<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=convegno</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 18 Apr 2026 22:06:38 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">4031b1d6-246c-405c-a91f-8405258f9b11</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/coltivare-il-lavoro-dignitoso-per-produrre-bene-comune</link><title>Coltivare il lavoro dignitoso per produrre bene comune</title><description><![CDATA[<p>Le novità anticipate nel Convegno: per la prima volta in Trentino lo scambio di lavoratori tra le piccole imprese agricole, dall'inizio estate. L'avvio dei contratti di rete tra consorzi e cooperative. La creazione della banca degli appalti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/rrllpfck/relatrici-e-relatori.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/coltivare-il-lavoro-dignitoso-per-produrre-bene-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>833</width><height>555</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Entro l'inizio della prossima estate, per la prima volta in Trentino sarà possibile lo scambio di manodopera in agricoltura e basterà un clic per segnalarlo con lo smartphone ai servizi provinciali di sistema. E' la novità di maggior rilievo lanciata nel corso del Convegno odierno “Coltivare il lavoro dignitoso per produrre bene comune”, organizzato dalla cooperativa Sant'Orsola nel suo auditorium.</p>
<p>Da anni gli imprenditori agricoli cercano la modalità adatta ad affrontare in modo efficace le difficoltà di reperimento dei lavoratori e la Sant'Orsola se n'é fatta portavoce organizzando l'appuntamento odierno. Ma quella dello scambio non è la sola novità uscita oggi, in quanto è ormai prossima l'istituzione dell'albo locale degli appalti in agricoltura in modalità trentina che va oltre la normativa nazionale prevista con la banca degli appalti ed è in vista il varo dei contratti di rete tra consorzi e cooperative che potranno scambiarsi tra loro collaboratori.</p>
<p>Le anticipazioni sono dell'assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli intervenuto stamane subito dopo il saluto rivolto dal presidente della Sant'Orsola Silvio Bertoldi ai partecipanti. Tra loro specialmente imprenditori agricoli, cooperative, associazioni sindacali di categoria locali e nazionali e consulenti del lavoro.</p>
<p>Novità, ha sottolineato Spinelli, rese possibili dall'autonomia trentina ed introdotte nella legge provinciale 10 del 2025. Sono già in corso di stesura i relativi decreti attuativi in modo da avviare il nuovo regime in agricoltura entro l'inizio dell'estate.</p>
<p>"Nell’arco di un mese o di un mese e mezzo contiamo di arrivare alla definizione della disciplina attuativa - ha precisato- stiamo inoltre studiando la possibilità di sperimentare contratti di rete, per organizzare il lavoro in modo più attuale anche all'interno dei nostri consorzi agricoli. Nel frattempo la misura sarà accompagnata da attività informative per gli operatori curate dalle nostre strutture, in attesa dell’implementazione della piattaforma informatica dedicata. Inoltre, stiamo lavorando con le forze dell'ordine affinché sia garantita sicurezza e legalità nel settore, nel rispetto però delle consuetudini locali”.</p>
<p>Il senso e le motivazioni del Convegno sono nelle parole del direttore generale della Sant'Orsola Michele Plancher: “Il settore agricolo stia attraversando una fase di grande trasformazione annunciando nuove sfide che richiedono alle aziende di crescere, organizzarsi meglio e lavorare sempre più in modo coordinato.</p>
<p>In questo contesto, i contratti di rete rappresentano una grande opportunità. Consentono alle imprese di unire competenze, condividere risorse e sviluppare modelli organizzativi più efficaci. Ma soprattutto permettono di rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza, che deve diventare un valore condiviso da tutta la filiera. La giornata di oggi dimostra quanto sia importante il dialogo tra imprese, istituzioni, mondo tecnico e professionisti.</p>
<p>Solo attraverso la collaborazione possiamo affrontare con efficacia le criticità del settore e trasformarle in opportunità di crescita”. In collegamento con Roma, perché bloccato dagli eventi di questi giorni, è intervenuto il Viceministro dell'economia e finanza Maurizio Leo che ha illustrato le ultime novità fiscali a favore del settore agricolo ed ha colloquiato con Mauro Zanella (presidente Ordine dei consulenti del lavoro Trento), moderatore della tavola rotonda conclusiva.</p>
<p>Tra le misure più recenti a sostegno del mondo agricolo, Leo ha segnalato le esenzioni sul reddito domenicale ed agrario, le agevolazioni per gli impianti di fotovoltaico installati in campo e la nuova disciplina relativa al credito di imposta. Nello specifico delle novità sono entrate le dirigenti dei Servizio lavoro provinciale Giuliana Cristoforetti e dell'Agenzia del Lavoro Stefania Terlizzi, che hanno elaborato assieme le modalità operative.</p>
<p>Lo scambio di manodopera potrà avvenire tra società semplici e tra queste e singoli imprenditori, dunque per una platea di interessati in grado di coprire secondo le previsioni circa il 97 per cento del mondo agricolo trentino, studenti, pensionati e vicini compresi. Con l'obiettivo di dare lavoro ai locali e di mitigare l'accesso di lavoratori di origine straniera. Secondo Terlizzi è possibile l'evoluzione del rapporto di lavoro in agricoltura in una logica che consente di far convergere la tutela del lavoratore e la competitività dell'impresa.</p>
<p>“Il Trentino è pronto - ha affermato- siamo pronti a fare da &lt;campo di prova&gt; per questa nuova frontiera del lavoro agricolo”. La trasparenza, ha spiegato è garantita dall'Albo degli appalti locale in via di realizzazione, con iscrizione obbligatoria dei datori di lavoro per garantire la regolarità e lo scambio di manodopera, per evitare che la scarsità si trasformi in forme di sfruttamento e per l'avvio dei contratti di rete. Da un lato i datori di lavoro possono pianificare il loro abbisogno territoriale e dall'altro i lavoratori possono godere di occupazione duratura, che supera il concetto di lavoro a giornata e sono collocati all'interno di una rete organizzata e controllata dal pubblico. Chi aderisce all'Albo è valutato come azienda affidabile e può accedere ai sostegni e mercati pubblici.</p>
<p>L'innovazione digitale entra nelle novità dello scambio di manodopera, segnalato da Cristoforetti. Ci sarà infatti pronto un apposito sistema digitale di comunicazione in tempo reale. Con lo smartphone e mediante una app dedicata, l'azienda può notificare all'Agenzia del lavoro l'inizio o la fine dello scambio di manodopera in tempo reale ed il procedimento è tracciabile e geolocalizzato. Ciò coniuga la flessibilità organizzativa con il controllo di legalità richiesto dalla legge. Nelle novità s'à inserita anche la Federazione trentina della cooperazione che intende sperimentare la modalità dei contratti di rete in particolare nel settore zootecnico, tra allevatori e caseifici cooperativi per l’assunzione condivisa di personale. Ne ha parlato Gabriele Barichello (Cooperazione Trentina). “L’obiettivo - ha anticipato- è definire un fabbisogno minimo di lavoro, espresso in - full time equivalent - capace di garantire un effettivo sollievo organizzativo agli allevatori e migliorare la sostenibilità del lavoro nelle aziende agricole”.</p>
<p>Se Paola Sanna (Ordine dei consulenti del lavoro del Trentino) ha sostenuto la necessità di diffondere la cultura della legalità e della sicurezza sul lavoro, Loris Bonato     (Itas, responsabile nazionale area retail e agricoltura) ha segnalato i nuovi meccanismi per coprire i rischi da eventi atmosferici, modello Agricat, che si affiancano alle tradizionali coperture assicurative e le rinforzano. I temi e le novità emerse durante il Convegno sono stati discussi in ottica nazionale e locale durante la tavola rotonda finale alla quale hanno partecipato Crisa la Civita (         Confagricoltura, direzione politiche del lavoro, Roberto Magrini (Coldiretti, responsabile nazionale relazioni sindacali). Danilo De Lellis (C.I.A. responsabile nazionale delle relazioni sindacali) e Giuliana Cristoforetti.</p>
<p>In particolare, Magrini ha rilevato che, dopo il click day del 12 gennaio 2026, ancora permangono problemi di fluidità procedurale sia in Italia, con gli sportelli unici per l’immigrazione, che all’estero per il rilascio dei visti che impediscono all’impresa di disporre dei lavoratori in tempi compatibili con l’attività aziendale per la quale sono stati richiesti. “Trovare personale non basta, serve uno sforzo ulteriore: occorre trattenerlo e fidelizzarlo, anche se stagionale” ha segnalato la Civita, approvando le novità trentine annunciate durante il Convegno. Dal canto suo, De Lellis, ha parlato delle caratteristiche del lavoro accessorio, reso strutturale dalla Legge n. 199/2025 e riportato nella Legge di Bilancio 2026.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Sant'Orsola - Mario Anelli</author></item><item><guid isPermaLink="false">1baf6d09-5bf4-433b-a286-ff57f0e7dbf8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/prendersi-cura-della-comunita</link><title>“Prendersi cura della comunità”</title><description><![CDATA[<p>A Levico Terme il convegno promosso dalla Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana ETS sui legami e sul futuro delle comunità locali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/xllpb5cr/immaginefondazionecraltavalsugana.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/prendersi-cura-della-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>904</width><height>952</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In occasione del quarto anniversario della Fondazione CRAV, fondata il 14 marzo 2022, e a un anno dall’apertura della sua sede legale a Palazzo a Prato, la Fondazione promuove il convegno <strong><em>“Prendersi cura della comunità”</em></strong>, in programma <strong>sabato 14 marzo 2026 alle ore 9.00 presso la Sala Senesi del Palazzo delle Terme di Levico Terme.</strong></p>
<p>La scelta di organizzare l’evento a Levico Terme nasce dalla volontà della Fondazione di rafforzare e valorizzare sempre più i legami con i diversi comuni dell’Alta Valsugana, favorendo momenti di confronto e collaborazione diffusi sul territorio. In questa prospettiva, l’obiettivo è quello di promuovere un percorso di iniziative ed eventi itineranti, capaci di coinvolgere progressivamente le diverse realtà locali e di costruire nuove occasioni di dialogo tra istituzioni, mondo sociale ed</p>
<p>economia territoriale.</p>
<p>Il convegno rappresenta un momento di riflessione pubblica dedicato al significato della cura come valore fondativo della vita collettiva e come elemento centrale per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali. La data del 14 marzo assume quindi un valore simbolico: richiama sia la nascita della Fondazione sia l’apertura della sua sede a Palazzo a Prato, rafforzando il legame tra la Fondazione come luogo fisico e il suo ruolo come spazio di pensiero, relazione e progettualità per il territorio.</p>
<p>Al centro dell’incontro vi sarà una visione della comunità come realtà viva e generativa, non semplicemente come insieme di bisogni, ma come spazio di relazioni, responsabilità condivise e possibilità. In questo contesto la Fondazione CRAV intende proporsi come luogo di connessione e</p>
<p>dialogo, capace di mettere in relazione istituzioni, mondo sociale, economia territoriale e generazioni diverse.</p>
<p>Ad aprire i lavori sarà <strong>Nadio Delai,</strong> sociologo e analista dei processi sociali ed economici, presidente e fondatore della <strong>società Ermeneia – Studi &amp; Strategie di Sistema</strong>. Delai, laureato in Sociologia all’Università di Trento negli anni fondativi dell’Ateneo, offrirà una lettura di contesto sulle trasformazioni che interessano oggi le comunità locali, portando uno sguardo maturato a livello nazionale ma profondamente legato alla realtà trentina. Seguirà una tavola rotonda territoriale, moderata dal giornalista <strong>Gabriele Buselli</strong>, che vedrà confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, del mondo educativo, del terzo settore e dell’economia cooperativa locale.</p>
<p>Interverranno:</p>
<ul>
<li><strong>Lisa Scarpa</strong>, assessora alle politiche sociali della <strong>Comunità Alta Valsugana e Bersntol</strong></li>
<li><strong>Daniela Fruet</strong>, dirigente dell’<strong>Istituto Comprensivo Pergine 1</strong></li>
<li><strong>Davide Tarolli</strong>, vicepresidente della <strong>Cooperativa Sociale Kaleidoscopio</strong></li>
<li><strong>Mauro Pintarelli</strong>, direttore generale della <strong>Cassa Rurale Alta Valsugana</strong></li>
<li><strong>Giorgio Vergot</strong>, presidente della <strong>Cassa Rurale Alta Valsugana</strong></li>
<li><strong>Franco Senesi</strong>, presidente della<strong> Fondazione CRAV</strong></li>
</ul>
<p>Il confronto offrirà l’occasione per far emergere esperienze, visioni e prospettive concrete legate alla costruzione di comunità inclusive e responsabili nel territorio dell’Alta Valsugana. </p>
<p>Il convegno si inserisce inoltre in un percorso culturale più ampio che vedrà, nelle settimane successive, la realizzazione della <strong>mostra dell’artista locale Gian Maria Bertoldi</strong>, prevista dal 18 aprile al 2 maggio 2026, realizzata in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Acqua Chiarentana. </p>
<p>La scelta della Fondazione CRAV di promuovere un evento itinerante, ospitato quest’anno a Levico Terme, risponde alla volontà di rafforzare i legami con il territorio dell’Alta Valsugana, creando nuove sinergie e occasioni di collaborazione tra realtà istituzionali, sociali ed economiche. </p>
<p>Al termine del Convegno è previsto un momento di ristoro.</p>
<p>Il convegno è aperto al pubblico, iscrizioni sulla piattaforma eventbrite o scrivendo una mail a <a href="mailto:info@fondazionecrav.it">info@fondazionecrav.it</a>. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cr Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">d88843b8-1b0e-4d61-8394-482e050e747a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-rinnovabili-strategie-e-prospettive-di-sviluppo-locale</link><title>Comunità energetiche rinnovabili: strategie e prospettive di sviluppo locale</title><description>Alla Piazza inCooperazione, si è svolto l’incontro “Strategie per l’accompagnamento e il consolidamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)”.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/24rdc2cq/cer.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-rinnovabili-strategie-e-prospettive-di-sviluppo-locale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le evidenze emerse dallo studio mostrano come le CER in Italia si trovino ancora in una <strong>fase iniziale di sviluppo</strong>: dimensioni mediamente contenute, forte eterogeneità organizzativa e percorsi di costituzione complessi, segnati da un quadro normativo in evoluzione e da procedure tecnicamente impegnative<strong>. A livello nazionale risultano attive 597 CER, con una distribuzione territoriale ancora disomogenea: il Nord-Ovest concentra il 31% delle iniziative e il Sud e Isole il 30%, mentre il Trentino Alto Adige conta 38 CER, pari al 6% del totale</strong>. A ciò si aggiunge una leva economica percepita come poco immediata, poiché i benefici non si traducono in un risparmio diretto e facilmente visibile in bolletta. Questo elemento tende a rallentare l’adesione e a rafforzare un approccio prevalentemente centrato sugli incentivi, con il rischio di indebolire la dimensione comunitaria. <strong>Nel contesto trentino</strong>, tuttavia, come dimostrano i numeri, la presenza di un solido capitale cooperativo e di un’infrastruttura di supporto strutturata rappresenta un fattore abilitante, capace di favorire stabilità organizzativa e consolidamento delle iniziative. Anche in territori più maturi resta però centrale la sfida di mantenere un equilibrio tra certezza normativa, governance efficace e radicamento sociale. Le CER si configurano così non solo come strumenti tecnici per la produzione condivisa di energia rinnovabile, ma come vere e proprie infrastrutture socioeconomiche territoriali, la cui efficacia dipende dall’integrazione tra regole, organizzazione e comunità. Questi, in sintesi, i punti focali dello studio presentati dal ricercatore di EURICSE <strong>Jacopo Sforzi</strong>, che hanno costituito anche il fulcro degli interventi successivi.<strong> I risultati saranno prossimamente pubblicati online e resi disponibili sul sito dell’istituto.</strong></p>
<p>Ad aprire i lavori è stato il saluto del Direttore della Cooperazione Trentina, <strong>Alessandro Ceschi</strong>, che nel suo intervento ha dichiarato: «La Federazione sostiene le CER in forma cooperativa come opportunità per rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo locale, valorizzando il territorio e contrastando la povertà energetica attraverso la condivisione dei benefici economici e sociali. Un ringraziamento va a EURICSE per l’organizzazione di questo momento di confronto e per il lavoro di ricerca e supporto a queste realtà in crescita».</p>
<p>Dopo la presentazione dei risultati da parte dI <strong>Jacopo Sforzi,</strong> il dibattito è proseguito con le testimonianze di <strong>Mauro Chiodega</strong>, Presidente della Vallata Alto Sarca (BIM del Sarca) e Presidente della CER del Sarca, e di <strong>Giacomo Pinaffo</strong>, Segretario Generale della Fondazione di Comunità di Messina, che hanno portato esperienze concrete di accompagnamento e sviluppo delle comunità energetiche.</p>
<p><strong>Mauro Chiodega</strong> ha illustrato l’esperienza della <strong>comunità energetica trentina </strong>(CER del Sarca), ripercorrendone le fasi di costituzione e i primi risultati raggiunti. Nel suo intervento ha evidenziato come le Comunità Energetiche Rinnovabili possano rappresentare uno strumento efficace di sviluppo territoriale, integrando la produzione di energia da fonti rinnovabili con la riduzione dei costi per i cittadini e il rafforzamento della coesione sociale. Nel raccontare la nascita della <strong>CER, promossa dalla volontà condivisa di alcuni Comuni del territorio</strong>, Chiodega ha richiamato le principali criticità affrontate, in particolare sul piano normativo e organizzativo, sottolineando il valore del modello cooperativo e il ruolo centrale del coinvolgimento attivo di enti locali, imprese e cittadini. Particolare attenzione è stata dedicata al tema della <strong>partecipazione dei soci</strong>: attraverso le comunità energetiche – ha sottolineato – tornano centrali <strong>valori come solidarietà e mutualismo</strong>. Una crescita solida e sostenibile, ha concluso, è possibile solo se orientata a generare un ritorno concreto per la comunità, rafforzando nel tempo questi principi fondanti.</p>
<p><strong>Giacomo Pinaffo </strong>è intervenuto proponendo una lettura ampia della transizione energetica, collegando le comunità energetiche ai <strong>processi di innovazione sociale e sviluppo locale</strong>. Le CER, ha evidenziato, possono diventare non solo infrastrutture energetiche, ma <strong>laboratori di coesione territoriale capaci di integrare obiettivi ambientali, inclusione sociale e nuova economia</strong>. Richiamando le esperienze maturate nel Mezzogiorno, Pinaffo ha sottolineato il valore delle reti tra enti pubblici, terzo settore e comunità locali per garantire stabilità e capacità generativa nel tempo, in una prospettiva sistemica. La Fondazione ha promosso Comunità Energetiche Solidali che integrano innovazione tecnologica e impatto sociale, attraverso micro-reti e sistemi di accumulo orientati a una redistribuzione equa dei benefici, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili e a modelli di governance condivisa. Tra le esperienze citate, il progetto “Energia è partecipazione”, sostenuto anche da Fondazione CON IL SUD, finalizzato alla costituzione di una Comunità Energetica dei Cittadini nella periferia sud di Messina, con il coinvolgimento di famiglie in condizioni di fragilità abitativa e realtà del territorio.</p>
<p>Il confronto, arricchito anche dagli interventi del pubblico, ha consentito di individuare alcune priorità strategiche: rafforzare la stabilità del quadro regolatorio, semplificare le procedure, sostenere modelli organizzativi solidi e promuovere un coinvolgimento effettivo delle comunità locali. In questa prospettiva, le CER rappresentano una leva rilevante non solo per la transizione energetica, ma anche per la costruzione di nuove traiettorie di sviluppo locale.</p>
<p>La mattinata è proseguita con <strong>tre workshop tematici</strong>, caratterizzati da un confronto ampio e partecipato. È emersa con chiarezza la necessità di rafforzare gli strumenti di accompagnamento tecnico e finanziario, favorire la condivisione di buone pratiche e consolidare alleanze tra soggetti pubblici, privati e comunità locali, affinché le CER possano diventare un elemento strutturale delle politiche di sviluppo territoriale.</p>
