invitati a conoscere e riconoscere “nel gran libro della natura” le forme del suo linguaggio, come nell’approccio scientifico di Umanesimo e Rinascimento. Sono stati stimolati metodi d’indagine del mondo attraverso i sensi e morfologie che possono metterci in contatto con la nostra immaginazione e con i nostri sentimenti più profondi.</p>
<p>Eva Fornari, insegnante della class, racconta che “attraverso l’ascolto dei suoni del paesaggio, ascoltiamo le nostre emozioni, impariamo a condividerle ascoltando nel contempo quelle dei compagni che sono diverse dalle mie”, precisando che “il laboratorio è un’occasione per sperimentare noi stessi mentre siamo in relazione con il paesaggio, per sviluppare empatia, rispetto e per mettersi nei panni degli altri”. Gli incontri si sono focalizzati su un approccio inclusivo, con una formazione specialistica e pratica sulle disabilità sensoriali, condotta da Irene Matassoni della Cooperativa Sociale AbilNova.</p>
<p>Guidati da docenti e formatrici, i partecipanti hanno conosciuto un volto nuovo del paesaggio di Massone, individuando i suoi aspetti sonori contemporanei, negli angoli meno noti, tra le vie meno frequentate, ascoltate per la prima volta con orecchie attente e curiose. Attraverso l’ascolto attivo, alunne/i e docenti hanno imparato ad ascoltare e a vedere meglio la scuola e i suoi dintorni, cioè i luoghi che vivono quotidianamente.</p>
<p>Hanno contattato anche lo spirito del luogo, il <em>genius loci </em>che abita la parte selvatica del Bosco Caproni e delle cave di oolite. Lo hanno interrogato con i suoni, con le loro voci e i loro corpi, e ne hanno fatto una musica con l’esperta musicista Claudia Ferretti: “Un percorso che evoca sentimenti profondi, che stimola l'ascolto del paesaggio sonoro dentro e fuori di noi e che vive della meraviglia. Un viaggio che include il supporto di esperti che fanno mettere nei panni di chi è affetto da disabilità sensoriali per imparare a raccontare la propria esperienza in modo più inclusivo”.</p>
<p>L’indagine territoriale ha messo in luce le peculiarità acustiche di Massone, con le sue fonti d’acqua, la quiete dell’olivaia e la dimensione più tranquilla della campagna, ma ne ha rilevato anche l’inquinamento sonoro, determinato dal traffico dei veicoli.</p>
<p>Durante la ricerca è affiorata anche la memoria del paese, ancora viva nelle persone anziane intervistate: loro hanno ricordato un paese abitato dal suono dei carri trainati dai buoi sul selciato, “carri fatti ad arte che tinnivano come campanelli” afferma il signor Bruno; hanno raccontato dei “tanti animali nelle stalle di ogni casa, nelle strade bianche e sui sentieri”. La loro è la testimonianza di una vita acusticamente meno impegnativa, più rilassata. I dati raccolti durante le uscite territoriali sono catalogati in una mappa sonora dedicata al progetto, disponibile online.</p>
<p>Infine, con l’entusiasmo stimolato dalla curiosità di conoscere e approfondire sempre più il <em>gran libro del mondo</em>, ora aperto all’indagine più viva e reale, le bambine e i bambini della classe V si stanno impegnando per creare una galleria di diciotto ritratti acustici del paesaggio con pittura a olio su tela. Ognuno di loro rappresenta la propria idea di paesaggio sonoro di Massone, attraverso le esperienze di ascolto e registrazione effettuate in precedenza, l’annotazione di dati sensoriali, disegni, bozzetti, parole chiave e le emozioni suscitate dalla loro performance corale delle forme osservate nelle cave.</p>
<p>Tutto ciò, insieme a venti libri sonori, poesie in braille, e documentazioni video verrà condiviso con la comunità nella mostra multimediale che si aprirà il 20 marzo allo Spazio Nemos di Bolognano, dove l’intero percorso di ricerca sul paesaggio sonoro di Massone sarà restituito con una attenzione particolare alle disabilità sensoriali.</p>
<p>Approfondimenti</p>
<p>Sito web</p>
<p><a href="https://www.saramaino.it/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie/">https://www.saramaino.it/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie/</a></p>
<p>Mappa sonora di Massone (2025-26)</p>
<p><a href="https://umap.openstreetmap.fr/it/map/impressioni-sonore-nel-gran-libro-del-mondo-con-le_1294112">https://umap.openstreetmap.fr/it/map/impressioni-sonore-nel-gran-libro-del-mondo-con-le_1294112</a></p>
<p>Album fotografico (immagini con liberatoria)</p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/saramaino/albums/72177720330551054">https://www.flickr.com/photos/saramaino/albums/72177720330551054</a></p>
<p>Archivio sonoro</p>
