<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=agricolo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Tue, 10 Mar 2026 13:45:27 +0100</lastBuildDate><atom:link href="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">6728f8fb-2074-445c-838a-8093ffc7a0ed</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/convegno-coltivare-il-lavoro-dignitoso-per-produrre-bene-comune</link><title>Convegno: "Coltivare il lavoro dignitoso per produrre bene comune".</title><description>Organizzato dalla cooperativa Sant'Orsola in collaborazione con Fondazione Gpt, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Ordine dei Consulenti del lavoro. Si parlerà di nuove opportunità per le imprese agricole e per i lavoratori: introduzione dei contratti a rete, albo degli appalti per le imprese agricole, sicurezza dei lavoratori e aspetti assicurativi. Una tavola rotonda chiuderà il convegno.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5mkcizdy/al-villaggio-dei-piccoli-frutti-di-sant-orsola-apre-il-nuovo-punto-vendita.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/convegno-coltivare-il-lavoro-dignitoso-per-produrre-bene-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1440</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><br />Introdurre i contratti a rete nel settore agricolo in Trentino con l'obiettivo di superare le difficoltà di reperimento della manodopera, garantendo nel contempo ai lavoratori dignità e sicurezza. Questi temi sono al centro della terza edizione del Convegno “Coltivare il lavoro dignitoso per produrre bene comune” organizzato dalla cooperativa Sant'Orsola, in programma venerdì 13 marzo prossimo nel suo Auditorium (ore 9-12.45).</p>
<p>Se ne parlerà a tutto campo ed a vari livelli, sia trentino che nazionale, tenendo conto degli aspetti economici, fiscali, giuslavoristici e finanziari coinvolti dagli argomenti proposti dal programma.</p>
<p> “É un evento - sottolinea il direttore generale della cooperativa Sant'Orsola<strong> Michele Plancher </strong>- che riesce a unire istituzioni e categorie professionali su temi di grande rilevanza quali il futuro del lavoro, che non si costruisce solo con l'innovazione, ma con la sicurezza delle persone che lo rendono possibile”.</p>
<p>L'approccio nazionale ai temi del Convegno sarà negli interventi del Ministro del lavoro e delle politiche sociali <strong>Martina Elvira Calderone </strong>e del Vice Ministro dell'economia e delle fiananze <strong>Maurizio Leo</strong>. Viste le difficoltà del momento, entrambi interverranno in collegamento con l'Auditorium Sant'Orsola.</p>
<p>Subito dopo il saluto augurale del presidente della cooperativa <strong>Silvio Bertoldi</strong>, illustreranno le nuove proposte il vicepresidente della giunta provinciale di Trento <strong>Achille Spinelli</strong> e la dirigente generale dell'Agenzia del Lavoro trentina <strong>Stefania</strong> <strong>Terlizzi</strong>. Entrerà nello specifico dell'Albo degli appalti per le imprese agricole e dei contratti a rete nel quadro della evoluzione dei rapporti di lavoro del settore.</p>
<p>Di sicurezza in agricoltura ovvero delle necessarie tutele e delle opportunità sul tappeto si occuperà <strong>Paola Sanna,</strong> consulente del lavoro, mentre <strong>Gabriele</strong> <strong>Barichello, </strong>della Federazione trentina della Cooperazione, riferirà sulle tendenze e prospettive del rapporto tra lavoro agricolo e movimento cooperativo.</p>
<p>Il tema assicurativo, aspetto cruciale da molti punti di vista anche nel settore primario, sarà illustrato da <strong>Loris Bonato</strong>, responsabile nazionale di Itas per il retail e l'agricoltura.</p>
<p>La <strong>tavola rotonda</strong> conclusiva “Quale lavoro per un'agricoltura sostenibile e competitiva” avrà come protagonisti <strong>Giuliana Cristoforetti</strong>, dirigente  del Servizio lavoro del Trentino, <strong>Crisa la Civita</strong>, direzione politiche sociali di Confagricoltura ed i responsabili delle relazioni sindacali nazionali di Cia <strong>Danilo De Lellis</strong> e di Coldiretti <strong>Roberto Magrini</strong>. Moderatore sarà <strong>Mauro Zanella</strong>, presidente dell'Ordine dei Consulenti del lavoro in Trentino.</p>
<p><strong>Nota.</strong> Per partecipare al Convegno è obbligatoria l'iscrizione mediante <a href="https://www.santorsola.com/iscirzione-eventi/">https://www.santorsola.com/iscirzione-eventi/</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Uff. Stampa Sant'Orsola Mario Anelli</author></item><item><guid isPermaLink="false">3d3a3478-2a92-40c5-ba29-bb8eeb1151ea</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-in-crescita</link><title>Gruppo Mezzacorona: fatturato a 213 milioni, utile netto oltre 1,7 milioni e solidità patrimoniale confermata</title><description>La 121ª Assemblea del Gruppo Mezzacorona ha approvato un bilancio che conferma la solidità economico-finanziaria e patrimoniale del Gruppo: fatturato a 213 milioni di euro (+0,32%), utile netto superiore a 1,7 milioni e patrimonio netto oltre i 100 milioni. Con 500 collaboratori, export sopra l’80% in 75 Paesi e importanti riconoscimenti internazionali per qualità e sostenibilità, Mezzacorona si conferma tra le realtà vitivinicole più dinamiche e innovative, ottenendo anche la medaglia d’argento tra le cantine italiane più digital</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/bcsb4bmo/foto-1-13-dicembre-2025-assemblea-gruppo-mezzacoronamezzacorona-121.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-in-crescita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3500</width><height>2274</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuta oggi sabato 13 dicembre 2025 la 121ª Assemblea generale dei soci del Gruppo Mezzacorona, un passaggio di grande rilevanza salutato dal Presidente <strong>Luca Rigotti</strong> e dal Direttore Generale <strong>Francesco Giovannini</strong> con il risultato di 213 milioni di euro di fatturato. Il Presidente Rigotti ha voluto ringraziare soci e collaboratori per il loro impegno e senso di responsabilità verso l’azienda in un periodo così complicato a livello geopolitico ed economico, che sta mettendo in difficoltà anche il settore vitivinicolo.</p>