<p>I gruppi di lavoro si sono concentrati su tre ambiti prioritari: <strong>fare rete sul territorio</strong>, con strategie di coinvolgimento di cittadini e stakeholder locali; <strong>sviluppare competenze dedicate</strong>, attraverso l’integrazione di professionalità interne ed esterne a supporto della progettazione e della gestione; <strong>garantire la sostenibilità nel tempo</strong>, mediante strumenti e soluzioni finanziarie adeguate.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse - Ufficio Stampa Silvia Gadotti</author></item><item><guid isPermaLink="false">f8c92130-7d7d-49ac-91f3-02afda1cb4ba</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/una-mostra-fotografica-e-un-convegno-su-cuciamo-nuove-opportunita</link><title>Una mostra fotografica e un convegno su “Cuciamo nuove opportunità”</title><description><![CDATA[<p>Entrambe le iniziative - con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento - sono ospitate nella sede di BTS Banca Trentino Südtirol in via Belenzani nella città capoluogo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ydwmsgvv/cassa-rurale-di-trento-sei-appuntamenti-per-saperne-di-piu-su-temi-di-interesse-pubblico.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/una-mostra-fotografica-e-un-convegno-su-cuciamo-nuove-opportunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Riflettere sul rapporto tra il carcere di Spini di Gardolo e la città di Trento, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della comunità nel prendersi cura di un’istituzione che, secondo il dettato costituzionale, ha finalità rieducative oltre che detentive. Nasce con questo obiettivo il doppio appuntamento in calendario <strong>il 19 gennaio e il 28 gennaio</strong> ospitato negli spazi e nella Sala Nones di BTS Banca Trentino Südtirol in via Belenzani a Trento.</p>
<p>Le due iniziative si inseriscono nel progetto "<em>Cuciamo nuove opportunità. Dal riuso tessile, percorsi di formazione e inclusione, nel ricordo di Sandra" </em>che si sta realizzando grazie al sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento.</p>
<p><strong>La mostra</strong></p>
<p>Il <strong>19 gennaio</strong> è in programma l'apertura della mostra fotografica (visitabile fino al 6 febbraio) “Cuciamo nuove opportunità” racconto in immagini del progetto nato dall’unione di tre realtà del Trentino.</p>
<p>Si tratta della documentazione di due laboratori di cucito, organizzati nella Casa Circondariale di Spini di Gardolo, dall'associazione L'Ortazzo APS con l'impresa Atotus di Trento, circuito di economia circolare, e Tabita, il centro di raccolta beni per persone senza dimora. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento.</p>
<p>Il senso dei laboratori nasce dall'intenzione di sottolineare l'importanza del riuso in ambito tessile, in ricordo di quanto operava con grande creatività <strong>Sandra Toro</strong>, anima dell'associazione El Costurero e volontaria di Tabita. Si è scelto di proporre questi corsi di cucito alla Casa circondariale per attivare capacità nuove o pregresse e migliorare il benessere psicofisico dei detenuti, dando loro la possibilità di operare, creare, relazionarsi anche con l'esterno.</p>
<p>Nel 2025 i corsi sono stati dedicate alle donne detenute, che hanno potuto apprendere le basi del cucito e utilizzare l'usato per rinnovarlo o creare prodotti del tutto nuovi.</p>
<p>Tabita ha rifornito i laboratori di tutto il materiale tessile su cui lavorare: vestiario usato con piccole imperfezioni, ma non regalabile così com'è alle persone senza dimora, scampoli e tessuti inutilizzati. Ha inoltre procurato l'attrezzatura occorrente, ad esempio le macchine da cucire usate. Atotus ha proposto un piano laboratoriale vario, stilato un programma e selezionato le insegnanti.</p>
<p>L'associazione L'Ortazzo APS, che ha coordinato i lavori, ha sottolineato il principio del riuso ai fini della sostenibilità su cui si basano i laboratori e ne ha reso conto nell'ambito del tradizionale evento S-Cambiamo il Mondo al Palazzetto di Caldonazzo nel novembre 2025.</p>
<p><strong>Il convegno</strong></p>
<p><strong>Mercoledì 28 gennaio, alle ore 17.30</strong>, Sala Nones di Palazzo Benvenuti a Trento ospita l’incontro pubblico <em>Cuciamo nuove opportunità. Il carcere non è un’isola: percorsi condivisi tra Trento e la sua Casa Circondariale</em>, promosso dall’associazione L’Ortazzo APS insieme ad Atotus e a Tabita, con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento.</p>
<p>L’incontro, condotto dalla giornalista <strong>Michela Grazzi,</strong> darà spazio a contributi diversi. <strong>Amedeo Savoia</strong>, accompagnato al pianoforte da <strong>Nicola Strafellini,</strong> aprirà la serata con <em>La storia di K</em>, un racconto che restituisce l’umanità della persona detenuta. <strong>Silvia Atzori</strong>, per Atotus, presenterà l’esperienza dei laboratori di cucito attivati nel 2025 all’interno della Casa Circondariale descritto come attività capace di favorire calma, pazienza, benessere e autostima, anche in un contesto di forte disagio.</p>
<p><strong>Anna Rita Nuzzaci, </strong>direttrice della Casa Circondariale di Spini di Gardolo, interverrà insieme alle educatrici <strong>Nicoletta Gadaleta e Lucrezia Aielli</strong> per portare l’attenzione sulle necessità, le difficoltà e le potenzialità del lavoro educativo in carcere. <strong>Carlo Scaraglio, </strong>vicepresidente della Conferenza Regionale Volontariato di Giustizia, sottolineerà invece l’importanza dei legami tra la comunità cittadina e le persone detenute. Nei saluti istituzionali interverrà la presidente di Fondazione Cassa Rurale di Trento<strong> Debora Cont.</strong></p>
<p>L’iniziativa si inserisce nel progetto <em>Cuciamo nuove opportunità. Dal riuso tessile, percorsi di formazione e inclusione, nel ricordo di Sandra</em>, che proseguirà nei prossimi mesi con nuovi laboratori. Il progetto è coordinato dall’associazione L’Ortazzo APS in collaborazione con Tabita e Atotus. La Conferenza Regionale Volontariato di Giustizia collabora ampliando alla comunità trentina le riflessioni alla base del progetto e promuovendo il valore dei laboratori come strumenti di valorizzazione delle competenze e di sostegno ai percorsi rieducativi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cassa Rurale di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">fba11b58-1071-45fa-b1d2-f93550240772</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/quarant-anni-del-fondo-pensione-per-il-personale-dipendente-delle-casse-rurali-del-trentino</link><title>Quarant’anni del Fondo Pensione per il Personale dipendente delle Casse Rurali del Trentino</title><description><![CDATA[<p>Un anniversario che guarda al futuro della previdenza complementare. Appuntamento: mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 15.45, presso la Sala inCooperazione in via Segantini 10 a Trento.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/hbbmrs2k/cartolina-40-anni-fondo-pensione.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/quarant-anni-del-fondo-pensione-per-il-personale-dipendente-delle-casse-rurali-del-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Fondo Pensione per il Personale dipendente delle Casse Rurali del Trentino  celebra, quest’anno, i suoi 40 anni di attività: un traguardo che rappresenta non solo un momento di memoria storica ma, soprattutto, un’occasione per rilanciare il ruolo strategico della previdenza complementare per i lavoratori di oggi e, in particolare, per le giovani generazioni.</p>
<p>L’evento ufficiale si terrà <strong>mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 15.45, presso la Sala inCooperazione in via Segantini 10 a Trento</strong>, alla presenza delle principali realtà regionali e nazionali del settore previdenziale.</p>
<p><strong>Le radici di un progetto lungimirante</strong></p>
<p>La storia del Fondo Pensione affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando – con grande visione e determinazione – la Cooperazione Trentina e le Organizzazioni sindacali decisero di dotarsi di uno strumento previdenziale avanzato e innovativo per l’epoca.</p>
<p>Gli accordi sindacali del 28 ottobre 1985 e l’avvio operativo dal 1° gennaio 1986 segnarono la nascita del Fondo, con l’obiettivo di garantire ai lavoratori una copertura aggiuntiva rispetto alla previdenza pubblica.</p>
<p>Quella scelta lungimirante – maturata in un periodo in cui già si percepivano i primi segnali di indebolimento della previdenza pubblica – rappresenta oggi un esempio di responsabilità e capacità anticipatrice, che ha garantito continuità e stabilità previdenziale a migliaia di lavoratori.</p>
<p>Rappresenta anche un esempio di virtuoso esercizio di autonomia delle parti sociali, in un territorio che dell’autonomia e della gestione diretta e responsabile di materie come la previdenza e l’assistenza integrative, in una relazione di prossimità con le persone, ha fatto una delle proprie prerogative.</p>
<p><strong>Al centro dell’evento: il futuro della previdenza complementare</strong></p>
<p>L’anniversario non sarà solo un momento celebrativo: l'iniziativa vuole aprire una riflessione condivisa sul ruolo crescente della previdenza complementare nel nuovo scenario demografico, economico e sociale.</p>
<p>Nel corso dell’evento interverranno:</p>
<ul>
<li>Mauro Marè, Presidente MEFOP, società fondata nel 1999 e partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dai Fondi pensione con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli strumenti pensionistici integrativi;</li>
<li>I rappresentanti dei principali Fondi ed Enti regionali: Pensplan Centrum, Laborfonds, Fondo 22;</li>
<li>I delegati del Fondo Pensione per il Personale dipendente delle Casse Rurali del Trentino e di MEFOP, riuniti nella tavola rotonda “Il futuro della previdenza complementare: sfide e prospettive”.</li>
</ul>
<p>Il confronto offrirà una doppia prospettiva:</p>
<ul>
<ul>
<li>regionale, grazie al coinvolgimento delle esperienze territoriali consolidate;</li>
<li>nazionale ed europea, grazie al contributo di MEFOP e alla lettura delle tendenze emergenti nel secondo pilastro previdenziale.</li>
</ul>
</ul>
<p><strong>Giovani e previdenza: una priorità strategica</strong></p>
<p>In un contesto caratterizzato da carriere frammentate, crescente mobilità lavorativa e sostenibilità del sistema pensionistico pubblico, la previdenza complementare rappresenta oggi uno strumento fondamentale per garantire ai giovani una prospettiva solida di reddito futuro.</p>
<p>L’esperienza del Fondo Pensione delle Casse Rurali Trentine – nato come risposta anticipata a queste dinamiche già negli anni Ottanta – diventa oggi un modello e un invito ad agire con la stessa lungimiranza verso le generazioni che si sono affacciate da pochi anni o si affacciano ora nel mercato del lavoro.</p>
<p>Programma dell’evento</p>
15.45 – 16.00 Registrazione<br />16.00 – 16.20 Apertura e saluti istituzionali<br />16.20 – 16.55 Intervento di Mauro Marè, Presidente MEFOP<br />16.55 – 17.50 Tavola rotonda: Il futuro della previdenza complementare<br />17.50 – 18.00 Intervento conclusivo dell’Assessore regionale alla previdenza complementare]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fip</author></item><item><guid isPermaLink="false">5bdf8a71-6901-4673-a366-5222e26bc6ae</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/alleanze-territoriali-e-rigenerazione-comunitaria-per-lo-sviluppo-dei-territori</link><title>Alleanze territoriali e rigenerazione comunitaria per lo sviluppo dei territori</title><description>Si è concluso a Cavalese il Secondo Incontro nazionale delle Comunità Intraprendenti, che l’11 e 12 dicembre ha riunito un centinaio di partecipanti da tutta Italia: amministratori pubblici, rappresentanti di comunità locali, imprese, fondazioni, ricercatori e attori del terzo settore.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/mqwhykab/cavalese2025.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/alleanze-territoriali-e-rigenerazione-comunitaria-per-lo-sviluppo-dei-territori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>683</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Promosso da Fiemme PER ed EURICSE, con il sostegno della Fondazione Caritro, l’Incontro si è confermato come uno spazio nazionale di confronto, apprendimento e costruzione di alleanze tra chi lavora per generare sviluppo sociale ed economico nei territori. Particolarmente partecipato l’incontro serale aperto al pubblico al Palafiemme, dedicato al valore dei luoghi e alla rigenerazione comunitaria. Ospiti della serata Don Antonio Loffredo ed Elena Granata, che hanno offerto due prospettive complementari sul ruolo delle persone e delle comunità nei processi di cambiamento. Don Antonio Loffredo ha raccontato l’esperienza di rigenerazione del Rione Sanità di Napoli, mentre Elena Granata ha sottolineato come le comunità si costruiscano nel tempo attraverso relazioni, cura e responsabilità condivisa. L’ampia partecipazione ha confermato l’interesse e la rilevanza dei temi proposti, rafforzando il ruolo dell’Incontro come punto di riferimento nazionale per chi lavora sullo sviluppo dei territori.</p>
<p>Dopo l’esordio del 2024, l’edizione 2025 è stata dedicata al tema “Le alleanze territoriali per la nascita e l’accompagnamento delle Comunità Intraprendenti”, con un focus sulle strategie collaborative tra comunità, istituzioni pubbliche, imprese e filantropia per rispondere in modo condiviso alle sfide socio-economiche dei territori. L’Incontro ha confermato il suo doppio orientamento: raccontare le esperienze che stanno emergendo in tutta Italia e, allo stesso tempo, offrire alle Comunità Intraprendenti un luogo di confronto e apprendimento reciproco, per sviluppare nuove idee e rafforzare le relazioni tra i protagonisti del cambiamento. Un sentito ringraziamento va a tutti gli ospiti e a coloro che hanno reso possibile l’iniziativa, così come ai facilitatori di Ufficio Svolta e allo staff di EURICSE, che hanno accompagnato e animato i tavoli di lavoro, creando uno spazio aperto e partecipato in cui le storie si sono intrecciate e ciascuno ha potuto trovare nuove prospettive e strumenti per diventare parte attiva del cambiamento.</p>
<p>Governance territoriale e ruolo delle istituzioni</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali giovedì mattina, i lavori si sono aperti con il primo panel dedicato alla Governance territoriale, focalizzato sulle alleanze con il settore pubblico per la valorizzazione e la gestione condivisa di spazi e risorse comuni. Il dialogo, coordinato da Gianluca Salvatori, Segretario generale di Euricse, ha messo al centro la crisi delle forme tradizionali di partecipazione e la necessità di rigenerare le comunità attraverso nuovi strumenti di corresponsabilità, coprogettazione e coprogrammazione, chiamando in causa anche il ruolo delle istituzioni. Giulia Casonato (Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Trento) ha sottolineato l’importanza, per le amministrazioni pubbliche, di scommettere sul desiderio delle persone di sentirsi parte attiva di una comunità, valorizzando strumenti come i patti di collaborazione e le assemblee deliberative, anche in risposta a bisogni di cura complessi e a nuove fragilità sociali. Gaetano Giunta (Fondazione di Comunità di Messina) ha portato l’esperienza delle fondazioni di comunità come vere e proprie “comunità di intenzioni”, capaci di finanziare strategie territoriali trasformative, contrastare disuguaglianze e crisi climatica e sperimentare modelli economici basati su redistribuzione, innovazione e coesione sociale. Stefania Paolazzi (esperta di innovazione nella pubblica innovazione) ha evidenziato come partecipazione, civismo e innovazione pubblica possano accompagnare grandi trasformazioni urbane e tecnologiche attraverso l’apertura dei processi decisionali, l’educazione civica, l’uso dei dati e la creazione di spazi di autodeterminazione come le assemblee civiche. Il confronto ha messo in luce collaborazione, partecipazione e responsabilità condivisa come leve fondamentali per costruire comunità più solide, aprendo una riflessione sull’equilibrio tra pubblico e mercato e sul valore di modelli imprenditoriali leggeri e inclusivi nella rigenerazione dei territori. In questo quadro si inseriscono gli interventi ispirazionali illustrati da Pasquale Bonasora (Labsus), come i <em>Patti di collaborazione</em>, che mostrano come cittadini, enti locali e associazioni possano co-progettare e gestire spazi pubblici, rafforzando la fiducia reciproca e il senso di appartenenza al proprio territorio. Allo stesso modo, i modelli presentati da Matteo Bartolomeo (Avanzi – AI Impact ) evidenziano come imprese a basso capitale, orientate all’impatto e supportate da strumenti di valutazione sociale, siano in grado di generare occupazione, innovazione, anche nell’assistenza e nella cura del territorio intesa come rigenerazione urbana.</p>
<p>Cura comunitaria e alleanze con le imprese</p>
<p>Il secondo panel si è concentrato sul tema della cura comunitaria attraverso le collaborazioni tra imprese profit e Comunità Intraprendenti per lo sviluppo di servizi innovativi e sostenibili nei territori. Nel suo intervento, Mauro Gilmozzi ha evidenziato il valore strategico della scelta di restare e investire nei territori periferici, trasformando fattori critici – come casa, mobilità e servizi – in elementi di competitività. L’esperienza della Val di Fiemme mostra come una fondazione di imprenditori possa farsi carico di bisogni collettivi, dalla produzione e consumo di energia attraverso le  comunità energetiche al welfare locale, rafforzando il legame tra impresa, cultura e comunità. Stefano Felicetti (Pastificio Felicetti) ha sottolineato l’importanza di fare rete tra imprese e attori locali, attivando esempi virtuosi capaci di migliorare la qualità della vita e rafforzare il rapporto fiduciario con la comunità, affrontando al contempo la sfida del cofinanziamento e della sostenibilità senza rinunciare all’autonomia. Valeria De Tommaso (Percorsi di Secondo Welfare) ha richiamato la necessità di aggregare risorse a livello territoriale per costruire massa critica e alleanze strategiche, sottolineando come il Secondo welfare possa funzionare solo in integrazione con il welfare pubblico, all’interno di modelli olistici in cui il settore pubblico agisce da catalizzatore di investimenti sociali. Dopo il confronto in plenaria, i partecipanti hanno lavorato in tavoli tematici, condividendo idee e proposte poi restituite collettivamente. La sessione si è conclusa con i contributi ispirazionali di Andrea Marchesini Reggiani (Laboratorio Cartiera, Lai-momo Cooperativa Sociale) e Fabio Arigoni (Cooperativa Sociale Six). Il primo, ha illustrato come strutturare modelli imprenditoriali capaci di coniugare valore sociale e sostenibilità economica, approfondendo approcci e strumenti utili a garantire nel lungo periodo la solidità di progetti a impatto sociale e territoriale. Il secondo, invece, ha approfondito il tema delle partnership strategiche tra profit e non profit, evidenziando come la collaborazione tra imprese e realtà del terzo settore possa generare valore condiviso e favorire processi di innovazione sociale e sviluppo locale.</p>
<p>Filantropia territoriale e sostenibilità economica</p>
<p>Il terzo e ultimo panel è stato dedicato alla filantropia territoriale e al suo ruolo nella sostenibilità economica delle Comunità Intraprendenti. Intesa come una pratica profondamente radicata nei contesti locali, la filantropia territoriale si fonda sulla capacità degli attori locali e dei cittadini di mobilitare risorse economiche, relazionali e conoscitive per rispondere a bisogni collettivi e sostenere nel tempo organizzazioni e progetti di comunità. Il confronto ha posto al centro il valore della collaborazione tra organizzazioni e cittadinanza, non solo in termini di finanziamento, ma come leva per rafforzare legami, responsabilità condivise e visioni comuni di sviluppo locale. A partire da alcune domande guida – sul ruolo che la filantropia territoriale svolge nelle diverse comunità di riferimento e sugli strumenti economico-finanziari presenti nei territori – il panel ha stimolato una riflessione sulle pratiche esistenti e sulle potenzialità ancora da attivare per accompagnare in modo duraturo la crescita delle Comunità Intraprendenti. Il dialogo, coordinato da Anita Penati (Fondazione Caritro), con Giorgio Righetti (Acri) e Carola Carazzone (Assifero), ha offerto una lettura condivisa dei modelli di filantropia e finanza territoriale, evidenziando come la sostenibilità non si esaurisca nel finanziamento, ma richieda capacità di lettura dei contesti, consapevolezza dei bisogni e dei punti di forza locali e costruzione di alleanze stabili tra pubblico, privato e cittadinanza attiva. Nel dibattito è emersa con forza l’idea della filantropia come “arcipelago”: non isole separate, ma reti connesse che costruiscono sostenibilità economica attraverso fiducia, valori condivisi e visioni comuni. Le fondazioni, in particolare, possono svolgere un ruolo abilitante grazie alla loro flessibilità, alla capacità di assumere il rischio dell’innovazione sociale e di sostenere processi di accompagnamento e crescita nel tempo, secondo approcci di <em>trust-based philanthropy</em>. Gli interventi ispirazionali di Paolo Dell’Oro (Fondazione Comunitaria del Lecchese, la prima fondazione di comunità nata in Italia) e Renato Quaglia (Fondazione FOQUS, fondazione che opera nei Quartieri Spagnoli di Napoli) hanno reso concreti questi temi, mostrando come filantropia territoriale, fundraising comunitario e attivismo civico possano diventare motori di rigenerazione sociale.</p>