<p><a href="https://archive.org/details/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie">https://archive.org/details/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">AbilNova</author></item><item><guid isPermaLink="false">eceb384a-340c-427a-a910-f120a2231c02</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gentilezza-e-una-parola-rivoluzionaria</link><title>“Gentilezza è una parola rivoluzionaria”</title><description><![CDATA[<p>Nel primo incontro 2026 di formazione dei volontari della coop Villa Maria, il professor Dario Fortin ha approfondito il tema della relazione di aiuto. “Il volontariato sociale è un'occasione di partecipazione alla costruzione del bene comune".</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/lh3pnx5s/formazione-villa-maria-1-.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gentilezza-e-una-parola-rivoluzionaria" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2252</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si può imparare ad aiutare meglio, a rendere l’aiuto efficace. E’ l’obiettivo del primo seminario di formazione 2026 rivolto ai volontari di Macramè e degli altri Servizi della <strong>cooperativa sociale Villa Maria</strong>: Io Abito, Mi Coltivo, Amalia Guardini.</p>
<p>Al Centro per l’inclusione di Volano, <strong>Dario Fortin</strong> del Dipartimento di psicologia e scienze cognitive dell’Università di Trento ha guidato l’incontro dal titolo: “Volontari in cammino. Per una sana relazione d’aiuto”. Più di 50 i volontari presenti impegnati a dialogare con il docente e in lavori individuali di scrittura autobiografica e di gruppo. Per lo svolgimento dell’intervento formativo è stato adottato il metodo di Carl Rogers, fondatore della psicoterapia centrata sulla persona, che pone davanti a tutto l’esperienza individuale.</p>
<p>Dal confronto tra i partecipanti sono emerse le parole chiave che descrivono l’azione di aiuto: gentilezza, accoglienza, protezione, empatia, solidarietà, sensibilità, incoraggiamento… Insieme compongono quello che il docente ha definito “un manifesto di amore e non violenza”. “Il mondo sta andando in un’altra direzione - ha riflettuto -. Oggi con il culto del più forte e il disprezzo del più debole, gentilezza è una parola rivoluzionaria”.</p>
<p>Nelle sue conclusioni Fortin ha sottolineato il valore dell'esperienza del volontariato sociale, che è un'occasione di partecipazione alla costruzione del bene comune. È un dono del proprio tempo rivolto a persone, gruppi e comunità, ma è anche un dono fatto a se stessi, che permette di dare un sapore speciale al cammino della propria vita. Il cammino a fianco di persone fragili può essere un'esperienza importante che ci pone su strade ancora non pienamente battute e quindi ricche di sorprese.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">ca4688b5-c492-47af-8767-a6637fb9cc4b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/bando-progetti-sociali-per-crescere-insieme</link><title>Bando Progetti Sociali 2025, per crescere insieme</title><description>Presso la sede di Dolomiti Hub si è svolta la serata di presentazione dei progetti vincitori del bando della Fondazione Valtes “Progetti Sociali 2025”.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/tyzjzktz/valtespremiazione.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/bando-progetti-sociali-per-crescere-insieme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con una serata pubblica particolarmente frequentata svoltasi giovedì 22 gennaio 2026 presso la struttura di Dolomiti Hub a Fonzaso, Fondazione Valtes – Fondazione Cassa Rurale Valsugana e Tesino -  ha reso pubblici i progetti che andrà a finanziare con il bando “Progetti Sociali 2025”, deliberato lo scorso anno e al quale hanno partecipato diverse associazioni, per il supporto a progetti di crescita e sviluppo territoriale, su tre filoni principali: quello della memoria, della valorizzazione e tutela dell’ambiente e del territorio, dell’innovazione.</p>
<p>Rispetto al bando degli anni precedenti, quest’ultimo permetteva ai partecipanti di candidare con due tipologie di progetti: i progetti Gold, con strutturazione più corposa e orizzonte pluriennale, e quelli silver, progetti più contenuti da realizzarsi entro il termine del 2026.</p>
<p>La serata, moderata da Ugo Baldessari e iniziata con un momento musicale da parte di Filippo Bellardo Gioli, che ha allietato i presenti anche con alcuni intermezzi nel corso della premiazione, è proseguita con l’introduzione del presidente di Valtes, nonché vicepresidente di Cassa Rurale Valsugana e Tesino, <strong>Stefano Modena</strong>. Il presidente, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di questo bando nella pianificazione della Fondazione, come elemento di stimolo verso il mondo associazionistico locale, scheletro e anima delle nostre comunità; stimolo nei confronti di un’innovazione progettuale, di trovare modi e spazi di confronto intergenerazionale, e di lavoro insieme con altri soggetti chiave del territorio. Una cooperazione fra i diversi soggetti, ha ricordato Modena, che contraddistinguerà i territori vincenti: nessuno, né come persona fisica né come ente, basta a sé stessi, ma ognuno ha bisogno dell’altro per completare manchevolezze che si rendono evidenti ogni giorno di più. Relazione quindi come parola chiave, quella che deve interessare i maggiori portatori di interesse di un territorio: la pubblica amministrazione, il terzo settore, ma anche il mondo produttivo ed economico. Una sinergia che qualifica quelle comunità che hanno l’ambizione di crescere e di sviluppare un benessere sempre maggiore, per rendersi attrattive nei confronti di persone che hanno la volontà di investire la propria vita in un territorio stimolante e propositivo.</p>
