<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=consumo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 26 Apr 2026 23:06:18 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">a81dc1a8-63f2-46fc-ac79-65799ff21afb</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/crescita-per-la-famiglia-cooperativa-brenta-paganella-ma-l-assemblea-non-conferma-il-cda</link><title>Crescita per la Famiglia Cooperativa Brenta Paganella, ma l’assemblea non conferma il cda</title><description>L’assemblea della Famiglia Cooperativa Brenta Paganella ha evidenziato un anno di sviluppo e investimenti strategici, ma questo non è bastato alla platea dei soci presenti per dare nuova fiducia al consiglio di amministrazione. Il bilancio è stato approvato all’unanimità, chiudendo col segno più e un fatturato netto di 9,7 milioni di euro.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/u4kai5hp/assemblea-fc-paganellajpg.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/crescita-per-la-famiglia-cooperativa-brenta-paganella-ma-l-assemblea-non-conferma-il-cda" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5712</width><height>4284</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Famiglia Cooperativa Brenta Paganella ha riunito ieri sera, al Palacongressi di Andalo, soci e socie per la consueta assemblea annuale, un appuntamento centrale per fare il punto sulla gestione e sulle prospettive future della cooperativa. Durante l’incontro, è stato presentato un bilancio positivo, frutto di un’azione mirata alla sostenibilità e all’innovazione che ha riscontrato il voto di approvazione unanime da parte dei soci presenti (386 in sala con 132 deleghe).</p>
<p><strong>Risultati raggiunti e dati di bilancio</strong></p>
<p>Nel corso del 2024, la Famiglia Cooperativa ha consolidato la propria crescita, investendo in nuove infrastrutture e innovazione tecnologica per migliorare i servizi offerti a soci e clienti. I risultati di bilancio confermano la solidità della gestione, con un <strong>fatturato netto </strong>che ha raggiunto i <strong>9,7 milioni di euro</strong> e un <strong>utile di oltre 223 mila euro</strong>. La cooperativa conta oggi <strong>2.282</strong> soci e si basa sull’impegno dei suoi <strong>36</strong> dipendenti. Anche la <strong>struttura patrimoniale</strong> si presenta robusta, con un totale di oltre <strong>7,2 milioni</strong> di euro e un <strong>patrimonio netto che supera i 4,4 milioni</strong>, garantendo stabilità e capacità di investimento per il futuro.</p>
<p>Tra gli interventi più significativi:</p>
<ul>
<li>Nuovo direttore: la cooperativa ha introdotto una nuova struttura direttiva con l’ingresso del direttore <strong>Fabio Armanini</strong> in distacco part-time e, da febbraio 2025, l’<strong>assunzione a tempo pieno del direttore Danilo Lorenzi</strong>.</li>
<li>Rinnovo e ristrutturazioni: sono stati <strong>avviati lavori per il salumificio e il punto vendita di San Lorenzo</strong>, con investimenti anche nei punti vendita di Dorsino, Andalo e Molveno.</li>
<li>Digitalizzazione e innovazione: <strong>nuovi sistemi informativi</strong> per il controllo del magazzino e la gestione amministrativa, strumenti fondamentali per garantire efficienza e trasparenza.</li>
<li>La cooperativa ha ribadito il proprio impegno nella <strong>valorizzazione dei dipendenti</strong>, con il nuovo Contratto Integrativo Provinciale in vigore da gennaio 2025 e un piano di incentivi per il personale.</li>
</ul>
<p>L’assemblea, oltre al bilancio dell’anno 2024, ha approvato un piano triennale di investimenti per la ristrutturazione dei punti vendita e delle sedi operative, nonché un rafforzamento delle strategie commerciali per aumentare la competitività della cooperativa.</p>
<p><strong>Il dibattito e l’elezione del consiglio rimandata</strong></p>
<p>Durante l’assemblea, uno dei temi che ha animato maggiormente il dibattito è stata la sospensione del laboratorio di macelleria di San Lorenzo Dorsino, una decisione che ha suscitato perplessità e preoccupazioni tra i soci, in particolare quelli del comune interessato.  Il presidente della Famiglia Cooperativa, <strong>Gianni Mottes</strong>, a nome del consiglio di amministrazione, ha ribadito che la chiusura del laboratorio non è mai stata intesa come definitiva, ma si è resa necessaria per consentire l’adeguamento della struttura alle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e sicurezza alimentare. Proprio per garantire la riapertura nel pieno rispetto di tali requisiti, è già stato avviato il progetto per la realizzazione degli interventi necessari, con particolare attenzione agli aspetti strutturali e alle prescrizioni di sicurezza.</p>
<p>Tuttavia, molti soci hanno espresso il loro disappunto, ritenendo che la decisione sia stata presa senza un confronto adeguato e paventando il rischio di chiusura definitiva o il prolungamento eccessivo dei tempi di riattivazione.</p>
<p>A seguito di questa discussione, alcuni soci hanno dichiarato la loro intenzione di votare scheda bianca, in segno di protesta, con l’obiettivo di rimandare la scelta del nuovo consiglio di amministrazione alla prossima assemblea.</p>
<p>La votazione si è conclusa con la maggioranza di schede bianche (367 su 517 votanti totali). A differenza degli statuti della maggior parte delle società e delle cooperative di consumo, quello della Famiglia Cooperativa Brenta Paganella, prevede una delibera a maggioranza assoluta e non relativa. Di conseguenza, poiché la maggior parte dei voti espressi è risultata nulla ai fini dell’elezione, nessuno dei candidati può essere nominato, compresi i componenti del Collegio Sindacale. Questo implica che l’attuale consiglio di amministrazione e l’attuale collegio rimarranno in carica “in prorogatio” fino alla convocazione di una nuova assemblea elettiva, la cui data è ancora da stabilire.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi - Ufficio stampa</author></item><item><guid isPermaLink="false">ac8e539d-55fb-4869-bee4-4fa7b2ebaaee</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/coop-trentino-e-famiglie-cooperative-sponsorizzano-le-t-shirt-dei-partecipanti-al-progetto-ci-sto-affare-fatica</link><title>Coop Trentino e Famiglie Cooperative sponsorizzano le t-shirt dei partecipanti al progetto ‘Ci sto? Affare fatica’</title><description>Stamattina la consegna al Parco di Melta di Gardolo, dove i ragazzi e le ragazze che hanno aderito al progetto stanno operando per pulire graffiti, riverniciare panchine e sistemare aiuole, prendendosi cura dei beni comuni</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/acgk43nx/foto-di-grupporid.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/coop-trentino-e-famiglie-cooperative-sponsorizzano-le-t-shirt-dei-partecipanti-al-progetto-ci-sto-affare-fatica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1158</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Sait</strong> ha deciso di sostenere il progetto ‘Ci sto? Affare fatica’ gestito dalla cooperativa sociale <strong>Progetto 92</strong>, sponsorizzando l’acquisto delle magliette che saranno indossate dai 500 giovani iscritti.</p>
<p>Le t-shirt sono state consegnate stamattina presso il Parco di Melta di Gardolo dal presidente di Sait <strong>Renato Dalpalù</strong> alla squadra coinvolta nella cura dei beni comuni di quel luogo. «Abbiamo deciso di sostenere questo progetto – ha spiegato Dalpalù – perché stimola giovani ragazze e ragazzi che hanno il desiderio di occuparsi della cosa pubblica quali parchi, scuole e aree verdi dei nostri paesi e città per il bene di tutta la comunità. In altre parole, abbiamo scelto un’iniziativa che incoraggia il senso civico e l’attivazione di energie giovani e vitali, che costituiscono il futuro delle nostre comunità. Un nuovo intervento nell’alveo delle iniziative selezionate dal Consorzio per supportare concretamente l’anima del volontariato trentino, all’interno di ‘Trento capitale europea del volontariato’. Ci è piaciuto anche il fatto che questo progetto è diffuso capillarmente sul territorio trentino, così come l’attività delle Famiglie Cooperative, creando un circuito virtuoso».</p>
<p>Il progetto è pensato per i giovani tra i 14 e i 19 anni che l’estate desiderano fare qualcosa di utile per la comunità ‘guadagnando’ un ‘buono fatica’ settimanale spendibile in alcuni esercizi commerciali del territorio. Una gift card che ha visto il supporto di Coop Trentino e Famiglie Cooperative.</p>
<p>I partecipanti sono impegnati in svariate attività di cura del bene comune: dalla pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, alla manutenzione dei parchi gioco e delle fontane e moltissimo altro ancora. Una movimentazione a tutti i livelli che sta colmando di entusiasmo e significato l'estate di ragazzi e ragazze e che ha anche consentito loro di stringere nuove amicizie.</p>