<p>Il Secondo Incontro nazionale delle Comunità Intraprendenti si chiude così con un patrimonio condiviso di riflessioni, strumenti ed esperienze, e con la consapevolezza che le alleanze territoriali rappresentano una leva fondamentale per costruire comunità generative, inclusive e capaci di futuro.</p>
<p>Luoghi, relazioni e fiducia</p>
<p>«Oggi servono adulti capaci di stare accanto ai giovani e dire loro che il futuro non si eredita: si costruisce, con il coraggio di fare ciò che non è mai stato fatto».<br />Questa affermazione ha attraversato come un filo rosso l’incontro serale aperto al pubblico che si è svolto giovedì 11 dicembre al Palafiemme di Cavalese, nell’ambito del 2° Incontro Nazionale delle Comunità Intraprendenti.</p>
<p>La serata, dal titolo <em>Rigenerare luoghi e comunità: le alleanze territoriali per lo sviluppo locale</em>, ha posto al centro il valore dei luoghi come spazi di identità, relazione e possibilità, e il significato profondo della rigenerazione comunitaria, intesa come processo continuativo fondato su fiducia, cura e responsabilità condivisa. Il Palafiemme, gremito e partecipe, ha restituito la misura dell’interesse e dell’urgenza di questi temi. Ospiti della serata Don Antonio Loffredo ed Elena Granata, due voci diverse e complementari che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio che parte dai luoghi e arriva alle persone, mostrando come il cambiamento nasca dall’alleanza tra visione, comunità e impegno quotidiano.</p>
<p>Don Antonio Loffredo, protagonista della rinascita del Rione Sanità di Napoli, ha raccontato un’esperienza di rigenerazione comunitaria che prende forma dalla cultura come leva di emancipazione e futuro. Arrivato oltre vent’anni fa in un quartiere segnato da camorra e mancanza di opportunità, ha scelto di rivolgersi ai giovani, riconoscendo in loro una capacità ancora viva di innamorarsi dell’arte, della musica e del teatro. Da questo sguardo è nata un’avventura collettiva che ha trasformato la reputazione del quartiere e acceso un forte senso identitario, fino alla nascita, nel 2006, della cooperativa La Paranza, oggi modello nazionale di rigenerazione comunitaria e opportunità lavorativa per decine di giovani. «La rigenerazione passa da ciò che emoziona», ha ricordato Loffredo, sottolineando come cultura, gratuità e bellezza attivino responsabilità, libertà e legami nuovi, diventando una vera e propria diplomazia capace di aprire possibilità e futuro.</p>
<p>Accanto a questa testimonianza, Elena Granata, urbanista e docente al Politecnico di Milano, ha offerto uno sguardo ampio sull’urbanistica civile e sulle trasformazioni in atto nelle città e nei territori. Nei suoi interventi ha evidenziato come il modello urbano che ha funzionato per secoli sia oggi in crisi, stretto tra capacità di attrarre e capacità di accogliere, tra turismo e diritto alla “restanza”. «Comunità non si nasce, si diventa», ha ricordato, invitando a ripensare i luoghi come spazi pubblici, inclusivi e umani, da restituire anche alla gratuità, perché i giovani non crescano pensando che la bellezza sia accessibile solo a pagamento. Le due testimonianze hanno restituito un messaggio comune e potente: la rinascita sociale risiede nella cultura e prende forma solo attraverso alleanze territoriali capaci di tenere insieme visione, studio, coraggio e convergenza di intenti. È nella cura quotidiana dei luoghi, delle relazioni e della fiducia che le comunità ritrovano la forza di generare sviluppo, dignità e futuro.</p>
<p>L’evento si può rivedere a questo link: <a href="https://youtu.be/cjp5vGT34A4?si=bdXjcPBnZn5wrp2k">https://youtu.be/cjp5vGT34A4?si=bdXjcPBnZn5wrp2k</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">87381ae1-7c06-4b14-8ef5-3953ecaf93c4</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rigenerare-luoghi-e-comunit%C3%A0-2-incontro-nazionale-delle-comunit%C3%A0-intraprendenti</link><title>Rigenerare luoghi e comunità. 2° Incontro Nazionale delle Comunità Intraprendenti</title><description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni Cavalese ospiterà il 2° Incontro Nazionale delle Comunità Intraprendenti, in programma l’11 e 12 dicembre 2025.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4xvfzd5k/logo-2-incontro-comunita-intraprendenti-002-.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rigenerare-luoghi-e-comunità-2-incontro-nazionale-delle-comunità-intraprendenti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1008</width><height>443</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La due giorni, promossa da <strong>Fondazione Fiemme PER</strong>, <strong>EURICSE</strong> e <strong>Fondazione Caritro</strong>, riunirà esperienze e pratiche innovative da tutta Italia per riflettere sul ruolo delle alleanze territoriali nei processi di sviluppo locale. Il programma affronterà tre ambiti chiave: <strong>la governance condivisa dei beni comuni</strong>, le <strong>collaborazioni tra imprese e comunità</strong> per la creazione di servizi innovativi e la <strong>sostenibilità economica</strong> attraverso strumenti filantropici e di finanza territoriale. Sono previsti workshop, presentazioni di esperienze e momenti di networking. Il programma completo si può consultare a questo link:</p>
<p>Momento centrale dell’evento sarà l’incontro pubblico di <strong>giovedì 11 dicembre alle ore 20.30</strong>,<strong> presso il PalaFiemme di Cavalese</strong>, che vedrà dialogare <strong>Don Antonio Loffredo</strong> ed <strong>Elena Granata.</strong> Due voci autorevoli della rigenerazione sociale e urbana in Italia offriranno prospettive complementari su come luoghi e comunità possano rigenerarsi a partire dalle persone, dall’energia degli abitanti e da nuove visioni di futuro. Due prospettive diverse ma complementari per raccontare come si rigenerano luoghi e comunità a partire dalle persone. Le loro storie offriranno uno sguardo concreto su come l’energia degli abitanti e nuove visioni di futuro possano innescare processi reali di trasformazione territoriale. Un evento che vuole ispirare cittadini, amministratori, associazioni e imprese a costruire insieme comunità più forti, inclusive e capaci di futuro.</p>
<p><strong>L’incontro si terrà al PalaFiemme di Cavalese, giovedì 11 dicembre alle 20.30, ingresso libero fino a esaurimento posti: prenotazione per la sola serata </strong><a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-rigenerare-luoghi-e-comunita-1973061494042?aff=oddtdtcreator"><strong>a questo link</strong></a><strong>. </strong></p>
<p><strong><u>Don Antonio Loffredo</u></strong></p>
<p>Già parroco della chiesa di Santa Maria alla Sanità di Napoli, Don Antonio Loffredo è promotore e fondatore di numerose realtà del Terzo Settore che hanno trasformato il Rione Sanità in uno dei più significativi esempi italiani di rigenerazione sociale e culturale dal basso. Tra le iniziative più note figura la cooperativa La Paranza, protagonista della rinascita delle Catacombe di San Gennaro, oggi simbolo di sviluppo comunitario e impresa giovanile.È inoltre fondatore del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, progetto innovativo di valorizzazione del patrimonio culturale del quartiere. Attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente della Fondazione partecipata Napoli C’entro.</p>
<h1><strong><u>Elena Granata</u></strong></h1>
<p>Elena Granata è urbanista e docente di <strong>Urbanistica e Analisi della città e del territorio</strong> al <strong>Politecnico di Milano</strong>. Vicepresidente della <strong>Scuola di Economia Civile</strong>, si occupa di sviluppo urbano sostenibile, rigenerazione delle città e innovazione sociale. I suoi studi esplorano il rapporto tra ambiente, bellezza, economia e comunità nei processi di trasformazione urbana. Collabora con fondazioni, enti e istituzioni in progetti di ricerca e divulgazione dedicati alla città del futuro e alla creatività come motore del cambiamento. È autrice di numerosi libri, tra cui <em>Biodivercity</em> (Giunti) e <em>Placemaker</em> (Einaudi). È in uscita il suo ultimo volume: <strong>La città è di tutti. Ciò che ha valore e non ha prezzo</strong> (Einaudi).</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">468f977f-96e6-42f3-805a-e71774060217</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/l-amministrazione-di-sostegno-il-convegno-a-rovereto</link><title>L’amministrazione di sostegno, il convegno a Rovereto</title><description>L’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina è intervenuto in apertura del convegno "Saper essere, saper fare: i due volti dell'amministrazione di sostegno".</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/h0dmj5nk/mauriziomaffeiintervento.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/l-amministrazione-di-sostegno-il-convegno-a-rovereto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E' stato organizzato presso l'Auditorium Sala Piave del Polo tecnologico di Trentino Sviluppo a Rovereto. “L’amministrazione di sostegno – ha evidenziato Tonina - rappresenta una delle conquiste più significative del nostro ordinamento: uno strumento che tutela la persona, valorizzandone al massimo l’autonomia, nel rispetto della dignità e dei diritti fondamentali”.</p>
<p>Per questo istituto, ha aggiunto Tonina, si presenta l’esigenza di riflettere su come poterlo sviluppare al meglio per garantire la giusta tutela alle persone, anche a fronte della crescente difficoltà nel reperire figure disponibili e adeguatamente formate per svolgere il ruolo di amministratore di sostegno, soprattutto di fronte a situazioni ad elevata complessità.</p>
<p>Sul tema si sta lavorando, ha detto Tonina, anche attraverso il dialogo con istituzioni, servizi, professionisti, volontariato, che è molto radicato in Trentino, e terzo settore.</p>
<p>Il convegno, ha aggiunto, offre un’opportunità per condividere nuove idee, buone pratiche, esperienze che possono aiutarci a migliorare ulteriormente.</p>
<p>“Mi auguro – ha concluso - che le riflessioni di oggi possano tradursi in nuove prospettive operative da sviluppare, con la sinergia di tutti gli attori che sono coinvolti nell’ambito dell’amministrazione di sostegno. Confermo inoltre la disponibilità delle strutture provinciali a cercare le migliori risposte sul tema di cui parliamo oggi”.</p>
<p>Presente a Rovereto anche Roberto Pallanch, dirigente dell’Umse disabilità ed integrazione socio – sanitaria della Provincia. Sono intervenuti per un saluto anche Maurizio Maffei, presidente della Cassa Rurale Vallagarina, il vicesindaco di Rovereto Andrea Miniucchi, Giulio Adilardi, presidente del Tribunale di Rovereto, Andrea Tomasi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Rovereto, Cinzia Tomasoni, presidente AIAF Trentino-Alto Adige (AIAF – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori).</p>
<p>I lavori sono proseguiti con tre relazioni di carattere tecnico, con il contributo dei relatori Giuseppe Buffone, Michele Ballardini e Adriano Deimichei su temi quali l’esercizio dei diritti alla luce del futuro quadro europeo, la gestione degli interessi patrimoniali, la qualità di vita dei beneficiari e lʼimpegno delle banche di territorio nell’ambito dell'istituto dell'amministrazione di sostegno. Ha moderato Benedetta Pensini, presidente dell’associazione Comitato per l'Amministratore di Sostegno in Trentino.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">acdea46c-6d46-4a46-8094-284d4822a62a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoratori-stranieri-e-mercato-del-lavoro-sfide-strategie-e-prospettive-future</link><title>Lavoratori stranieri e mercato del lavoro: sfide, strategie e prospettive future</title><description><![CDATA[Gli stranieri sono una parte importante della forza lavoro in Trentino e sono destinati ad esserlo sempre di più, considerato il calo demografico.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/czbjpiqq/convegno-su-lavoratori-stranieri.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoratori-stranieri-e-mercato-del-lavoro-sfide-strategie-e-prospettive-future" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1400</width><height>788</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alcuni dati lo confermano: nel 2024 provenivano da altri Paesi il 63,3% dei nuovi assunti in agricoltura, il 24,6% nel terziario e il 33,1% nell'industria. I lavoratori stranieri sono il 32,1% dei nuovi lavoratori. Sempre nel 2024, gli occupati totali erano 219.782, in crescita del 3,2%, il numero di lavoratori stranieri è aumentato invece del 5,2%. L'incidenza complessiva dei lavoratori stranieri sale dal 16,5% al 16,8% dell'occupazione totale, con un aumento degli extracomunitari, che passano dall'11,6% al 12%. Mentre i comunitari scendono, leggermente, dal 4,9% al 4,8%. Tra gli stranieri, oltre 6 su 10 svolgono lavori a basse competenze. I dati sono stati presentati oggi da Stefania Terlizzi, dirigente generale di Agenzia del Lavoro di Trento che in collaborazione con TSM-Trentino School of Management ha promosso il convegno: “Lavoratori stranieri e mercato del lavoro: sfide, strategie e prospettive future”.</p>
<p>Al centro del dibattito uno dei temi più attuali per il mercato del lavoro italiano: il fabbisogno di competenze e professionalità non reperibili sul territorio e le procedure che regolano l’ingresso dei lavoratori stranieri. Attraverso il confronto tra rappresentanti istituzionali nazionali e territoriali, accademici esperti del settore e parti sociali, sono stati analizzati i meccanismi normativi e organizzativi legati ai flussi di ingresso, le opportunità offerte ai diversi comparti produttivi e le criticità che imprese e lavoratori incontrano nella pratica.</p>
<p>"È evidente come il sistema economico abbia bisogno di trovare all'estero o in altre regioni italiane lavoratori con determinate competenze che non sono reperibili in Trentino - ha detto l'assessore allo sviluppo economico e lavoro e vicepresidente della Provincia, Achille Spinelli. Dobbiamo impegnarci su questo tema affrontandolo con azioni di sistema. Un esempio concreto è il progetto "Ready to work" che prevede di formare in Argentina 100 lavoratori, metterli in contatto che le imprese trentine che poi provvederanno ad assumerli. È un progetto frutto di una collaborazione tra le nostre strutture provinciali, le associazioni di categoria, gli enti formativi argentini e ha avuto l’approvazione del Ministero del lavoro e politiche sociali e il supporto dell’Ambasciata italiana di Buenos Aires. Un esempio virtuoso di quanto possa essere proficua e utile la collaborazione fra tutte le istituzioni e le parti coinvolte. Su un tema così strategico abbiamo bisogno di riflettere e di lavorare insieme per trovare soluzioni sostenibili che possano ridefinire le nostre politiche del lavoro in maniera pragmatica".</p>
<p>"Il tema è di grande rilevanza e attualità - ha detto il professor Riccardo Salomone, presidente di Agenzia del Lavoro - e dobbiamo agire con azioni nuove e sperimentali. Le azioni migliori da mettere in campo sono quelle che si basano su una strategia di integrazione fra pubblico e privato. I fabbisogni di persone sono chiari. Dobbiamo ragionare in un'ottica di sistema che coinvolga la Provincia, Agenzia del Lavoro e il sistema economico del territorio, oltre ai soggetti che possono dare un contributo per attivare i necessari percorsi di formazione".</p>
<p>Nel corso del convegno è stato aperto un confronto fra sindacati e rappresentanti e associazioni datoriali. Hanno partecipato CGIL, CISL e UIL, ANCE, ASAT, Associazione Artigiani, Coldiretti, Confcommercio, Confindustria e Federazione della Cooperazione. Si è guardato, inoltre, anche oltre i confini nazionali, con uno sguardo a modelli sperimentati in altri Paesi europei e si è delle declinazioni progettuali sviluppate in alcuni territori italiani. L’obiettivo era quello di offrire un quadro chiaro e aggiornato sugli strumenti disponibili, individuando proposte operative per una gestione più efficace, condivisa e innovativa delle politiche migratorie legate al lavoro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">dbef5f67-7c77-421a-8a00-055392f7e245</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/a-dasindo-la-cooperazione-trentina-si-racconta-un-laboratorio-di-idee-da-centotrenta-anni</link><title>A Dasindo la Cooperazione Trentina si racconta: un laboratorio di idee da 130 anni</title><description><![CDATA[<p>Il convegno “La Cooperazione tra ieri e oggi”, nell’ambito della Festa dell’Agricoltura/Palio dei 7 Comuni, si è parlato del ruolo della Cooperazione Trentina come motore di innovazione sociale ed economica, capace di rigenerarsi e offrire nuove soluzioni alle comunità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/hegifdzk/intervento-direttore-ceschi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/a-dasindo-la-cooperazione-trentina-si-racconta-un-laboratorio-di-idee-da-centotrenta-anni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel “culla della Cooperazione Trentina” si è svolto oggi, presso la sede di Copag a Dasindo, il convegno “La Cooperazione tra ieri e oggi”, evento inserito nel programma della tradizionale Festa dell’Agricoltura/Palio dei 7 Comuni.</p>
<p>Un momento di approfondimento e confronto che ha richiamato numerosi cittadini e rappresentanti del mondo istituzionale e cooperativo, nel percorso di avvicinamento al 130° anniversario della Federazione Trentina della Cooperazione, fondata il 20 novembre 1895.</p>
<p>Ad aprire i lavori sono stati <strong>Mario Dalponte</strong>, presidente dell’Associazione Festa dell’Agricoltura/Palio dei 7 Comuni, e il sindaco di Comano Terme, <strong>Fabio Zambotti</strong>. A seguire, quattro interventi che hanno messo in luce il passato, il presente e le prospettive future del movimento cooperativo.</p>
<p><strong>Michele Dorigatti</strong>, direttore della Fondazione don Lorenzo Guetti, ha ricordato il ruolo decisivo dei sacerdoti nella nascita della Cooperazione in Trentino: “<em>Una presenza fondamentale per le origini del nostro movimento, diventati a quel tempo dei veri e propri imprenditori sociali. Tra questi, Don Guetti ebbe un ruolo importante come importatore di un modello già presente in Europa ma</em>, - aggiunge Dorigatti – <em>non dobbiamo pensare a lui come un uomo solo al comando, furono in molti a collaborare con lui per giocare ruoli importanti in una squadra che ha visto partecipare tanti giocatori</em>”. Dorigatti ha poi aggiunto: “<em>Oggi non solo la Cooperazione è uno straordinario strumento per fare economia, ma è anche un importante strumento di pace, con una forte funzione sociale</em>”.</p>
<p><strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione, ha evidenziato i profondi cambiamenti che hanno interessato il mondo della cooperazione e, in particolare, del credito cooperativo: “<em>Il modello cooperativo ha, nel tempo, subito grandi trasformazioni, influenzate anche dall’avanzare di internet e delle tecnologie digitali. Il credito, in particolare, ha vissuto cambiamenti profondi, ma le Casse Rurali continuano a rimanere un presidio fondamentale sul territorio. Una presenza e una vicinanza al socio che rappresentano un elemento distintivo del nostro modo di fare banca</em>”. Ceschi ha sottolineato anche la necessità di rafforzare la dimensione comunitaria: “La prossimità è un fattore strategico: significa stare vicino alla comunità, sostenere anche feste come quella in cui ci troviamo, rafforzare le relazioni senza le quali le comunità non esisterebbero. Un esempio concreto è il Ceis – Consorzio Elettrico Industriale di Stenico, dove imprese e famiglie socie spendono il 45% in meno rispetto a chi vive in territori diversi: un dato che fa la differenza e che ci dice quanto sia strategico sviluppare le cooperative in grado di gestire l’energia come bene comune». L’idea, spiegata dal direttore generale, è quindi di valorizzare la risorsa idrica a vantaggio di tutte le popolazioni che abitano la montagna. Una proposta nata dalla Federazione per rilanciare il ruolo della cooperazione nel settore elettrico, valorizzando l’esperienza secolare dei consorzi storici di Stenico, Storo e Pozza di Fassa.</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione, ha offerto una visione d’insieme: “<em>La Cooperazione Trentina è sempre stata un laboratorio di idee e di innovazione economica e sociale. In 130 anni non ci si è mai fermati nel trovare nuove soluzioni per le nostre comunità. Pensiamo al Progettone come esempio di inclusione sociale per lavoratori rimasti fuori dal mercato del lavoro, alle iniziative che il sociale realizza per includere persone ai margini, al credito che finanzia imprese e iniziative di comunità, all’agricoltura che mantiene e sviluppa in modo sostenibile il territorio, alle cooperative che producono beni e servizi in tutto il territorio provinciale. Mai come in questo periodo di difficoltà e crisi –</em> conclude Simoni <em>-, una cooperazione forte, radicata nei territori e capace di preparare le giovani generazioni, è indispensabile per garantire coesione e sviluppo alle nostre comunità</em>”.</p>