<p>La serata è poi proseguita con la presentazione dei progetti finanziati da Fondazione Valtes all’interno della categoria Gold; si tratta di progetti di più ampio respiro, con orizzonte pluriennale e che sono riusciti a coinvolgere una partnership importante.</p>
<p>Sono saliti sul palco di Fonzaso l’Associazione Revers, come capofila del progetto <strong>Parlami d’amore</strong>. Il progetto si propone di sviluppare un film documentario sul tema dell’amore e sulla tenerezza, valori apparentemente scontati ma che rivestono oggi una rinnovata urgenza e diventano strumenti essenziali per leggere e comprendere il presente per costruire un futuro in cui gentilezza, rispetto dell’altro siano non solo sentimenti nobili, ma tradotti in pratica quotidiana.</p>
<p>L’altro progetto, <strong>Memorie di prati in fiore</strong>, promosso dalla Pro Loco di Borgo Valsugana assieme ad altre realtà, fra cui il Museo Civico di Rovereto, fa riferimento ad attività di ricerca paleo-archeologica sulle tracce vegetali dei falcetti in selce e una mappatura delle popolazioni di insetti di prato diffusi nell’area del monte Gronlait, e con la realizzazione di un film documentario che racconta i cambiamenti nelle pratiche agricole dell’uomo attraverso le voci degli abitanti, le loro memorie, fotografie e filmati d’archivio, con la collaborazione del gruppo Scout Valsugana 1.</p>
<p>Il terzo progetto, <strong>PerCORRImi,</strong> proposto da Dolomiti Lab, nasce dal desiderio di ricucire legami tra persone, paesaggi e comunità nei territori di confine, luoghi oggi al centro di nuove sfide di spopolamento.</p>
<p>La serata è poi proseguita con la presentazione dei progetti Silver, che vedranno la realizzazione nel corso del 2026, quelli riconosciuti meritevoli sono stati <strong>Buried Love</strong>, proposto dall’associazione Bianconero, racconto di una storia rimasta in silenzio per oltre sessant’anni, di una donna della Valsugana che trova la forza, in età avanzata e sostenuta dalla nipote, di condividere la sua esperienza di un’infanzia segnata dalla violenza domestica. Inoltre, <strong>Trentino – Auf der Grenze, über Grenzen</strong>, promosso dall’Istituto Superiore Degasperi, sul tema dell’emigrazione e dell’immigrazione, fra elementi di memoria e di attualità, con la realizzazione di prodotti podcast e di un sito internet dedicato. Il terzo progetto finanziato in questa categoria è stato <strong>Su per i salti come na volta</strong>, capofila l’oratorio di Spera, che si propone di far rivivere, recuperare e valorizzare un antico sentiero di montagna che collegava Spera alle malghe in località Primalunetta, con la raccolta di testimonianze aneddoti e foto d’epoca che saranno messe a disposizione sul sentiero attraverso QRcode.</p>
<p>L’incontro ha visto la presenza anche del presidente di Cassa Rurale Valsugana e Tesino, <strong>Arnaldo Dandrea</strong>, di diversi membri del Consiglio di Amministrazione e del nuovo direttore <strong>Loris Baldi</strong>. Entrambi, nei loro indirizzi di saluto, hanno evidenziato la qualità dei progetti presentanti, complimentandosi con gli enti proponenti e con Fondazione Valtes per quanto è riuscita e riuscirà a fare per la crescita socio-culturale del territorio. Un ruolo, quello dell’ente fondatore, a pieno supporto di iniziative quali quella della Fondazione e di altre attività a favore del territorio.</p>
<p>La serata è stata inoltre l’occasione, nella seconda parte, per una tavola rotonda, alla presenza sempre di Modena e di alcuni degli Alfieri del territorio che la Fondazione ha riconosciuto nel corso del 2025. Sono stati infatti coinvolti in questo momento di confronto Sebastiano Avanzo e Raffaele Rigo, che hanno presentato il progetto in corso con il centro di Addis Abeba “Testimony 2024”: un’iniziativa rivolta ai ragazzi over 16 che vogliano fare un’esperienza di cooperazione internazionale. Inoltre, Edoardo Libardi e Leonardo Zurlo, che hanno parlato del loro progetto contro il bullismo, attraverso la creazione di un “Social Space”, luogo sicuro di incontro e di gioco per gli studenti della scuola Enaip di Borgo.</p>
<p>“Un incontro, quello di Fonzaso – sottolinea Stefano Modena, presidente di Fondazione Valtes – all’insegna della relazione e della scoperta di tante belle iniziative che le nostre comunità sanno creare e mettere a terra. Il bando “Progetti Sociali”, così come gli Alfieri del territorio, servono davvero per portare in superficie quel mare di positività, innovazione e pensiero che il territorio sa generare, se opportunamente stimolato e coinvolto. Relazione generativa di ulteriori idee, proposte, iniziative.</p>
<p>Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce: nostro compito è dare linfa a questo sottobosco, offrendo spazio, luce e voce per poter crescere nel modo migliore.</p>