<p>Ogni squadra è accompagnata da un o una giovane tutor volontario con il ruolo di guida e da un adulto ‘tuttofare’ per trasmettere le competenze tecniche e artigianali. Completa il trio un educatore della cooperativa Progetto 92 che coordina, organizza e accompagna.</p>
<p>Il progetto è stato promosso in circa trenta comuni trentini, tra i quali Trento, Lavis, Mezzana, Besenello, Cavalese, Aldeno, Tesero, Pergine, Cles, proponendo mansioni eterogenee: pulizie e ripristini di parchi e aree verdi, rimozione graffiti, sistemazione arredo urbano, cura edifici pubblici e cortili di scuole.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">c04d61b5-7c80-4bbe-b5f8-e3f115a3f9f5</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-brenta-paganella-crescono-le-vendite</link><title>Famiglia Cooperativa Brenta Paganella, crescono le vendite (+9,8%)</title><description><![CDATA[Il presidente Mottes: «Il quadro generale è complesso, con l’exploit dei costi energetici e degli acquisti. Ma abbiamo scelto di non far ricadere interamente gli aumenti sui consumatori, comprimendo i nostri margini di ricavo».<br />Allo studio la possibilità di allestire uno spazio coworking a Spormaggiore, per metterlo a disposizione della comunità.]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/uhuloska/punto-vendita-fai-della-paganella.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-brenta-paganella-crescono-le-vendite" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1142</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Hanno superato i 9,1 milioni di euro le vendite nette della Famiglia Cooperativa Brenta Paganella, in aumento del 9,8% rispetto agli 8,3 milioni del 2021. La coda della pandemia, la crisi energetica e il generale contesto di instabilità, hanno però fatto esplodere i costi energetici (+37%) e degli approvvigionamenti, facendo ridurre i margini di reddittività.</p>
<p>«Abbiamo scelto di non far ricadere completamente sui prezzi di vendita, ovvero sui soci e sui consumatori, l’aumento consistente dei costi di acquisto – ha spiegato il presidente <strong>Gianni Mottes</strong> – e quindi abbiamo registrato una diminuzione dei nostri margini di ricavo, con un utile di esercizio tendente al pareggio, ovvero -8.900 euro».</p>
<p>La Famiglia Cooperativa Brenta Paganella gestisce una rete di otto punti vendita, tra i quali due multiservizi (Cavedago e Dorsino) e un Sieg (Servizio di interesse economico generale), a Sclemo. Inoltre, ha all’attivo un ingrosso a Andalo, e – unica in Trentino – un salumificio con laboratorio carni a San Lorenzo. In questo salumificio viene prodotta la Ciuiga, con il marchio di presidio Slow Food, venduta insieme ad altre referenze anche attraverso il portale e-commerce inTrentino.com.</p>
<p>I soci sono 2.263 e, riuniti in assemblea nei giorni scorsi, hanno approvato il bilancio, che evidenzia anche una situazione patrimoniale della cooperativa molto positiva. I dipendenti fissi sono 38, ai quali si aggiunge una ventina di stagionali nei periodi turistici, come ha illustrato il direttore <strong>Nerio Donini</strong>.</p>
<p>Le difficoltà del contesto generale non hanno scoraggiato la Famiglia Cooperativa Brenta Paganella, che anzi ha avviato una profonda riorganizzazione, predisponendo un nuovo piano operativo e un nuovo organigramma, oltre che investito sulla formazione e sulla rete di vendita.</p>
<p>Oltre alla conclusione dei lavori di adeguamento dell’ingrosso di Andalo, i punti vendita saranno riammodernati per adeguarli anche alle nuove tecnologie, e saranno ricavati due spazi multifunzione: a Fai della Paganella la sala sopra al punto vendita sarà riservata a riunioni, formazione e videoconferenze. A Spormaggiore, invece, si studierà l’opportunità di allestire uno spazio di coworking a disposizione della comunità.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8314c558-22eb-497f-8d63-5972a43f8926</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/contributi-ai-multiservizi-nelle-zone-di-montagna-premiati-gli-esercizi-che-erogano-maggiori-servizi-alla-popolazione</link><title>Contributi ai multiservizi nelle zone di montagna: premiati gli esercizi che erogano maggiori servizi alla popolazione</title><description>Importanti novità con l’approvazione delle modifiche ai criteri per la concessione di contributi in favore delle imprese di dettaglio di generi alimentari e di prima necessità e dei pubblici esercizi in seno alla disciplina dei cosiddetti multiservizi.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/0l0j5bah/carta-cooperazione-e-cooperativa-meano-foto-marco-parisi-mg-7447-modifica-carta2021.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/contributi-ai-multiservizi-nelle-zone-di-montagna-premiati-gli-esercizi-che-erogano-maggiori-servizi-alla-popolazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2790</width><height>1860</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Giunta provinciale, su proposta dell'assessore al commercio Roberto Failoni, ha stanziato <strong>3 milioni e 288 mila euro a favore dell’insediamento e la permanenza di esercizi multiservizi in zone svantaggiate</strong>, altrimenti prive di servizi commerciali (un milione in più rispetto agli anni precedenti). Si tratta di risorse importanti, dentro le quali trova spazio anche l’attuazione dell’accordo tra la <strong>Provincia autonoma di Trento</strong> e la <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong> del giugno scorso (<a rel="noopener" href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4feaop22/accordo-collaborazione-istituzionale-pat-ftc.pdf" target="_blank" title="Accordo Collaborazione Istituzionale PAT FTC">punto 2, leggi qui</a>).<br /><br />La delibera odierna, spiega l'assessore Failoni "conferma l’attenzione della Giunta provinciale alle piccole realtà del Trentino e, grazie all’introduzione di un sistema premiante, consentirà un aumento nella qualità e nel numero dei servizi svolti a favore della cittadinanza". Fra i nuovi servizi che gli esercizi potranno erogare abbiamo: servizio di punto di ritiro pacchi a banco in presenza di un addetto; servizio di noleggio biciclette (elettriche e/o muscolari); servizio gratuito di ricarica batterie per biciclette elettriche.<br /><br />Il provvedimento di oggi introduce quindi un sistema di maggiorazioni, con un limite massimo di 20.000 euro, che premia gli esercizi che svolgono un numero di attività maggiore tra le 18 previste dai criteri. Tra queste, in particolare, si individuano 8 attività di maggior interesse collettivo. «Crediamo molto in questo sistema. - afferma l’assessore Failoni - Con questo nuovo modello di contributi vogliamo incentivare i 229 multiservizi del Trentino ad offrire servizi che reputiamo essenziali per sconfiggere lo spopolamento della montagna. Mi riferisco in particolare al servizio gratuito di assistenza per la prenotazione telefonica o online di visite mediche, oppure al servizio gratuito di stampa di referti medici o a quello di punto recapito per il ritiro di farmaci. Ma non solo, a queste si aggiungono anche altre attività di maggior interesse collettivo come i sevizi postali, di pagamento, di bancomat, di consegna della spesa a domicilio oltre che, ulteriormente incentivati, i servizi erogati in convenzione con enti pubblici».</p>
<p>La modifica dei criteri ha permesso l’introduzione di tre nuove attività di multiservizi agevolabili, ossia il servizio di gratuito di punto di ritiro pacchi a banco in presenza di un addetto, il servizio di noleggio biciclette (elettriche e/o muscolari) e il servizio gratuito di ricarica batterie per biciclette elettriche. Infine il premio d’insediamento per le nuove attività è stato aumentato a 29.000 euro.</p>
<p>La nuova disciplina sarà applicata già a partire dalle domande di contributo che potranno essere presentate nel 2023, quindi le imprese multiservizi potranno beneficiare dei maggiori contributi già per l'attività svolta nel 2022. Di seguito il riepilogo della misura.</p>
<p> </p>
<div>
<table border="0" class="table table-striped">
<tbody>
<tr>
<td class=" text-center" width="157"><strong>TIPO</strong></td>
<td class=" text-center" width="102"><strong>importo criteri precedenti</strong></td>
<td class=" text-center" width="102"><strong>Incremento a parità di condizioni</strong></td>
<td class=" text-center" width="102"><strong>Con 2 attività multiservizi</strong></td>
<td class=" text-center" width="102"><strong>Da 3 a 4 attività multiservizi</strong></td>
<td class=" text-center" width="102"><strong>Più di 4 attività multiservizi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td class=" text-center" width="157">Premio insediamento</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 22.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 29.000</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
</tr>
<tr>
