<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=impianto</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 18:16:47 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">12470a80-81e3-49ce-a1fd-fa748ac2779b</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/in-trentino-al-via-la-prima-funivia-per-le-mele-al-mondo-avviato-l-impianto-vincitore-dei-fondi-pnrr-per-la-logistica</link><title>In Trentino al via la prima funivia per le mele al mondo Avviato l’impianto vincitore dei fondi PNRR per la logistica</title><description><![CDATA[<p>Dal cuore delle Dolomiti al futuro della frutticoltura: l’impianto in Val di Non unisce innovazione, sostenibilità e orgoglio Made in Italy. Lungo 1,3 km, eviterà oltre 5.000 viaggi in camion. Seppi (presidente Melinda): “La Funivia un esempio virtuoso di risorse PNRR ben investite”. Il ministro Lollobrigida: “L’opera esempio di lavoro di squadra. Lo Stato al fianco delle eccellenze italiane”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/miajrz2o/ernesto-seppi-presidente-consorzio-melinda-8-.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/in-trentino-al-via-la-prima-funivia-per-le-mele-al-mondo-avviato-l-impianto-vincitore-dei-fondi-pnrr-per-la-logistica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4240</width><height>2832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La raccolta delle mele, iniziata in questi giorni nelle valli trentine di Non e Sole, entrerà nella storia. Merito di un “gioiello tecnologico” destinato a segnare il futuro della frutticoltura italiana e non solo. Ora, infatti, le mele appena colte possono essere trasportate in funivia: ha infatti compiuto il suo primo viaggio l’avveniristico impianto a fune ideato da Melinda per collegare una delle sale di lavorazione di Predaia con le celle ipogee nel cuore della miniera di Rio Maggiore, a 900 metri dall'ingresso delle cave, a circa 575 metri sul livello del mare.</p>
<p>“La nuova Funivia delle Mele del Consorzio Melinda è un esempio di come i fondi del PNRR possano rendere le aziende protagoniste della transizione energetica senza considerarle nemiche dell'ambiente”, ha dichiarato il <strong>Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida</strong>. “Questo investimento si affianca a quello dell'uso delle cave vuote per stoccare i frutti raccolti e consentirà di risparmiare migliaia di viaggi in camion, di abbassare significativamente le emissioni di CO2, di non consumare suolo e di migliorare gli standard di sicurezza per i lavoratori. Lo Stato è al fianco delle eccellenze italiane e di chi le produce. L’opera è un ottimo esempio di lavoro di squadra 100% Made in Italy".</p>
<p>Finanziata in parte dal programma europeo Next Generation EU – che ha coperto il 40% dell’investimento – l’opera è il <strong>primo impianto al mondo a fune dedicato al trasporto di frutta.</strong> Un <strong>progetto 100% Made in Italy</strong>, realizzato dal Consorzio Melinda con la collaborazione del <strong>gruppo Leitner</strong>, leader internazionale nell’impiantistica a fune, insieme a<strong> maestranze locali.</strong></p>
<p>"Quest’opera rappresenta per noi agricoltori un grande motivo di orgoglio – sottolinea <strong>Ernesto Seppi, presidente di Melinda e APOT</strong> – e riteniamo possa esserlo anche per le Istituzioni, a partire dal Ministero dell’Agricoltura. La Funivia delle Mele è un esempio virtuoso di risorse del PNRR ben investite ma anche un ulteriore elemento che arricchisce un percorso di sostenibilità che il nostro Consorzio ha avviato già molti anni fa, adottando con visione e tempismo soluzioni concrete come l’impiego esclusivo delle energie rinnovabili, l’uso dell’irrigazione a goccia per garantire il risparmio idrico nei campi e il ricorso alla frigoconservazione naturale nelle celle ipogee”.</p>