<p>Un contributo, quello di Fondazione Valtes, che guarda al futuro delle nostre comunità. Futuro che sarà quello che riusciamo oggi a costruire, in relazione con tutti i portatori di interesse, in sinergia e in un lavoro comune. In questo senso, un ringraziamento particolare all’Ente Fondatore, Cassa Rurale Valsugana e Tesino: essere una buona Banca di comunità significa anche questo, investire sulle risorse migliori di una comunità, vederle crescere, sviluppare quel benessere collettivo e relazione che è alla base di ogni benessere personale.</p>
<p>Un bando, quello dei Progetti Sociali, che abbiamo intenzione di ripresentare anche per il 2026, con un budget ulteriormente rafforzato, che pone Fondazione Valtes non solo e non tanto come ente erogatore per un investimento complessivo sempre più importante, ma anche e soprattutto come ente presente, che si pone in accompagnamento e in partnership alle nostre associazioni, per realizzare insieme gli obiettivi dei progetti.</p>
<p>Un ringraziamento alla struttura della Fondazione e della Cassa Rurale, che hanno contribuito in modo importante a rendere questa serata un bel momento di incontro e di confronto”.</p>
<p>All’incontro erano presenti, in rappresentanza delle proprie comunità che hanno visto dei progetti finanziati, i sindaci di Borgo Valsugana, <strong>Martina Ferrai</strong>, quello di Castel Ivano <strong>Alberto Vesco</strong> e il presidente della Comunità di Valle Valsugana e Tesino <strong>Claudio Ceppinati</strong>.</p>
<p>La serata di sarà resa disponibile nei prossimi giorni sul canale YouTube della stessa Fondazione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Valtes</author></item><item><guid isPermaLink="false">936aa209-0fd4-4120-8088-1c007893c95a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/economia-sociale-2025-evidenze-sfide-e-traiettorie-per-l-italia</link><title>Economia sociale 2025. Evidenze, sfide e traiettorie per l’Italia</title><description>“Economia sociale 2025. Evidenze, sfide e traiettorie per l’Italia” è la nuova pubblicazione di EURICSE che analizza dati, politiche e prospettive dell’economia sociale in Italia.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/icodgxbg/copertina-economiasocialeinitalia-euricse.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/economia-sociale-2025-evidenze-sfide-e-traiettorie-per-l-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2481</width><height>2014</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’economia sociale non rappresenta un ambito residuale né un semplice correttivo alle fragilità del mercato e dello Stato. È oggi un ecosistema strutturato, capace di generare lavoro, innovazione e coesione sociale, e di svolgere un ruolo strategico nelle transizioni economiche, sociali e territoriali in corso. È questa la prospettiva che guida il volume, pubblicato da EURICSE nell’ambito dell’<strong>Osservatorio sull’economia sociale in Italia</strong>.</p>
<p>«L’Osservatorio sull’Economia Sociale promosso da EURICSE nasce per rispondere al bisogno di conoscenza che oggi è alla base di politiche pubbliche efficaci – sottolinea <strong>Paola Iamiceli</strong>, presidente di EURICSE, nella prefazione del volume – mettendo in dialogo ricerca europea e analisi dei contesti locali. L’obiettivo è costruire solide basi scientifiche per un confronto costante con gli operatori del settore e per lo sviluppo di percorsi di innovazione sociale, attraverso un approccio di ricerca interdisciplinare capace di interpretare le sfide delle transizioni in atto».</p>
<p>Questa pubblicazione raccoglie contributi di esperti, studiosi e ricercatori che, da approcci diversi ma complementari, analizzano il ruolo dell’economia sociale nell’economia e nella società contemporanea, mettendo in dialogo evidenze empiriche, politiche pubbliche e prospettive di sviluppo. Il rapporto si propone come strumento di lettura e orientamento in una fase storica segnata da profonde trasformazioni: dalla crisi demografica alle disuguaglianze territoriali, dalla transizione ecologica a quella digitale, fino alle sfide legate alla qualità del lavoro e alla tenuta dei sistemi di welfare.</p>
<p>Nella parte introduttiva, il volume colloca l’economia sociale nel quadro delle trasformazioni europee e nazionali, mostrando come il suo crescente riconoscimento istituzionale sia il risultato di un percorso lungo e progressivo. Viene così messa in luce la connessione tra politiche europee, scelte nazionali e dinamiche territoriali. In particolare, <strong>Sara de Heusch (SOCIAL ECONOMY EUROPE)</strong> analizza l’evoluzione delle politiche europee per l’economia</p>
<p>sociale, con un focus sul <strong>Piano d’azione dell’Unione europea</strong> e sul contributo del settore alle <strong>transizioni verde e digitale.</strong> <strong>Gianluca Salvatori (EURICSE)</strong> approfondisce invece il <strong>Piano d’azione nazionale</strong>, interpretandolo come risposta al “deficit di azione pubblica” e come tentativo di superare la frammentazione degli interventi, restituendo all’economia sociale una funzione strategica nelle politiche di sviluppo del Paese.</p>