<td class=" text-center" width="157">Multiservizi dettaglio ordinari</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 10.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 11.000*</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 13.000*</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 13.500*</td>
</tr>
<tr>
<td class=" text-center" width="157">Multiservizi dettaglio SIEG</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 12.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 13.000**</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 16.000**</td>
</tr>
<tr>
<td class=" text-center" width="157">Multiservizi dettaglio <em>Zone Particolarmente Svantaggiate</em></td>
<td class=" text-center" width="102">€ 14.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 15.000</td>
<td class=" text-center" width="102">-</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 17.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 18.500</td>
</tr>
<tr>
<td class=" text-center" width="157">Pubblici esercizi</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 4.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 6.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 7.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 7.500</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 8.000</td>
</tr>
<tr>
<td width="157">
<p class=" text-center">Pubblici esercizi</p>
<p class=" text-center"><em>Zone Particolarmente Svantaggiate</em></p>
</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 5.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 7.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 8.000</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 8.500</td>
<td class=" text-center" width="102">€ 9.000</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><em>Nel caso di servizi svolti in convenzione con enti locali, i contributi indicati con * aumentano di 2.000 euro, quelli indicati con ** di 4.000 euro.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa PAT<br /></em></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">d3970e04-391a-4e3a-925e-297d3b32cd95</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/si-conclude-con-l-apertura-della-procedura-di-mobilita-il-confronto-per-l-esternalizzazione-del-magazzino-sait</link><title>Si conclude con l’apertura della procedura di mobilità il confronto per l’esternalizzazione del magazzino SAIT</title><description><![CDATA[Non è stato possibile trovare alcun accordo a causa della totale e preventiva chiusura dei Sindacati, concretizzatasi nella mancanza del mandato a trattare in ognuno dei sette incontri.<br /><br />·SAIT non ha posto alcun diktat, anzi ha presentato proposte concrete di tutela dell’occupazione e di contenimento dell’impatto sociale che non sono mai state neanche discusse nel merito.<br /><br />Nessuna apertura anche rispetto alla disponibilità dell’azienda ad un accordo su possibili indennizzi all’esodo.]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/yampf21u/la-trattativa-sait-sindacato-e-giunta-ad-un-bivio.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/si-conclude-con-l-apertura-della-procedura-di-mobilita-il-confronto-per-l-esternalizzazione-del-magazzino-sait" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>«<em>Rimaniamo convinti che ci sarebbero stati gli spazi di discussione per affrontare la questione, ma per fare questo vi deve essere la disponibilità al dialogo di entrambe le parti</em>.» Queste le parole del Direttore Generale di SAIT, Luca Picciarelli, a conclusione dell’incontro di oggi presso il Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento che ha decretato la conclusione, con un nulla di fatto, della trattativa per l’esternalizzazione delle attività logistiche del magazzino dell’azienda.</p>
<p>Una trattativa che, nonostante la disponibilità al confronto e le proposte presentate da parte di SAIT, non si è mai effettivamente aperta. «<em>Respingo con forza le accuse mosse dalle Organizzazioni Sindacali circa il fatto che SAIT abbia posto diktat o ricatti</em> – dichiara Picciarelli - <em>Abbiamo invece formulato, una proposta complessiva con importanti misure a tutela dell’occupazione</em>.»</p>
<p>Per oltre sei mesi, a partire da dicembre 2021, alla richiesta di affrontare il tema (del quale c’era ampia consapevolezza) della necessità di riorganizzare le attività del magazzino nella direzione di trasferire in maniera completa i servizi logistici a MOVITRENTO - cooperativa che opera nel territorio trentino da 35 anni - SAIT ha ricevuto come unica forma di risposta la proclamazione di giornate di sciopero.</p>
<p>Per avviare la discussione l’azienda è stata posta nella condizione di dover comunicare l’apertura della procedura di mobilità.</p>
<p>«<em>Già in quella lettera, inviata lo scorso 13 giugno </em>- continua il DG di SAIT –<em> abbiamo voluto evidenziare le iniziative volte a contenere l’impatto sociale della procedura stessa, che però non sono mai state prese in considerazione</em>».</p>
<p>Tra queste, <strong>SAIT ha negoziato la disponibilità di MOVITRENTO a garantire</strong>: a) il posto di lavoro a <strong>tutte</strong> le persone interessate alla procedura; b) la stessa mansione (magazziniere); c) lo stesso contratto nazionale di lavoro (commercio); d) lo stesso luogo di lavoro (via Innsbruck a Trento); e) il mantenimento dell’inquadramento, dell’anzianità acquisita e delle tutele connesse all’art. 18 dello statuto dei lavoratori per chi già protetto da tale clausola; f) un ulteriore garanzia al mantenimento del posto di lavoro anche nel caso MOVITRENTO dovesse essere sostituita da altra società appaltatrice. Inoltre, poiché il contratto integrativo aziendale SAIT non può essere mantenuto nei termini in essere, cambiando il datore di lavoro, l’azienda ha proposto la corresponsione di un <em>una tantum</em> di euro 3.000 pari a due annualità della parte fissa del contratto integrativo aziendale, oltre alla liquidazione dell’intero TFR maturato in capo a SAIT fino al momento del trasferimento.</p>
<p>Dopo la comunicazione dell’apertura della procedura di licenziamento e nei successivi 45 giorni vi sono stati quattro incontri tra le Organizzazioni Sindacali e l’azienda per tentare un accordo che non solo non è stato trovato ma banalmente nemmeno ricercato causa la mancanza, da parte del sindacato, di un mandato da parte dei lavoratori per affrontare la questione. Medesima dinamica si è ripetuta nei tre incontri successivi quando il confronto si è trasferito, come previsto dalla normativa, presso il Servizio Lavoro della PAT.</p>
<p>Commenta Picciarelli: «<em>Tutti gli incontri svolti, compreso quello di stamattina, non hanno portato ad alcun risultato, sempre a causa della mancanza di quel mandato che forse è servito a mascherare l’assoluta e preventiva indisponibilità alla ricerca di una intesa sia sul passaggio dei collaboratori da SAIT a MOVITRENTO, sia in merito ad un accordo che riconosca ai dipendenti coinvolti nella procedura di licenziamento una qualche forma di indennizzo, cosa sulla quale l’azienda si era dichiarata disposta al confronto formulando anche delle indicazioni in merito</em>.»  </p>
<p>Acquisita infatti la consapevolezza dell’impossibilità di trattare i contenuti della cessione del contratto a MOVITRENTO l’azienda, nell’interesse dei lavoratori coinvolti, ha formulato una proposta di indennizzo alternativa all’opposizione in sede giudiziale al licenziamento di 10.000 euro, sommati al mancato preavviso.</p>
<p>Giunti a questo punto l’azienda dovrà inviare le lettere di licenziamento.  </p>
