<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=digitale</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2026 15:51:59 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">62078db9-88f4-49c3-a407-f4c62226af55</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1</link><title>Con il progetto Edih Dips imprese cooperative più digitali e competitive</title><description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più digitale è fondamentale attrezzarsi con un bagaglio di conoscenze adeguato. Per questo la Cooperazione Trentina ha promosso un corso di formazione indirizzato alle imprese che operano con la pubblica amministrazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qlljoumg/dips.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1039</width><height>801</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Scrivi Edih. Leggi, nella traduzione dell’acronimo, European Digital Innovation Hubs.</p>
<p>In buona sostanza sono degli sportelli creati con l’obiettivo di aiutare imprese e organizzazioni a essere maggiormente competitive sul tema di stretta attualità delle sfide digitali.</p>
<p>Lo strumento però non basta.</p>
<p>Serve un adeguato percorso di conoscenza e di formazione per saperlo utilizzare al meglio, sfruttandone (nel senso più nobile del termine) le potenzialità di cui dispone e che mette a disposizione di chi lo utilizza.</p>
<p>Per questo la Cooperazione Trentina, nell’ambito della partnership nel progetto EDIH DIPS, offre alle imprese cooperative che operano con la pubblica amministrazione un’opportunità di valutazione della loro maturità digitale.</p>
<p>“Il servizio – spiegano i curatori del progetto – permette, infatti, alle imprese di comprendere meglio il proprio livello di digitalizzazione e di ricevere indicazioni precise per ottimizzare i processi aziendali, migliorando così l’efficienza e la competitività. Il servizio di valutazione della maturità digitale è gratuito o parzialmente finanziato grazie agli aiuti di Stato, in funzione della dimensione dell’impresa e della disponibilità residua degli aiuti. Questo consente alle cooperative di accedere a una consulenza qualificata con costi minimi o nulli, favorendo una transizione digitale strategica e sostenibile”.</p>
<p>La valutazione della cosiddetta maturità digitale consente di acquisire una visione chiara sui punti di forza e sulle aree di miglioramento in ambito tecnologico, supportando le imprese nel prendere decisioni informate sugli investimenti digitali. Un passo fondamentale per rafforzare la propria competitività sul mercato e migliorare l’efficienza operativa.</p>
<p>Il progetto è possibile grazie al sostegno degli enti partner: Fbk – Fondazione Bruno Kessler, Eit Digital, Università di Trento, Confindustria, Federazione Trentina della Cooperazione, Hub Innovazione Trentino, Intesa San Paolo.</p>
<p>I posti a disposizione non sono molti. Per saperne di più e per iscriversi è sufficiente cliccare sul link DIPS - Digitalization and Innovation of Public Services.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">155b867c-8d9f-4af2-a85e-95c5925b5a59</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-digitale-del-vino-italiano-2022</link><title>Il gusto digitale del vino italiano 2022</title><description><![CDATA[<p>Nona edizione della ricerca Omnicom PR Group Italia sulla presenza online delle prime aziende vinicole italiane per fatturato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/fzenytjn/infografica.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-digitale-del-vino-italiano-2022" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>636</width><height>375</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Maggiore sostenibilità con il 44% delle cantine (11 su 25, contro le 7 su 25 del 2021) già al 100% autosufficienti dal punto di vista energetico o che utilizzano energia da fonti rinnovabili, aumento degli e-commerce proprietari (+18%) e iniziative digitali e progetti 4.0 di innovazione produttiva per il 28% delle aziende (7 su 25), inclusa la gestione meccanizzata della produzione e il controllo telematico del confezionamento. E ancora, Instagram il canale che cresce maggiormente con +20% dei follower in aggregato sul 2021, opportunità da LinkedIn, storytelling per comunicare gli ESG e assistenza clienti via chat.</p>