<p>L’assessore provinciale alla Sanità e alla Cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong>, ha rimarcato il legame tra cooperazione, comunità e territorio: “<em>L’appuntamento di oggi, legato a una festa molto sentita dalla popolazione, unisce tradizione e senso di comunità e ci ricorda quanto sia forte il legame tra il lavoro agricolo e l’identità delle nostre valli, con spirito di appartenenza e capacità di stare insieme. È da qui che dobbiamo partire, perché la cooperazione è molto più di una forma economica: è una scelta di responsabilità collettiva, una visione che mette al centro le persone, i territori e il futuro. Grazie a questi valori, che sono alla base della nostra Autonomia speciale, anche nelle aree più periferiche e nei territori di montagna si riescono a mantenere servizi, a garantire qualità, a creare occupazione. Dobbiamo continuare ad avere l’ambizione di considerare la cooperazione non solo come eredità del passato, ma come volano di crescita economica, culturale e sociale”</em>. Tonina ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare a investire nelle nuove generazioni e nella formazione: “<em>Sappiamo che per essere davvero efficace, la cooperazione deve anche sapersi rinnovare e rispondere ai bisogni emergenti. Questo significa investire nei giovani, nella formazione, nella collaborazione tra settori diversi, tenendo conto delle nuove sfide: l’energia, l’acqua, l’equilibrio tra sviluppo e ambiente e in questo territorio l'agricoltura, in particolare, oltre a custodire saperi antichi, ha dimostrato di saper guardare all’innovazione, costruendo filiere sostenibili e valorizzando i prodotti locali</em>».</p>
<p>Il confronto si è arricchito anche grazie alle sollecitazioni del pubblico, che hanno posto l’attenzione sull’importanza di sostenere la piccola cooperazione e il volontariato, superando le barriere burocratiche, e sulla necessità che le casse rurali offrano ai soci vantaggi sempre più competitivi rispetto a un mercato – anche online ed estero – che rischia di drenare risorse dai territori.</p>
<p>La partecipazione numerosa e attenta dei cittadini, delle istituzioni e dei rappresentanti del movimento cooperativo ha testimoniato ancora una volta l’attualità e la vitalità del messaggio cooperativo, radicato nella storia ma capace di guardare al futuro con rinnovata ambizione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">e24e80b9-fad7-41f8-8f7b-1ba3ec8bea83</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-tra-ieri-e-oggi-a-dasindo</link><title>“La Cooperazione tra ieri e oggi” a Dasindo</title><description><![CDATA[<p>Nel cuore dell’estate e nel territorio del Lomaso si rinnova l'appuntamento con la Festa dell'Agricoltura/Palio 7 Comuni.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ykgjvoxw/festadasindo25.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-tra-ieri-e-oggi-a-dasindo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>724</width><height>1024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il calendario della Festa dedica un approfondimento a un tema di attualità.</p>
<p>Nel 2025 ricorre il centotrentennale della Federazione Trentina della Cooperazione fondata il 20 novembre 1895 e, quindi, il comitato organizzatore ha scelto di riservare un focus al tema “Cooperazione tra ieri e oggi”.</p>
<p>“Il convegno di quest’anno offre una importante e interessante occasione di approfondimento rivolto a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, poiché si vuole ricordare il valore e la forza della Cooperazione Trentina, nata – motivo per noi di profondo orgoglio spiegano gli organizzatori – proprio qui, nella nostra valle, in tempi molto difficili. Una realtà che ha cambiato per sempre le sorti economiche, sociali e culturali del territorio, e la cui tradizione, profondamente radicata, è tutt’oggi animata da valori che portiamo avanti con fierezza e dedizione”.</p>
<p>Appuntamento in calendario <strong>sabato 16 agosto con inizio alle ore 10 </strong><u>alla sede di Copag a Dasindo (Lomaso).</u></p>
<p>Il saluto di benvenuto sarà affidato a <strong>Mario Dalponte</strong>, presidente della Associazione Festa della Agricoltura Palio dei 7 Comuni.</p>
<p>Alle sue parole seguiranno quelle di <strong>Fabio Zambotti</strong>, sindaco di Comano Terme, che introdurrà il tema.</p>
<p>Quattro gli interventi che caratterizzeranno la mattinata.</p>
<p>Nell’ordine: il direttore della Fondazione don Lorenzo Guetti, <strong>Michele Dorigatti</strong>, su storia, origini della Cooperazione Trentina, sul contesto storico che portò Don Lorenzo Guetti alla fondazione del movimento cooperativo; <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione, su “fare impresa” attraverso il metodo cooperativo, sottolineandone la forza e il valore aggiunto in ogni settore, con il supporto di esperienze dirette: il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Roberto Simoni</strong>, sulla situazione attuale dei diversi settori che compongono la Cooperazione Trentina, evidenziandone le peculiarità; l’assessore alla Sanità e alla Cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong>, su come in una realtà di montagna come la nostra il modello cooperativo possa rappresentare una concreta, valida e sostenibile alternativa a livello economico.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">7024ea7e-611e-4609-9cbe-ca4b8f0cc241</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-elettriche-storiche-il-futuro-passa-da-larido</link><title>Cooperative elettriche storiche, il futuro passa da Larido</title><description><![CDATA[Due giorni di convegno nel Teatro di Larido, a Bleggio Superiore, per discutere del "Futuro delle cooperative elettriche storiche italiane" con una decina di cooperative elettriche storiche dell'arco alpino, a partire dal Consorzio elettrico industriale di Stenico (CEIS) che, proprio quest'anno, festeggia i suoi 120 anni di attività.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/y2if4duw/tavolo-dei-relatori.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-elettriche-storiche-il-futuro-passa-da-larido" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1248</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[La prima parte dei lavori si è tenuta alla presenza degli assessori provinciali all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette Mattia Gottardi e alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina. Fra i presenti il presidente del CEIS Dino Vaia, il coordinatore della Cooperative elettriche storiche italiane Daniele Domanin e, in collegamento, l'onorevole Luca Squeri, segretario della decima Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera. E, in apertura, anche il videomessaggio del ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.<br />
<p>Nel suo intervento, il <strong>presidente del CEIS Dino Vaia</strong> ha voluto sottolineare l’identità forte e radicata delle cooperative elettriche: "Abbiamo una lunga storia, forte e partecipata, che ci dà legittimità e forza. Ma non basta. È necessario investire in innovazione senza perdere il nostro DNA. Dobbiamo fare rete tra di noi, essere parte attiva, siamo noi a portare energia nei borghi e nelle valli, a reinvestire sul territorio, a creare lavoro e fare comunità. Da oltre cent’anni non ci siamo mai tirati indietro. Questo convegno è un’occasione per capire, confrontarci e rafforzare la nostra rete."</p>
<p>Nel suo messaggio video, il <strong>ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin</strong> ha ribadito i principi di una transizione energetica giusta, sostenibile e socialmente inclusiva. Ha elogiato il modello di cooperazione locale incarnato dal CEIS e dalle altre realtà presenti, sottolineando come il rapporto stretto con i territori sia essenziale per far crescere le energie rinnovabili, ringraziando infine "il mondo della cooperazione per tutto quello che fa per il nostro Paese".</p>
<p><strong>L’assessore provinciale all'energia Mattia Gottardi</strong> ha offerto un quadro storico ed evolutivo delle comunità trentine: "Centoventi anni fa qui non c’era pressoché nulla. Oggi ci sono comunità che sanno sostenersi. È l’immagine di un Trentino autonomo, che ha saputo crescere. Questo era uno dei luoghi più poveri d’Italia, il merito di chi, 120 anni fa, ha avuto il coraggio di accendere la luce nella valle, è enorme. Questa è una delle pagine del Trentino che vale la pena raccontare. Ringrazio - ha proseguito Gottardi - chi ha saputo garantire, per oltre un secolo, continuità e innovazione, anticipando oggi le linee guida mondiali. L’ambizione del Paese è una transizione giusta, verso un’energia pulita. Da parte nostra, difenderemo questa unicità: in Trentino ci sono solo tre cooperative elettriche, un patrimonio da preservare."</p>
<p><strong>L’assessore provinciale alla cooperazione Mario Tonina</strong> ha posto l’accento sul valore storico e attuale delle cooperative elettriche: "È un traguardo importante quello che festeggiamo oggi. Questo convegno, che si sposta ogni anno tra le realtà dell’arco alpino, è sempre stato un’occasione di confronto sui temi che vi stanno a cuore. Il CEIS è una realtà che, in 120 anni, ha saputo garantire un servizio prezioso, riconosciuto dai tanti soci che ne hanno beneficiato. Nel tempo non è stato facile mantenere queste esperienze e anche se oggi ne rimangono solo tre in Trentino, sono fondamentali per i territori, perché portano ricadute positive e interpretano una visione lungimirante, e noi come Provincia continueremo a sostenerle." Tonina ha poi ricordato l’importanza del luogo che ospita il convegno: "Proprio qui, nel Bleggio, 130 anni fa nacque il movimento cooperativo grazie a don Lorenzo Guetti. Il Trentino gli deve molto. Grazie alla nostra autonomia possiamo guardare con fiducia al futuro, promuovendo nuove opportunità e in questo percorso la cooperazione potrà fare la differenza anche in futuro."</p>
<p>Nel suo intervento in collegamento, <strong>l’onorevole Luca Squeri</strong> ha espresso apprezzamento per realtà come quella del CEIS, capaci di rimanere centrali nel fornire servizi e opportunità ai territori, pur in un contesto profondamente mutato da tempo e tecnologie. Ha poi evidenziato come sia necessario che l’energia, oggi più che mai, debba essere prodotta vicino ai luoghi di utilizzo, valorizzando il legame con le comunità. Ha infine ribadito la necessità di tutelare le cooperative nei confronti del mercato e di considerare con attenzione le specificità territoriali nei processi di rinnovo delle concessioni.</p>
<p>Il convegno è poi proseguito con una serie di approfondimenti tecnici e legali su temi di grande attualità per il settore, tra cui la nuova regolazione del <em>settlement</em> e la sua riforma, il procedimento di rinnovo delle concessioni idroelettriche e le prospettive di sviluppo e utilizzo delle fonti rinnovabili. E l’appuntamento si è concluso con la seconda giornata, sempre al Teatro di Larido, con una mattinata a discutere, fra gli altri temi, del piano di sviluppo della distribuzione elettrica e delle sfide della transizione energetica.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">6ba485ba-3e01-4f1e-9d2d-7c5d825dbe8d</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-agricola-trentina-strategica-e-resiliente-tra-crisi-globali-e-nuove-sfide-per-il-futuro</link><title>Cooperazione agricola trentina: strategica e resiliente tra crisi globali e nuove sfide per il futuro</title><description><![CDATA[<p>Al convegno del settore agricolo promosso dalla Cooperazione Trentina si è ribadito il ruolo strategico del sistema cooperativo in un contesto globale instabile.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/tnqa3h04/convegno-settore.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-agricola-trentina-strategica-e-resiliente-tra-crisi-globali-e-nuove-sfide-per-il-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In un contesto economico e geopolitico segnato da forti incertezze, il settore agricolo cooperativo trentino si conferma pilastro di tenuta e sviluppo per l’economia locale. Questo il messaggio principale emerso dal tradizionale Convegno delle cooperative agricole, promosso dalla Federazione Trentina della Cooperazione, che quest’anno si è tenuto in concomitanza con i 130 anni dalla sua fondazione.</p>
<p>Durante l’evento, il vicepresidente della Federazione <strong>Stefano Albasini </strong>ha sottolineato l’importanza del ruolo del settore agricolo come punto di riferimento per la resilienza economica e sociale del territorio. “<em>Siamo in un momento delicato, in cui la complessità delle crisi globali </em>– dai dazi americani agli effetti dei cambiamenti climatici – <em>impone un’azione coesa tra cooperative, istituzioni e attori economici locali</em>”, ha dichiarato Albasini, lanciando un appello alla Provincia e al sistema pubblico, pur con la consapevolezza di una presenza già attenta al mondo agricolo, per “<em>un sostegno ancora più incisivo e duraturo, capace di preservare il valore strategico dell’agricoltura nelle valli trentine”</em>.</p>
<p><strong>Dati 2023/2024: segnali misti, ma il sistema regge</strong></p>
<p>Nel bilancio dell’annata agraria, il comparto <strong>ortofrutticolo</strong> – dominato dalla melicoltura – ha fatto segnare nel 2023/24 una produzione di <strong>486.000 tonnellate in Trentino</strong>, con un <strong>liquidato medio ai soci pari a 0,491 €/kg</strong>. L’export ha risentito delle tensioni sul Canale di Suez, ma le OP trentine hanno saputo mantenere l’equilibrio sul mercato. La qualità delle mele si conferma buona, nonostante le sfide climatiche.</p>
<p>Nel settore <strong>vitivinicolo</strong>, la vendemmia 2023 ha chiuso con <strong>1.146.000 quintali raccolti</strong>, con performance eccellenti per lo spumante Trento DOC. Tuttavia, l’introduzione dei nuovi dazi USA minaccia le esportazioni – circa <strong>180 milioni di euro annui</strong> – mettendo a rischio la crescita consolidata degli ultimi anni. Nonostante la flessione della vendemmia 2024 (-11%), il comparto mantiene buone prospettive.</p>
<p>Il comparto <strong>lattiero-caseario</strong> ha visto <strong>una crescita delle consegne di latte del 3,4%</strong>, ma ha sofferto per le tensioni interne e l’aumento dei costi. Il Trentingrana, eccellenza trentina, ha registrato un calo della produzione a <strong>circa 85.000 forme</strong>, ma nuovi investimenti e piani industriali puntano a rilanciare il settore.</p>
<p>Nel settore <strong>zootecnico</strong>, l’alpeggio e l’allevamento di montagna restano centrali per la tutela del paesaggio e lo sviluppo del turismo rurale. Tuttavia, si segnala una riduzione del numero di stalle e la necessità di una maggiore tutela contro le predazioni da grandi carnivori. Nell’<strong>ittico</strong>, Particolarmente significativo è stato l'aumento delle trote marchiate Igp, che nel 2024 hanno rappresentato quasi il 60% delle vendite di prodotto fresco, pari a 331 tonnellate su un totale di 552 tonnellate commercializzate. Si conferma così il crescente apprezzamento del marchio Igp, sinonimo di qualità e provenienza garantita.</p>
<p><strong>Identità, sostenibilità e futuro</strong></p>
<p>Al centro della riflessione anche il tema della <strong>sostenibilità integrata</strong> – ambientale, sociale ed economica – che guida da anni le scelte strategiche delle cooperative agricole trentine. Certificazioni come lo <strong>SQNPI</strong>, i bilanci di sostenibilità di cantine e OP, la valorizzazione del territorio montano e l’innovazione varietale sono solo alcuni degli esempi presentati durante il convegno.</p>
<p>“<em>Dobbiamo ribadire con forza il valore della nostra identità territoriale, in un mondo sempre più globalizzato</em>”, ha aggiunto Albasini. “<em>L’agricoltura di montagna non è un residuo del passato, ma una risorsa cruciale per l’Europa del futuro, che merita investimenti, formazione, ricerca e nuove opportunità</em>”.</p>
<p><strong>Nuove nomine: Seppi nel Consiglio</strong></p>
<p>Nel corso del comitato agricolo, è stata inoltre formalizzata la candidatura del presidente del Consorzio Melinda e di APOT, <strong>Ernesto Seppi</strong>, al <strong>Consiglio di Amministrazione della Federazione</strong>, in sostituzione del consigliere <strong>Michele Odorizzi</strong>, dimessosi il 15 aprile scorso. La proposta ha ricevuto il sostegno dei soci presenti, a conferma della volontà del settore di garantire rappresentanza qualificata, esperienza e continuità nella governance cooperativa.</p>
<p><strong>Un patto per l’agricoltura trentina</strong></p>
<p>Il convegno si è chiuso con un forte invito alla coesione, in un momento in cui il settore, pur colpito da molteplici difficoltà, mostra dinamismo, capacità di adattamento e un ruolo crescente nei processi di sviluppo locale. “<em>L’agricoltura cooperativa è il motore dell’export, della tutela del paesaggio e dell’occupazione nelle valli. Per questo</em> – ha concluso Albasini – <em>serve un patto vero tra istituzioni, imprese, cittadini e soci per costruire il futuro con coraggio, unità e visione</em>”.</p>
<p>Ulteriori informazioni e dati sono presenti nella brochure dettagliata di settore: <u><a href="http://www.cooperazionetrentina.it/AgricoleBrochure2025">www.cooperazionetrentina.it/AgricoleBrochure2025</a></u></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa – Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">4f72bd98-bf11-409a-85ec-8679a5e35fb7</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/disabilita-il-trentino-puo-essere-laboratorio-di-innovazione</link><title>Disabilità: il Trentino può essere laboratorio di innovazione</title><description><![CDATA[<p>La riforma della disabilità introdotta dal Governo italiano con il Decreto Legislativo 62/24 si annuncia come un cambiamento radicale. Il Trentino sarà una delle Provincia della sperimentazione prima della sua applicazione nel 2027 su tutto il territorio nazionale. Se ne è parlato oggi a Rovereto nel convegno organizzato da Consolida con le cooperative in collaborazione con Fondazione Franco Demarchi e Comune di Rovereto.</p>
<p>L’assessore Tonina: “È una sfida importante che richiede visione, competenza e soprattutto gioco di squadra per migliorare la qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti.”</p>
<p>Gennai, presidente Consolida: la cooperazione sociale accoglie la sfida pronta a contribuire ad un percorso collegiale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/rslb0mql/da-sinistra-gennai-sordoni-tonina.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/disabilita-il-trentino-puo-essere-laboratorio-di-innovazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1193</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Per tanti anni i sistemi di welfare hanno considerato la persona con disabilità come un soggetto da aiutare e da assistere; un meccanismo che oggi andiamo a scardinare, immaginando di dare risposte molto diverse e soprattutto di superare le frammentazioni tra la parte sanitaria e quella sociale. II mondo è cambiato, sono cambiate le prospettive e dobbiamo tenere conto che servono interventi individuali e piani mirati da sviluppare in un contesto che deve essere sempre più integrato dal punto di vista dei servizi, della presa in carico, delle opportunità e dei progetti per la persona con disabilità e per la sua famiglia”  Con queste parole della <strong> Ministra per le disabilità Alessandra Locatelli</strong> si è aperto stamattina a Rovereto nella sala conferenze del MART il convegno dedicato alla Riforma della disabilità organizzato da <strong>Consolida</strong> con le cooperative sociali <strong>Impronte</strong>, <strong>CS4, Eliodoro, Grazie alla Vita, GSH, Incontra, Laboratorio Sociale, La Rete</strong> e in collaborazione con <strong>il Comune di Rovereto</strong> e la <strong>Fondazione Franco Demarchi</strong> e il sostegno di <strong>Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto</strong>. Un appuntamento pensato per approfondire le nuove norme, ma soprattutto per avviare un dialogo rispetto alla loro attuazione, a partire dalla sperimentazione che avverrà in alcuni territori compreso il Trentino, prima dell’entrata in vigore su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>"Siamo orgogliosi che il Trentino sia stato scelto come uno dei territori di sperimentazione della Riforma sulla disabilità. È un'occasione per dimostrare la qualità del nostro sistema di welfare e la capacità di fare squadra tra istituzioni, servizi e Terzo Settore, in quanto contesto dove la cooperazione svolge un ruolo centrale". Sono state queste le parole dell'<strong>Assessore alla Salute e Politiche sociali e Cooperazione, Mario Tonina</strong>. "Questa Riforma rappresenta un cambio di prospettiva e approccio, mettendo al centro la persona e i suoi diritti, nei contesti di vita scelti liberamente. Tra le principali innovazioni ci sono la valutazione di base, la valutazione multidimensionale, il Progetto di Vita personalizzato, l’accomodamento ragionevole, con un'attenzione speciale all'inclusione scolastica. È una sfida importante, che richiede visione, competenza e soprattutto gioco di squadra per migliorare la qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti. E su questa sfida il Trentino è pronto - ha concluso Tonina - grazie alla rete di istituzioni, Terzo Settore, associazioni e comunità".</p>