<p>Il bilancio consolidato evidenzia la stabilità e la resilienza del Gruppo sia dal punto di vista economico che finanziario. Molto importante è stato anche l’ottenimento per il decimo anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI) e della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona.</p>
<p>Una politica, quella della sostenibilità, attuata con grande determinazione dal Gruppo Mezzacorona non solo in chiave ambientale ma anche economica, territoriale, sociale e culturale, come dimostra l’adesione all’associazione europea “Wine in Moderation” per un consumo responsabile del vino.<br /><br />I dati in breve:</p>
<ul>
<li>Fatturato a 213.030.118 euro (+0,32%)</li>
<li>L’utile netto raggiunge 1.741.670 euro</li>
<li>Il valore del conferimento supera i 62 milioni di euro</li>
<li>Il patrimonio netto di Gruppo a 100 milioni di euro</li>
<li>Il Gruppo Mezzacorona nel 2025 ha raggiunto importanti risultati economici e commerciali.</li>
<li>Il fatturato consolidato è stato di 213.030.118 euro contro i 212.347.041 euro del 2024, e frutto unicamente della sola gestione caratteristica.</li>
<li>L’utile netto di Gruppo è stato di 1.741.670 euro.</li>
<li>Il valore del conferimento ha raggiunto i 62.680.441 euro.</li>
<li>Il patrimonio netto consolidato si è attestato sui 100.496.249 euro, che evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo.</li>
<li>I collaboratori del Gruppo alla chiusura del bilancio al 31 luglio 2025 erano 500.</li>
</ul>
<p><strong><em>Export oltre l’80% delle vendite in 75 Paesi del mondo</em></strong></p>
<p>Il Gruppo Mezzacorona esporta i propri prodotti in 75 Paesi del mondo valorizzando la notorietà e l'immagine del Trentino e dell’Italia. Pur in un contesto problematico a causa delle difficoltà economiche generali dovute all’imposizione dei dazi negli Stati Uniti e al calo del potere d’acquisto dei consumatori, gli sforzi aziendali nella commercializzazione sono stati efficaci.</p>
<p>L’export infatti è superiore all’80% delle vendite, con una forte presenza negli Stati Uniti, il mercato più importante e strategico per il Gruppo, dove opera da più di trent’anni con la controllata Prestige Wine Imports Corp. e in Germania, tramite la controllata Bavaria Wein Import GmbH.</p>
<p>Per quanto riguarda i principali mercati, in vetta troviamo poi Olanda, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, Austria, Svizzera, l’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come il Sud America, i Caraibi e il Sud est asiatico. Numerose sono state le iniziative commerciali attuate nel corso dell’anno così come i nuovi prodotti, insieme al restyling di etichette e materiali, per rendere ancora più interessante per i consumatori l’incontro con i vini del Gruppo.</p>
<p><strong><em>Certificazione della produzione 2025 con SQNPI e Certificazione dei vini</em></strong></p>
<p>Il Direttore Generale Francesco Giovannini ha esposto in Assemblea le iniziative basate sullo sviluppo della ricerca, sulla consulenza tecnica in campagna e sul consolidamento della qualità e dell’eccellenza raggiunte.</p>
<p>Il Gruppo è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro e sull’opera attenta dei viticoltori soci, costantemente orientata alla qualità e alla tutela ambientale. In quest’ottica i soci del Gruppo Mezzacorona hanno ottenuto per la decima volta anche nel 2025 la Certificazione delle uve prodotte secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI), tappa fondamentale e necessaria che ha già permesso ancora una volta la Certificazione dei vini e il loro lancio su tutti i mercati internazionali.</p>
<p>Quella della sostenibilità è una scelta aziendale convinta, con un impegno costante di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale.</p>
<p>È questo un obiettivo strategico del Gruppo Mezzacorona, rivolto a soddisfare le richieste dei consumatori in tutto il mondo sempre più attenti, preparati e sensibili rispetto alle tematiche della salubrità dei prodotti e alla salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di valorizzare il grande lavoro dei propri soci al servizio del territorio.</p>
<p>Va ricordato che Mezzacorona è stata tra le prime aziende in Trentino negli anni Settanta a puntare sulle Doc e, dagli anni Novanta, a sperimentare con successo le pratiche più avanzate per la produzione integrata.</p>
<p>Il Gruppo Mezzacorona ha rafforzato la sua visione della sostenibilità attraverso buone pratiche sostenibili aziendali: dal risparmio energetico alla salvaguardia dell’ambiente, dalla gestione delle risorse naturali alla depurazione delle acque: una visione complessiva di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, un grande sforzo complessivo di ogni componente del Gruppo per raggiungere obiettivi sempre più qualificanti.</p>
<p><strong><em>Riconoscimenti e premi per il Gruppo nel 2025</em></strong></p>
<p>A dimostrazione dell’eccellente livello qualitativo stabilmente confermato sia dagli spumanti sia dai vini del Gruppo, numerosi sono stati i premi vinti nelle varie manifestazioni e concorsi internazionali.</p>
<p>Si segnalano, in particolare i “3 Bicchieri” della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso conferiti a Rotari Flavio Trentodoc 2017, che ottiene tale premio per il dodicesimo anno consecutivo, e</p>
<p>per la prima volta al vino rosso siciliano “Cantodoro” Feudo Arancio Sicilia Doc 2022; le 17 medaglie (oro e argento) assegnate a Rotari durante la più importante competizione internazionale degli spumanti (The Champagne and Sparkling Wine World Championship) curata dal guru inglese Tom Stevenson; il successo come “Miglior Produttore Italiano 2025” nel concorso Mundus Vini in Germania, nel quale il Gruppo Mezzacorona ha brillato con lo Chardonnay Castel Firmian Riserva 2023 come “Miglior vino bianco trentino”, con il Lagrein Castel Firmian Riserva 2021 come “Miglior vino rosso trentino” e con il Nero d’Avola Feudo Arancio 2022 come “Miglior Rosso di Sicilia”. E proprio recentemente la rivista americana Wine Enthusiast, tra le più prestigiose ed autorevoli del settore a livello globale, ha inserito il Rotari Brut Nature 2020 nella classifica dei 100 migliori vini mondiali del 2025.</p>
<p><em> </em><strong><em>Il Progetto Musivum</em></strong></p>