<p>Questi, in sintesi, i risultati della nona edizione della ricerca condotta da <strong>Omnicom</strong> <strong>PR</strong> <strong>Group</strong> <strong>Italia</strong>, società di consulenza strategica in comunicazione attiva con oltre 80 uffici in 30 Paesi, che ha analizzato la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato secondo l’indagine Mediobanca 2022.</p>
<p>Per l’edizione 2022, primo posto in classifica per <strong>Mezzacorona</strong>. Segue al secondo posto <strong>Ruffino </strong>e, al terzo, <strong>Compagnia De Frescobaldi.</strong></p>
<h3>ANALISI 2022, L’EVOLUZIONE DIGITALE DEL COMPARTO</h3>
<ol>
<li><strong>I canali social</strong></li>
</ol>
<p><strong>Instagram </strong>continua a crescere rispetto a tutti gli altri social, con un <strong>incremento </strong><strong>in aggregato di follower </strong>del 20% rispetto al 2021 (era del 90% nel 2021 rispetto al 2020). Oggi sono 18 su 25 le aziende ad avere un account ufficiale (contro le 19 del 2021). <strong>Facebook</strong> registra invece una crescita di un valore inferiore all’1% (era del 18% nel 2021 rispetto al 2020), quando si parla di fan base per i marchi analizzati. YouTube è presidiato (con poca intensità) da 16 aziende (contro le 13 del 2021) mentre Twitter solo da 9 (dato invariato rispetto al 2021). Su Wikipedia invece, molto utile anche in ottica SERP (Search Engine Results Page), solo 7 cantine. <strong>TikTok </strong>registra solo 4 aziende su 25 (contro le 3 su 25 del 2021) mentre <strong>LinkedIn </strong>è presidiato oggi da 13 cantine su 25 e utilizzato prevalentemente per comunicazioni legate a news, presenza a eventi e fiere, lancio di progetti ESG, premi o certificazioni.</p>
<h3>2.      E-commerce</h3>
<p>Dopo il notevole incremento del numero degli e-commerce proprietari nel 2021 (+83% rispetto al 2020), <strong>nel 2022, si evidenzia un aumento del 18% di questi ultimi </strong>(da 11 a 13 su 25). L’esperienza utente di questi ultimi non risulta particolarmente evoluta limitandosi alla presentazione dei prodotti e alla gestione del processo di acquisto. Tuttavia, è evidente la volontà delle principali aziende del comparto di voler accompagnare direttamente i consumatori in tutte le diverse fasi della relazione marca-persona.</p>
<h3>3.      Progetti inerenti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</h3>
<p>Come illustrato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel 2022, le misure per il settore vitivinicolo prevedono contributi – tra le altre cose – per l’innovazione logistica, per gli investimenti nel fotovoltaico, per l’ammodernamento di macchine agricole e per le innovazioni dei contratti di filiera. I primi bandi avviati nel 2022 sono relativi al “Parco agrisolare” e all’“Innovazione e meccanizzazione”.</p>
<p>In questo contesto <strong>già il 44% delle cantine analizzate (11 su 25, contro le 7 su 25 del 2021) è al 100% autosufficiente dal punto di vista energetico o utilizza energia da fonti rinnovabili</strong>; il 28% delle cantine prese in considerazione  ha dato il via a progetti  di digitalizzazione  dei processi  di produzione/distribuzione/packaging del vino (come “vino 4.0”) come <em>la gestione meccanizzata della produzione e il controllo telematico del confezionamento</em>. Questo allungo così deciso ha però intensificato il digital divide tra alcune cantine.</p>
<p>Sempre in ottica di salvaguardia dell’ecosistema, 6 cantine su 25 nel 2022 hanno attivi impianti per il recupero delle acque o di impiego circolare delle stesse e 2 cantine hanno attivi impianti per la produzione alternativa di energia come biogas o biodiesel.</p>
<h3>4.      Contenuti: post pandemia, vitigni autoctoni e ESG</h3>