<p>“La riforma ci pone di fronte ad una grande sfida trasformativa – ha affermato <strong>Francesca Gennai, Presidente del consorzio Consolida</strong>. Tre gli elementi centrali, innanzitutto il linguaggio: perché un lessico povero finisce per disabilitare le persone e chiudere i contesti; l’uguaglianza: dobbiamo stare attenti a che l’applicazione della riforma non generi nuove discriminazione legate ai contesti territoriali o alle condizioni socio-economiche e culturali. Infine, l’integrazione: serve collegialità e un percorso di co – progettazione che coinvolga l’ambito sanitario, sociale ed educativo e che parta dalla ricognizione delle risorse, delle competenze, dei modi di lavorare, degli assetti organizzati necessari a sostenere il riorientamento”.</p>
<p>“La disabilità non è della persona, ma investe tutta la famiglia – ha ricordato <strong>Roberto Cazzanelli</strong>, raccontando la sua esperienza di padre di un figlio con disabilità -. “Famiglia che a volte rischia per iperprotezione di sostituirsi alla persona con disabilità e va quindi aiutata in questo percorso”.</p>
<p><strong>Giorgia Sordoni, Vicepresidente di Confcooperative Marche</strong> che ha partecipato al percorso ministeriale di elaborazione della riforma ne ha illustrato alcuni degli articoli che definiscono il percorso semplificato della valutazione di base, quindi la valutazione multidimensionale che porta al Progetto di vita sottolineando come la titolarità sia della persona con disabilità.</p>
<p>“Ma quello che occorre cambiare per primo – secondo <strong>Giovanni Merlo, Direttore Ledha Lombardia </strong> è il punto di partenza dei sistemi di welfare che deve diventare i diritti delle persone: “fino ad oggi non abbiamo fatto i progetti di vita, ma piani di intervento. Dare spazio ai desideri delle persone con disabilità significa riconoscere loro anche il diritto di scegliere, di sbagliare e la responsabilità”<strong>.</strong></p>
<p>Il convegno prosegue nel pomeriggio con un approfondimento sul Progetto di Vita e vedrà gli interventi di <strong>Roberto Franchini, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>; <strong>Marco Bollani, Direttore cooperativa Come NOI</strong> e <strong>Lorenzo Minacapelli, testimone</strong> percorso di accompagnamento, moderati da <strong>Sabrina Berlanda e Alba Civilleri, Ricercatrici Fondazione Franco Demarchi</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consolida - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">42783d35-ceae-4a17-91de-a471d2c3a173</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/progetti-smart-per-vivere-meglio-se-ne-e-parlato-a-rebuild-a-riva-del-garda</link><title>Progetti smart per vivere meglio. Se ne è parlato a Rebuild a Riva del Garda</title><description><![CDATA[<p>Il convegno, inserito nel calendario della due giorni ospitata al Palacongressi della città del Benaco, è stato promosso da Polo Edilizia 4.0.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/1dapqf3o/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/progetti-smart-per-vivere-meglio-se-ne-e-parlato-a-rebuild-a-riva-del-garda" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Nuovi bisogni abitativi – Progetti smart per vivere meglio”.</p>
<p>Titolo e tema del convegno ospitato nel pomeriggio di ieri al Palacongressi di Riva del Garda nell’ambito di Rebuild, la due giorni dedicata “all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito”.</p>
<p>Il convegno, incluso nel calendario di eventi collaterali di Rebuild, è stato promosso da Polo Edilizia 4.0 ed è stato ambientato all’interno di “Sala Belvedere”, scelta azzeccata considerata la volontà di proporre una panoramica il più ampia possibile sul tema.</p>
<p>“Riteniamo significativo organizzare queste occasioni indirizzate ai nostri associati e ai professionisti che, nella quotidianità, operano in questo settore – ha spiegato <strong>Aldo Montibeller</strong>, presidente di Polo Edilizia 4.0 – Il settore delle costruzioni ha bisogno di nuovi stimoli dettati da esigenze abitative nuove di nuovi modi di abitare gli edifici come ben riassume il titolo dell'evento di oggi. La centralità dell'uomo è il benessere  in funzione alle esigenze dello stesso dettate dagli  stili di vita, esigenze lavorative piuttosto che  fasi della vita che necessitano di nuovi bisogni assistenziali. Tutto ciò si integra con  modelli efficienti e intelligenti di gestione energetica dell’edificio, la gestione delle manutenzioni preventive ed il controllo da remoto delle anomalie. Abbiamo ascoltato relatori che ci hanno stimolato proprio in questa direzione. Inoltre si è parlato di demografia, tema che  coinvolge in maniera diretta anche il mondo delle costruzioni sia per il tema dell’abitare, ma soprattutto per la mancanza di lavoratori. Questo tema abbiamo visto imporrà  riflessioni e azioni urgenti per cercare contrastare gli effetti”.</p>
<p>Ricordiamo che, <strong>Montibeller</strong>, a metà aprile aveva raccolto il testimone di <strong>Germano Preghenella</strong> alla presidenza dell’organismo associativo, creato sei anni fa, che raccoglie tutti i settori e le professioni dell’abitare con lo scopo di stimolare l’innovazione e la crescita di questo comparto.</p>
<p>“Nel corso del pomeriggio sono stati affrontati argomenti chiave per l’edilizia del futuro – spiegano gli organizzatori - Si è partiti da una lettura approfondita dell’andamento demografico del territorio, per poi coinvolgere progettisti e imprenditori che hanno portato idee e soluzioni tecnologiche in risposta ai nuovi requisiti abitativi che caratterizzano il momento presente di un settore cardine per il tessuto economico”.</p>
<p><strong>Francesco Biasioni</strong>, ricercatore della Ludwig Maximilian University con sede a Monaco di Baviera, ha presentato i contenuti di una sua ricerca sull'andamento demografico del territorio, inquadrando tendenze e problematiche.</p>
<p>Quindi l’attenzione è stata spostata sull’argomento “Dalla domanda alla soluzione: il futuro dell’abitare”. Qui gli interventi sono stati tre.</p>
<p>Il primo affidato a <strong>Daniele Rangone</strong>, cofondatore Studio Settanta7, con un caso di progettazione innovativa di una Rsa – Residenza Sanitaria Assistenziale.</p>
<p>Il secondo e il terzo hanno visto alternarsi al microfono i rappresentanti di due startup:  <strong>Raffaele Borgini</strong> (Ceo e fondatore Smart Domotics) e <strong>Luca Benedetti</strong> (Ceo B2 Labtech). Il focus è stato dedicato ai sistemi di illuminazione e alla gestione energetica per migliorare il comfort abitativo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Polo Edilizia 4.0</author></item><item><guid isPermaLink="false">1d7119c3-92c4-4df1-9ab7-34fe4fde552e</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-riforma-per-la-disabilita-arriva-in-trentino-la-cooperazione-sociale-si-prepara-chiamando-tutti-al-dialogo</link><title>La riforma per la disabilità arriva in Trentino. La cooperazione sociale si prepara chiamando tutti al dialogo</title><description><![CDATA[<p>Il 9 maggio, dalle ore 9 alle ore 17, il convegno dedicato alla Riforma e al Progetto di vita organizzato da Consolida con le cooperative sociali in collaborazione con Fondazione Franco Demarchi e Comune di Rovereto. Tra gli ospiti, alcuni degli esperti che hanno partecipato al percorso di stesura delle norme e testimoni di esperienze organizzative e di vita che possono dare indicazioni preziose per la sperimentazione sul territorio provinciale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ihlorq24/foto-impronte.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-riforma-per-la-disabilita-arriva-in-trentino-la-cooperazione-sociale-si-prepara-chiamando-tutti-al-dialogo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>768</width><height>1024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Valutazione di base e multidimensionale, Progetto di vita e accomodamento ragionevole, sono alcune delle novità introdotte dalla Riforma della disabilità con il decreto legislativo n. 62/2024 del Governo, che sarà sperimentata nella Provincia di Trento prima dell’applicazione nel 2027 su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>La Riforma è stata presentata da <strong>Alessandra Locatelli, </strong>Ministra per le disabilità come un’innovazione radicale.  L’obiettivo è quello di assicurare alla persona il riconoscimento della propria condizione di disabilità, rimuovendo gli ostacoli e attivando i sostegni utili al pieno esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, delle libertà e dei diritti civili e sociali nei vari contesti di vita, liberamente scelti. La norma apre alla possibilità di realizzare trasformazioni rilevanti del sistema dei servizi per la disabilità. Il Trentino, oltre ad essere una delle Provincie in cui la Riforma sarà sperimentata prima della sua attuazione in tutto il territorio nazionale, ha delle specificità che consentono in potenza di diventare anche laboratorio di innovazione</p>
<p>“La legge - afferma <strong>Francesca Gennai, </strong>presidente del consorzio Consolida - pur importante nella visione che propone, negli indirizzi e negli strumenti che offre, da sola non basta. Il rischio – proporzionale alla sua portata innovativa – è che rimanga su un piano dichiarativo e non cambi, se non formalmente, la realtà. È una Riforma che chiama tutti – istituzioni, Servizi sociali e sanitari, Terzo Settore – a responsabilità, che richiede di lavorare insieme, che necessita di coraggio. Il coraggio di immaginare e di agire. Immaginazione e azione collettiva possono cambiare la realtà. Costruirne una nuova, fondata su pilastri dell’inclusione e dell’accessibilità.”</p>
<p>Per farlo Consolida e la cooperativa sociale Impronte, insieme alle cooperative sociali aderenti al consorzio – <strong>CS4, Eliodoro, Grazie alla Vita, GSH, Incontra, Laboratorio Sociale, La Rete</strong> – in collaborazione con il Comune di Rovereto e la Fondazione Franco Demarchi e il sostegno di Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto, hanno organizzato <strong>venerdì 9 maggio dalle 9 alle 17,00 nella sala conferenze del MART a Rovereto</strong>,  una giornata di approfondimento sulla Riforma con gli esperti – politici, giuristi, sociologi, pedagogici – che hanno contribuito a scriverla e con coloro che in alcuni contesti territoriali la stanno già sperimentando.</p>
<p>La mattinata dedicata alle principali novità introdotte dalla Riforma sarà aperta da un videomessaggio della Ministra Locatelli e vedrà poi gli interventi di <strong>Mario Tonina, Assessore provinciale salute, politiche sociali e cooperazione</strong>; <strong>Giorgia Sordoni, Vicepresidente di Confcooperative Marche</strong>; <strong>Roberto Cazzanelli, genitore</strong>; <strong>Giovanni Merlo, Direttore Ledha Lombardia.</strong></p>
<p>Il pomeriggio, a partire dalle 14,00, condotto da <strong>Sabrina Berlanda e Alba Civilleri, Ricercatrici Fondazione Franco Demarchi</strong>, sarà dedicato all’approfondimento del Progetto di Vita e vedrà gli interventi di <strong>Roberto Franchini, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>; <strong>Marco Bollani, Direttore cooperativa Come NOI</strong> e <strong>Lorenzo Minacapelli, testimone</strong> percorso di accompagnamento.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia De Vogli - Ufficio Stampa Consolida</author></item><item><guid isPermaLink="false">63ab7ef5-f2f5-4e1d-a016-87da875088ae</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/economia-e-legalita-fondamentali-accesso-al-credito-e-sostegno-agli-imprenditori-in-difficolta</link><title>Economia e legalità: fondamentali accesso al credito e sostegno agli imprenditori in difficoltà</title><description><![CDATA[Etica, legalità e sicurezza nell’ambito d’impresa sono un obiettivo comune per il Trentino, che deve continuare il proprio impegno in questa direzione facendo squadra, tra categorie economiche, istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, società civile.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/lx4n4r0b/convegno28aprile.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/economia-e-legalita-fondamentali-accesso-al-credito-e-sostegno-agli-imprenditori-in-difficolta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3748</width><height>1779</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Questo il messaggio dell’assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca, al convegno “Etica, legalità e sicurezza nell’impresa e nel tessuto economico”, al Grand hotel Trento, dedicato al tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia del territorio. Un appuntamento partecipato, promosso dal Coordinamento trentino imprenditori e dal suo presidente Andrea Basso, con il patrocinio di Provincia autonoma di Trento e Camera di commercio, che ha visto la presenza, tra gli altri, di don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera contro le mafie, nella tavola rotonda moderata dall’ex questore Alberto Francini.</p>
<p>L’assessore provinciale, portando il saluto del presidente della Provincia negli interventi iniziali assieme al commissario del governo Giuseppe Petronzi, ha ricordato come parlare di etica e sicurezza in relazione all’economia significhi partire dalle basi del fare impresa. Un’attenzione ai “fondamentali” che vuol dire essere consapevoli del fatto che spesso a far cadere un imprenditore, magari inconsapevolmente, nella rete criminale, è la mancanza di risorse, dovuta a momenti di difficoltà sia economica che personale. Anche per questa ragione è essenziale sostenere il tessuto imprenditoriale, garantendo la necessaria capacità di accesso al credito: in questa direzione punta infatti il protocollo che la Provincia sta elaborando con gli istituti bancari sul territorio.</p>
<p>L’assessore ha quindi ricordato la capacità del Trentino, terra di autonomia, di distinguersi nelle iniziative per la prevenzione dell’illegalità, attraverso i diversi accordi e protocolli siglati con la Procura, il Consiglio delle autonomie locali, nonché con la Camera di commercio e le categorie economiche. Tutte azioni che aiutano la gestione delle informazioni rilevanti e la capacità di cogliere irregolarità e pericoli di infiltrazione, ma che richiedono la collaborazione di tutti per essere il più possibile efficaci. Così ha concluso l’assessore ricordando le iniziative curate dall’ex questore Francini che coinvolgono categorie economiche e aziende. Tra queste c’è il questionario, distribuito al convegno, che consente una autovalutazione da parte dell’imprenditore circa il rischio di infiltrazione criminale nella propria attività economica.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat </author></item><item><guid isPermaLink="false">2bfbae17-e6be-4026-892c-b7b61192dc21</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/competere-per-custodire-essere-impresa-agricola-al-tempo-della-post-modernita</link><title>Competere per custodire: essere impresa agricola al tempo della post-modernità</title><description><![CDATA[<p>Con la partecipazione in presenza del vice Ministro all'Economia e Finanza Maurizio Leo, Federazione Trentina della Cooperazione, Cassa centrale Banca, ABI,  responsabili nazionali di C.I.A., Coldiretti e Confagricoltura, Ordine trentino e nazionale dei Consulenti del lavoro, Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Trento e Rovereto, Fondazione Gian Paolo Tosoni.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5mkcizdy/al-villaggio-dei-piccoli-frutti-di-sant-orsola-apre-il-nuovo-punto-vendita.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/competere-per-custodire-essere-impresa-agricola-al-tempo-della-post-modernita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1440</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Riformare il fisco in campo agricolo è tanto più urgente quanto più le aziende del settore sono chiamate a competere con sempre maggior vigore per non regredire. Specialmente quelle organizzate in forma cooperativa, in concorrenza con le imprese private e pressate da gruppi multinazionali ormai penetrati anche in territori e mercati fino a poco fa considerati residuali e marginali. Ed altrettanto urgente è adeguare alla competitività di mercato le normative riguardanti il lavoro in agricoltura, tra necessità di manodopera, tutele degli occupati e del lavoro.</p>
<p>Il convegno titolato <strong>&lt;Competere per custodire: essere impresa agricola al tempo della post-modernità&gt;</strong> in programma venerdì 7 marzo nel Villaggio dei Piccoli Frutti della cooperativa Sant'Orsola a Pergine Valsugana consentirà di illustrare a più voci la situazione del settore agricolo trentino e di chiedere risposte praticabili ed operative al governo nazionale, rappresentato per l'occasione dal vice Ministro con delega al fisco Maurizio Leo.</p>
<p>L'organizzazione è della cooperativa Sant'Orsola assieme alla Fondazione Gian Paolo Tosoni ed alle sedi trentine di Cia, Confagricoltura e Coldiretti<strong>.</strong></p>
<p>Il Convegno, giunto alla sua seconda edizione, pone al centro dell’attenzione gli aspetti economici, fiscali, finanziari e giuslavoristici del settore agricolo ed agroindustriale allo scopo di fare chiarezza e portare alla luce nuove occasioni per le imprese del settore.</p>
<p>“Per noi l’evento rappresenta un intento coerente con la nostra mission aziendale - afferma <strong>Silvio Bertoldi, il</strong> <strong>presidente della cooperativa Sant'Orsola </strong>nel presentare la seconda edizione del Convegno - attenta allo sviluppo del territorio ed accompagnata da una visione di insieme che non può prescindere da un pieno coinvolgimento delle professionalità in campo. La partecipazione del vice Ministro dell’Economia e Finanze Maurizio Leo rappresenta un importante momento di confronto per sottoporre le istanze e le peculiarità del nostro mondo con un’unica voce d’insieme.”</p>
<p>Il settore agricolo cooperativo in Trentino impiega più di 16 mila soci conferitori che coltivano circa 53 mila ettari immettendo nel mercato più di 720 milioni di kg di prodotti agricoli per un patrimonio intergenerazionale il cui valore nel 2023 ha superato i 490 milioni di Euro.</p>
<p>Sarà duplice il ruolo del vice Ministro Leo durante il Convegno. Dapprima interverrà sulle normative fiscali proiettate sul futuro dell'agricoltura e sulle linee guida della riforma; subito dopo parteciperà ad una tavola rotonda animata dai responsabili fiscali nazionali di Cia, Confagricoltura e Coldiretti.</p>
<p>Il Convegno metterà a fuoco anche altri temi al centro della discussione nel settore agricolo. Il passaggio generazionale e la riorganizzazione delle aziende, ad esempio. Sul versante del fabbisogno di lavoratori in campo ed in azienda, il decreto flussi ed i contratti di rete, valutando di entrambi le opportunità e le criticità.</p>
<p>Due interventi sono dedicati al cruciale tema dell'accesso al credito, il primo dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi) ed il secondo della Cassa Centrale Banca, entrambi rivolti agli imprenditori che vogliono rinforzare, ampliare ed innovare per meglio competere. Sul tappeto il tema delle valutazioni di merito al credito in tempi di sostenibilità (gli ESG) ed il recentissimo  accordo pilota stretto tra le Casse Rurali e la cooperativa Sant'Orsola per promuovere lo sviluppo di un'agricoltura più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Tale accordo mira ad incentivare gli investimenti dei soci della Sant’Orsola, intenzionati alla realizzazione o al rinnovo di impianti esistenti mediante la concessione di finanziamenti in loro favore con l’impegno della cooperativa di corrispondere un contributo a totale copertura degli interessi addebitati.</p>
<p>Il Convegno ha il sostegno del Gruppo Cassa Centrale Banca, di Itas e di Seac. Il patrocinio è di Cooperazione Trentina, Camera di Commercio di Trento, Ordine dei dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Trento e Rovereto, Ordine dei Consulenti del lavoro del Trentino.</p>