<p>È continuato anche nel 2025 il progetto di valorizzazione territoriale e di eccellenza enologica denominato “Musivum” (Mosaico), che ha visto negli ultimi anni la proposta di ben 6 vini, Teroldego Rotaliano Doc Superiore Riserva, Marzemino Trentino Doc Superiore della Cantina di Ala, Pinot Grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer, tutti Trentino Doc Superiore e Chardonnay Alto Adige Doc Tolloy, con le uve della Cantina partner di Salorno.</p>
<p><strong><em>Ai vertici tra le cantine italiane più digital anche nel 2025</em></strong></p>
<p>Uno dei passaggi più interessanti degli ultimi anni è stata anche l’intensa attività sui social media. I tre marchi principali Mezzacorona, Rotari e Feudo Arancio hanno raggiunto, nei vari strumenti social di Gruppo, quasi 1.000.000 di likes complessivi, un numero che pone ancora una volta Mezzacorona ai vertici nazionali per l’interesse social. E infatti il Gruppo è stato incoronato con la medaglia d’argento di seconda azienda vitivinicola italiana più digital nella rilevazione annuale 2025 della società specializzata Omnicom PR Group; un risultato di grande soddisfazione che evidenzia come Mezzacorona sia un’azienda innovativa e dinamica, capace di mettersi in piena sintonia con il proprio tempo e con la modernità.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Gruppo Mezzacorona</author></item><item><guid isPermaLink="false">aae0fccc-497e-4ab6-b2e1-412eabffbcfd</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/dalla-malga-alla-tavola-storie-di-latte-e-formaggi-trentini</link><title>Dalla malga alla tavola: storie di latte e formaggi trentini</title><description /><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/w4teaedx/talk-autumnus-formaggi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/dalla-malga-alla-tavola-storie-di-latte-e-formaggi-trentini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3024</width><height>2511</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’allevamento in montagna è prima di tutto una scelta di vita. Non si tratta soltanto di produrre latte o formaggi, ma di vivere 365 giorni all’anno accanto agli animali, affrontando la fatica e i sacrifici che questo mestiere comporta. È emersa con forza questa dimensione umana durante l’incontro “Dalla malga alla tavola: storie di latte e formaggi trentini”, ospitato ad Autumnus 2025.<br /><br /><strong>La passione che diventa lavoro</strong><br /><br /><strong>Lorenzo Elmetti</strong>, allevatore in Val di Rabbi (Malga Villar Alta in estate), ha raccontato il legame profondo che si crea con le vacche: non numeri in una stalla, ma compagne di vita, riconosciute e chiamate per nome. Un rapporto che, oltre a rendere unico il mestiere, si riflette anche sulla qualità dei prodotti: “Quando gli animali stanno bene – ha ricordato – il latte è migliore e il formaggio che ne deriva ha un valore aggiunto. È un lavoro duro, ma che si fa solo con passione. Perché se fosse solo per reddito, non basterebbe mai”.<br /><br /><strong>La qualità certificata di una filiera cooperativa</strong><br /><br />Alla testimonianza personale si è affiancata quella tecnica di <strong>Alessandro Vanzo</strong>, del Concast – Gruppo Formaggi del Trentino. Ha spiegato come la filiera lattiero-casearia trentina si basi su regole severe e controlli costanti: “Ogni allevatore è sottoposto a verifiche periodiche, sia in stalla che attraverso analisi sul latte e sui formaggi. L’obiettivo è garantire standard elevati, perché da un latte di qualità non può che nascere un formaggio di qualità”.<br /><br />Concast raccoglie e coordina il lavoro di 13 caseifici cooperativi e oltre 600 allevatori, trasformando il latte in prodotti che raccontano il territorio: dal Trentingrana al burro premiato dal Gambero Rosso, fino a formaggi freschi e stagionati che mantengono l’impronta artigianale pur all’interno di un’organizzazione moderna.<br /><br /><strong>Giovani, innovazione e futuro</strong><br /><br />Il tema del futuro è emerso con forza. Elmetti ha sottolineato come servano strumenti concreti per sostenere i giovani che vogliono intraprendere questo mestiere: “Non basta la passione, serve anche la sicurezza di poter contare su condizioni che rendano sostenibile l’impegno. Altrimenti molte realtà rischiano di non avere continuità”.<br /><br />Vanzo ha aggiunto che oggi anche negli allevamenti e nei caseifici l’innovazione tecnologica sta cambiando il lavoro quotidiano, dai robot di mungitura ai sistemi automatizzati per l’alimentazione, fino a impianti moderni che garantiscono igiene e sicurezza senza perdere il carattere artigianale dei formaggi trentini.<br /><br /><strong>Un presidio per il territorio</strong><br /><br />Oltre al valore economico, l’allevamento in montagna ha un ruolo decisivo per la manutenzione del paesaggio. “Se vediamo prati e pascoli curati – è stato ricordato – è grazie agli allevatori. Senza di loro, molti territori sarebbero abbandonati al bosco e perderebbero quell’equilibrio che oggi li rende così unici”.<br /><br />L’incontro si è chiuso con un invito al pubblico: sostenere con le proprie scelte d’acquisto i prodotti delle cooperative trentine. Perché, come ha ricordato Vanzo, “comprare un formaggio del nostro territorio significa non solo premiare la qualità, ma anche difendere una tradizione, un paesaggio e il lavoro quotidiano di centinaia di famiglie”.<br /><br /><br /><br /><br />]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">2b2655e0-25a7-4f59-ac68-e6a721c8d89c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-di-fare-insieme-la-cooperazione-agricola-al-centro-di-autumnus</link><title>Il gusto di fare insieme: la cooperazione agricola al centro di Autumnus 2025</title><description><![CDATA[<p>In Trentino l’agricoltura si fonda su piccole aziende – 1,6 ettari di media e 27 capi per allevamento – che attraverso la cooperazione diventano una forza capace di competere a livello globale. Un modello che vale 1,3 miliardi di euro e che unisce tradizione, territorio e futuro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/j15c5ftx/e54f4d45-b636-4a9c-b689-31e11831efc2.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-di-fare-insieme-la-cooperazione-agricola-al-centro-di-autumnus" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<span style="font-family: Panton, Lato, 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px;">In Trentino l’agricoltura è fatta di piccole aziende a conduzione familiare: la dimensione media degli appezzamenti è di appena <strong>1,6 ettari</strong>, contro gli 11 ettari della media nazionale, e negli allevamenti la media è di <strong>27 capi per azienda</strong>, ben lontana dagli 80 della media nazionale. Un tessuto minuto che, senza unione, non avrebbe la forza di reggere il confronto con mercati sempre più complessi e globalizzati. È qui che entra in gioco la cooperazione: un modello che da oltre un secolo permette di valorizzare i prodotti agricoli locali, garantire reddito agli agricoltori e portare nel mondo l’immagine di un territorio unico.</span><br />