<p>Un filone centrale del volume è dedicato alla <strong>conoscenza e alla misurazione del fenomeno</strong>. I contributi di <strong>Chiara Carini (EURICSE), Simel Esim e Hyungsik Eum (ILO)</strong> mettono in evidenza il ruolo delle statistiche nel rendere visibile il peso reale dell’economia sociale, rafforzarne il riconoscimento istituzionale e supportare decisioni pubbliche basate su dati affidabili e comparabili.</p>
<p>Ampio spazio è riservato al <strong>lavoro nell’economia sociale</strong>. <strong>Chiara Carini (EURICSE) ed Ermanno Tortia (Università degli Studi di Trento)</strong> analizzano le caratteristiche occupazionali del settore, evidenziandone il potenziale in termini di inclusione e creazione di lavoro, ma anche le criticità legate alla qualità occupazionale e alla sostenibilità economica.</p>
<p>Il tema del <strong>volontariato</strong>, affrontato da <strong>Sabrina Stoppiello, Stefania Della Queva e Manuela Nicosia (ISTAT)</strong>, emerge come infrastruttura civica fondamentale per rafforzare partecipazione, legami comunitari e capacità di risposta ai bisogni collettivi.</p>
<p>Un ulteriore gruppo di contributi approfondisce il rapporto tra <strong>economia sociale e territori</strong>. <strong>Sara Depedri, Michele Mazzetti e Giacomo Pisani (EURICSE)</strong> analizzano il contributo dell’economia sociale nel sostegno alla salute, mettendo in evidenza il ruolo delle organizzazioni dell’economia sociale nella <strong>riorganizzazione dell’assistenza socio-sanitaria territoriale</strong> fondata sui principi di integrazione, prossimità e partecipazione, capace di adattarsi ai bisogni dei territori e di proporre soluzioni.</p>
<p>In conclusione, il volume si arricchisce di un significativo contributo alla riflessione, caratterizzato da un approccio originale di <em>law and economics</em>, a cura del prof. <strong>Lorenzo Sacconi</strong> (Università degli Studi di Milano). Il saggio colloca l’economia sociale nel quadro della <strong>nuova analisi economica del diritto</strong>, mettendone in luce il ruolo nel ricomporre il rapporto tra efficienza economica, responsabilità collettiva e valori democratici.</p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/economia-sociale-2025-evidenze-sfide-e-traiettorie-per-litalia/"><strong>Economia sociale 2025. Evidenze, sfide e traiettorie per l’Italia</strong></a></p>
<p>Il volume è stato realizzato con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">f8c92130-7d7d-49ac-91f3-02afda1cb4ba</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/una-mostra-fotografica-e-un-convegno-su-cuciamo-nuove-opportunita</link><title>Una mostra fotografica e un convegno su “Cuciamo nuove opportunità”</title><description><![CDATA[<p>Entrambe le iniziative - con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento - sono ospitate nella sede di BTS Banca Trentino Südtirol in via Belenzani nella città capoluogo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ydwmsgvv/cassa-rurale-di-trento-sei-appuntamenti-per-saperne-di-piu-su-temi-di-interesse-pubblico.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/una-mostra-fotografica-e-un-convegno-su-cuciamo-nuove-opportunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Riflettere sul rapporto tra il carcere di Spini di Gardolo e la città di Trento, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della comunità nel prendersi cura di un’istituzione che, secondo il dettato costituzionale, ha finalità rieducative oltre che detentive. Nasce con questo obiettivo il doppio appuntamento in calendario <strong>il 19 gennaio e il 28 gennaio</strong> ospitato negli spazi e nella Sala Nones di BTS Banca Trentino Südtirol in via Belenzani a Trento.</p>
<p>Le due iniziative si inseriscono nel progetto "<em>Cuciamo nuove opportunità. Dal riuso tessile, percorsi di formazione e inclusione, nel ricordo di Sandra" </em>che si sta realizzando grazie al sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento.</p>
<p><strong>La mostra</strong></p>
<p>Il <strong>19 gennaio</strong> è in programma l'apertura della mostra fotografica (visitabile fino al 6 febbraio) “Cuciamo nuove opportunità” racconto in immagini del progetto nato dall’unione di tre realtà del Trentino.</p>
<p>Si tratta della documentazione di due laboratori di cucito, organizzati nella Casa Circondariale di Spini di Gardolo, dall'associazione L'Ortazzo APS con l'impresa Atotus di Trento, circuito di economia circolare, e Tabita, il centro di raccolta beni per persone senza dimora. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento.</p>
<p>Il senso dei laboratori nasce dall'intenzione di sottolineare l'importanza del riuso in ambito tessile, in ricordo di quanto operava con grande creatività <strong>Sandra Toro</strong>, anima dell'associazione El Costurero e volontaria di Tabita. Si è scelto di proporre questi corsi di cucito alla Casa circondariale per attivare capacità nuove o pregresse e migliorare il benessere psicofisico dei detenuti, dando loro la possibilità di operare, creare, relazionarsi anche con l'esterno.</p>