<p>«<em>È un epilogo a cui non avremmo mai voluto arrivare ma che un approccio, per noi assolutamente incomprensibile, ha determinato</em>. – conclude Luca Picciarelli - <em>Abbiamo operato avendo presente la necessità di coniugare diversi fattori: fornire un servizio adeguato ed economicamente sostenibile ai nostri soci tutelando, al contempo, la professionalità e la posizione dei nostri collaboratori con i quali abbiamo lavorato per anni oltre al livello competitivo della rete di punti vendita a garanzia della convenienza della nostra offerta di prodotti. A dimostrazione della nostra buona fede abbiamo convenuto con MOVITRENTO - e di questa cosa abbiamo informato sia il Servizio Lavoro che le Organizzazioni Sindacali - la disponibilità a sottoscrivere un accordo affinché la stessa società offra nei prossimi 12 mesi ai collaboratori SAIT che saranno interessati dalla mobilità la possibilità, in via preventiva e preferenziale, di essere assunti a fronte di eventuali loro nuove necessità occupazionali</em>».<br /><br />FONTE: SAIT</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">86b5df2f-5432-4db5-950d-91de746865a2</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglie-cooperative-si-chiude-un-2021-positivo-ma-spaventano-le-nubi-all-orizzonte</link><title>Famiglie Cooperative, si chiude un 2021 positivo ma spaventano le nubi all’orizzonte</title><description><![CDATA[<p>Il bilancio delle 68 Famiglie Cooperative Trentine (363 punti vendita, 123.909 soci, 1.869 dipendenti) ha prodotto ricavi per 344 milioni. Le vendite sono diminuite rispetto al 2020 (-8%) ma risultano sostanzialmente in linea con quelle del 2019 pre-pandemia, grazie ad un buon andamento della stagione estiva. Bene il reddito netto (3,5 milioni) e l’occupazione (+80 dipendenti a fine 2021). La vicepresidente Paola Dal Sasso: “Il buon andamento della stagione turistica invernale da poco conclusa ci aveva fatto sperare in una interessante ripresa per il 2022, ma l’exploit dei costi energetici e delle materie prime e l’aumento dell’inflazione costituiscono elementi di forte criticità”. </p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/eateb2i4/220523-convegno-consumo-01-1-.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglie-cooperative-si-chiude-un-2021-positivo-ma-spaventano-le-nubi-all-orizzonte" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo l’effetto ‘lockdown’ che aveva portato i ricavi delle vendite delle Famiglie Cooperative del 2020 ad aumentare di uno straordinario 7,2%, nel 2021 la situazione si è ‘normalizzata’ ed i ricavi sono stati pari a 344 milioni, in linea rispetto al 2019. Ad eccezione delle cooperative turistiche, dove nel 2021 sono pesati lo stop della stagione invernale e le forti limitazioni alla circolazione, soprattutto dei turisti esteri. </p>
<p>I dati sono stati presentati questo pomeriggio presso la Federazione Trentina della Cooperazione, nel corso del tradizionale convegno di settore. “Speravamo che nel 2021 avremmo potuto dire addio alla pandemia – ha detto il presidente <strong>Roberto Simoni</strong>, salutando gli amministratori presenti – e invece si è trattato di un altro anno molto complesso. Archiviamo un bilancio aggregato discreto dal punto di vista dei numeri, ma soprattutto dal punto di vista dell’impatto sociale che è il nostro elemento distintivo. Anche nel 2021 le Famiglie Cooperative hanno saputo essere animatori territoriali, gestendo i piccoli negozi, dando vita alle comunità periferiche e allontanando ancora una volta il rischio di desertificazione sociale”.</p>
<p>“Se il 2021 ha portato i bilanci delle Famiglie Cooperative ad un miglioramento rispetto alla situazione pre-pandemia – ha aggiunto la vicepresidente della Federazione per il settore consumo <strong>Paola Dal Sasso </strong>– all’orizzonte appaiono delle nubi che destano preoccupazione. Il buon andamento della stagione turistica invernale da poco conclusa ci aveva fatto sperare in una interessante ripresa per il 2022, ma l’exploit dei costi energetici e delle materie prime e l’aumento dell’inflazione introducono elementi di forte criticità”.</p>
<p>Durante il convegno sono state presentate le proposte formative dedicate al settore del consumo e sono stati consegnati i 15 diplomi ai partecipanti al corso ‘Direzione Consumo’, per potenziali futuri direttori e direttrici di Famiglie Cooperative. “Ai corsi rivolti al rafforzamento delle competenze tecniche – ha spiegato <strong>Jenny Capuano</strong>, responsabile dell’Area Formazione e cultura cooperativa della Federazione – affianchiamo la formazione specifica dedicata agli amministratori, un percorso per rafforzare la consapevolezza della delicatezza e dell’importanza di questo ruolo, alimentando la capacità di saper comunicare cosa ci distingue rispetto agli altri, sotto l’aspetto valoriale, sociale ed ambientale. Proporremo anche di lavorare a livello territoriale, per consolidare la competenza di essere animatori delle comunità”.</p>
<p><strong>Vendite e reddittività</strong></p>
<p>“Nel 2021 le vendite alimentari – ha illustrato <strong>Giuliano Bernardi</strong>, responsabile del settore consumo – sono diminuite del 7% rispetto al 2020, ma sono in linea rispetto al 2019, con il traino, in particolare, delle grandi superfici. La perdita di vendite si concentra nei primi 5 mesi del 2021, con lo stop della stagione turistica invernale e le limitazioni meno rigide al movimento nel 2021 rispetto al primo anno di pandemia”.</p>
<p>Il risultato netto 2021 è positivo per 3,5 mln di euro (erano 8,8 nel 2020) e consente di rafforzare ulteriormente la solidità delle cooperative, con un patrimonio netto che raggiunge quota 136 milioni di euro (+1,3%).</p>
<p>Nel 2021 le Famiglie Cooperative hanno puntato sul futuro con fiducia, raddoppiando gli investimenti sulla rete di vendita, che sono passati da 7 a 14 milioni di euro. Un ottimismo che si nota anche nella volontà di continuare ad offrire ristorni ai soci: 642 mila euro rispetto a 860 mila del 2020.</p>
<p><strong>I numeri del settore</strong></p>
<p>Le Famiglie Cooperative sono 68, gestiscono 363 punti vendita di cui la metà sotto i 150 metri quadrati e sotto ai 500 mila euro di fatturato. La superficie di vendita complessiva supera i 96 mila metri quadrati ed è distribuita su 154 comuni trentini. Qui, 231 negozi sono l’unico esercizio commerciale del paese, 158 (+2) sono multiservizi e 76 (+5) sono Sieg, cioè sono riconosciuti come servizi d’interesse economico generale.</p>
<p>Nel 2021 581 nuovi soci e socie hanno aderito a queste cooperative, facendo svettare il totale a 123.909 persone. Nonostante il calo del fatturato tiene sostanzialmente l’occupazione, che registra un -1,3% in termini di ULA (unità lavorative annue), ma con 80 lavoratori in più a dicembre 2021 rispetto al 2020. I dipendenti sono 1.869, l’80% dei quali a tempo indeterminato. Il part time è utilizzato per il 30% dei contratti.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ea27a7ca-dcaa-4816-a557-4c6b9cd58629</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/aiuti-ucraina-nei-360-punti-vendita-coop-trentino-famiglia-cooperativa-e-coop-superstore-e-partita-la-campagna-per-le-donazioni-da-2-5-e-10-euro</link><title>Aiuti Ucraina: nei 360 punti vendita Coop Trentino, Famiglia Cooperativa e Coop Superstore è partita la campagna per le donazioni da 2, 5 e 10 Euro</title><description><![CDATA[Partita anche in Trentino #CoopforUcraina, la campagna di raccolta fondi promossa da Coop per portare un aiuto immediato alle famiglie ucraine in fuga dalla guerra.<br />La campagna di Coop sostiene l’Agenzia ONU per i Rifugiati-UNHCR, la Comunità di Sant‘Egidio e Medici Senza Frontiere, da anni presenti sul territorio ucraino. Le donazioni di soci e consumatori raccolte si affiancheranno ad uno stanziamento di partenza di 500.000 euro già previsto da Coop. L’obiettivo complessivo è quello di superare 1 milione di euro.]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qzlfxkre/schermata-2022-03-05-alle-13-44-19.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/aiuti-ucraina-nei-360-punti-vendita-coop-trentino-famiglia-cooperativa-e-coop-superstore-e-partita-la-campagna-per-le-donazioni-da-2-5-e-10-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>395</width><height>556</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una situazione in continua evoluzione, un terreno su cui è difficile intervenire, difficoltà a capire cosa accade: questa è l’emergenza della guerra in Ucraina in queste ore. Ad oggi si contano oltre un milione di sfollati, centinaia di migliaia di cittadini bloccati a Kiev, Mariupol, Kharkiv e in molte altre città bombardate negli ultimi giorni.</p>
<p>Proprio con l’intento di puro sostegno a queste popolazioni, Coop avvia la campagna di raccolta fondi #coopforucraina. Si parte da uno stanziamento di 500.000 euro che tutte le cooperative di consumatori hanno già messo a disposizione, sul quale andranno a sommarsi le donazioni dei soci e dei consumatori che numerosi in questi giorni hanno chiesto l’attivazione di un canale per poter dare il proprio aiuto. Aperta anche la sottoscrizione ai dipendenti Coop che vorranno donare ore del proprio lavoro; in questo caso le cooperative si impegnano a raddoppiare i contributi così raccolti.</p>
<p>Si può donare alle casse degli oltre 11 mila punti vendita Coop in Italia (tra questi i 360 punti vendita Coop Trentino, Famiglia Cooperativa e Coop Superstore)<br />o utilizzare la piattaforma <a rel="nofollow noopener" href="https://incooperazione.it/solidarieta" target="_blank">eppela.com/coopforucraina</a> o il conto corrente dedicato (IBAN – IT 36 H 02008 05364 000106357816).</p>
<p>Tutte e tre le modalità sono attive a partire da sabato 5 Marzo. L’obiettivo è fornire assistenza sanitaria, kit di primo soccorso, cibo, vestiti e accoglienza al confine con l’Ucraina e quanto necessario in uno scenario in continua evoluzione, difficile in questo momento da prevedere per le stesse associazioni che pur conoscono bene quel territorio.</p>