<p>Durante l’incontro “<strong>Il gusto di fare insieme: il cuore cooperativo dei prodotti agricoli trentini</strong>”, nell’ambito di Autumnus 2025, sono emerse testimonianze concrete di come questo modello sia oggi più attuale che mai.</p>
<p><strong>Massimiliano Gremes</strong>, direttore di Apot, ha ricordato come il comparto melicolo del Trentino-Alto Adige sia un esempio di efficienza organizzativa: ogni anno si producono 1,5 milioni di tonnellate di mele, a fronte di un consumo locale di 60.000 tonnellate. Una produzione che raggiunge oltre 50 Paesi, dall’India al Brasile fino agli Emirati Arabi, grazie a un sistema cooperativo che coordina dalla raccolta alla distribuzione internazionale. “Non vendiamo solo mele – ha sottolineato – ma un territorio intero, con la sua qualità, il paesaggio e la cultura”.</p>
<p><strong>Chiara Bernardi</strong>, giovane allevatrice e neo laureata in Scienze e Tecnologie Animali all’Università di Padova, ha portato l’esperienza diretta di chi lavora nell’azienda agricola di famiglia. Una realtà che unisce allevamento bovino da latte, viticoltura e frutticoltura, con conferimenti a Latte Trento, alla Federazione Allevatori e alla Cantina di Toblino. “Sono nata e cresciuta in questo mondo – ha raccontato – e non mi vedo altrove. È un lavoro faticoso, ma la cooperazione è una garanzia per guardare avanti, soprattutto per i giovani che spesso si trovano frenati da burocrazia e incertezze di mercato”.</p>
<p><strong>Gabriele Barichello</strong>, responsabile dell’Ufficio Legale della Federazione Trentina della Cooperazione, ha evidenziato la solidità di un sistema che genera ogni anno 1,3 miliardi di euro di valore della produzione e che mantiene una mutualità media del 94%: la quasi totalità dei prodotti conferiti proviene dai soci. “Il legame tra cooperazione e territorio è inscindibile – ha spiegato –. Il futuro passa dalla capacità di rendere sostenibile l’attività agricola, creando strumenti finanziari, formazione e servizi a favore degli agricoltori. Così il modello cooperativo continuerà a essere un pilastro non solo economico, ma anche sociale e culturale”.</p>
<p>Dall’incontro è emersa con forza l’idea che la cooperazione agricola trentina non sia soltanto un sistema produttivo, ma un patrimonio che unisce generazioni, garantisce qualità e mantiene vivi territori difficili, facendone conoscere il valore ben oltre i confini provinciali.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">b19e9dca-ea28-4e24-838e-0b02d9dffa1a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/settantesimo-di-fondazione-della-padergnone-vivai-viticoli-cooperativi</link><title>Settantesimo di fondazione della Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi</title><description>L’azienda è la prima del settore in Trentino Alto Adige e la seconda in Italia. Il futuro della vivaistica: sostenibilità e varietà resistenti.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/pbxlteym/70-padergnone-vivai.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/settantesimo-di-fondazione-della-padergnone-vivai-viticoli-cooperativi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1670</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">La Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi è un’impresa cooperativa composta da <strong>23 soci impegnati nella produzione di oltre 6.500.000 barbatelle</strong> con un fatturato di oltre 8 milioni di euro. Stiamo parlando dell’azienda leader del settore a livello regionale e della seconda realtà imprenditoriale a livello nazionale che oggi presso il Teatro di Padergnone ha festeggiato il settantesimo anniversario di fondazione.</p>
<p class="x_MsoNormal">Ricordiamo che la barbatella è innanzitutto una talea, ovvero una propaggine di vite caratterizzata dalla “barba”, vale a dire le radici, che viene utilizzata per la propagazione vegetativa della vite senza dover partire dal seme. Le barbatelle si compongono di un piede franco (portainnesto) di vite americana indenne dalla Fillossera (un insetto parassita che attacca le specie europee), sul quale viene innestato un tralcio di vite europea della varietà desiderata.</p>
<p class="x_MsoNormal">«La cooperativa – ha ricordato il <strong>Presidente Adriano Morelli</strong> – è nata il 25 ottobre del 1955 quale risposta organizzata al problema della frammentazione produttiva e alla necessità di individuare adeguate forme di specializzazione attraverso nuove combinazioni di innesto, una maggiore scelta varietale e migliori selezioni clonali per rispondere al meglio ai mercati allora emergenti».</p>
<p class="x_MsoNormal"><strong>Le tappe fondamentali del processo di innovazione</strong></p>
<p class="x_MsoNormal">Fra le tappe fondamentali di questi settant’anni ricordiamo l’inaugurazione della prima sede di Via Barbazan a Padergnone avvenuta nel 1975, grazie alla quale è stato possibile individuare nuovi e confortevoli spazi per la cernita, lo stoccaggio delle barbatelle e i nuovi uffici per l’amministrazione e la direzione. Il percorso di innovazione e di adeguamento ai bisogni di una viticoltura moderna e al passo con i tempi ha spinto inoltre la struttura al miglioramento delle tecniche produttive al fine di ottenere maggiori rese nella produzione delle barbatelle. A questo importante risultato è seguita la realizzazione delle prime celle frigorifere per la conservazione del prodotto mentre, negli anni Novanta, la cooperativa ha affrontato con coraggio e determinazione una nuova rivoluzione agronomica. Questa è consistita nell’introduzione della tecnica della pacciamatura, per evitare lo sviluppo di piante infestanti e nell’utilizzo della paraffina per consolidare il punto di innesto e proteggerne il taglio. Accanto allo sviluppo della meccanizzazione e delle nuove tecnologie, altre tappe fondamentali sono state l’ampliamento del volume destinato alla cella frigorifera avvenuta nel 2001 e la ristrutturazione della sede amministrativa, avvenuta nel 2019.</p>