<p>Nel 2025 i corsi sono stati dedicate alle donne detenute, che hanno potuto apprendere le basi del cucito e utilizzare l'usato per rinnovarlo o creare prodotti del tutto nuovi.</p>
<p>Tabita ha rifornito i laboratori di tutto il materiale tessile su cui lavorare: vestiario usato con piccole imperfezioni, ma non regalabile così com'è alle persone senza dimora, scampoli e tessuti inutilizzati. Ha inoltre procurato l'attrezzatura occorrente, ad esempio le macchine da cucire usate. Atotus ha proposto un piano laboratoriale vario, stilato un programma e selezionato le insegnanti.</p>
<p>L'associazione L'Ortazzo APS, che ha coordinato i lavori, ha sottolineato il principio del riuso ai fini della sostenibilità su cui si basano i laboratori e ne ha reso conto nell'ambito del tradizionale evento S-Cambiamo il Mondo al Palazzetto di Caldonazzo nel novembre 2025.</p>
<p><strong>Il convegno</strong></p>
<p><strong>Mercoledì 28 gennaio, alle ore 17.30</strong>, Sala Nones di Palazzo Benvenuti a Trento ospita l’incontro pubblico <em>Cuciamo nuove opportunità. Il carcere non è un’isola: percorsi condivisi tra Trento e la sua Casa Circondariale</em>, promosso dall’associazione L’Ortazzo APS insieme ad Atotus e a Tabita, con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento.</p>
<p>L’incontro, condotto dalla giornalista <strong>Michela Grazzi,</strong> darà spazio a contributi diversi. <strong>Amedeo Savoia</strong>, accompagnato al pianoforte da <strong>Nicola Strafellini,</strong> aprirà la serata con <em>La storia di K</em>, un racconto che restituisce l’umanità della persona detenuta. <strong>Silvia Atzori</strong>, per Atotus, presenterà l’esperienza dei laboratori di cucito attivati nel 2025 all’interno della Casa Circondariale descritto come attività capace di favorire calma, pazienza, benessere e autostima, anche in un contesto di forte disagio.</p>
<p><strong>Anna Rita Nuzzaci, </strong>direttrice della Casa Circondariale di Spini di Gardolo, interverrà insieme alle educatrici <strong>Nicoletta Gadaleta e Lucrezia Aielli</strong> per portare l’attenzione sulle necessità, le difficoltà e le potenzialità del lavoro educativo in carcere. <strong>Carlo Scaraglio, </strong>vicepresidente della Conferenza Regionale Volontariato di Giustizia, sottolineerà invece l’importanza dei legami tra la comunità cittadina e le persone detenute. Nei saluti istituzionali interverrà la presidente di Fondazione Cassa Rurale di Trento<strong> Debora Cont.</strong></p>
<p>L’iniziativa si inserisce nel progetto <em>Cuciamo nuove opportunità. Dal riuso tessile, percorsi di formazione e inclusione, nel ricordo di Sandra</em>, che proseguirà nei prossimi mesi con nuovi laboratori. Il progetto è coordinato dall’associazione L’Ortazzo APS in collaborazione con Tabita e Atotus. La Conferenza Regionale Volontariato di Giustizia collabora ampliando alla comunità trentina le riflessioni alla base del progetto e promuovendo il valore dei laboratori come strumenti di valorizzazione delle competenze e di sostegno ai percorsi rieducativi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cassa Rurale di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">16f07e33-923e-4b2a-9ca8-5de531e00827</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/living-memory-storia-maestra-di-complessita</link><title>Living Memory. Storia, maestra di complessità</title><description><![CDATA[<p>Fra gli ospiti la sopravvissuta e  testimone Halina Birenbaum, Jadwiga Pinderska Lech direttrice delle pubblicazioni del Museo di Auschwitz-Birkenau, Massimo Canducci esperto di Ai, l'ebraista e scrittore Matteo Corradini.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/0zjf02sb/livingmemory2026.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/living-memory-storia-maestra-di-complessita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>924</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Living Memory torna per l'edizione 2026 riaffermando il proprio ruolo di iniziativa culturale di punta, non solo dedicata alla celebrazione della Giornata della Memoria, ma impegnata a trasformare la conoscenza storica in un essenziale strumento di comprensione della complessità e di impegno civile. Living Memory 2026 propone quindici giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti con un doppio programma. Dal 12 al 22 gennaio viaggia tra i territori della provincia di Trento (Levico Terme, Predazzo, Clesa, Riva del Garda, Borgo Valsugana, Rovereto) mentre dal 22 al 27 gennaio il Festival della Memoria arriverà a trento prima ospite dell’Università di Trento grazie alla collaborazione con il Laboratorio Interdipartimentale Memoria e Società (LIMS)  e poi nella sala InCooperazione di Trento che per il secondo anno consecutivo ospita tutti gli incontri principali del festival.</p>