<p>“Abbiamo deciso di aderire fin da subito all’ iniziativa organizzata da Coop perché non possiamo rimanere a guardare – spiega Renato Dalpalù, Presidente Consorzio Sait Coop – sono i nostri stessi soci, da sempre solidali e attenti cittadini del mondo che ci stanno chiedendo di studiare modalità per aiutare la popolazione ucraina. Non risolveremo certo i problemi di una nazione e di un popolo sotto le bombe ma daremo un contributo rapido e concreto alle persone colpite con lo spirito che da sempre anima il movimento cooperativo”.</p>
<p>“Si tratta di una iniziativa particolarmente significativa – continua Dalpalù – perché sappiamo che la solidarietà dei nostri soci e clienti andrà nelle mani sicure di realtà da anni impegnate in quelle aree come l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati-UNHCR, la Comunità di Sant‘Egidio e Medici Senza Frontiere”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3def0fe9-942d-4fac-8646-e448330104a1</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-europarlamento-via-riferimenti-a-cancro-da-etichette</link><title>Vino: Europarlamento, via riferimenti a cancro da etichette</title><description><![CDATA[<p>E’ stato espresso in plenaria parere favorevole a modifica piano dell’Unione Europea: il consumo di vino in sé non è nocivo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/bahm2rxq/calice-di-vino-bianco.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-europarlamento-via-riferimenti-a-cancro-da-etichette" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1300</width><height>1955</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"C'è differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche e non è il consumo in sé a costituire fattore di rischio per il cancro".</p>
<p>E' questa una delle modifiche alla relazione sul Piano di azione anti-cancro approvate nelle scorse ore dal Parlamento Europeo.</p>
<p>Dal testo è stato cancellato anche il riferimento ad avvertenze sanitarie in etichetta, e introdotto l'invito a migliorare l'etichettatura delle bevande alcoliche con l'inclusione di informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol.</p>
<p>Fonte: Ansa</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f966a9c4-3545-477a-9848-33aa5076d734</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/piacere-di-mangiarti-al-via-il-nuovo-format-targato-incooperazione</link><title>Piacere di mangiarti. Al via il nuovo format targato inCooperazione</title><description>La Federazione ha realizzato un format video di dieci puntate intitolato ‘Piacere di mangiarti’ indirizzato ai soci e ai clienti delle Famiglie Cooperative con l’obiettivo di rinforzare la consapevolezza sull’importanza di scelte alimentari che premino la qualità e la salubrità dei cibi.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/cvnffasm/piacere-di-mangiarti-cover.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/piacere-di-mangiarti-al-via-il-nuovo-format-targato-incooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Il taglio di questa serie è pratico e diretto: vengono infatti forniti consigli di facile portata, in modo piacevole, fresco e giovane sulla lettura delle etichette, l’origine dei prodotti, la lista degli <strong>ingredienti</strong>, le <strong>denominazioni territoriali</strong>, il marchio <strong>Qualità Trentino</strong>, la <strong>sicurezza alimentare</strong> e <strong>ambientale</strong>.</span> Temi scelti e indirizzati anche grazie al supporto del pubblico che, con un piccolo sondaggio proposto sui canali social, ha mostrato i propri dubbi riguardo al consumo consapevole.</p>
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/videoseries?list=PLipfxhEHEBPJ_ErWNNk0DEBWruq_8aINw" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>
<p><span>Le tematiche scientifiche sono state sviluppate dalla dottoressa </span><strong><span>Sara Marcelletti</span></strong><span>, una biologa nutrizionista esperta in consulenze alimentari, con il supporto tecnico di </span><strong><span>Massimiliano Folgheraiter</span></strong><span>, giovane videomaker per riprese e montaggio. </span> </p>
<p><span>“Riteniamo importante – spiega </span><strong><span>Roberto Simoni</span></strong><span>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione che ha prodotto questa serie – investire sulla formazione dei consumatori trentini, dando loro strumenti utili per fare scelte consapevoli. La pandemia ha modificato la composizione del carrello della spesa, rendendolo più green e più salubre: c’è maggiore attenzione alle conseguenze ambientali delle scelte alimentari e registriamo anche una più marcata riflessione sulla qualità dei prodotti e sulla valorizzazione di quelli locali. Questo ci sembrava dunque il momento propizio per contribuire a diffondere qualche elemento di cultura alimentare, sostenendo i consumatori in questa loro ricerca di benessere personale e di salvaguardia dell’ambiente”.</span> </p>
<p><span>La serie parte dal presupposto che basta qualche accorgimento semplice ed applicabile quotidianamente, per diventare consumatori e consumatrici consapevoli. Dalla lettura degli ingredienti alla ricerca della semplicità, dall’attenzione al consumo di zucchero e sale alla ricerca del luogo di origine dei prodotti. </span> </p>
<p><span>L'impegno nel fare delle scelte più sostenibili, se intraprese da un gran numero di persone, può avere dei risvolti molto positivi sia in termini di salute della persona che dell’ambiente.</span> </p>
<p><span>La serie verrà diffusa attraverso i canali social delle Famiglie Cooperative, i canali social e YouTube di inCooperazione e Cooperazione Trentina.<br /><br /><a href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/video-e-podcast/piacere-di-mangiarti-2021" title="Piacere di managiarti">Guarda la serie qui</a>.</span></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f0a04466-39b7-4985-b6e4-a2586d98fb17</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-bene-intervento-di-centinaio-il-settore-va-difeso-distinguere-tra-consumo-moderato-e-abuso</link><title>Rigotti: "Bene intervento di Centinaio, il settore va difeso, distinguere tra consumo moderato e abuso"</title><description><![CDATA[<p>"Siamo alla vigilia di un voto importante che può decidere le sorti di un intero comparto produttivo. Bene ha fatto il Sottosegretario Centinaio a ribadire le perplessità, condivise dall'intera filiera vitivinicola nazionale, rispetto alla equiparazione tra uso e abuso di vino contenuta nel documento per la lotta al cancro realizzato dalla Commissione speciale per la lotta al cancro del Parlamento europeo (Commissione BECA)".</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/d5sedqjj/luca-rigotti-eletto-presidente-del-gruppo-di-lavoro-vino-del-copa-cogeca.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-bene-intervento-di-centinaio-il-settore-va-difeso-distinguere-tra-consumo-moderato-e-abuso" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo dice il coordinatore del settore Vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari <strong>Luca Rigotti</strong> (nella fotografia) in riferimento al voto atteso il prossimo 15 febbraio in plenaria al parlamento Ue sul Piano Europeo di Lotta al cancro.</p>
<p>Il presidente Rigotti ha più volte posto l'accento, nella sua veste di Presidente del Gruppo vino Copa-Cogeca (l'organizzazione di rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative agricole europee) sulla "sostanziale mancanza di equilibrio della Commissione Europea che non ha operato alcun distinguo tra l'abuso e il consumo moderato e consapevole di vino come alimento, per lo più consumato ai pasti e parte integrante tra l'altro della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'Unesco". </p>
<p>Pur condividendo pienamente gli obiettivi della Commissione Europea in materia di salute e di prevenzione del cancro, secondo Rigotti il vino è da considerarsi “molto più di una semplice bevanda alcolica: è indissolubilmente legato alla cultura, allo stile di vita e alle tradizioni di tutta Europa; è la prima voce dell’export agroalimentare UE verso i paesi terzi, svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’occupazione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale di intere aree rurali”.</p>
<p>Fonte: Alina Fiordellisi (Confcooperative)</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9085a4e0-fecd-4993-810f-58515f4e25b5</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/mandacaru-cosmetici-e-integratori-etici-e-sostenibili-in-farmacia</link><title>Mandacarù, cosmetici e integratori etici in farmacia</title><description><![CDATA[<p>Grazie all'accordo con Unifarm, la cooperativa trentina di commercio equo e solidale può contare su un nuovo canale di distribuzione che aumenterà la possibilità di acquisto da parte dei consumatori e con essa il supporto ai paesi impoveriti</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/a4ml4nnw/mandacar-prodotti-farmacie.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/mandacaru-cosmetici-e-integratori-etici-e-sostenibili-in-farmacia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7972</width><height>5315</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una selezione di prodotti di Mandacarù, la cooperativa trentina che si occupa di commercio equo e solidale, sarà presto disponibile presso le farmacie trentine, grazie ad un accordo con Unifarm. Si tratta di prodotti Altromercato, in particolare integratori e cosmetici della linea Natyr per la cura del corpo, naturali e provenienti da filiera etica sostenibile e certificata.</p>