<p>La nuova infrastruttura, inoltre, garantisce <strong>migliori condizioni di sicurezza </strong>per il personale impegnato nel lavoro quotidiano in ipogeo. Grazie a questo nuovo grande impianto, infatti, l’accesso alle celle ipogee avviene attraverso un ingresso esclusivo e dedicato, pensato proprio per chi lavora quotidianamente all’interno del sito minerario. Un aspetto fondamentale che consente di ridurre interferenze con altri percorsi, migliorare l’organizzazione del lavoro e assicurare maggiore tutela a chi opera in un contesto tanto particolare e prezioso.</p>
<p>La funivia – lunga <strong>1,3 chilometri e con un dislivello di quasi 90 metri</strong> – è in grado di trasportare ogni ora <strong>460 contenitori da 300 chili ciascuno, viaggiando alla velocità di 5 metri al secondo</strong>. Le mele raggiungeranno così le celle ipogee ospitate nel cuore delle Dolomiti, dove la <strong>frigoconservazione naturale garantisce un risparmio energetico del 30% rispetto ai magazzini tradizionali</strong>.</p>
<p>Accanto ai vantaggi logistici, non vanno sottovalutati i benefici ambientali: ogni anno si eviteranno infatti oltre <strong>5.000 viaggi di camion,</strong> con riduzione di emissioni e maggiore sicurezza sulle strade. La struttura a fune, alimentata da fonti rinnovabili – fotovoltaico e idroelettrico – sfrutta inoltre il peso delle mele in discesa per contribuire alla produzione di energia.</p>
<p>L’inaugurazione ufficiale, prevista in autunno, vedrà la partecipazione delle autorità nazionali e locali. Ma già oggi, la Funivia delle Mele è un simbolo concreto di <strong>innovazione, sostenibilità e orgoglio cooperativo del Trentino e dell’Italia.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">8c03a52c-4142-4ef9-a0ad-5453d5667837</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/a-lavis-inaugurato-l-impianto-di-lavaggio-mezzi-agricoli</link><title>A Lavis inaugurato l'impianto di lavaggio mezzi agricoli</title><description><![CDATA[<p>Dopo l’esperienza pilota dal lavaggio di Mezzocorona, il Consorzio Trentino di Bonifica ha realizzato una nuova struttura a Lavis, in località Torbisi, destinata a fungere da vero e proprio prototipo per altre realizzazioni di questo genere in tutta la provincia.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/cduh4rtq/lavaggiolavis.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/a-lavis-inaugurato-l-impianto-di-lavaggio-mezzi-agricoli" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3525</width><height>1983</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’impianto è progettato per il lavaggio esterno dei soli mezzi agricoli utilizzati per i trattamenti fitosanitari, con il recupero totale dell’acqua utilizzata (scarico zero). «L’acqua – ha spiegato il direttore del CTB Michele Bernabè questa mattina nel corso dell’inaugurazione – viene trattata in modo da renderla nuovamente fruibile per i lavaggi successivi. Una piccola frazione, di volume pari o inferiore al 5% del totale, chiamata concentrato, viene accumulata in un apposito serbatoio di stoccaggio ed è destinata allo smaltimento in impianto autorizzato».</p>
<p>Il lavaggio è concepito per lavorare a ciclo continuo sette giorni su sette e 24 ore al giorno, senza presenza di operatore. La struttura copre un territorio agricolo di oltre 1.000 ettari collocati sul fondovalle dell’Adige (Lavis, Terre d’Adige, San Michele) e la collina avisiana (Pressano). È in grado di trattare 50-60 lavaggi/giorno. L’utenza viene abilitata all’accesso alla struttura per mezzo di un badge che monitora gli accessi e permette di raccogliere dati sull’utilizzo al fine di ottimizzare la gestione dell’impianto.</p>
<p>A fronte di un costo totale, comprensivo di IVA, spese tecniche e di progettazione di 354.000 euro, l’opera si avvale di un contributo di 199.990 euro messo a disposizione dal GAL Trentino Centrale.</p>