<p>La ripresa “post pandemica” non è più condizionata da una limitazione delle esperienze fisiche: infatti, nel 2022, <strong>14</strong> <strong>cantine</strong> <strong>su</strong> <strong>25</strong> (contro le 9 su 25 del 2021) hanno sezioni dedicate a <strong>percorsi</strong> <strong>di degustazione </strong>(nel 2020 e nel 2019 erano il 52%). Le cantine propongono e offrono diverse tipologie di esperienze come percorsi di degustazione in loco, picnic tematici, workshop e eventi speciali. Le più virtuose sfruttano le proprie strutture di accoglienza per offrire un’esperienza completa (di cui 4 utilizzano ristoranti di proprietà, 2 delle strutture per il pernottamento ed 1 un museo) o hanno sviluppato dei percorsi digitali.</p>
<p>Il trend del <strong>“food pairing” </strong>(abbinamenti vino-cibo) vede 17 aziende su 25 protagoniste (+183%, rispetto alle 6 su 25 del 2021) rimane molto interessante e da capitalizzare.</p>
<p><strong>Tutte</strong> <strong>le aziende menzionano, a vario titolo, i vitigni autoctoni </strong>(come già nel 2021 e nel 2020): 14 cantine all’interno dei loro siti hanno contenuti dedicati. Cambia però il livello di approfondimento: alcune cantine non si limitano a citarli, ma dedicano spazio alla descrizione dei vitigni e alla scelta di utilizzo mentre altre dedicano particolare attenzione al tema con un’intera sezione del loro sito (e un racconto del programma di utilizzo e recupero).</p>
<p><strong>ESG - </strong>Rispetto alla precedente analisi rimane intensa la realizzazione di <strong>iniziative di sostenibilità legate al territorio </strong>(<strong>Environmental</strong>) dove <strong>22</strong> <strong>cantine</strong> <strong>su</strong> <strong>25</strong> (contro le 20 del 2021) citano progetti di tutela dei vitigni e della loro biodiversità, controllo dei fertilizzanti (con particolare attenzione a quelli di origine naturale) e dei pesticidi utilizzati, indicazioni su come riciclare in maniera corretta gli imballaggi che vengono utilizzati (bottiglie, tappi, plastiche, confezioni), utilizzo di risorse rinnovabili sia per la produzione di energia sia per l’irrigazione, collaborazione con enti locali, istituzioni nazionali e internazionali su certificazioni o progetti.</p>
<p>In grande fermento, inoltre, sono le <strong>iniziative</strong> <strong>legate</strong> <strong>all’impatto</strong> <strong>sociale </strong>(<strong>Social</strong>) che, se pur ancora poco sviluppate, sono citate da <strong>18</strong> <strong>cantine</strong> <strong>su</strong> <strong>25</strong> (dato invariato rispetto al 2021). In particolare, vengono raccontate le passioni e le tradizioni famigliari, il legame con il territorio e la cultura locale, illustrati progetti di supporto a enti culturali come musei o il FAI, l’attivazione di cantine didattiche, iniziative per le scuole o borse di studio, il sostegno di associazioni collegate all’inclusione sociale.</p>
<p>Un grande potenziale ancora inespresso è rappresentato dalle iniziative legate alle <strong>buone</strong> <strong>pratiche</strong> <strong>di governance </strong>(<strong>Governance</strong>) aziendale dove <strong>17</strong> <strong>cantine</strong> <strong>su</strong> <strong>25</strong> (contro le 15 del 2021) hanno comunicato modelli organizzativi volti principalmente a garantire l’innovazione, lo spirito territoriale, l’eticità nella relazione e selezione dei fornitori e nel trattamento dei dipendenti con particolare attenzione alle politiche retributive e contrattuali a lungo termine. Non vi sono invece particolari riferimenti a temi di inclusività e rispetto delle diversità, alla mediazione del modello di gestione o di bilanciamento dei poteri.</p>
<h3>1.      Lingue e chat</h3>
<p>Oltre all’italiano, sono <strong>inglese, tedesco e cinese le lingue più presenti </strong>sui siti delle aziende analizzate. Nel 2022, abbiamo l’inglese (25 cantine su 25, come già nel 2021 e nel 2020) seguito dal tedesco (9 su 25, come già nel 2021), cinese (4 su 25, come già nel 2021). Sono quindi ben presidiati i mercati più importanti per il nostro export. <strong>Sui canali social, 14 aziende su 25 propongono contenuti in lingua straniera </strong>(contro le 15 del 2021).</p>