<p>Per la partecipazione è obbligatoria l'iscrizione  tramite: <a href="https://www.santorsola.com/iscrizione-eventi/">https://www.santorsola.com/iscrizione-eventi/</a></p>
<p>Ogni iscritto non residente in Trentino potrà seguire il Convegno in diretta streaming, segnalandolo nel link di iscrizione.</p>
<p>Alle 8.45 del 7 marzo conferenza stampa riservata esclusivamente ai media del viceministro all'economia e alle finanze con delega al fisco Maurizio Leo, primo piano della sede aziendale. Anticiperà in sintesi il suo intervento previsto nel Convegno e risponderà alle domande dei giornalisti. Tempo previsto 30 minuti.</p>
<p><u>Per motivi organizzativi chiediamo a chi intende partecipare di segnalare entro giovedì 6 marzo i nomi dei giornalisti presenti alla conferenza stampa chiamando il numero 347-1200931 (Mario Anelli) oppure inviando una mail a </u><a href="mailto:mario.anelli@libero.it">mario.anelli@libero.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Mario Anelli Ufficio Stampa Sant'Orsola</author></item><item><guid isPermaLink="false">860e9006-4367-4fae-b06b-9adf369c4c5a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-esempi-di-sostenibilita-per-imprese-e-cittadini</link><title>Comunità Energetiche, esempi di sostenibilità per imprese e cittadini</title><description><![CDATA[<p>L’incontro tenutosi ieri a Cavalese è stato il quarto di una serie di approfondimenti organizzati sul territorio da Camera di Commercio di Trento e BIM Adige Trento per far conoscere le ragioni e i vantaggi di aderire alle Comunità energetiche rinnovabili (CER).</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5eso3dht/da-sinistra-vanzo-fumagalli-dalla-torre-dellantonio-bompan-marchetti.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-esempi-di-sostenibilita-per-imprese-e-cittadini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1326</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’appuntamento si è concentrato sulle esperienze concrete presenti sul territorio provinciale, spiegando in premessa che la missione delle Comunità energetiche, formate da gruppi di imprese, cittadini e istituzioni, è quella di collaborare per produrre, condividere e consumare energia proveniente da fonti rinnovabili. Le CER si fondano su un utilizzo energetico ragionato, per evitare picchi di consumo, permettono di prevederne il costo, contribuiscono alla transizione verso un sistema rispettoso dell’ambiente e si fondano sul concetto di comunità, comprendendo cittadini, imprenditori ed enti pubblici, uniti da spirito di collaborazione e mutualità. <br />Inoltre, la nascita delle CER è un’efficace risposta alle preoccupazioni per i rincari energetici, in quanto basata sostanzialmente sull’autoproduzione, ossia la capacità di affrancarsi dai mercati globali e dalle speculazioni.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali portati da <strong>Marco Fumagalli</strong>, funzionario dell’Ufficio innovazione e sviluppo della Camera di Commercio di Trento, e da<strong> Francesco Dellantonio</strong>, Presidente della vallata dell’Avisio Consorzio BIM Adige Trento, i lavori sono stati introdotti da <strong>Emanuele Bompan</strong>, Direttore di “Materia Rinnovabile”, il bimestrale che approfondisce i temi cardine della transizione economica circolare. Nel suo intervento, Bompan ha spiegato che di fronte alla crescente complessità delle sfide geopolitiche dell’energia e ai costi sempre più alti delle bollette, pensare in maniera innovativa di produrre energia, creando comunità energetiche, è una necessità per rendere più resilienti i territori. In attesa di una riforma dei mercati energetici europei, l’autoproduzione rimane, uno degli obiettivi più importanti da perseguire.</p>
<p>Dall’intervento di <strong>Marco Dalla Torre</strong>, <em>Project Manager</em> del progetto speciale Comunità energetiche rinnovabili della Federazione trentina della cooperazione, è emerso che la CER è soprattutto una comunità. La sua struttura organizzativa, che mantiene come obiettivo centrale la partecipazione democratica alla produzione e al consumo di energia, ha molte caratteristiche che coincidono con la forma giuridica della cooperativa. Le CER sono dunque un’occasione per far rivivere i valori originari che hanno fatto nascere la Cooperazione trentina e pongono al centro del loro agire la responsabilità sociale, ambientale ed ecologica a tutela della comunità stessa.</p>
<p><strong>Giorgio Marchetti</strong>, Presidente del Consorzio BIM del Sarca Mincio Garda, ha concentrato l’attenzione dei presenti sul ruolo dell’Ente pubblico nella costituzione della Comunità energetica rinnovabile. La Cer Sarca sarà la prima Comunità ad avere come protagonisti gli Enti pubblici a cui però si prevede una rapida partecipazione di privati. L’auspicio è che riesca ad ampliare il suo perimetro fino a comprendere tutto il territorio del BIM Sarca, da Madonna di Campiglio a Riva del Garda, per massimizzare la raccolta degli incentivi e per ridurre l’incidenza di costi e oneri amministrativi.</p>
<p><strong>Valentina Vanzo,</strong> Presidente CER Fiemme, ha focalizzato il suo intervento sulla nascita della Comunità energetica fiemmese, tracciando il percorso che ha portato alla sua creazione, fatto di incontri di fattibilità con cittadini, imprese ed enti locali, di impegno nella stesura del regolamento e di una capillare attività di informazione e promozione. Gli obiettivi al centro dell’attività più prossima riguardano la creazione di <em>partnership</em> con gli enti locali, il coinvolgimento di nuovi soci – sia consumatori sia nel doppio ruolo di produttori e consumatori – l’apertura a professionisti, come tecnici e installatori, e la creazione di sinergie tra territori limitrofi e affini.</p>
<p>L’incontro si è concluso con uno scambio di opinioni all’interno della tavola rotonda coordinata da Emanuele Bompan dalla quale sono emersi diversi spunti di riflessione come la tendenza di piccole comunità a creare una propria CER. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cciaa</author></item><item><guid isPermaLink="false">d745c1cf-0836-411a-8cfe-cc78803f90e6</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-sostenibilita-a-convegno-nel-doppio-appuntamento-di-rovereto-e-valpolicella</link><title>Cassa Rurale Vallagarina: sostenibilità a convegno nel doppio appuntamento di Rovereto e Valpolicella</title><description><![CDATA[<p>Due occasioni di incontro e di confronto su un tema di attualità che hanno visto partecipi una cinquantina di aziende operanti nelle zone di operatività della Cassa Rurale Vallagarina dell’area trentina e del veronese.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/smhhq4oq/incontro-sostenibilit-cantina-letrari-cuel-cemin.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-sostenibilita-a-convegno-nel-doppio-appuntamento-di-rovereto-e-valpolicella" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>869</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Sostenibilità: sfida e opportunità per le imprese”. Titolo di due incontri (a Rovereto e in Valpolicella) organizzati da Cassa Rurale Vallagarina e indirizzati al mondo imprenditoriale.</p>
<p>Entrambe le serate sono state introdotte dall’intervento di <strong>Maurizio Maffei,</strong> presidente dell’istituto di credito cooperativo, che ha sottolineato la volontà della Cassa Rurale Vallagarina di incontrare le imprese del territorio per dare inizio a un percorso di approfondimento e sensibilizzazione sul tema della sostenibilità e delle normative ESG, destinate a caratterizzare il rapporto tra istituti bancari e imprese.  “<em>La Cassa Rurale Vallagarina</em> – ha osservato Maffei - <em>arriva a questo appuntamento con le carte in regola grazie al percorso compiuto negli anni, e consapevole del positivo impatto che le azioni da mettere in campo nell’immediato futuro avranno su ambiente, socialità e governance</em>”.</p>
<p>L’inquadramento generale della tematica è stato affidato a<strong> Lorenzo Kasperkovitz</strong>, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Cassa Centrale Banca. Nel suo intervento ha posto l’accento sull’accelerazione registrata delle normative ESG degli ultimi anni, con una sottolineatura sulla direttiva europea sulla Rendicontazione di Sostenibilità, destinata a interessare sia le grandi che le piccole imprese perché, anche quest’ultime, sono collocate all’interno della catena del valore delle aziende di maggiori dimensioni.</p>
<p>Significativo, inoltre, l’excursus dedicato al percorso di sostenibilità del Gruppo Cassa Centrale e la menzione al portale ESG dello stesso Gruppo bancario, utile per approfondire temi appartenenti alla transizione ecologica e alle opportunità del Piano Industria 5.0, e per conoscere prodotti e servizi offerti alla clientela per accompagnarla nel percorso verso un’economia green e sostenibile.</p>
<p>La tavola rotonda che è seguita ha offerto una panoramica altrettanto interessante. È stata animata da più voci sul ruolo della banca e delle imprese nella transizione sostenibile.</p>
<p>A Rovereto sono intervenuti <strong>Aron Tait</strong> di Cassa Centrale Banca sul sostegno offerto da Cassa Centrale nel credito per famiglie e imprese nel settore ecosostenibile e l’integrazione dei fattori di rischio ESG nei processi di valutazione del merito di credito; <strong>Luca Cemin</strong>, titolare di Biohabitat con sede a Folgaria (attiva nella costruzione di case in legno), sull’esperienza di azienda vocata alla sostenibilità evidenziando le soddisfazioni ottenute e le difficoltà riscontrate; <strong>Roberta Cuel </strong>- docente universitaria e consigliera della Cassa Rurale Vallagarina - sull’importanza di essere sostenibili, valore che fa parte del Dna di un istituto di credito cooperativo.</p>
<p>Alla tavola rotonda in Valpolicella hanno partecipato <strong>Edro Menin,</strong> di Cassa Centrale, (“<em>oggi la valutazione monetaria di merito creditizio</em> – ha osservato – <em>è affiancata da altre metriche legate alla sostenibilità e la transizione può rappresentare un costo ma anche un’opportunità per incrementare l’efficienza</em>”); <strong>Lorenzo Bossi,</strong> direttore Confimi Apindustria Verona (“<em>tra i servizi offerti alle imprese segnalo lo sportello ambiente. Inoltre</em> – ha aggiunto – <em>molte piccole e medie imprese del nostro territorio hanno già le carte in regola</em>”); <strong>Michele Bini</strong>, amministratore delegato di Claris Leasing (“<em>per un’azienda è importante capire cosa fare e come farlo. La formula leasing ritengo possa aiutare le piccole e medie imprese a crescere in modo sostenibile</em>”); <strong>Marina Scavini</strong> Chief Financial Officer di Savim Europe ha presentato il percorso di sostenibilità aziendale avviato da anni: significativo e vincente nel relazionarsi con il mercato, nella qualità di vita aziendale e nel rapporto con le risorse umane, soprattutto le più giovani.</p>
<p>Ultima annotazione legata alla presenza di oltre cinquanta imprenditori: segnale di interesse concreto per queste tematiche e della fiducia offerta alla Cassa Rurale Vallagarina, disponibile ad accompagnare le imprese in questo percorso.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Cr Vallagarina</author></item><item><guid isPermaLink="false">2bbbb7b3-e433-4249-85ce-be6030d8bf37</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/incentivi-alle-imprese-ecco-i-nuovi-strumenti-per-far-crescere-il-trentino</link><title>Incentivi alle imprese, ecco i nuovi strumenti per far crescere il Trentino</title><description><![CDATA[Entrano a regime quest’anno le due grandi novità della riforma provinciale sugli “Interventi a sostegno del sistema economico trentino”. “Crescita Trentino” e “Crescita + Trentino”, i nuovi strumenti agevolativi recentemente approvati dalla Giunta in attuazione della legge 6 del 2023, sono stati presentati dall’assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca Achille Spinelli nel seminario in via Segantini.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/0qep3wbf/incentivi25.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/incentivi-alle-imprese-ecco-i-nuovi-strumenti-per-far-crescere-il-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“L’idea di questo incontro è illustrare i nuovi criteri attuativi per gli incentivi alle imprese, in particolare per Crescita Trentino, che riguarda le domande più frequenti, dai servizi di consulenze alla ricerca e internazionalizzazione, per un importo fino a 300.000 euro, nonché per Crescita + Trentino, che comprende gli investimenti fissi di maggiore entità - così Spinelli -. Questi nuovi aiuti, assieme alle altre misure, puntano a favorire uno sviluppo del sistema imprenditoriale duraturo e sostenibile, attraverso un incremento della produttività e del valore delle aziende del territorio che guarda al lungo periodo, con un’attenzione alla semplificazione e alla tutela del lavoro, come previsto d’intesa con i sindacati e le categorie economiche”.<br />
<p>L’assessore è intervenuto assieme al presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni, mentre l’illustrazione nel dettaglio della riforma è stata affidata ai tecnici, la dirigente provinciale Laura Pedron, il dirigente di Apiae Daniele Bernardi, il dirigente del servizio agevolazioni e incentivi all’economia di Apiae Francesco Marchi. L’appuntamento è stato l’occasione anche per fare il punto sul 2024: un anno nel quale, contando anche le procedure avviate sulla base dei precedenti criteri della legge provinciale 6/1999, sono stati erogati circa 75 milioni di euro a sostegno di oltre 270 milioni di investimenti delle imprese trentine.</p>
<p>Il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni ha ringraziato la Provincia per la disponibilità ad approfondire un tema che ha definito fondamentale per consentire al Trentino di fare un salto avanti. E, ringraziando le altre associazioni di categoria che hanno collaborato all'organizzazione dell'evento, ha evidenziato come sia fondamentale, in una fase di transizione ecologica e digitale, che le aziende siano in condizione di affrontare questi scenari in continuo mutamento con nuovi investimenti anche con il supporto degli incentivi provinciali.</p>
<p>Attenzione puntata dunque a beneficio della platea (oltre 600 gli iscritti) di imprenditori e addetti ai lavori, sulle nuove misure agevolative della legge 6 del 2023 e su quelle ulteriori che vanno ad esaurimento alla normativa del 1999, i cui criteri verranno via via aggiornati.</p>
<p>Per semplificare, la prima delle due nuove macro-aree riguarda appunto gli interventi annuali denominati “Crescita Trentino”, una pluralità di aiuti per un importo fino a 300mila euro che spaziano da investimenti fissi, compresi veicoli aziendali, aiuti in materia ambientale e transizione energetica, assicurazioni dei crediti commerciali, internazionalizzazione e ricerca. Questi si affiancano agli strumenti di “Crescita + Trentino” per gli investimenti fissi superiori ai 300.000 euro. Alle due misure si aggiungono, sempre nell’ambito della legge 6/2023, ulteriori incentivi, su ricerca, internazionalizzazione, ambiente, consulenze, ricercatori e progetti di ricerca valutati con marchio di eccellenza della commissione Ue.</p>
<p>Va precisato poi che queste appena elencate sono le misure sempre attive con domanda “a sportello”, alle quali si affiancano le misure ad apertura temporanea quali gli avvisi e bandi. Tra questi si ricordano in particolare i due bandi per il finanziamento delle figure manageriali a supporto dell’internazionalizzazione e dell’innovazione recentemente approvati.</p>
<p>Per quanto riguarda le domande, per “Crescita + Trentino” i termini sono aperti dal primo gennaio al 31 dicembre 2025 e così sarà ogni anno, mentre per Crescita Trentino l’apertura è prevista nel corso del 2025.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">7eeceac8-d8f4-4850-a3e6-b3a5d37475d0</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/polo-edilizia-bim-abbiamo-sempre-fatto-cosi</link><title>Polo Edilizia 4.0. BIM: abbiamo sempre fatto così?</title><description><![CDATA[<p>La sala dei Duecento presso la sede di Associazione Artigiani Trentino ha ospitato il convegno dedicato a un tema di particolare significato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/n4aa2oam/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/polo-edilizia-bim-abbiamo-sempre-fatto-cosi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“BIM: abbiamo sempre fatto così?”.</p>
<p>Il tema e l’interrogativo hanno caratterizzato il convegno organizzato da Polo Edilizia 4.0, ospitato alla sala dei Duecento di Associazione Artigiani Trentino e dedicato a un argomento attuale per chi opera nella quotidianità nel settore delle costruzioni.</p>
<p>BIM, acronimo di Building Information Modeling, in buona sostanza è una metodologia utile a pianificare, realizzare e gestire al meglio le costruzioni avvalendosi di strumenti e processi che consentono di immagazzinare, combinare e collegare in modo digitale tutti i dati significativi di una costruzione.</p>
<p>I lavori hanno preso il via con gli interventi di <strong>Germano Preghenella</strong> presidente di Polo Edilizia 4.0, <strong>Andrea Basso</strong> presidente Ance Trento e <strong>Achille Spinelli </strong>assessore allo sviluppo economico della Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>Quindi si è entrato nel vivo dei lavori moderati da <strong>Andrea Fronk</strong>, Innovation Manager Habitech - Distretto Tecnologico Trentino.</p>
<p><strong>Fabio Ferrario</strong>, del Consiglio Direttivo di Polo Edilizia 4.0, ha presentato lo stato dell’arte delle iniziative in corso del Polo.</p>
<p>Un gruppo di lavoro dedicato sta ragionando su un possibile progetto di ricerca riguardo il fascicolo digitale del fabbricato, uno strumento che permetterebbe di organizzare in modo efficace tutte le informazioni e i documenti relativi a un edificio in modo da semplificarne la gestione e manutenzione nel tempo, anche in relazione a futuri interventi di ristrutturazione o riqualificazione. Il Polo Edilizia 4.0, inoltre, è al lavoro per organizzare nuovi eventi per il 2025, in particolare in primavera quando si terrà la convention REbuild a Riva del Garda.</p>
<p>Il momento centrale della serata è stato affidato alla tavola rotonda, dove alcuni tra i principali rappresentanti del territorio si sono confrontati portando la propria esperienza ed il proprio punto di vista sulle innovazioni che stanno avendo impatto sul comparto edilizio, in particolare su Building Information Modeling (BIM) e digitalizzazione.</p>
<p>Il BIM, obbligatorio per gli appalti pubblici d’importo lavori superiore ai 2 milioni di euro a partire dal 1° gennaio 2025, impatterà notevolmente su committenze, studi di progettazione, imprese di costruzioni ed artigiani. Analogamente a quanto accade con l’intelligenza artificiale, trend assolutamente protagonista del momento, che sta ridisegnando processi ed attività nelle aree gestionali ed amministrative. La tavola rotonda è stata l’occasione per ascoltare esperienze e pareri di protagonisti che già hanno affrontato l’argomento e ne hanno colto i benefici: <strong>Andrea Pisetta</strong> (TopHaus), <strong>Alberto Cristofolini</strong> (Studio Architetti Cristofolini), <strong>Francesco De Vigili</strong> (Gruppo De Vigili), <strong>Gabriele Gnocchi</strong> (Gruppo Sovecar) e <strong>Federico Genetti</strong> (Federazione Trentina della Cooperazione).</p>
<p>Conclusione dei lavori affidata agli interventi di rappresentanti di aziende locali che propongono tecnologie a servizio dell’edilizia, favorendo lo sviluppo e l’innovazione del mercato.</p>