<p class="x_MsoNormal">Altro importante traguardo è stato l’acquisto del nuovo capannone, collocato poco distante dalla sede, che ha garantito l’aumento della base produttiva di oltre 2 milioni di nuove barbatelle e la costruzione di altre due celle autonome dedicate alle produzioni vivaistiche biologiche.</p>
<p class="x_MsoNormal">A seguire ricordiamo l’acquisto della macchina per la termoterapia, utile nel garantire ampi margini di garanzia contro la Flavescenza dorata, la predisposizione dei nuovi gemmai nei pressi di Verona e in Sardegna in aree con minor incidenza di malattie della vite e l’ampliamento dei terreni destinati a nuovi portainnesti.</p>
<p class="x_MsoNormal"><strong>Le sfide future: qualità, sostenibilità, competitività</strong></p>
<p class="x_MsoNormal">«Le sfide future – ha precisato il direttore della cooperativa Fabio Comai – sono rappresentate dalla produzione di viti resistenti alle diverse malattie e virosi che oggi colpiscono la viticoltura europea anche in relazione ai cambiamenti climatici e all’aumento delle temperature. Per questi motivi è stato costituito il CIVIT, il Consorzio Innovazione Vite, formato al 70% dalle quote di AVIT, l’Associazione dei Vivaisti Viticoli Trentini (a cui aderisce la Padergnone Vivai), e dalla Fondazione Mach, con il 30% delle restanti quote. Fra i compiti del Consorzio figura la ricerca per nuove selezioni clonali, la messa a punto di varietà resistenti e/o tolleranti ai diversi fitopatogeni e lo studio di nuovi portainnesti più performanti rispetto alla carenza idrica e alla crisi climatica».</p>
<p class="x_MsoNormal">Analogamente, la cooperativa aderisce al Consorzio di ricerca sulla vite AMPELOS di cui è il socio più rappresentativo e del quale è presidente il direttore della Padergnone Vivai, Fabio Comai.</p>
<p class="x_MsoNormal">Sul versante commerciale, la Padergnone Vivai si rivolge attualmente al mercato nazionale nella misura del 70% e a quello estero nella misura del 30%. Le previsioni future indicano la fidelizzazione del parco clienti nazionale e un ampliamento sull’estero, specie nell’area balcanica e in Sud America.</p>
<p class="x_MsoNormal">Intervenendo nel corso della mattinata, l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha ricordato come l’impegno della cooperativa sul versante della sostenibilità ambientale sia anche il risultato della sinergia con la Fondazione Mach all’interno di un sistema di ricerca il cui traguardo deve essere soprattutto la sostenibilità economica.</p>
<p class="x_MsoNormal">Secondo il Presidente della Fondazione Mach Francesco Spagnolli, la Padergnone Vivai rappresenta una realtà figlia di un territorio particolarmente vocato alla vivaistica anche in relazione al ruolo di ricerca e impulso imprenditoriale impresso dal genetista padergnonese Rebo Rigotti.</p>
<p class="x_MsoNormal">Secondo <strong>Stefano Albasini</strong>, intervenuto in qualità di Vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione, la Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi rappresenta un esempio virtuoso di mutualismo di cui il Trentino deve andare fiero.</p>
<p class="x_MsoNormal">Ha concluso gli interventi Vincenzo Betalli in rappresentanza dell’Associazione Vivaisti Viticoli Trentini che ha richiamato gli ottimi risultati raggiunti in questi anni dal Consorzio CIVIT rimarcando l’esigenza di una semplificazione burocratica relativa al settore.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Padergnone Vivai Cooperativi</author></item><item><guid isPermaLink="false">fcf0706c-5077-4c89-b0c6-4bdd3a6a4bac</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-consorzio-doc-delle-venezie</link><title>Luca Rigotti è il nuovo presidente del Consorzio Doc delle Venezie</title><description>In continuità con il precedente mandato, il rinnovato Consiglio di amministrazione conferma l’impegno per una gestione coordinata del Pinot Grigio del Triveneto, una delle più importanti realtà vitivinicole integrate d’Italia, con l’obiettivo di rafforzare il valore economico e identitario della denominazione e promuovendone la crescita sui mercati mondiali</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qhoaog4r/luca-rigotti.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-consorzio-doc-delle-venezie" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<em>(Dal Consorzio di tutela DOC Delle Venezie)</em><br /><br />Luca Rigotti è stato eletto Presidente del Consorzio di tutela DOC Delle Venezie. La nomina è avvenuta lunedì 12 maggio, da parte del rinnovato Consiglio di amministrazione, insediatosi a seguito dell’Assemblea dei Soci che si è svolta presso la Cantina Colli Berici di Lonigo. Nel corso dell’Assemblea sono state inoltre approvate le linee programmatiche che guideranno l’attività consortile nel prossimo periodo triennio 2025-2028.<br />Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Mezzacorona e già Consigliere del Consorzio, affiancato dai Vicepresidenti Christian Scrinzi (Collis Veneto Wine Group) e Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) presiederà un Consiglio di amministrazione composto da 21 Consiglieri in rappresentanza della filiera vitivinicola del Triveneto, il più esteso modello di integrazione interregionale italiano che riunisce i produttori di Pinot Grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento.<br />“Ringrazio i Consiglieri per la fiducia accordatami nell’affidarmi la guida del Consorzio di tutela” – ha dichiarato il neo Presidente Luca Rigotti – “Lavoreremo con determinazione in continuità con l’efficace attività portata avanti con lungimiranza ed equilibrio dal precedente Consiglio di amministrazione e dal Presidente Armani, che ringrazio sentitamente per il suo prezioso servizio al Consorzio in questi anni “fondativi” di grande impegno. Il nostro obiettivo primario sarà quello di consolidare e rafforzare il posizionamento ed il valore territoriale ed economico del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, che si è confermato il vino fermo italiano più venduto al mondo. Continueremo a promuovere e mettere in atto misure di gestione del potenziale produttivo, che negli ultimi anni hanno garantito una crescita significativa della denominazione sui mercati. Oggi, più che mai, è fondamentale saper rispondere con capacità di innovazione, di programmazione e di dinamismo ai cambiamenti in atto: i nuovi modelli di consumo, la sostenibilità ambientale, economica e sociale, il consolidamento dei mercati, i cambiamenti climatici, tematiche della massima priorità che saranno al centro della nostra azione”.