<p>L’impianto è costituito da: area di lavaggio a piazzola singola; raccolta, pretrattamento delle acque e sollevamento; container per tecnologie di lavaggio e trattamento/depurazione delle acque al fine del riutilizzo; serbatoi di accumulo.</p>
<p>«Il Consorzio Trentino di Bonifica – ha spiegato il Presidente dell’ente Luigi Stefani – è pronto ad esportare questa esperienza negli altri territori della provincia ad iniziare dall’intera asta dell’Adige in modo tale da dare risposte al bisogno di qualità ambientale legata all’agricoltura».</p>
<p>L’Assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha assicurato da parte sua il coinvolgimento dell’esecutivo di piazza Dante nell’approntare nuovi progetti di lavaggi che verranno finanziati grazie ad uno specifico bando che verrà promosso nel breve periodo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa - Walter Nicoletti</author></item><item><guid isPermaLink="false">b8f9196d-95dc-48e9-ac3c-1a373b9882f6</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/biogas-nelle-giudicarie-esteriori-al-via-la-progettazione-dell-impianto-cooperativo-a-dimensione-di-territorio</link><title>Biogas nelle Giudicarie Esteriori, al via la progettazione dell’impianto cooperativo, a dimensione di territorio </title><description><![CDATA[<p>La Cooperativa Agricola “Giudicarie Green Energy s.c.a.” ha scelto il progettista Erwin Tomazzolli per il nuovo impianto di biogas.  L’impianto sarà dimensionato esclusivamente per l'utilizzo di reflui zootecnici provenienti da aziende del territorio  Stamani l’incontro in Federazione con il presidente Roberto Simoni e l’assessore alla cooperazione Mario Tonina. </p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/upvhpcuz/biogas24.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/biogas-nelle-giudicarie-esteriori-al-via-la-progettazione-dell-impianto-cooperativo-a-dimensione-di-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1501</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La neonata cooperativa agricola “Giudicarie Green Energy s.c.a.”, recentemente formata da otto aziende zootecniche più la COPAG, ha deliberato la progettazione dell’impianto di cogenerazione a biogas al geometra Erwin Tomazzolli dello studio Eralde, già progettista dell'impianto a biogas di Romeno. È il primo atto operativo per la realizzazione dell’impianto cooperativo, che sarà rigorosamente all’insegna della sostenibilità ad esclusivo servizio del territorio, con un investimento che si profila di circa 4 milioni di euro. </p>
<p>Stamani l’incontro in Federazione tra il presidente della cooperativa <strong>Roberto Dalponte</strong>, il progettista <strong>Erwin Tomazzolli</strong> con il presidente della Cooperazione trentina <strong>Roberto Simoni</strong> e l’assessore provinciale alla cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>.   </p>
<p>Tomazzolli, con un'esperienza consolidata nel campo dell'energia sostenibile e dei progetti agricoli, è stato scelto per guidare la progettazione del nuovo impianto di cogenerazione a biogas da 300 kWh elettrici. Proprio le caratteristiche di realizzazione e funzionamento dell'impianto di Romeno sono state l’elemento chiave nella scelta di affidamento della direzione di questo progetto ambizioso. </p>
<p>“L’impianto sarà dimensionato esclusivamente per l'utilizzo di reflui zootecnici provenienti da aziende del territorio” afferma <strong>Erwin Tomazzolli</strong> “preservando così la sua valenza ambientale. Solo piccole quantità di biomasse provenienti da aziende agroalimentari locali, come Copag ed Erika Eis, potranno essere integrate nel processo”. </p>