<p>Nel dettaglio: <strong>Alemax</strong>, azienda con sede a Spini di Gardolo specializzata in soluzioni per la protezione e sicurezza sul lavoro, ha presentato la propria offerta di esoscheletri per il cantiere; <strong>Corona Calcestruzzi</strong>, di Pergine Valsugana, ha presentato i propri sistemi di produzione e trasporto di calcestruzzo preconfezionato e materiali ghiaiosi; l’altoatesina <strong>LignoAlp</strong>, con sede a Bressanone, è entrata nel merito della progettazione e realizzazione di edifici in legno.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Polo Edilizia 4.0</author></item><item><guid isPermaLink="false">080d8966-2c60-4421-a886-80e07b0df5cd</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/siamo-al-vostro-fianco-cosi-tonina-al-convegno-dedicato-alla-disabilita</link><title>"Siamo al vostro fianco", così Tonina al convegno dedicato alla disabilità</title><description>"Comunicare la disabilità in Trentino. Prove di dialogo fra enti ed istituzioni", è il convegno promosso stamattina a Trento dalla Cooperativa "Oltre gli ostacoli" che ha riunito a Trento referenti del mondo della disabilità, dello sport e della cultura.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4tplb22d/mariotoninaconvegno.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/siamo-al-vostro-fianco-cosi-tonina-al-convegno-dedicato-alla-disabilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Sono contento di essere qui per partecipare a questo momento di dialogo sul tema della disabilità legata al mondo della comunicazione e dell’informazione. La vostra cooperativa, con la sua rivista, è un esempio importante di inclusione, uno strumento interessante e anche innovativo nel panorama trentino. Io credo che il ruolo di noi amministratori, enti ed istituzioni sia proprio quello di dare voce alle persone con disabilità, attivare politiche concrete di sostegno alle famiglie, per l’accesso ai servizi, per l'inclusione nel mondo del lavoro, per l'abbattimento delle barriere, siano esse architettoniche o culturali. E' poi evidente come su questo tema ci debba essere trasversalità ed è anche attraverso momenti come questo che si possono progettare insieme percorsi di autonomia e integrazione che non lascino nessuno indietro", sono state queste le parole dell'assessore Tonina all'apertura dei lavori. L'assessore, nel porre anche l'accento sulle nuove generazioni che vanno "educate al rispetto delle differenze e alla valorizzazione delle unicità" ha quindi concluso evidenziando l'impegno di questa amministrazione, come della precedente, a "riservare le giuste risorse affinché queste persone si sentano pienamente incluse", perché dobbiamo "immaginare una società in cui la disabilità non sia più vista come un ostacolo, ma come una delle tante sfide da affrontare insieme, con solidarietà e responsabilità".</p>
<p>Accanto all'assessore Mario Tonina, vi era anche il direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, Antonio Ferro, che ha testimoniato l'attenzione dell'Azienda verso la disabilità, ricordando il "momento storico particolare, con la nascita dell'Azienda sanitaria integrata" che, attraverso la ricerca e la collaborazione con l'Università potrà offrire ulteriori e innovative soluzioni.</p>
<p>Al convegno, moderato dal giornalista Rocco Cerone che è anche presidente della cooperativa, erano presenti i consiglieri provinciali Stefania Segnana e Roberto Stanchina. Fra i contributi della mattina quelli dell'imprenditore roveretano Antonello Briosi, editore della rivista "Oltre gli ostacoli", nonché di Claudia Morelli presidente di Anffas, Anna Folgarait di Uni-Versa, Elena Gabardi della Fondazione Trentina per l'Autismo, Christian Plotegher dell'Associazione Forbici a Cuore, di Serenella Cipriani presidente della Cooperativa Impronte, nonché di Alessandro Daldoss di Uici, Paolo Degiovanni del Muse, Massimo Bernardoni del presidente Comitato italiano paralimpico e di Fausto Manzana presidente di Confindustria Trento.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">283f02a5-7be4-479b-a14f-c2823ae30891</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/inascoolto-l-apprendimento-che-da-forza-al-futuro</link><title>“InAscoolto”: l’apprendimento che dà forza al futuro</title><description><![CDATA[<p>L’apprendimento e lo scambio di idee e buone prassi sono essenziali per la crescita, non solo economica, delle comunità locali. Il tema è stato approfondito oggi in occasione della seconda edizione di “InAscolto”, l’evento promosso da Ebicre e patrocinato da Cooperazione Trentina e Fabi Trentino, ospitato questo pomeriggio a Trento in Sala inCooperazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/1zmf2iau/incontri049.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/inascoolto-l-apprendimento-che-da-forza-al-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3900</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ha messo l’apprendimento al centro la seconda edizione di “InAscoolto”, l’evento promosso da EBICRE (Ente Bilaterale delle Casse Rurali Trentine ed Enti Collegati) e patrocinato da Cooperazione Trentina e Fabi Trentino, che quest’anno ha scelto di approfondire questo tema di assoluta attualità. “È un tema essenziale – ha commentato <strong>Italo Stenico</strong>, presidente EBICRE – che ci coinvolge tutti. E abbiamo scelto di affrontarlo con la volontà di stimolare riflessioni, far nascere nuovi dubbi e, in conclusione, stimolare la voglia di approfondire”.</p>
<p>L’evento ha voluto essere un’occasione di ascolto, come rievocato dal nome con doppia “o” di origine cooperativa, per comprendere meglio le realtà collettive che sanno cogliere segnali di cambiamento e agire per la rigenerazione del territorio, attraverso la creazione di lavoro e il miglioramento delle relazioni sociali dentro e fuori il Trentino.</p>
<p>“L’idea – ha aggiunto <strong>Silvio Mucchi</strong>, vicepresidente per il settore del credito della Federazione Trentina della Cooperazione – nasce dalla consapevolezza che il confronto e lo scambio di idee e buone pratiche siano sempre più essenziali per comprendere il presente e sostenere la crescita delle comunità locali”.</p>
<p>Nel corso del pomeriggio sono intervenuti rappresentanti del mondo della cooperazione, della pubblica amministrazione, del credito, dirigenti scolastici e membri di comunità trentine e nazionali, guidati da <strong>Saverio Cuoghi</strong>, comunicatore dell'innovazione &amp; Learning Designer e Maestro Concertatore InAscoolto.</p>
<p>Il tema è stato affrontato partendo dalle basi con il contributo di <strong>Yuri</strong> <strong>Bozzi</strong>, divulgatore scientifico e professore al Centro InterDipartimentale Mente &amp; Cervello CIMEC dell’Università di Trento, che ha proposto alcuni spunti utili ispirati alle neuroscienze, spiegando come il nostro cervello ci permetta di adattarci a un mondo in continuo mutamento.</p>
<p>A seguire due tavoli di conversazione, che hanno permesso di approfondire il tema dal punto di vista dell’apprendere la finanza, con storie esemplari, inclusive e di impatto di apprendimento finanziario, e del finanziare l’apprendimento, con esperienze di organizzazioni, che puntano sulla formazione continua per sviluppare nuove competenze, contenuti e atteggiamenti necessari per essere più moderne e competitive.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">c51f9d62-232b-420b-84eb-777e54355a35</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/a-riva-del-garda-un-convegno-su-case-green-e-competenze-digitali</link><title>A Riva del Garda un convegno su “Case green e competenze digitali”</title><description><![CDATA[<p>L’appuntamento è stato organizzato da Polo Edilizia 4.0 ed è stato ospitato alla Sala Belvedere del Centro Congressi della città del Benaco. Occasione per proporre un focus su un tema destinato ad assumere sempre maggiore importanza.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/hwli3hjh/da-sinistra-fronck-marchiori-preghenella-nart.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/a-riva-del-garda-un-convegno-su-case-green-e-competenze-digitali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1536</width><height>1216</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Case green e competenze digitali: il binomio vincente per il settore edile”.</p>
<p>Titolo e tema del convegno ospitato alla sala Belvedere del Centro Congressi di Riva del Garda.</p>
<p>L’appuntamento è stato organizzato da Polo Edilizia 4.0, guidato dal presidente <strong>Germano Preghenella</strong>,  in collaborazione con gli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti, il Collegio dei Geometri e l’Ordine dei Periti della provincia di Trento. “Un convegno che si è posto l’obiettivo di dedicare un focus alla digitalizzazione e alla sostenibilità legati alle case green – ha osservato Preghenella – Una occasione di incontro e di confronto utile per tutti gli attori del mondo edile per meglio comprendere quanto attende il settore su questo tema”.</p>
<p>All’appuntamento ha partecipato <strong>Simone Marchiori</strong>, assessore alle politiche per la casa della Giunta Provinciale di Trento.</p>
<p><strong>Il convegno</strong></p>
<p>Il tema è stato trattato da più punti di osservazione. <strong>Andrea Fronk,</strong> Innovation Manager di Habitech, ha parlato della digitalizzazione come driver per l’innovazione in edilizia. La parte centrale dei lavori è stata caratterizzata dall’intervento di <strong>Alberto Cristofolini</strong> (consigliere dell’Ordine degli Architetti) su “Il fascicolo digitale dell’opera”. A completare il trittico di relazioni è stato <strong>Daniele Sorgente</strong> dello studio Legally di Trento su “Direttiva Case Green: principi, limiti e opportunità”.</p>
<p><strong>La digitalizzazione</strong></p>
<p>“Storicamente il settore delle costruzioni accetta faticosamente l’innovazione – è stato osservato – Questo sta accadendo anche con la digitalizzazione. Nonostante tutto, numerose sono le opportunità garantite dall’utilizzo di nuovi strumenti, dall’adozione di nuove metodologie e il ridisegno dei processi. Tra queste, il Building Information Modeling conosciuto con l’acronimo di Bim, oggi permette di favorire lo sviluppo di una concreta progettazione integrata, individuando problematiche che, altrimenti, sarebbero risolte solamente in cantiere con conseguenti dispersioni di tempi e costi”.</p>
<p>Inoltre “il digitale permette di ottimizzare la produzione, attraverso l’impiego di robotica ed edilizia off-site, così come di ridurre i rischi legati alla sicurezza grazie all’impiego di visori, AR (per realtà aumentata) e VR (realtà virtuale) che permettono agli operatori di prevedere le criticità e apprenderne in anticipo le soluzioni”.</p>
<p>Non meno importante il supporto all’ambito della sostenibilità: “la rilevazione e produzione di dati e informazioni, tramite lo sviluppo dei cosiddetti gemelli digitali, permette di misurare e valutare quantitativamente l’effettivo impatto dei nostri edifici, cosa che permette di intervenire al meglio per abbattere consumi ed emissioni, oltre che ottimizzare le forniture e gli approvvigionamenti per la manutenzione degli immobili”.</p>
<p><strong>Il fascicolo digitale del fabbricato</strong></p>
<p>Un recente studio della Commissione Europea (<em>Development of a European Union Framework for Digital Building Logbooks</em>) individua nella digitalizzazione dei dati, relativi all’intero ciclo di vita del fabbricato, una efficace strategia per ottimizzare sostenibilità, tempi, costi e sicurezza nella gestione e manutenzione del patrimonio edilizio esistente.</p>
<p>In Italia l’imminente pubblicazione del nuovo <em>Testo Unico delle Costruzioni</em> contenente l’istituzione del <em>Fascicolo del fabbricato digitale</em> e ne definisce obiettivi, struttura (esclusivamente digitale) e contenuti. Il <em>Fascicolo</em> sarà pertanto un adempimento necessario per le nuove costruzioni, sia in ambito privato che in ambito pubblico.</p>
<p>Il Polo per l’Edilizia 4.0 sta promuovendo la nascita di un progetto di sperimentazione in merito al <em>Fascicolo del fabbricato digitale</em> in collaborazione con gli Enti pubblici e gli Istituti di ricerca locali.</p>
<p><strong>Case Green</strong></p>
<p>Lo scorso 8 maggio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale UE l’European Energy Performance of Building Directive, meglio conosciuta come “Direttiva Case Green”. Il provvedimento impone che i Paesi membri - inclusa l’Italia - procedano al recepimento entro due anni dall’entrata in vigore. Seppure la versione definitiva della direttiva sia meno stringente rispetto alle bozze precedenti, gli obiettivi prescritti dalla Ue rimangono decisamente sfidanti. Il traguardo conclusivo è fissato per il 2050 e prevede la neutralità climatica nella zona Ue. Tra gli step intermedi, i principali interessano alcuni ambiti.</p>
<p>Il primo: la riduzione dell’energia primaria media utilizzata dagli edifici residenziali pari al 16% entro il 2030 e al 20-22% entro il 2035. Il secondo: obiettivo “zero emissioni” dal 2028 per tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione e dal 2030 per le nuove costruzioni residenziali private. Il terzo: l’eliminazione di tutte le caldaie alimentate a combustibili fossili entro il 2040, passando da una soppressione dei sussidi pubblici già dal 2025.</p>
<p>“La direttiva – è stato precisato – lascia ancora aperti degli interrogativi, da sciogliersi nel momento in cui l’Italia procederà a recepimento Tra questi, gli aspetti relativi ai costi di intervento, le sanzioni in caso di inottemperanza, le modalità con cui dovranno essere valorizzate le differenze territoriali e tecniche del variegato patrimonio immobiliare italiano. Del pari, non manca chi evidenzia le opportunità da cogliere, specie in un’ottica di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, oltre che di ulteriore impulso al mercato immobiliare e al suo indotto”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Polo Edilizia 4.0 - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">55c23bf3-d9a0-4267-b295-f535d1281291</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/un-convegno-sull-abitare-autonomo</link><title>Un convegno sull’abitare autonomo</title><description><![CDATA[<p>Organizzato dalle cooperative sociali Villa Maria ed Amalia Guardini è in programma il 20 aprile a Rovereto un momento di riflessione e confronto sul tema dell’abitare autonomo e indipendente di persone con disabilità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/r0ujgwwo/abitareconvegno.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/un-convegno-sull-abitare-autonomo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1407</width><height>651</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo più di un anno dall'avvio del progetto di abitare accompagnato “Io Abito” le due cooperative sociali protagoniste della progettazione e della gestione, <strong>Villa Maria e Amalia Guardini</strong>, propongono un momento di bilancio e di confronto.</p>
<p>Il convegno, dal titolo "Abitiamoci! Un cambiamento culturale: sfide e opportunità dei progetti di abitare autonomo per persone con fragilità" avrà luogo il <strong>20 aprile</strong> presso la sala conferenze del polo tecnologico di Via Zeni a Rovereto, con inizio alle 14. L’ingresso è libero, ma è richiesta l'iscrizione, <a href="https://docs.google.com/forms/d/1TLEJl-o1VEQk8SyhWKUYfkI5PtI4TbEJgtccH1qvHC4/viewform?edit_requested=true">cliccando qui</a>.</p>
<p>Il convegno si propone come momento di riflessione e condivisione dello stato dell’arte riguardo al tema dell’abitare autonomo e indipendente di persone con disabilità. Con la legge 112 del 2016 si è aperta una nuova prospettiva: il cosiddetto “Dopo di noi”. Si è cominciato a porre attenzione politica e sociale verso quella che potrà essere la vita di una persona con disabilità quando la famiglia o il <em>caregiver</em> di riferimento vengono meno. Ad oggi, il tema del “Dopo di noi” ha assunto nuovi significati, nuove prospettive più attente al presente della persona piuttosto che al solo futuro.</p>
<p>L’obiettivo del convegno è quello di approfondire in particolare i cambiamenti di scenario e significato che il tema dell’abitare autonomo e indipendente ha progressivamente assunto. Si indagheranno gli sviluppi fino ad ora riscontrati dagli enti (pubblici e del Terzo Settore) attivi sul territorio con progettualità di abitare autonomo, ma anche le prospettive future che si intravedono sia sul territorio (con particolare focus sul Comune di Rovereto) che fuori regione.</p>
<p>Il convegno documenterà varie esperienze. Caso empirico centrale nel convegno sarà il servizio co-progettato dalle cooperative Villa Maria e Amalia Guardini, ma verrà lasciato spazio anche ad altre esperienze realizzate a Rovereto e si volgerà lo sguardo fuori regione, condividendo le buone prassi del Comune di Bologna.</p>
<p>Per informazioni è possibile chiamare il numero 335 124 4205. In allegato locandina convegno con il programma.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria e Amalia Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">76814eaa-633b-47e7-a300-b0de63a18d1a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/produrre-nel-rispetto-dell-ambiente-e-degli-animali-un-convegno-alla-federazione-provinciale-allevatori</link><title>Produrre nel rispetto dell’ambiente e degli animali. Un convegno alla Federazione Provinciale Allevatori</title><description>La sala convegni della Federazione Provinciale Allevatori, in via delle Bettine a Trento, ha ospitato la tappa finale di un progetto durato sei anni e promosso da cinque associazioni di altrettanti territori del mondo dell’allevamento di bovini.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/gwloir5s/da-sinistra-broch-e-cosi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/produrre-nel-rispetto-dell-ambiente-e-degli-animali-un-convegno-alla-federazione-provinciale-allevatori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“I bovini a duplice attitudine: come produrre nel rispetto dell’ambiente e degli animali favorendo la sostenibilità economica degli allevamenti”.</p>
<p>Titolo e tema del progetto “Dual Breeding”, tradotto in “modello alternativo di zootecnia ecosostenibile”.</p>
<p>Stamani, la sala riunioni della Federazione Provinciale Allevatori di Trento, ha ospitato il convegno conclusivo di un lavoro durato sei anni, diviso in due fasi, e che ha visto coinvolte sedici razze bovine autoctone. “Un convegno che non ha rappresentato un punto di arrivo ma un punto di partenza - ha osservato <strong>Manuel Cosi,</strong> presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori delle Razze Rendena – Ora si devono mettere a frutto le indicazioni raccolte”.</p>
<p>Il progetto è stato promosso da cinque associazioni: Anare -  Associazione Nazionale Allevatori delle Razze Rendena (Trento), Anapri - Pezzata Rossa Italiana (Udine), Anaga - Grigio Alpina (Bolzano), Anaborare – Razza Reggiana (Reggio Emilia) e Anaborava – Razza Valdostana (Gressan Aosta).</p>
<p>“Sono razze che si adattano perfettamente al nostro territorio – ha osservato <strong>Giacomo Broch</strong>, presidente della Federazione Provinciale Allevatori – Il nostro non è un territorio facile perché è caratterizzato da poca pianura e molta montagna. La razza autoctona porta un valore aggiunto se guardiamo a un Trentino di sviluppo degli alpeggi e delle zone alte perché questi sono animali ideali”.</p>
<p><strong>Il progetto</strong></p>
<p>“Dual Breeding ha rivestito una importanza particolare – è stato spiegato dai responsabili nel corso dei lavori – In buona sostanza ha dato un forte impulso alle attività delle Associazioni Nazionali coinvolte e, inoltre, ha permesso di fornire, agli allevatori, nuovi e moderni indicatori legati al benessere animale, alla riduzione dell’impatto ambientale e alla resistenza alle malattie, salvaguardando nel contempo la biodiversità, permettendo così alle aziende di offrire ai consumatori prodotti di qualità nel rispetto dell’ambiente e della salute degli animali allevati”.</p>
<p>Questo è stato possibile grazie a una serie di azioni messe in campo e dedicate a: sostenibilità ambientale, conservazione della biodiversità, caratterizzazione fenotipica, disseminazione delle informazioni, caratterizzazione genetica, elaborazione delle informazioni, verifica di congruenza dei dati, banche materiale genetico, stima di indici genetici e genomici, valutazione resistenza genetica alle malattie, valutazione della variabilità e dell’inbreeding (consanguineità), monitoraggio della diversità genetica.</p>
<p>“Un ulteriore aspetto è meritevole di una sottolineatura – hanno concluso i responsabili del progetto “Dual Breeding – perché il progetto è stato sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura e finanziato con i fondi del Feasr - Fondo Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale - “L’Europa investe nelle zone Rurali” nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Anare - Ufficio stampa Cooperazione Trentina </author></item><item><guid isPermaLink="false">6364047c-598f-4af4-9d31-af8be5a89020</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-sostenibilita-vince-grazie-alle-nuove-generazioni-da-melinda-ecco-i-progetti-per-il-territorio-e-le-persone</link><title>La sostenibilità vince grazie alle nuove generazioni. Da Melinda ecco i progetti per il territorio e le persone</title><description><![CDATA[<p>Il Muse ha ospitato l’evento “Melinda Next Generation – Ricette di sostenibilità ambientale, economica e sociale”. I giovani esperti e ricercatori del Consorzio hanno presentato i principali progetti in corso. Tra condivisione e gioco di squadra cresce il legame tra il mondo ortofrutticolo e il suo territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/41ap050r/panoramica-next.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-sostenibilita-vince-grazie-alle-nuove-generazioni-da-melinda-ecco-i-progetti-per-il-territorio-e-le-persone" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2667</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una produzione sostenibile, rispettosa della terra e dei suoi equilibri. Ma anche la responsabilità sociale, espressione di quel duplice legame che unisce le imprese con i loro luoghi d’origine e i consumatori. Due grandi temi, di assoluta attualità, che hanno caratterizzato <strong>“Melinda Next Generation – Ricette di sostenibilità ambientale, economica e sociale”</strong>, l’incontro con la comunità organizzato ieri da Melinda e Apot presso il MUSE di Trento. L’evento, condotto dal biologo, divulgatore e volto noto dello storico programma televisivo Melaverde, Vincenzo Venuto, è stato un’occasione di confronto con le persone a cominciare dagli agricoltori e dai portatori di interesse. Oltre che un’opportunità per avvicinare ulteriormente <strong>il sistema ortofrutticolo trentino e il suo territorio</strong> promuovendo le idee di condivisione e gioco di squadra come strumenti di mutuo sostegno e crescita collettiva.</p>