<br />Gli obiettivi del nuovo mandato sono chiari, a partire dal rafforzamento della gestione unitaria della più estesa denominazione d’origine del Paese, che si conferma oggi un pilastro per la stabilità della filiera produttiva interregionale, nonché riferimento assoluto per la varietà Pinot Grigio a livello globale, come dimostrano le performance positive della DOC registrate negli ultimi anni, con un 2024 che segna un +3% nel volume imbottigliato rispetto al 2023, per oltre 1,7 milioni di ettolitri confezionati.<br />Un risultato che premia l’impegno sulla qualità e sul sistema di certificazione che è stato suggellato con il contrassegno di Stato applicato su ogni bottiglia di Pinot Grigio DOC Delle Venezie, concreta dimostrazione di eccellenza e valorizzazione di uno dei prodotti iconici della viticoltura italiana, simbolo del Made in Italy nel mondo.<br />“Ringrazio i Consigli di amministrazione che ho avuto l’onore di presiedere in questi anni – ha dichiarato il past President Albino Armani – in un percorso impegnativo ma proficuo per il sistema Pinot Grigio, che si è dimostrato e si dimostra un caso virtuoso di coordinamento e di lungimirante amministrazione della denominazione. Auguro buon lavoro al nuovo Presidente Luca Rigotti, consapevole del grande contributo che potrà apportare per la crescita della DOC Delle Venezie”.<br />Il nuovo corso del Consorzio guarda dunque al futuro con una visione chiara: valorizzare il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come espressione autentica del territorio, puntando su qualità, certificazione, sostenibilità, innovazione e cultura del vino, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza <br />del Pinot Grigio su tutti i mercati mondiali.<br /><br /><br /><strong>I dati del Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie</strong><br />Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie viene costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. <br />Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la DOC Delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.<br /><br /><strong>LA NOTA STAMPA DELLA FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE</strong><br /><br />
<div data-olk-copy-source="MessageBody">“A nome della Federazione Trentina della Cooperazione desidero rivolgere le più sentite congratulazioni a <strong>Luca Rigotti</strong> per la sua nomina a Presidente del Consorzio di tutela DOC Delle Venezie,” dichiara il Presidente <strong>Roberto Simoni</strong>. “Un incarico di grande rilievo che riconosce la sua competenza, la visione strategica e la capacità di rappresentare con autorevolezza il mondo vitivinicolo”.</div>
<div>La nomina, avvenuta il 12 maggio a seguito dell’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, affida a Rigotti la guida di una delle denominazioni più importanti del panorama enologico italiano, con un forte impatto a livello internazionale.</div>
<div>“Questo nuovo incarico – prosegue Simoni – si affianca alla recente riconferma alla Presidenza del Gruppo di Lavoro Vino del Copa-Cogeca, altro ruolo rilevante in ambito nazionale ed europeo. Incarichi che, di riflesso, portano prestigio al sistema cooperativo agricolo trentino e al movimento nel suo complesso”.</div>
<br />]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consorzio di tutela DOC Delle Venezie - Ufficio comunicazione e stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">73ed9ec5-516f-4c37-bb62-578139adda80</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/concast-affiancamento-tecnico-per-definire-il-rilancio</link><title>Concast, affiancamento tecnico per definire il rilancio</title><description>La Giunta provinciale ha nominato Franco Paoli per accompagnare Concast nella fase di rilancio. Si tratta di un affiancamento tecnico per 12 mesi alla direzione e al CdA, con l’obiettivo di definire il piano strategico e rafforzare la base sociale.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5wypfwxx/la-qualita-del-latte-si-controlla-sul-proprio-smartphone-con-concastbot.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/concast-affiancamento-tecnico-per-definire-il-rilancio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>695</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div data-olk-copy-source="MessageBody">La Giunta provinciale ha nominato <strong>Franco Paoli</strong> affiancatore del Consorzio dei caseifici sociali trentini (Concast), su proposta dell’assessore alla cooperazione. La figura, prevista dalla normativa provinciale, affiancherà per 12 mesi la direzione e il consiglio di amministrazione del Consorzio con lo scopo di accompagnare la definizione del nuovo piano strategico e favorire il rafforzamento della coesione tra i soci.<br /><br /></div>
<div>La decisione si inserisce in un percorso avviato su richiesta dello stesso CdA di Concast (delibera del 5 maggio scorso), richiedendo alla Divisione Vigilanza della Federazione Trentina della Cooperazione di compiere i passi necessari, trasmetterli al Dipartimento enti cooperativi della Provincia autonoma di Trento e definire così il provvedimento ora formalmente adottato. <strong>L’affiancamento non modifica né limita le competenze degli organi sociali</strong>, ma rappresenta un supporto tecnico temporaneo per consolidare la governance, rafforzare la gestione e promuovere un percorso condiviso di rilancio.<br /><br /></div>
<div><strong>Franco Paoli</strong>, manager con una carriera dirigenziale nel Consorzio Melinda, uscito dal servizio attivo nel 2022, è stato successivamente incaricato da Apot e Federazione Trentina della Cooperazione per accompagnare il risanamento e il percorso di fusione di Sft con La Trentina. In quel contesto ha gestito, con successo, un processo di ristrutturazione orientato all’efficientamento gestionale e alla salvaguardia dell’equilibrio economico-finanziario della cooperativa.<br /><br /></div>