<p>Inizia così un percorso che offre ai farmacisti trentini un partenariato per contribuire a diffondere il benessere delle persone collegato a quello del pianeta. Ogni prodotto, infatti, è realizzato con oltre il 50% di materie prime di commercio equo in peso o in valore (esclusi acqua e alcool), nichel ested, con oltre il 98% di materie prime vegetali, senza parabeni, oli minerali e donatori di formaldeide. I packaging sono riciclabili, raccontano le origini degli ingredienti e sono multilingua.</p>
<p>Per realizzare integratori e cosmetici vengono utilizzate oltre 50 materie prime di commercio equo, nella cui produzione sono coinvolti più di 2.000 piccoli produttori da 25 paesi da tutto il mondo. Il bollino vegan assicura che non ci siano materie prime di origine animale.</p>
<p>La linea biologica è certificata da Natrue, storico e rigoroso disciplinare internazionale a tutela del consumatore. I prodotti sono sottoposti a controlli microbiologici, sono dermatologicamente testati e contengono solo coloranti naturali e conservati alimentari.</p>
<p>“Questo accordo – spiega il presidente di Mandacarù <strong>Fausto Zendron</strong> – appare particolarmente significativo in questo momento storico, dove l’attenzione verso le tematiche della sostenibilità ambientale e del consumo consapevole acquistano nuova luce e nuova consapevolezza”.</p>
<p>E se l’accordo con Unifarm aumenta le possibilità di diffusione dei prodotti equi e solidali in Trentino, nuovi progetti e nuove partnership internazionali della cooperativa guardano invece al fronte dei fornitori, per favorire lo sviluppo sostenibile e attento all’ambiente dei paesi più impoveriti.</p>
<p><strong>Rilancio del microcredito in Ecuador</strong></p>
<p>Ha come obiettivo il rilancio della finanza solidale la nuova iniziativa lanciata da Mandacarù, che rinforza la partnership con il Banco Codesarrollo di <strong>Bepi Tonello</strong>, famoso per la sua ricetta rivoluzionaria ‘il denaro dei poveri ai poveri’. </p>
<p>L’azione di Mandacarù mira a rinforzare lo sviluppo della finanza popolare in Ecuador: per farlo la cooperativa invita tutti i soci e le socie (circa 3mila) a sottoscrivere nuovo capitale con destinazione Banco Codesarrollo, per consentire alla banca di finanziare nuovi progetti di microcredito.</p>
<p>Banco Codesarrollo è un'istituzione finanziaria privata di ispirazione cristiana e visione sociale, che sostiene lo sviluppo locale e globale della popolazione emarginata dell'Ecuador, attraverso la fornitura di prodotti e servizi finanziari di qualità, contribuendo a ridurre la povertà, creare speranza, giustizia, pace e condizioni di vita più umane.</p>
<p>Grazie al microcredito nascono cooperative che valorizzano prodotti locali e creano posti di lavoro producendo una “economia circolare” che alimenta una crescita individuale e collettiva.  Ad oggi, sono oltre 106 mila le famiglie di campesinos che hanno beneficiato di questa rivoluzione culturale, economica e sociale.</p>
<p>Lo slogan di Codesarrollo “Investiamo in umanità”, si richiama alle radici profonde da cui ha avuto origine il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio (FEPP), una fondazione senza scopo di lucro nata su iniziativa della Conferenza Episcopale Ecuadoriana, per dare risposta alla esortazione di Papa Paolo VI che, nella enciclica Populorum Progressio sollecitava la creazione di fondi comuni per assistere le fasce deboli delle popolazioni, nella prospettiva di uno sviluppo solidale ed inclusivo.</p>
<p>Dall’analisi dell’impatto generato da Codesarrollo nell'ultimo rapporto annuale del 2020, emerge una grande attenzione ai più giovani (quasi 8 milioni di dollari erogati), all’acquisto e riscatto della terra da parte dei campesinos (oltre 5 milioni) e allo sviluppo di imprese in forma comunitaria.</p>
<p><strong>Progetto di microsviluppo cooperativo in Perù</strong></p>
<p>L’impatto del Covid in Perù è stato drammatico: secondo la Johns Hopkins University, si tratta del secondo paese al mondo per maggior numero di vittime in rapporto alla popolazione, con oltre 3,5 milioni di persone hanno perso il lavoro negli ultimi 18 mesi.</p>
<p>Prima dell'emergenza sanitaria, il Perù aveva fatto notevoli progressi, riducendo il suo tasso di povertà dal 42,4% al 21,7%. Un progresso disomogeneo, che non aveva coinvolto alcune aree rurali, come la Valle de los Ríos Apurímac, Ene y Mantaro, dove il tasso di povertà è del 40,4%, quasi il doppio della media del paese. Qui c’è la più grande produzione di foglie di coca del paese e il Governo ha fissato l’obiettivo di dimezzarla entro la fine di quest’anno. Ma togliendo quella fonte di reddito, è necessario introdurre alternative per evitare conseguenze nefaste.</p>
<p>Il progetto portato avanti da Mandacarù mira a portare sviluppo economico - ambientale ed inclusione sociale nelle comunità Asháninkas del Bajo Perene - Junín Perú- Kametza Asaike, migliorando le condizioni di vita della popolazione indigena. L’obiettivo principale è quello di ridurre il tasso di povertà e di malnutrizione nella zona, nonché convertire le coltivazioni di coca, orientando le colture a prodotti destinati all’autoconsumo e alla vendita sul mercato locale.</p>
<p>L'intervento previsto riguarda le famiglie di 10 comunità Asháninkas affinché, organizzate in una cooperativa produttiva, possano mettere in atto azioni di preservazione dell’ambiente in cui vivono, e possano migliorare le loro capacità produttive e sociali.</p>
<p>Il progetto è ancorato ai principi dell’agricoltura familiare, dello sviluppo sostenibile, dei diritti di genere, dello sviluppo territoriale e dei diritti umani, e sarà realizzato in modo complementare con il progetto sviluppato da Istituto Redes con il supporto dell’ONG belga Sos Faim, in partnership con Mandacarù Onlus, permettendo in tal modo di ottenere un maggiore impatto sul territorio.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">d025fdd5-8b7b-4e1d-b69b-8280e2bf9093</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rapporto-coop-2021-io-penso-positivo</link><title>Rapporto Coop 2021: “Io penso positivo”</title><description><![CDATA[<span>Una nuova normalità si delinea alla fine dell’emergenza sanitaria. Nuovi stili alimentari, di vita e affettivi. Il rapporto, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), rileva che il nuovo mood post pandemia è positivo per quasi 7 italiani su 10 e torna la fiducia nel prossimo.</span>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4fmi1s2w/rapporto-coop-2021-per-sito-2400px-1.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rapporto-coop-2021-io-penso-positivo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2400</width><height>1351</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Presentata pochi giorni fa l’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2021 – Economia, Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di  Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi,  Npd,  Crif, Tetra Pak Italia.  L’edizione 2021 del Rapporto è tutta orientata a descrivere la situazione della nuova realtà post Covid e per fare questo, oltre alle fonti di solito utilizzate, si è avvalsa di due diverse survey intitolate  “Reshaping the future”  e condotte entrambe nello scorso mese di agosto. La prima ha coinvolto un campione di 1.500 italiani rappresentativo della popolazione over 18 (18-75 anni). La seconda si è rivolta ad un panel della community del sito di <a rel="noreferrer noopener" href="https://italiani.coop/" target="_blank">italiani.coop</a> e ha coinvolto 1.000 opinion leader e market maker fruitori delle passate edizioni del Rapporto. Tra questi sono stati selezionati 470 ruoli apicali  (imprenditori, amministratori delegati e direttori, liberi professionisti) in grado di anticipare più di altri le tendenze future del Paese.  A tutti va il nostro ringraziamento. </p>
<p><strong>Un mondo multipolare, una obbligata rivoluzione verde – </strong>Dopo la peggiore crisi di tutti i tempi, la migliore ripresa di sempre. Le variazioni del Pil mondiale tutte al rialzo si attestano su un +6% nel 2021 ma continuano in positivo anche negli anni a venire (+4,9% nel 2022 e +3,5% nel 2023). Corre più veloce di tutti la Cina in un mondo multipolare in cui gli Usa sembrano abdicare al loro storico ruolo di potenza egemone e offrono anche all’Europa la chance di diventare soggetto stabilizzatore nella costruzione dei nuovi equilibri geopolitici tra i molti protagonisti regionali emergenti. </p>