<p>Aspetti cruciali che emergono con forza nel primo Bilancio di Sostenibilità di Melinda che prosegue il percorso iniziato nell’ambito del progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” promosso da Apot, già autrice del suo bilancio sul tema. Ma non solo. Perché l’impegno per una produzione responsabile in campo sociale e ambientale, ha ricordato Melinda, passa anche attraverso il riconoscimento dell’importanza di un fattore chiave: <strong>il ruolo centrale delle nuove generazioni</strong>. Sono loro, più di chiunque altro, ad affermarsi come principali protagoniste del cambiamento e della promozione di un ambiente più sano, virtuoso e fertile, in senso lato, che possa costituire la base stessa del loro avvenire. E non è un caso, ovviamente, che lo stesso Consorzio abbia istituito un valido <strong>gruppo di lavoro</strong> composto da giovani esperti impegnati a studiare e sviluppare nuove strategie nell’ambito della sostenibilità.</p>
<p>Tra questi Jessica Paternoster, responsabile Trade Marketing, Jasmine Chini, del reparto Ricerca e Sviluppo, Loris Marchel, responsabile Qualità APOT e Simone Dalpiaz, responsabile Qualità Melinda. A loro sono stati affidati gli interventi su alcuni dei temi chiave dell’incontro: dall’avvio di un necessario <strong>cambio di passo</strong> sul fronte della sostenibilità, al ruolo di quest’ultima in <strong>senso strategico e valoriale</strong>; dalle normative in materia ai nuovi progetti, dalle iniziative di formazione a quelle per la tutela della biodiversità e l’uso responsabile degli agrofarmaci, dall’efficientamento energetico alla riduzione delle emissioni attraverso l’ampliamento delle celle ipogee e la costruzione della funivia delle mele.</p>
<p>Azioni per il presente e per il futuro, per il territorio e le persone. Ma esse implicano necessariamente un coinvolgimento attivo. Un vero e proprio <strong>lavoro di squadra</strong>. Ed è qui che entrano in gioco i progetti congiunti che chiamano in causa <strong>settori e attori diversi</strong>. A ricordarlo, nel corso dell’evento, Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing e Andrea Nardelli, direttore generale di Dolomiti Energia Trentino Aquila Basket. Tra le iniziative citate, i progetti di responsabilità sociale a cominciare da “Tutti nello stesso campo”, che coinvolge persone con disabilità, richiedenti asilo, giovani e volontari. Ma anche la costruzione del nuovo centro visitatori MondoMelinda dal quale partirà un percorso dedicato per la visita alla funivia e alle celle ipogee con ovvie ricadute positive per il <strong>comparto turistico</strong> locale.</p>
<p>Infine il cibo. E non potrebbe essere altrimenti. Cibo come tradizione, cultura, territorio e valori. Ma anche come <strong>sapere scientifico</strong>, ha ricordato Annalisa Tirella, ricercatrice del BIOtech Research Center, Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, proponendo un’originale chiave di lettura. E poi cibo come materia prima, compendio di responsabilità ambientale <strong>a partire dal campo</strong>. A raccontarlo Simone Rugiati, chef e conduttore televisivo. A lui, da tempo interprete di un’idea di cucina fondata sulla valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura sostenibile, è stata affidata dal palco la chiusura dell’evento.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">fb2a7f46-5c8a-4b17-829e-d7a3998d25a3</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-trentino-e-l-europa-sostenibilita-e-produzione-a-braccetto</link><title>Il Trentino e l’Europa, sostenibilità e produzione a braccetto</title><description><![CDATA[<p>Molti spunti di interesse sono venuti oggi pomeriggio al convegno organizzato dalla Federazione alla presenza dell’europarlamentare Herbert Dorfmann. L’80% della legislazione nazionale è di derivazione europea, eppure le istituzioni comunitarie sono vissute spesso con fastidio da parte di chi dovrebbe invece condividere le riforme ed avvantaggiarsene. È il caso del Green Deal, spesso visto come spesa anziché come reale opportunità. Dorfmann: “Sostenibilità e produzione non devono essere considerate antagoniste. La sostenibilità senza produzione non esiste”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/zh2ps3k4/panoramica-convegno.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-trentino-e-l-europa-sostenibilita-e-produzione-a-braccetto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2776</width><height>2082</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span data-ccp-charstyle="Strong">Un convegno a Trento, sala inCooperazione di via Segantini, organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, ha cercato  di dipanare una matassa che pare davvero complessa, muovendo in tre direzioni principali: l’agricoltura, le politiche monetarie e quelle sociali, attraverso gli interventi di tre relatori con diverse competenze in merito: l’europarlamentare </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Herbert Dorfmann</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">, componente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, la docente dell’università di Bolzano </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Stefania Baroncelli</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">, autrice di una monografia sui profili giuridici ed istituzionali della Bce, e </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Giuseppe Guerini</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">, </span><span>membro del Comitato Economico e Sociale Europeo, moderati da </span><strong><span>Samuel Cornella,</span></strong><span> dell’Ufficio di Bruxelles della Federazione. </span> </p>
<p><span> “</span><em><span>Oggi si parla d'Europa -</span></em><span> ha dichiarato il presidente della Cooperazione Trentina </span><strong><span>Roberto Simoni</span></strong> <span>nei saluti iniziali -</span><em><span> e credo che in questa fase storica sia essenziale promuovere la consapevolezza nelle comunità trentine, e nel movimento cooperativo, riguardo l'importanza cruciale delle relazioni con l'Europa. È fondamentale riconoscere il significativo impatto che l'Europa ha sul nostro territorio e l'importanza di avere rappresentanti preparati che si occupino con competenza delle nostre realtà</span></em><span>”.</span> </p>
<p><span data-ccp-charstyle="Strong">Durante l’intervento dal titolo “Territorio e agricoltura nell’agenda europea: come mediare tra sostenibilità e produzione” l’onorevole </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Herbert Dorfmann</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong"> ha evidenziato l'importanza del Green Deal come leva di crescita anziché di recessione, sottolineando che l'inazione avrebbe costi ben superiori. “</span><em><span data-ccp-charstyle="Strong">Sono fermamente convinto</span></em><span data-ccp-charstyle="Strong"> – ha dichiarato l’on. </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Dorfmann </span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">- </span><em><span data-ccp-charstyle="Strong">che sostenibilità e produzione non debbano essere considerate antagoniste. Infatti, senza produzione, sia in agricoltura che in altri settori, la sostenibilità non può esistere. Questo perché non ci si può limitare alla sola dimensione ecologica, ma va compresa anche la capacità di proseguire su un sentiero di sviluppo economico, il quale è possibile solo attraverso la produzione. In particolare, in un contesto sfidante come il nostro, è fondamentale gestire l'agricoltura in modo ecologicamente sostenibile, salvaguardando gli interessi non solo dei consumatori ma anche degli agricoltori stessi</span></em><span data-ccp-charstyle="Strong">”. Inoltre, ha sottolineato la drastica riduzione del terreno agricolo, soprattutto in montagna, a causa di una mancanza di sostenibilità economica, e ha enfatizzato come la cooperazione e l'investimento nelle filiere produttive siano soluzioni efficaci per rivitalizzare l'agricoltura delle terre periferiche. Infine, ha ribadito l'importanza della presenza animale nelle terre alte per mantenere l'equilibrio ecologico, sottolineando la sua costante battaglia sulle regolamentazioni per la convivenza con i grandi carnivori. </span> </p>
<p><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Stefania Baroncelli</span></strong><span>, professoressa ordinaria in Diritto Pubblico e dell’Unione Europea della Libera Università di Bolzano, è intervenuta su “Le politiche della Banca Centrale Europea e l’accesso al credito delle imprese del territorio: stato dell’arte e prospettive”, </span><span> </span><span>esplorando il delicato equilibrio tra le politiche monetarie della Banca Centrale Europea e le necessità fiscali, mostrando come durante la crisi economica, azioni come l'acquisto di titoli di Stato e il quantitative easing abbiano giocato un ruolo di stabilizzazione per l’economia europea. Ha riflettuto sulla durabilità del modello finanziario del Next Generation EU e sull'importanza di nuove forme di tassazione in vista dell'ampliamento dell'Unione Europea. Infine, ha sottolineato il contributo attivo della BCE alla transizione economica, evidenziando l'impegno verso la stabilità dei prezzi e l’attenzione al tema del cambiamento climatico.</span> </p>
<p><span data-ccp-charstyle="Strong">Giuseppe Guerini</span><span>, membro del Comitato Economico e Sociale Europeo</span> <span>è intervenuto </span><span>su “L’Europa alla prova della transizione sociale: la recentissima roadmap governativa di Liegi per la social economy del 12 febbraio 2024”. In particolare, ha sottolineato come l’Unione Europea abbia ricominciato ad interessarsi di economia sociale nel 2011, ponendo attenzione anche all’applicazione di regole che garantiscano un’equa competizione tra gli stati, così da evitare che, ad esempio, si utilizzino le stesse regolamentazioni tra le multinazionali e le famiglie cooperative presenti nelle valli del trentino. Ha poi evidenziato che anche le Nazioni Unite hanno introdotto l’economia sociale nelle raccomandazioni sulla sostenibilità relative all’Agenda 2030. Ha poi concluso sull’importanza del ruolo dell’Unione Europea che, in questi anni, ci ha fornito tanti strumenti per migliorare una società stretta anche dalle difficoltà relative all’invecchiamento demografico, fornendoci strumenti che ci permettono di realizzare numerosi progetti da mettere a terra. “</span><em><span>È una stagione di grandi possibilità</span></em> <span>– ha chiosato Guerini – </span><em><span>che ci permetterà di inserirci fra economia furiosa e un’economia paziente che abita i territori</span></em><span>”.</span> </p>
<p><span>Ha chiuso il convegno il direttore generale della Federazione </span><strong><span>Alessandro Ceschi</span></strong><span>: “</span><em><span>Tutti abbiamo compreso in maniera chiara come l’Europa sia un interlocutore prioritario. Quello che si decide a Bruxelles ha effetti su ognuno di noi</span></em><span>”. Ha poi sostenuto che oltre alle parole produzione, sostenibilità, territorio e agricoltura - usate da Dorfmann – va aggiunta anche “proporzionalità”. Un tema che riguarda le piccole banche del territorio messe in confronto con le altre banche nazionali e multinazionali, ma non solo. Anche in agricoltura e nel sociale il tema della graduazione delle normative è particolarmente presente, soprattutto nei territori di montagna, dove è più difficile garantire una sostenibilità economica - oltre che ambientale – ed evitare così lo spopolamento di queste aree.</span> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina </author></item><item><guid isPermaLink="false">c66699fb-9a2d-4ad8-8511-2773cf0a2b4d</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-zootecnia-tra-criticita-e-opportunita-sinergie-e-supporto-agli-allevatori</link><title>La zootecnia tra criticità e opportunità, sinergie e supporto agli allevatori</title><description><![CDATA[<p>Una approfondita riflessione sulla situazione del comparto oggi alla FEM nell’ambito del convegno organizzato con FPA e Concast Trentingrana. Presenti più di 150 allevatori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/0fcjxf55/da-sinistra-valorz-broch-zanotelli-albasini.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-zootecnia-tra-criticita-e-opportunita-sinergie-e-supporto-agli-allevatori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2250</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono molteplici le funzioni svolte dalla zootecnia di montagna attraverso le attività condotte ogni giorno dagli allevatori: produzioni casearie di pregio, tutela e valorizzazione dell’ambiente, della biodiversità, del paesaggio, del turismo e delle loro peculiarità storiche e culturali.<br />Nella sua attività quotidiana l’allevatore deve però fare sempre più i conti con costi di produzione elevati, soprattutto legati al trasporto del latte e all’acquisto dei mangimi, vincoli normativi molto restrittivi, problemi di ricambio generazionale. In Trentino, però, c’è una classe di giovani allevatori che si sta facendo strada ed è pronta ad affrontare le sfide di questo settore. Con l’aiuto anche delle istituzioni locali, tra cui la Provincia autonoma di Trento e la FEM, che si impegna ad intensificare il supporto al settore con le attività di formazione, trasferimento tecnologico e ricerca.<br />È il messaggio scaturito dal convegno dedicato alla zootecnia di montagna organizzato a San Michele da Fondazione Edmund Mach in stretta collaborazione con la Federazione provinciale allevatori di Trento e Concast Trentingrana, alla presenza di oltre 150 allevatori; un evento che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’istituzione dell’Istituto Agrario nel 1874.<br />L’evento, patrocinato da Provincia Autonoma di Trento ed Euregio, ha visto partecipare l'onorevole europeo <strong>Herbert Dorfmann</strong> e l'assessore provinciale all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali, <strong>Giulia Zanotelli</strong>. Con la moderazione di Giorgio Setti, giornalista delle Edagricole, sono intervenuti i presidenti <strong>Mirco Maria Franco Cattani </strong>di FEM,<strong> Giacomo Broch</strong> di Fpa, <strong>Stefano Albasini</strong> di Concast Trentingrana, il consigliere di amministrazione di FEM, <strong>Claudio Valorz</strong>, il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico <strong>Maurizio Bottura</strong>, il prof <strong>Giulio Cozzi </strong>dell'Università di Padova, la prof. <strong>Marta Villa</strong> dell'Università di Trento. E’ seguita da una tavola rotonda con i rappresentanti del comparto zootecnico per discutere delle criticità e delle opportunità di crescita del settore zootecnico.<br />“La zootecnia ha in questa terra tradizione e caratteristiche oggi profondamente attuali e utili per enfatizzarne i tratti salienti, contribuendo nel contempo al suo sviluppo armonico ed alla preservazione dell'ambiente - ha sottolineato in apertura il Presidente FEM Mirco Maria Franco Cattani. E' quindi importante per la Fondazione, coinvolgere direttamente gli operatori del comparto al fine di accoglierne i temi più condivisi, le richieste più importanti, al fine di intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, a loro supporto, contribuendo a innovare e offrire prospettive di sviluppo e miglioramento a questo importante settore dalle ampie potenzialità”.<br />Il convegno ha portato aggiornamenti e spunti di riflessione sulla sostenibilità dei sistemi zootecnici montani presentando il ruolo che la Fondazione Mach ricopre da molti anni a supporto degli allevatori trentini.<br />“Oggi è un momento importante di confronto per il comparto zootecnico - ha evidenziato l’assessore Giulia Zanotelli-. La Provincia autonoma di Trento, come già fatto in passato, lavorerà insieme agli allevatori per strutturare una strategia di prospettiva, partendo da un documento che proprio la stessa PAT aveva commissionato nella scorsa legislatura e che andava ad individuare insieme alla Fondazione Mach i punti centrali su cui lavorare. Un documento che è già stato sottoposto all'attenzione dei rappresentanti del comparto e che dobbiamo riprendere in mano per valutare insieme come meglio procedere per valorizzare la zootecnia di montagna e per tutelare le nostre aziende".<br />Herbert Dorfmann, Deputato Parlamento europeo, ha evidenziato come la Politica Agricola Comune rimanga l’elemento più importante a disposizione dell’Unione europea per sostenere la zootecnia di montagna, parlando di sostenibilità economica, sociale e ambientale e di ricambio generazionale. “Per dare un futuro a questo settore bisogna far sì che vi sia una chiara differenza di sostegno tra la pianura e le zone più avvantaggiate rispetto alle zone più svantaggiate come la montagna”.<br />Giulio Cozzi dell’Università di Padova ha parlato del ruolo di “sentinella ambientale”dell’allevatore/pastore di montagna in grado di controllare e contenere la manifestazione di fenomeni di dissesto ambientale e di degrado del paesaggio. “Quando la stalla o la malga chiudono in quanto scarsamente remunerative o a causa dei difficili standard di vita imposti dall’attività zootecnica, la montagna “muore”: una zootecnia vitale in montagna oggi, deve risultare sostenibile fondandosi su positive evidenze economiche, etiche e ambientali”. Maurizio Bottura ha evidenziato il ruolo della FEM supporto del comparto, dalla formazione delle nuove generazioni all’impegno della ricerca con gli studi sull’Innovazione relativi alla tipicità dei prodotti caseari, lo studio genetico delle razze locali e sulla qualità del latte mediante piani di miglioramento del problema mastite per arrivare al supporto diretto alle aziende, con le competenze orientate alla valorizzazione delle produzioni foraggere e al riutilizzo delle deiezioni zootecniche, stimolo ad un maggior sviluppo in termini di economia circolare.<br />Il ruolo paesaggistico, territoriale e culturale del settore zootecnico in ambito montano è stato evidenziato dell'antropologia Marta Villa, dell’Università degli Studi di Trento, che ha presentato alcuni dei dati desunti da una ricerca qualitativa ed etnografica decennale conclusa lo scorso anno sul territorio trentino e in particolare la relazione tra pascolo, alpeggio e razze autoctone, e i prodotti lattiero-caseari lavorati.<br />Infine, la tavola rotonda con l’assessore Giulia Zanotelli, Claudio Valorz, Consigliere di amministrazione FEM, i presidenti Fpa e Concast Giacomo Broch, e Stefano Albasini.<br />“In Trentino ci sono 18000 vacche da latte e 638 aziende professionali - ha spiegato Giacomo Broch. Sono numeri importanti di un comparto che deve guardare al futuro con fiducia. Possiamo contare su tanti giovani appassionati e pronti a dare il proprio contributo e noi vogliamo credere e soprattutto investire nelle future generazioni. ll settore zootecnico è fondamentale per il mantenimento della vita in montagna, pertanto il lavoro dell'allevatore va valorizzato e supportato. "Buona parte dei giovani che poi intraprendono l'attività di allevatori si formano a S.Michele e per questo la Fondazione Mach ha una grande responsabilità - ha aggiunto Claudio Valorz-. E' pertanto fondamentale che i programmi di studio siano tarati su un modello di zootecnia alpina, che eventuali stages o esperienze scuola-lavoro siano fatti prevalentemente in aziende di montagna e che ai ragazzi vengano illustrati bene il valore ed il peso economico del sistema cooperativo, il modello economico che da noi si è dimostrato vincente per superare gli svantaggi derivanti dal lavorare in montagna. In Trentino abbiamo bisogno di bravi allevatori, fedeli alle loro cooperative,disponibili e professionalmente preparati per amministrarle".<br />Stefano Albasini ha evidenziato che tutti gli attori della filiera zootecnica di montagna sono favorevoli alla sostenibilità ambientale e non potrebbe essere altrimenti, visto il grande legame che esiste tra allevamenti e territorio. “La cura di quest’ultimo è da sempre affidata agli allevatori, i giardinieri delle Alpi, che lo custodiscono e vivono in simbiosi con esso. La sostenibilità deve però essere anche economica, per evitare l’abbandono dei territori più difficili e meno favorevoli”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Fem</author></item></channel></rss>