<p>“Living Memory – spiega <strong>Denise Rocca</strong>, curatrice dell'evento organizzato dall'associazione Terra del Fuoco Trentino con il Museo di Auschwitz-Birkenau, la Fondazione Museo Storico del Trentino, il Lims del l'Università di Trento, la Federazione della Cooperazione - offre modo di confrontarsi con un pezzo di storia che è stata una grande tragedia dell'umanità da conoscere e studiare, ma che ha anche riverbero sull'oggi: la stringente attualità dei conflitti in corso lo dimostra. L'attualizzazione di momenti che possono apparire lontani a chi è nato pochi anni fa è credo una delle sfide dell'educazione alla memoria che Living Memory affronta per formare cittadini con la C maiuscola, che si impegnano nella propria comunità, nella società civile o nella politica, consapevoli che il ruolo del singolo nella storia è stato importante e lo è anche oggi. E consapevoli anche dei legami fra i vari temi: nel festival quest'anno ci sono approfondimenti sull'intelligenza artificiale, sulla propaganda, sulle discriminazioni passate e attuali, sul ruolo dell'economia, che rendono vivo ed evidente il legame fra i fatti storici di cui parliamo, il nostro presente e soprattutto il nostro futuro”. Quest'anno gli incontri del festival a partire dal 23  per concludersi con la testimonianza della sopravvissuta Halina Birenbaum la mattina del 27 gennaio, si svolgono nella sala InCooperazione della Federazione della Cooperazione Trentina.</p>
<p>Spiega Italo Monfredini, vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione: «Siamo partner di Living Memory da diversi anni perché crediamo sia fondamentale dedicare attenzione alle giovani generazioni, offrendo loro strumenti seri e rigorosi per trasformare la narrazione quotidiana in conoscenza storica. Continuare a parlare delle grandi tragedie del Novecento è essenziale per l’insegnamento che ancora ci trasmettono. Il movimento cooperativo è pacifista per statuto e iniziative come questa esprimono pienamente il nostro impegno culturale e civile, che vogliamo continuare a promuovere».</p>
<p>Tanti avvenimenti dell’oggi sembrano ripercorrere logiche, pensieri degli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale con guerre sempre più numerose, un grande ritorno dei populismi in tutto il mondo, una fascinazione per “l’uomo forte al comando”, la paura del diverso. Living Memory, partendo dalla storia e dalla memoria dell’Olocausto,  vuole portare i partecipanti e le partecipanti a riflettere sulla complessità di questi eventi dell’oggi trasformando al memoria in azione e in impegno sociale.</p>
<p>Dice Luigi Blanco (presidente della Fondazione Museo storico del Trentino): “Riflettere sul tema della memoria non è facile e ciò vale sia per i singoli che per gli enti collettivi, eppure è fondamentale perché consente di vivere con maggior consapevolezza un presente carico di complessità e incognite. Una manifestazione come questa - con numerosi eventi, tutti di assoluto rilievo, e in grado di coinvolgere tantissimi giovani sia come pubblico che nell'organizzazione - va perciò curata con grande attenzione e la Fondazione Museo storico del Trentino è orgogliosa di esserne partner fin dal suo esordio.</p>
<p>Fra i partner della manifestazione anche il Lims (Laboratorio interdipartimentale memoria e Società dell'Università di Trento), di cui la professoressa <strong>Giorgia Proietti </strong>è coordinatrice: “La collaborazione con Living Memory è preziosa per l’Università di Trento, che nel 2022 ha istituito un centro di studi sulla memoria, appunto il LIMS, che è molto attivo sul fronte della ricerca scientifica interdisciplinare sulla memoria, ma anche su quello della disseminazione e divulgazione. La cosiddetta ‘terza missione’ è anzi una dimensione cui l’Ateneo tiene molto, nella convinzione che i risultati della ricerca accademica, anche di ambito umanistico, abbiano un senso solo se immessi nella società e messi a disposizione di una riflessione più ampia, meno specialistica, ma non meno importante. Gli eventi di Living Memory co-organizzati dal LIMS, due incontri di approfondimento in programma nella mattinata del 22 gennaio a Palazzo Prodi, sede del Dipartimento di Lettere e Filosofia in via Gar 14, sono in linea proprio con queste premesse. Entrambi verteranno infatti su aspetti della ricerca accademica sull’Olocausto che hanno un nesso diretto, concreto, tangibile con l’oggi. Interverrà dapprima Katrin Antweiler (Università di Brema), in dialogo con lo storico Umberto Tulli (Trento), a proposito della memorializzazione dell’Olocausto nei musei per i diritti umani. Sembra un tema banale - l’Olocausto è il primo episodio della storia a venire in mente a chiunque quando si parli di (violazione di) diritti umani, ma la sua narrazione in un contesto museale non è per nulla scontata né banale: quale matrice deve avere la narrazione museale dell’Olocausto: nazionale o globale? Il messaggio etico deve essere esplicitato oppure lasciato all’elaborazione di ogni visitatore? L’enfasi va posta sul dovere morale di ricordare o sulla necessità terapeutica di dimenticare? A seguire, il sociologo Thomas Van de Putte (Trento), in dialogo con lo storico Hannes Obermair (Eurac, Bolzano), interverrà a proposito di come la comunità cittadina dell’odierna di Oswieçim (Auschwitz) si relazioni oggi con il peso ingombrante della Shoah che è fisicamente iscritta nella memoria del proprio territorio, e quali riverberi abbia nella vita quotidiana il passaggio di migliaia di persone in visita al campo di concentramento/Museo. Sono insomma entrambi esempi di ricerca accademica che interagisce concretamente con l’oggi e che di conseguenza sollecita interrogativi importanti, sul passato e sul presente”.</p>