<p>Per ciò che concerne le <strong>chat – tutte su Messenger – 9 aziende su 25 hanno risposto entro 24 ore a richieste di informazioni </strong>contro le 10 su 25 del 2021 e 15 su 25 del 2020.</p>
<p><em>“Il</em> <em>comparto del vino italiano si dimostra, con i fatti, virtuoso e all’avanguardia sotto più aspetti. Ai temi dell’educazione su prodotto, territorio e filiera, negli anni il settore ha saputo affiancare il ‘saper fare’ in ambito digitalizzazione, sostenibilità e responsabilità sociale. Il 2022 nello specifico è stato contraddistinto dal consolidamento delle piattaforme social utilizzate a favore di un ritorno alla fisicità della comunicazione e all’implementazione di progetti ‘vino 4.0’ o legati al PNRR.” <strong>afferma Massimo Moriconi General Manager e A.D. di Omnicom PR Group Italia.</strong></em></p>
<p><em>“L’auspicio – </em>conclude Moriconi – <em>è quello che le aziende leader del comparto possano continuare a favorire e ispirare l’evoluzione dell’intero settore, dove il ‘digital divide’ tra grandi e medi produttori e assume in alcuni casi dimensioni importanti”</em>.</p>
<p>Fonte: Omnicom Public Relations Group</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">74732b6f-bb31-4044-a0b7-53d7f9bc4c30</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/piattaforme-digitali-tra-liberta-e-nuovo-colonialismo</link><title>Piattaforme digitali, tra libertà e nuovo colonialismo</title><description><![CDATA[<p>Grande soddisfazione del pubblico presente nella Sala inCooperazione a Trento per la conferenza di padre Paolo Benanti, religioso francescano, ingegnere, esperto di reti ed etica delle tecnologie.</p>
<p>Benanti: l’evoluzione digitale cooperativa di questi sistemi può essere una rivoluzione copernicana se saprà innovare per qualità dei servizi e ricchezza distribuita.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/yhkjyq3n/220923-benanti-29-.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/piattaforme-digitali-tra-liberta-e-nuovo-colonialismo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le piattaforme digitali sono quelle infrastrutture che facilitano il rapporto tra vari tipi di business e consumatori (Uber, Amazon, Airbnb, ecc.). Esse impattano fortemente sulle nostre vite e scardinano i tradizionali modelli di capitalismo, concentrando sempre più la ricchezza nelle mani pochi imprenditori. <br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/Ap36X9ljFUg" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/Ap36X9ljFUg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen="" title="Piattaforme digitali, chi vince e chi perde? Con padre Paolo Benanti"></iframe></div>
<p><br />Ci si chiede: quanto incidono sulla nostra libertà? Esiste una via alternativa per salvare i territori e garantire una equa distribuzione della ricchezza?</p>
<p>Di questo si è parlato ieri sera a Trento in un incontro molto partecipato alla sala inCooperazione di via Segantini, in cui <strong>padre Paolo Benanti</strong> ha descritto opportunità e rischi di queste piattaforme ormai di diffusione globale.</p>
<p>“La Cooperazione Trentina – ha affermato in apertura il vicepresidente della Federazione <strong>Italo Monfredini </strong>-   osserva con interesse quel particolare fenomeno innovativo e a tratti pervasivo che comunemente va sotto il nome di transizione digitale.</p>
<p>Nel caso delle piattaforme osserviamo una sproporzione di mezzi che di fatto determina una larghissima esclusione del singolo; non è un caso che proprio in ambito cooperativo si ponga questo problema, poiché la base della cooperazione è lo scambio mutualistico tra singolo socio e cooperativa”.</p>
<p>“Quando parliamo di piattaforma – ha detto <strong>padre Paolo Benanti</strong> - parliamo di quel sistema innovativo che sta trasformando il capitalismo, per cui si attira e si estrae valore, e dall'unione di due persone: una che offre un servizio e una che ne ha bisogno. Un esempio? Ho una macchina e la offro a qualcuno che ha bisogno di un passaggio. La piattaforma è quel sistema di fiducia e di estrazione di valore,  proveniente da questo scambio, che generiamo grazie all'aiuto di Internet e dell'ubiquità dei dati.</p>