<div>“<em>Con la nomina di Franco Paoli</em> – afferma il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> – <em>si apre una fase operativa che punta a rimettere in moto il potenziale del Consorzio, offrendo strumenti concreti e competenze per consolidarne il ruolo nel sistema cooperativo trentino. È un’azione condivisa, nata da una richiesta interna e finalizzata a ricostruire coesione e fiducia. La speranza è quella di recuperare le divisioni, puntando ad un percorso concertato ed unitario</em>”.<br /><br /></div>
<div>L’affiancamento non incide sulle prerogative del consiglio di amministrazione, ed è rivolto alla gestione esecutiva del Consorzio, con l’obiettivo di supportare tecnicamente la formulazione del nuovo piano strategico e rafforzare l’efficienza operativa.<br /><br /></div>
<div>“<em>In questo contesto di rilancio </em>– dichiara il presidente di Concast <strong>Stefano Albasini</strong> <em>-, tengo a precisare che la fiducia del consiglio è ampia, con 10 consiglieri su 14 che hanno confermato il loro sostegno nei miei confronti. Per questo motivo, e per la volontà di proseguire sulla strada del miglioramento, non ho mai ritenuto necessario rassegnare le mie dimissioni. Da questa posizione di fiducia e con la consapevolezza di voler sanare i dissidi, proseguiamo nell’intenzione di guardare avanti per il bene del Consorzio, con l’obiettivo di migliorare, anche sulla base degli ottimi numeri registrati nel 2024”.<br /><br /></em></div>
<div>Il piano strategico elaborato dalla Federazione sarà presentato nei prossimi giorni al consiglio di amministrazione del Consorzio e, successivamente, ai caseifici soci. L’obiettivo è attuare soluzioni concrete per ottimizzare la gestione, rafforzare le attività commerciali e migliorare le performance complessive del Consorzio.<br /><br /><br /></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">87307cb3-b0ff-4feb-8ca6-6fe60946f7bc</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/governare-i-dati-per-un-futuro-sostenibile-un-analisi-sui-settori-agricolo-e-sanitario</link><title>Governare i dati per un futuro sostenibile: un'analisi sui settori agricolo e sanitario</title><description><![CDATA[<p>La trasformazione digitale sta ridefinendo l’economia e la società, aprendo nuove opportunità e sfide nella gestione dei dati</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qn4ngbjs/eddi-fontanari-23-.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/governare-i-dati-per-un-futuro-sostenibile-un-analisi-sui-settori-agricolo-e-sanitario" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4546</width><height>6811</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’Unione Europea sta lavorando alla creazione di un mercato comune dei dati per favorire crescita e innovazione, garantendo al contempo un’adeguata protezione della privacy. Tuttavia, il bilanciamento tra gli attori coinvolti e la definizione di una governance equa dei dati restano sfide cruciali.</p>
<p>Il nuovo scenario digitale ha visto un incremento esponenziale nella raccolta e nell’elaborazione dei dati, con le grandi piattaforme che detengono un forte controllo su questi flussi, spesso a scapito degli utenti. Il fenomeno del <strong>capitalismo di sorveglianza</strong> e il predominio delle <strong>Big Tech</strong> sollevano interrogativi sulla concentrazione del potere e sulla tutela dei soggetti più deboli.</p>
<p>In risposta a queste criticità, il concetto emergente di <strong>cooperativa di dati</strong> appare una possibile alternativa/contromisura volta a garantire un modello più democratico e inclusivo nella gestione dei dati. In questo contesto si inserisce il <strong>Data Governance Act (Regolamento UE 2023/2854)</strong>, che introduce nuovi principi e strumenti per una governance più equa.</p>
<p>Il recente studio pubblicato da Euricse approfondisce il potenziale delle cooperative di dati, in un raffronto con i modelli più tradizionali, analizzandone le implicazioni e applicazioni in ambito agricolo e sanitario. Due settori in cui la digitalizzazione potrà esercitare un ruolo importante e determinante dal punto di vista dell’efficienza, tempestività e qualità delle operazioni (p.e. in campo) e dei servizi (p.e. di medicina territoriale). Sullo sfondo permangono, tuttavia, una serie di perplessità e di riflessioni<strong>, </strong>sia in termini di vincoli normativi che di risorse necessarie, <strong>che lo studio evidenzia e che sarà necessario affrontare </strong> per sviluppare proficue esperienze di cooperazione digitale (cfr. ecosistemi digitali locali), rafforzando il legame tra comunità e istituzioni.</p>
<p>Il rapporto di ricerca si articola in <strong>tre capitoli</strong>: il <strong>primo</strong> esamina le <strong>opportunità e le sfide della digitalizzazione nei settori agricolo e sanitario</strong>; il <strong>secondo</strong> approfondisce la <strong>governance dei dati</strong>, con particolare attenzione al modello cooperativo e al nuovo quadro normativo europeo; il<strong> terzo</strong> illustra i risultati dei <strong>casi studio</strong> analizzati. Nelle conclusioni, i ricercatori esplorano il <strong>potenziale del modello cooperativo,</strong> sottolineando l’importanza di politiche mirate a favorire ecosistemi digitali inclusivi e sostenibili. La cooperazione, in un’ibridazione tra vecchi e nuovi modelli, può infatti rappresentare una leva strategica per un futuro digitale che equilibri innovazione, tutela dei diritti e benessere collettivo. Su questo punto servirà però acquisire, a livello di sistema, una maggiore consapevolezza rispetto a tale funzione per individuare i migliori assetti e formule istituzionali/organizzative e posizionare correttamente ed efficacemente il modello cooperativo nella filiera dei dati, in modo da favorire la protezione e valorizzazione delle peculiarità territoriali e dei bisogni/esigenze da soddisfare.</p>
<p>Il gruppo di lavoro, coordinato scientificamente da <strong>Eddi Fontanari</strong>, ha coinvolto il prof. <strong>Matteo Ferrari</strong> dell’Università di Trento e i ricercatori di Euricse <strong>Giacomo Pisani</strong> e <strong>Paola Delvecchio.  </strong>Il contributo dei ricercatori di Euricse al presente volume rientra nelle attività di ricerca promosse dall’Accordo di Programma tra la Provincia autonoma di Trento ed Euricse.</p>