<p>Il programma completo di Living Memory, con la possibilità di iscriversi agli eventi che sono tutti gratuiti, è online: <a href="http://www.livingmemory.cloud">www.livingmemory.cloud</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Living Memory</author></item><item><guid isPermaLink="false">cbc56376-2afb-4e97-9387-d3cb3ad85480</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/coop-trentino-sudtirol-e-famiglie-cooperative-al-fianco-del-territorio</link><title>Coop Trentino Sudtirol e Famiglie Cooperative: al fianco del territorio</title><description><![CDATA[<p class="xmsonormal">Consegnati a Banco Alimentare del Trentino Alto Adige e a Trentino Solidale ODV i contributi raccolti grazie all’iniziativa “Un dolce per te, uno in buono, uno in dono” promossa da Coop Italia.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/lrbnzkib/sait-2026.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/coop-trentino-sudtirol-e-famiglie-cooperative-al-fianco-del-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2979</width><height>2156</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="xmsonormal">Nel mese di dicembre Coop Trentino Südtirol e le Famiglie Cooperative hanno aderito all’<strong>iniziativa</strong> <strong>nazionale</strong> di Coop Italia “<strong><em>Un dolce per te, uno in buono, uno in dono</em></strong>”. Un progetto che ha permesso, per ogni panettone o pandoro a marchio Coop acquistato dal consumatore socio o dal cliente possessore dell’App InCooperazione, di donarne uno a favore delle persone in difficoltà, rendendo più dolce il periodo delle festività natalizie.</p>
<p class="xmsonormal">Un gesto semplice ma dal grande valore simbolico e concreto, che ha contribuito a portare un sorriso e un aiuto tangibile a molte famiglie del territorio.</p>
<p class="xmsonormal">Prima di Natale sono stati infatti consegnati 3.400 panettoni e pandori destinati al Banco Alimentare del Trentino Alto Adige e a Trentino Solidale.</p>
<p class="xmsonormal">Alla donazione dei dolci si è aggiunto anche un <strong>contributo</strong>, frutto della generosità dei consumatori, <strong>pari a 8.340 euro</strong>, devoluto alle due associazioni.</p>
<p class="xmsonormal">Oggi, venerdì 16 gennaio, presso la sala Consiglio di SAIT – Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine, si è tenuto un incontro alla presenza del Presidente di SAIT, <strong>Renato Dalpalù</strong>, e dei rappresentanti delle associazioni beneficiarie: <strong>Luca Merlino</strong> per il Banco Alimentare del Trentino Alto Adige e <strong>Giorgio Casagranda</strong> per Trentino Solidale ODV.</p>
<p class="xmsonormal">L’appuntamento è stato l’occasione per consegnare ufficialmente i contributi economici, ma anche per avviare un momento di confronto tra le realtà coinvolte. L’obiettivo condiviso è stato quello di individuare possibili modalità per rafforzare ulteriormente la collaborazione, semplificare i processi e migliorare l’efficacia delle attività di raccolta e distribuzione degli alimenti.</p>
<p class="xmsonormal">Dal confronto è emerso come, nel corso dell’ultimo anno, entrambe le associazioni abbiano registrato un aumento della domanda di aiuto, segnale di una crescita costante del numero di persone in situazione di difficoltà. In questo contesto, la collaborazione con <strong>SAIT Coop</strong>, in particolare sul fronte del <strong>recupero delle eccedenze alimentari</strong>, si conferma di fondamentale importanza non solo dal punto di vista sociale, ma anche ambientale.<br /><br />SAIT Coop è il Consorzio delle Cooperative di Consumo del Trentino, dell’Alto Adige e di alcune cooperative collocate in Veneto e Lombardia: ci occupiamo di gestire supermercati e di fornire beni e servizi alle Famiglie Cooperative associate e ai loro punti vendita.<br />SAIT nasce nel 1899 da un’idea dell'ingegnere Emanuele Lanzerotti che decide di fondare una centrale di rifornimento e smistamento per riunire le Cooperative di consumo locali che gestiscono piccoli negozi al dettaglio. Oggi quell’idea si è trasformata in un gruppo di oltre 350 persone. Oggi come ieri al Consorzio spetta anche il compito di fornire beni e servizi alle Cooperative associate composte da 110.000 soci di Cooperativa, 95 Soci con oltre 400 punti vendita.<br />Web: Homepage - Coop Trentino<br />LinkedIn: www.linkedin.com/company/saitcoop/</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consorzio Sait</author></item></channel></rss>