<p>“Il successo dell’impianto di Romeno, che conto debba essere replicato nei risultati anche nelle Giudicarie Esteriori” afferma <strong>Tomazzolli</strong>, “è dovuto principalmente a due fattori: il primo è l’averlo dimensionato e realizzato su misura per il territorio ed il secondo è la sua gestione secondo la formula cooperativa. Il funzionamento dell’impianto di Romeno prevede infatti il solo utilizzo dei reflui zootecnici provenienti dal territorio circostante senza l’immissione di ulteriori biomasse che andrebbero ad aggravare il fragile bilancio ambientale delle vallate in cui l’impianto viene realizzato.” </p>
<p>Ulteriore valore aggiunto di questo impianto, aggiunge l’assessore <strong>Mario Tonina</strong>, potrebbe essere rappresentato da un accordo con il Ceis per distribuire sul territorio direttamente l’energia prodotta, che si prevede di 2 milioni di kilowattora l’anno. </p>
<p>Il Presidente della cooperativa, <strong>Roberto Dalponte</strong>, afferma: "Abbiamo potuto toccare con mano i risultati positivi dell'impianto di Romeno e pensare che presto avremo il nostro impianto qui nelle Giudicarie Esteriori è una sfida che vogliamo portare avanti con convinzione." </p>
<p>Il Presidente sottolinea poi che i benefici immediati dell’impianto saranno molteplici, ma ne sintetizza almeno due: il primo ed immediato è l’azzeramento delle emissioni odorigene degli sversamenti del digestato sui campi.  </p>
<p>Il secondo è che la cooperativa “Giudicarie Esteriori Energy” opera nello stesso territorio del CEIS e grazie ad accordi che sono in fase di definizione, quest’ultimo avrebbe a disposizione per i propri soci una produzione di 2 milioni kWh all’anno, potendo fornire di riflesso una ricaduta economica immediata su tutto il territorio. </p>
<p>Questo progetto non solo contribuirà alla nostra indipendenza energetica ma rappresenterà un'opportunità unica per preservare la bellezza e le risorse naturali della nostra valle. Non solo contribuirà all'ottimizzazione della gestione dei reflui e degli scarti agroalimentari, ma anche alla creazione di un modello che potrebbe ispirare altre comunità a intraprendere simili iniziative sostenibili.” </p>
<p>La cooperativa Giudicarie Esteriori Energy quindi si propone come esempio di come l'impegno collettivo possa trasformare i problemi ambientali in opportunità per un futuro migliore. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Walter Liber - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">045be738-ffb6-4ffb-9649-fc79538278c8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-cooperativa-agricola-giudicarie-green-energy-s-c-a</link><title>Nasce la Cooperativa Agricola “Giudicarie Green Energy s.c.a.”</title><description><![CDATA[<p>Un impianto di cogenerazione a biogas con una capacità di 300 kW elettrici svolgerà un ruolo essenziale nell'ottimizzazione della gestione dei reflui provenienti dagli allevamenti e degli scarti agroalimentari, contribuendo in modo significativo a razionalizzare gli spandimenti, migliorare la qualità dei corsi d’acqua superficiali ed eliminare gli odori da spargimento.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/txffub1p/giudicarie-green-energy.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-cooperativa-agricola-giudicarie-green-energy-s-c-a" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>874</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Questi sono gli obiettivi che si è data la Cooperativa Agricola “<strong>Giudicarie Green Energy s.c.a</strong>.”, appena nata nelle Giudicarie Esteriori. Il merito si deve all'iniziativa di nove aziende agricole del Lomaso. La cooperativa, guidata dal suo Presidente, <strong>Roberto Dalponte</strong>, conta tra i suoi soci: <strong>Leonardo Azzolini </strong>(Vicepresidente), <strong>Alessandro Bampi</strong>, <strong>Luca Bampi</strong>, <strong>Luigi Belliboni</strong>, <strong>Mario Carli</strong>, <strong>Candido Dalponte</strong>, <strong>Co.P.A.G. s.c.a. </strong>(rappresentata da <strong>Walter Sebastiani</strong>) e <strong>Mattia Serafini</strong>.</p>