<p>Ecco chi guadagna: senz'altro guadagna l'intermediario, il quale non mette la forza lavoro, non rischia nel prendere il servizio, ma estrae da un territorio una quantità di guadagni e di marginalità senza immischiarsi nel territorio stesso.</p>
<p>Chi perde? Da tutto questo perde colui che faceva della tradizionale presenza fisica sul territorio il suo punto di forza, chi era il volto amico di quel servizio. Quando parliamo per esempio di un supermercato, non è semplicemente la presenza dei beni che fa il valore di quel supermercato. Quando parliamo di un piccolo esercizio di prossimità, parliamo anche di quel commerciante che con la sua quotidiana presenza ci mette la faccia, il volto amico di una popolazione che era il valore di quell'intero esercizio.</p>
<p>Siamo pronti a trasformare i nostri territori, la nostra società, in un qualcosa di anonimo, in un qualcosa di digitalmente pulito, ma che non ha una faccia sul territorio? Ecco, se qualcuno può guadagnare tanti soldi, noi tutti come collettività, potremmo perdere tantissimo dal punto di vista delle relazioni umane e della ricchezza reciproca”.</p>
<p>La cooperazione può guidare un cambiamento virtuoso di questo modello di business?</p>
<p>“Tra il modello a guida di mercato (Stati Uniti, ad esempio) o a guida statale (Cina), caratterizzati entrambi da totale assenza di libertà e non rispetto per i territori - ha proseguito padre Benanti - la cooperazione ha la capacità di creare il tessuto che genera ricchezza per i singoli e per i gruppi, di produzione di un bene comune che è di più della somma dei singoli beni.</p>
<p>Pensare un'evoluzione digitale cooperativa di questi sistemi può essere una rivoluzione copernicana che metta il nostro paese non solo in grado di sopravvivere alla trasformazione digitale, ma anche di essere innovatore per qualità dei servizi e ricchezza distribuita nei confronti di tutto questo.</p>
<p>Secondo me – ha concluso Benanti - la cooperazione ha una grande vocazione e ha un grande futuro, se saprà vivere e offrire una forma di sostenibilità digitale per questo tipo di trasformazione”.</p>
<p><strong>Laboratorio trentino</strong></p>
<p>Il Trentino anche in questo è laboratorio. Negli uffici di via Segantini, sede della società di informatica Phoenix, ora Allitude di proprietà del Gruppo Cassa Centrale, è nata la piattaforma informatica che fa “girare” tutte le banche aderenti a CCB, e attualmente 1,6 milioni di clienti del Gruppo bancario su un totale di 2,5 utilizzano InBank, la banca sul telefonino. “Tecnologie al servizio della relazione”, ha affermato il responsabile delle relazioni esterne di Cassa Centrale Banca Lorenzo Kasperkovitz. “Si tratta di tenere in equilibrio relazione e tecnologia, dando il giusto peso alla componente umana”.</p>
<p>“Nella stessa direzione anche la piattaforma inCooperazione, che combina servizi e vantaggi ed è supportata da una governance diffusa”, ha detto la responsabile del servizio legale della Federazione <strong>Maria Silvia Cadeddu</strong>. “Un progetto nato nel 2018 e cresciuto nel segno dell’inclusività e della relazione, che diventa anche un modo nuovo e attuale per esercitare la mutualità tra i soci”.</p>
<p>“Le piattaforme sono importanti in funzione di chi le gestisce – ha chiosato il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – e noi abbiamo fatto la nostra parte nel costruirne una a misura dei nostri soci. Con un approccio etico e cooperativo”.</p>
<p><strong>Nota biografica</strong></p>
<p><strong>Paolo Benanti</strong> è Francescano del Terzo Ordine Regolare, teologo e docente presso la Pontificia Università Gregoriana, l’Istituto Teologico di Assisi e il Pontificio Collegio Leoniano ad Anagni. Si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare, i suoi studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Ha fatto parte della Task Force Intelligenza Artificiale per coadiuvare l’Agenzia per l’Italia digitale. </p>]]></encoded></item></channel></rss>