<p>In Europa e nel mondo, l’Italia vive una seconda giovinezza; cresce più in fretta delle aspettative (il balzo in avanti del Pil potrebbe sfiorare il 6%), trascinata dall’export che ha già superato i livelli pre Covid e dalla riconversione digitale della propria manifattura. Gode, soprattutto, di un nuovo e inatteso momento di favore internazionale  grazie ai recenti, molteplici successi sportivi e musicali, ma anche alla buona gestione della pandemia e soprattutto all’effetto autorevolezza generato dalla premiership di Mario Draghi. Durante gli Europei di calcio le ricerche on line associate alla parola “Italia” sono cresciute di un +211% e l’Italia resta in testa alle wish destination mondiali. Soprattutto, il 60% della business community internazionale si dichiara convinto di una maggiore attrattività del Paese nei prossimi 3 anni e il 48% lo ritiene una possibile destinazione dei propri investimenti futuri. Anche per questi nuovi riconoscimenti,  l’86% degli intervistati si dichiara orgoglioso di essere italiano. E cresce anche la fiducia degli italiani nell’Europa e nell’Ue (oggi al 44%  tra i valori più bassi nell’Ue ma il più alto fra gli italiani da marzo 2011, quindi negli ultimi 10 anni).</p>
<p> Il ritorno alla crescita (in Italia e nel mondo) ripropone con forza la stringente necessità di una grande rivoluzione verde a livello globale (44 sono i paesi che si sono impegnati con leggi, protocolli, documenti nel 2021 rispetto ai 22 di appena 2 anni fa);sembra, anzi, oramai esaurirsi il tempo a disposizione, tanto da far temere nuove tensioni geopolitiche dovute alla diminuzione delle risorse naturali disponibili (lo teme l’80% degli executive intervistati). Lo scetticismo (il 77% del campione executive) nella possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati in fatto di inquinamento e cambiamento climatico va di pari passo con la consapevolezza che proprio il rispetto dell’ambiente e l’innovazione sono oramai le priorità irrinunciabili dello sviluppo futuro. La consapevolezza è ampia non solo tra i manager. Il 79% degli italiani si dichiara infatti, preoccupato del riscaldamento globale eil 75% degli executive affida lo sviluppo futuro all’innovazione tecnologica e digitale e sono gli scienziati e i medici a tornare in cima ai modelli di riferimento degli italiani (rispettivamente con il 49% e il 32% del campione). </p>
<p><strong>Le inquietudini del presente e la nuova forma del futuro- </strong>“Io penso positivo” è comunque il nuovo mood post pandemia per quasi 7 italiani su 10 e, messo da parte il rancore, torna la fiducia nel prossimo (lo afferma il 41% rispetto al 19% di quattro anni fa), a partire dalla famiglia e dagli affetti più stretti.  Nel rinnovato clima di benevolenza vengono assorbite con più elasticità anche le differenze. Così i nostri connazionali si definiscono pro eutanasia e aborto, accoglienti con i rifugiati e tra i più LGBT+ friendly del continente. E pur posizionandosi tra gli ultimi Paesi in Europa quanto a parità di genere, il 42% degli italiani mostra consapevolezza di questo triste primato. Sono proprio le donne ad essere le più convinte delle proprie capacità (già oggi sono più istruite degli uomini) e ritengono di essere la prima potenzialità inespressa di cui dovrebbe approfittare il Paese per il suo rilancio (tra gli italiani lo sostiene il 42% delle donne contro un ben più modesto 18% di uomini). Ma il nuovo “think positive” degli italiani dipende dalla rinnovata consapevolezza “delle cose importanti della vita” (45% degli intervistati) piuttosto che da un concreto cambiamento delle proprie condizioni di vita. </p>
<p>Restano, infatti, profonde le ferite fisiche e mentali della pandemia, l’inquietudine da long Covid ha generato ansia, insonnia, depressione e disturbi alimentari. (si stima in 10 miliardi il costo totale solo per il trattamento delle sindromi depressive generate dalla pandemia). Inoltre, si moltiplicano le povertà, sono 27 milioni gli italiani che ancora nel 2021 hanno vissuto rinunce e disagi quotidiani, 18 milioni coloro che ne prevedono il perdurare nel tempo e 5 milioni coloro che temono il protrarsi di sacrifici, anche in ambito alimentare  Anche per questo, al crescente ottimismo degli italiani e alla nuova fascinazione estera per il nostro Paese, non corrisponderà nell’immediato una altrettanto rapida ripresa dei consumi.  Secondo la maggioranza degli esperti, l’Italia raggiungerà i livelli pre Covid solo nel 2023 (lo afferma il 43% degli executive ) e  infatti nel 2022 il 28% degli italiani prevede di avere un livello di spesa ancora inferiore rispetto al 2019: sono soprattutto cassaintegrati, giovani e donne. D’altronde in quell’auspicato rimbalzo in avanti del nostro Paese, a rimanere al palo è proprio l’occupazione (è troppo lenta la sua crescita, nel primo semestre 2021 fa segnare un +1,8%) e anche se le previsioni sono migliorative bisognerà vedere che lavoro sarà: secondo il campione il rischio è che a crescere saranno soprattutto la sottoccupazione (59%), il lavoro in nero (50%), i gap generazionali (51%). </p>
<p>E comunque nella speranza di affrancarsi presto dalle restrizioni del Covid, l’Italia e gli italiani escono dalla “bolla” che li ha imprigionati dall’inizio dello scorso anno e danno finalmente nuova forma al loro futuro, accelerando i cambiamenti e scegliendo nuove priorità. Dopo l’home working praticato durante la pandemia,  il 69% degli smart worker (9 milioni di persone) vuole sperimentare i nuovi equilibri tra lavoro e vita privata permessi dall’hybrid work; è ibrida anche la mobilità (157mila e-bike vendute nel primo semestre dell’anno e continuano a crescere le immatricolazioni per auto ibride e elettriche). La digitalizzazione è diventata una abitudine e mette a proprio agio il 65% degli italiani a cominciare dall’e-commerce che pur rallentando continua la sua crescita (+18% nel 2021 rispetto al +45% di un anno fa). Anche dopo la pandemia, resta l’home nesting degli italiani. La casa non è più uno spazio di servizio, ma la nuova comfort area della vita quotidiana. Sono 1,2 milioni gli italiani che vogliono comprare casa e molti di più quelli che approfittando dei nuovi incentivi la vogliono ristrutturare (8 milioni) nel prossimo anno, 6 su 10 le famiglie che pensano di cambiare arredamento nei prossimi 3/5 anni;  contemporaneamente, si riduce anche la forza attrattiva delle grandi metropoli e le città di piccole dimensioni/i borghi diventano i luoghi ideali di residenza per 1 italiano su 3 (sorprende più di tutti quel 67% di giovani che intende rimanere a vivere nei comuni delle aree interne dove attualmente risiede).  </p>
<p><strong>L’ambiente e la salute  siedono a tavola – </strong>Specchio e metafora<strong> </strong>dei cambiamenti degli italiani, il cibo esce profondamente trasformato dalla pandemia e si colora di verde. 1 italiano su 2 ha cambiato le proprie consuetudini alimentari, chi indulgendo nel conforto alimentare (sono il 23% coloro che hanno preso peso – in media + 5,8 kg) e chi approfittandone per una dieta più equilibrata e salutare (15% quelli che hanno perso peso in media –7,1 kg). Se solo il 18% non si riconosce in alcuna cultura alimentare e il 24% fa riferimento solo alla dieta mediterranea, oltre la metà degli italiani si riconosce anche o esclusivamente in altre identità alimentari (bio, veg&amp;veg, gourmet, iperproteici e low carbs), ma la vera novità del 2021 è la comparsa della nuova tribù dei climatariani, ovvero di coloro (1 italiano su 6) che dichiarano di adeguare il proprio regime alimentare per ridurre l’impatto ambientale. E comunque l’ambiente diventa riferimento di molti italiani; l’88% associa al cibo il concetto di sostenibilità che significa per il 33% avere un metodo di produzione rispettoso, per un altro 33% attenzione agli imballaggi, per il 21% è sinonimo di origine e filiera e per il 9% di responsabilità etica. Così, il 13% sta riducendo il consumo di carne (i cosiddetti reducetariani), si preferiscono prodotti locali e di stagione, i  veg sono consumati anche da chi cerca solo una alternativa proteica alla carne e raddoppiano le vendite di proposte vegane di nuova generazione (le bevande, le besciamelle, i piatti pronti). E non è un caso che gli italiani riconoscano nel riscaldamento climatico il principale fattore di cambiamento del cibo del futuro, sia prevedendone una maggiore scarsità a causa del climate change (26%), sia immaginando che per salvare il clima occorrerà cambiare la nostra alimentazione (32%). Per gli italiani un aiuto verrà dalla scienza e dalla tecnologia (26%) e in questo senso tra le new entry sulle tavole degli italiani da qui a 10 anni ci sono cibi vegetali con il sapore di carne, a base di alghe, farina di insetti e anche la carne coltivata in vitro. In realtà la food revolution è già in corso. Gli investimenti nel solo 2020 in cibi e bevande di prossima generazione ammontano a 6,2 miliardi.</p>