<p>"Le fondamenta di questo impianto poggiano sulla volontà di collaborazione degli allevatori locali con l’intento comune di promuovere un'economia circolare, che trasformerà i reflui zootecnici in energia rinnovabile e fertilizzante naturale. Aggiungeremo, così, un importante tassello al futuro sostenibile delle Giudicarie Esteriori", illustra il neo Presidente.</p>
<p>Attualmente in Italia, stando alle ultime stime, sono operativi più di 2.000 impianti a biogas con una capacità installata complessiva di 1.340 MW, distribuiti in almeno 1.918 Comuni (dati GSE). L'Italia è il secondo produttore di biogas in Europa e il quarto nel mondo. “In questo processo”, continua il Presidente, “è essenziale che le istituzioni provinciali proseguano nella semplificazione delle procedure autorizzative e promuovano un coinvolgimento attivo delle comunità locali per contrastare pregiudizi e disinformazione che spesso inquinano e frenano tali progetti”.</p>
<p>Il Presidente ricorda, inoltre, come Legambiente, con la sua campagna <strong>unfakenews </strong>(unfakenews.legambiente.it/) abbia analizzato e smontato “le tante bufale ambientali” che ruotano intorno alla produzione di biogas.</p>
<p>Il biogas è un gas rinnovabile, ottenuto con la digestione anaerobica della materia organica. Gli impianti di biogas sono la soluzione ideale per razionalizzare lo smaltimento delle deiezioni animali e trasformare un rifiuto in una risorsa preziosa. Infatti, il processo di digestione genera due prodotti cruciali: il biogas e il digestato. Quest’ultimo, quasi privo di odori, verrà utilizzato al posto dei concimi chimici per fertilizzare i campi delle aziende socie e per la concimazione di precisione in viticoltura, floricoltura ed orticoltura. Naturale conseguenza è il contrasto alla desertificazione dei suoli e il miglioramento della qualità dei corsi d’acqua.</p>
<p>Il biogas verrà, invece, trasformato in energia elettrica tramite un cogeneratore. L'impianto produrrà approssimativamente 2.000.000 kWh all'anno, quantità sufficiente a coprire il fabbisogno annuale di più di 700 famiglie, riducendo la dipendenza da fonti esterne e aumentando i benefici economici per la comunità, grazie alla collaborazione con il CEIS.</p>
<p>La zootecnia è fondamentale per l'ambiente. Contribuisce a mantenere la fertilità dei suoli, la salute del territorio e la biodiversità. Il mantenimento degli allevamenti è garanzia di salvaguardia e tutela del paesaggio rurale, perché scongiura il degrado delle aree agricole e lo spopolamento, creando, inoltre, occupazione.</p>
<p>In un territorio quale quello delle Giudicarie Esteriori, dove la vocazione turistica è più che altrove fortemente intrecciata a quella agricola, la gestione razionale dei prodotti di scarto diventa fondamentale per il rilancio economico e strutturale della valle.</p>
<p><strong>Fonte: Cooperativa Agricola “Giudicarie Green Energy s.c.a.”</strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">26f6964e-0ea4-470d-a79f-280a985c495e</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/inaugurato-a-mezzocorona-il-nuovo-impianto-di-lavaggio-mezzi-agricoli-a-circuito-chiuso</link><title>Inaugurato a Mezzocorona il nuovo impianto di lavaggio mezzi agricoli a circuito chiuso</title><description><![CDATA[<p>Il presidente del Consorzio Trentino di Bonifica Luigi Stefani: un prototipo destinato a migliorare la qualità di tutta l’agricoltura trentina. Previsti nuovi impianti in tutta la valle dell’Adige.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/vurdycvq/lavaggio.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/inaugurato-a-mezzocorona-il-nuovo-impianto-di-lavaggio-mezzi-agricoli-a-circuito-chiuso" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1773</width><height>1182</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È stato inaugurato questa mattina il nuovo impianto per la miscelazione e il lavaggio dei mezzi agricoli in località Cané a Mezzocorona.</p>
<p>La struttura consiste in due stazioni di lavaggio coperte e dotate di lance ad alta pressione, spazzole collegate a un braccio rotante per la pulizia dei mezzi e un locale tecnico.  </p>
<p>Gli agricoltori associati al Consorzio Trentino di Bonifica potranno così accedere all’impianto 24h/giorno tramite un badge per il lavaggio dei mezzi utilizzati negli interventi fitosanitari usufruendo del servizio di pulizia a circuito chiuso all’interno del quale le acque vengono confinate, trattate e riutilizzate.</p>
<p>L’elemento innovativo della struttura consiste proprio nella depurazione e nel successivo recupero e riutilizzo del 95% dell’acqua di lavaggio, mentre una frazione minima, corrispondente al 5%, viene stoccata in apposite vasche interrate dalle quali verrà successivamente prelevata ed inviata in centri di smaltimento dedicati.</p>
<p>Ciascuna piazzola sarà inoltre dotata di un punto di carico acqua orientabile e flessibile per la preparazione e miscelazione dei prodotti fitosanitari con la possibilità, in caso di sversamenti, di convogliarli al depuratore in assoluta sicurezza.</p>
<p>Per quanto riguarda le ricadute e le esternalità positive garantire dal nuovo impianto va sottolineata la messa in sicurezza dei procedimenti di lavaggio dei mezzi e della preparazione degli interventi fitosanitari, con importanti ricadute per quanto riguarda il rapporto fra il settore rurale, la cittadinanza e l’ambiente.</p>
<p>Inoltre va ricordato il risparmio idrico assicurato dall’impianto con il recupero e la depurazione del 95% dell’acqua utilizzata.</p>
<p>Il servizio viene assicurato a tutti i consorziati del CTB operanti in un raggio di circa 4 chilometri attorno alla struttura corrispondenti a circa 1000 ettari di territorio con un afflusso medio nei periodi di intervento di 80-100 mezzi.</p>
<p>La realizzazione del lavaggio per mezzi agricoli ha comportato una spesa complessiva di 555.900 euro coperti in parte (200.000 euro) da Fondi del PSR (Piano Sviluppo Rurale) gestiti attraverso il GAL (Gruppo di Azione Locale). Il rimanente è stato interamente coperto del Consorzio Trentino di Bonifica tramite fondi propri.</p>
<p>All’inaugurazione di questa mattina sono intervenuti il direttore del Consorzio Trentino di Bonifica Michele Bernabè per i dati tecnici e il presidente Luigi Stefani per le considerazioni generali riguardanti l’importanza di questa struttura per il futuro dell’agricoltura trentina.</p>
<p>Luigi Stefani si è soffermato in particolare sul valore strategico del sistema di lavaggio per assicurare una gestione sostenibile delle attività di difesa in agricoltura.</p>
<p>“Per questi motivi – ha ribadito Stefani – è in previsione la realizzazione di altri centri di questo tipo lungo tutta l’asta dell’Adige in modo tale da assicurare all’agricoltura e all’ambiente del Trentino eccellenti livelli di sicurezza e di qualità”.</p>
<p>Intervenendo all’inaugurazione l’Assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha confermato l’interesse della pubblica amministrazione per altri impianti di questo tipo che rappresentano una anticipazione delle misure e delle linee di indirizzo europee in tema di qualità dell’ambiente.</p>
<p>A tale proposito Zanotelli ha confermato l’avvio di altri progetti sperimentali in accordo con le rappresentanze del mondo agricolo.</p>
<p>La progettazione dell’impianto è stata realizzata dall’Ingegner Gabriele Mou dello studio Mou e Ambrosi di Pergine Valsugana che ha seguito anche la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza, mentre la ditta Angeli Idraulica di Novella ha realizzato le opere edili e le parti relative all’impiantistica.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Consorzio Trentino di Bonifica</p>]]></encoded></item></channel></rss>