<p>Un altro grande driver di scelta, anch’esso potenziato dall’effetto pandemia, è sicuramente la ricerca attraverso il cibo di un maggior benessere e  l’83% dei nostri connazionali si dichiara disposto a spendere di più pur di acquistare prodotti con qualità certificata (dopo di noi l’80% dei cinesi e solo dopo europei e statunitensi). Non cessa d’altronde il successo di segmenti di mercato come il free-from, il rich-in, gli stessi dove è spesso il prodotto a marchio a rispondere meglio e con maggiore rapidità dei brand leader. Il crescente benessere spiega anche la maggiore attenzione che gli italiani prestano all’etichetta; così le indicazioni sull’origine e la provenienza del cibo sono determinanti per l’acquisto per il 39% degli italiani, per il 28% lo sono i valori nutrizionali e a seguire il metodo di produzione (per il 26%). In sostanza, gli italiani sembrano prestare attenzione crescente ai contenuti intrinseci dei prodotti e sempre meno delegano le loro scelte ad una incondizionata fiducia verso il brand e sono sempre meno disposti a pagare per i contenuti  di pura immagine. Un fenomeno questo del progressivo declino della marca che continua da tempo, reso evidente non solo dall’avvento dei discount (oggi il 20% delle vendite Gdo)  ma anche dalla crisi negli altri canali della distribuzione moderna (dal 2013 ad oggi la perdita di quota delle grandi marche è pari a un -9%) controbilanciato dalla Mdd (un +9% nello stesso lasso di tempo) e anche dai piccoli produttori (+3%), evidentemente più rapidi nell’intercettare le nuove mutevoli esigenze dei consumatori. </p>
<p><strong>Tensioni e aspettative a casa della grande distribuzione- </strong>Come gli italiani, gli operatori della filiera alimentare vedono un futuro più rosa ma con accenti diversi fra industria e distribuzione. Se infatti entrambe hanno beneficiato della nuova centralità del cibo durante il lockdown, restano ampie le differenze sui rispettivi livelli di profittabilità, con l’industria alimentare che mantiene performance di redditività doppie rispetto alla distribuzione. Non a caso quasi 1 su 2 tra i manager della grande distribuzione intervistati nella survey di agosto prevede uno strutturale peggioramento dei risultati economici e/o di dover reinventare il proprio modello di business minacciato dalla coda lunga della recessione pandemica sui redditi delle famiglie, dall’affermazione dei discount che non conosce tregua (l’85% ne prevede un ulteriore incremento delle vendite) e dall’intensificarsi della tensione competitiva fra le insegne. Al centro delle strategie future per il 45% del campione occorre riprogettare i punti vendita, magari perseguendo una integrazione della rete fisica con i nuovi canali virtuali (39%) e lavorando per una riqualificazione del personale (34%). Solo dopo arrivano gli investimenti per potenziare le vendite online,  un canale in crescita, ma anche dopo l’exploit del 2020 (+121%) l’e-grocery resta un segmento piccolo delle vendite alimentari complessive (poco sopra il 2% del totale Gdo). Peraltro, dopo una crescita nel primo semestre 2021 del 46% molti operatori ritengono  nei prossimi 12-18 mesi che la progressione si fermerà o arretrerà (48%) o che sarà inferiore al 20% (per il 43%). </p>
<p>Nello scenario immediato, ad essere più preoccupante per la Gdo è la dinamica dei prezzi all’acquisto e alla vendita. Vi è il concreto rischio che il retail alimentare resti schiacciato tra la diminuzione dei prezzi al consumo  (-0,7% la deflazione del prezzo dei prodotti alimentari nel primo semestre 2021) e l’annunciato aumento dei prezzi delle materie prime e dei listini dei fornitori industriali. Un risiko da cui non sarà facile uscire. </p>
<p><strong>COOP- </strong>“Lo scenario delineato nel Rapporto 2021 ci restituisce l’immagine di un’Italia indubbiamente trasformata dalla pandemia con aspetti positivi che incoraggiano, ma anche con segnali che rivelano ancora l’esistenza di pesanti incognite e di forti disuguaglianze. Il post Covid per molte persone coincide con  il tempo delle rinunce su aspetti importanti dell’esistenza, i consumi sembrano essere l’ultimo dei comparti che ripartirà –commenta <strong>Maura Latini</strong>, amministratrice delegata di Coop Italia- In questo scenario un’organizzazione come Coop ha una grande responsabilità, quella di riuscire a trovare convergenze fra ciò che offriamo, e penso ai nostri prodotti, la qualità che ci sta dentro e l’accessibilità del prezzo. Responsabilità che è acuita, se possibile,  dal progressivo declino della marca industriale. Toccherà ai retailer interpretare le esigenze dei vari segmenti di mercato.  E’ su questo punto di equilibrio che concentriamo il nostro modo di essere Cooperative di Consumatori.  Per quanto riguarda il prodotto a marchio, stiamo parlando di più di 5000 prodotti, quasi 3 miliardi di fatturato. Più di altri lavoriamo su versanti che anche dalla lettura del Rapporto Coop si rivelano sempre più urgenti  come il grande tema della sostenibilità intesa come ambiente  ma anche come etica. Siamo stati i primi a promuovere l’allevamento senza antibiotici e gli unici per ora a espellere il glifosato dalla coltivazione dei nostri prodotti freschi. Per citare un dato, la nostra scelta del non impiegare antibiotici in  allevamento nelle filiere Coop con i nostri  oltre 100 milioni di avicoli coinvolti complessivamente  è stato uno degli acceleratori principali per portare il comparto dell’avicolo ad una riduzione complessiva degli antibiotici di quasi il 90% a livello nazionale nell’ultimo decennio.</p>
<p>Non basta essere primi per numeri bisogna essere primi per azioni virtuose, noi intendiamo continuare così a muoverci,  avendo come grande leva i nostri prodotti a marchio e le relazioni costruttive con i nostri fornitori partners. Aggiungo una ulteriore puntualizzazione sul tema dei prezzi e su questo voglio essere molto chiara. Si è appena avviata con gli inizi di settembre una nuova fase di negoziazione con l’industria di marca, sono già state avanzate richieste di rialzo. Lo voglio dire con chiarezza non sempre sono giustificate e noi non accetteremo rialzi che non hanno una rispondenza fattuale”. </p>
<p>“Ci lasciamo alle spalle un 2020 impegnativo che è stato affrontato da Coop con determinazione e comunque un anno che ha generato  un miglioramento importante nella gestione caratteristica delle grandi e medie Cooperative, con un ritorno all’utile in quasi tutte – sottolinea <strong>Marco Pedroni</strong> Presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) –  Continueremo a percorrere questa strada di miglioramento economico delle nostre cooperative in un 2021 che inevitabilmente con la riapertura dei consumi fuori casa rallenterà le  vendite.  Prevediamo di chiudere l’anno con un fatturato retail in linea con quello del 2020. Confermiamo la nostra volontà di essere un presidio e un punto di riferimento per tutti gli italiani qualunque sia la loro condizione sociale. Il nostro obiettivo è fornire un cibo buono, sicuro e sostenibile per tutti, accessibile a tutte le fasce di reddito. Abbiamo preso impegni importanti con le istituzioni europee; impegni non di facciata e tutti volontari come l’adesione alla “Pledging Campaign” volta a promuovere l’utilizzo della plastica riciclata e al “Codice di Condotta Responsabile” che ci spinge verso obiettivi sfidanti e da rendicontare in materia di cibo salutare e sostenibile. E poi c’è il PNRR e la grande occasione che un buon indirizzo di queste risorse può generare, a partire dal sostegno della domanda dei redditi più bassi. Si profila infatti una situazione in cui la domanda interna resta bassa, mentre si rischia di far pagare al consumatore i forti aumenti delle materie prime e dell’energia. L’inflazione da costi esterni può avere effetti depressivi importanti sulla congiuntura economica. C’è bisogno, come anche il Rapporto Coop mostra, di dirottare risorse e politiche più incisive a favore dei consumi agendo per esempio sulla defiscalizzazione di prodotti sostenibili e c’è bisogno di una legislazione di scopo per la riconversione dei centri commerciali. Stiamo parlando di superfici estese da riqualificare e da recuperare anche in funzioni diverse da quelle commerciali, per ruoli multifunzionali e di servizio (pubblico e privato) per la comunità; interventi di questo tipo sono anche utili a frenare l’espansione edilizia e il consumo di suolo che in Italia continuano a crescere, a dispetto delle direttive dell’Unione Europea”.<br /><br />Fonte: <a rel="noopener" href="https://www.italiani.coop/rapporto-coop-2021-anteprima-digitale" target="_blank">italiani.coop</a></p>]]></encoded></item></channel></rss>