<p>Il rapporto "<strong><em>L'era delle cooperative di dati tra vecchi e nuovi modelli: un focus su agricoltura e sanità</em></strong>" è disponibile per il download gratuito nella sezione Pubblicazioni del sito di Euricse.</p>
<p><a href="mailto:https://euricse.eu/it/publications/lera-delle-cooperative-di-dati-tra-nuovi-e-vecchi-modelli-un-focus-su-agricoltura-e-sanita/"><strong>Scarica il Report</strong></a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse </author></item><item><guid isPermaLink="false">bc745415-4539-403f-9355-bdc4c5c8951c</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/competere-per-custodire</link><title>Competere per custodire: essere impresa agricola al tempo della post-modernità</title><description><![CDATA[<p>I 14 decreti attuativi seguiti alla riforma fiscale ed i relativi atti di indirizzo emessi fino ad oggi hanno l'obiettivo di fare sempre più chiarezza e dare certezza in materia alle imprese ed ai cittadini. L'ha ribadito e promesso anche per le prossime iniziative del governo il vice Ministro all'economia ed alle finanze con delega al fisco Maurizio Leo stamane nel corso del Convegno organizzato dalla cooperativa Sant'Orsola se n'è occupato Michele Plancher, responsabile dell'area finanziaria, dalla fondazione Tosoni e dalle sedi trentine di Cia, Coldiretti e Confagricoltura nell'auditorium della cooperativa frutticola.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qtmffgim/img-0048.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/competere-per-custodire" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>786</width><height>524</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Pergine Valsugana, Villaggio dei Piccoli Frutti. Competere per custodire: essere impresa agricola al tempo della post-modernità” il titolo, scelto per essere di stimolo al rinnovamento del settore, ha sottolineato il presidente della cooperativa Silvio Bertoldi nel suo saluto iniziale, titolo rivelatore del momento particolare che sta vivendo anche il mondo agricolo trentino, spinto a ristrutturarsi per sostenere l'urto dei grandi gruppi e delle multinazionali ed a liberarsi dai lacci normativi, dalla faragginosità e complicatezza di normative fiscali risalenti ad impostazioni del passato che non reggono difronte dell'evolversi dell'agricoltura moderna. Tra gli esempi volti al futuro portati da Leo, le nuove regole fiscali che ha varato per adeguarsi al ciclo biologico delle piante e non solo a quello delle coltivazioni in terra e le regole relative alla produzione di energia elettrica mediante il biogas, queste da perfezionare ulteriormente. Le tre organizzazioni di categoria presenti, la Cia con <strong>Massimo Bagnoli</strong>, Coldiretti con <strong>Gennaro Vecchione</strong> e Confagricoltura con <strong>Nicola Caputo</strong>, responsabili nazionali del settore fiscale, hanno condiviso l'azione ministeriale tesa ad innovare e chiarire l'intera normativa.</p>
<p>L'intervento del vice Ministro era atteso dall'intero mondo agricolo trentino presente in auditorium, dalle organizzazioni di categoria e dal mondo della cooperazione guidato dal presidente <strong>Roberto Simoni</strong>. Un mondo ricordato in cifre da <strong>Gabriele Barichello</strong>, responsabile dell'ufficio legale e sindacale della <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>. Il settore agricolo conta 79 cooperative ed impiega più di 17 mila soci conferitori che si occupano della manutenzione e coltivazione di circa 53 mila ettari, immettendo nel mercato più di 720 milioni di kg di prodotti agricoli. L'ortofrutticolo rappresenta il 38 per cento del fatturato complessivo cooperativo provinciale pari a 1.2 miliardi di Euro, dato 2023. </p>
<p>La certezza e la trasparenza in ambito fiscale incentivano le imprese ad imvestire, ha ricordato <strong>Giuseppe Savastano</strong> del Gruppo Cassa Centrale Banca, che indirizza gli investimenti secondo i criteri di sostenibilità richiesti dalla legislazione nazionale e dalle normative europee. Ha segnalato un esperimento pilota da poco varato e che riguarda la cooperativa Sant'Orsola. <strong>L'accordo stretto tra il Gruppo assieme alle Casse rurali della Valsugana e del Tesino prevede che la Sant'Orsola rimborsi per intero gli interessi gravanti sui suoi soci per finanziamenti mirati ad interventi innovativi in tema di sostenibilità.</strong></p>
<p>Dell'accesso al credito quale fattore essenziale per l'impresa agricola chiamata a competere con il mercato globale ha parlato <strong>Gianfranco Torriero</strong> vicedirettore generale di Abi, riferendo le iniziative messe in campo dall'Associazione Bancaria Italiana.</p>
<p>La certezza in campo fiscale aiuitano anche il passaggi generazionali famigliari delle imprese agricole. Ha approfondito il tema con compiutezza <strong>Alberto Tealdi</strong>, commercialista a Cuneo. Nel merito, ha illustrato gli istituti oggi più confacenti dal punto di vista strutturale e fiscale per poter portare e termine il passaggio generazionale a seconda delle variegate casistiche famigliari ed aziendali.  Evitando ogni approssimazione.</p>
<p>Dal canto suo, <strong>Antonella Peterlini</strong>, consulente del lavoro in Trentino, ha insistito sulla necessità in capo alle aziende di riorganizzarsi al meglio per fare fronte alle novità dei contratti di rete ovvero il patto di collaborazione che possono stringere più imprese tra loro allo scopo di incrementare la filiera dell'agroinsdustria e dell'agroalimentare, unendo le loro forze.</p>
<p>Sponsor del Convegno sono Gruppo Cassa Centrale Banca, Itas, Seac, Cooperazione Trentina, Camera di Commercio di Trento, Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Trento e Rovereto, Ordine dei Consulenti del lavoro del Trentino.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Sant'Orsola - Mario Anelli</author></item><item><guid isPermaLink="false">59588219-d6b5-4c04-b99a-9c5c447e95d7</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-e-cooperativa-sant-orsola-sottoscritta-la-convenzione-a-favore-del-settore-agricolo</link><title>Gruppo Cassa Centrale e Cooperativa Sant’Orsola: sottoscritta la convenzione a favore del settore agricolo</title><description><![CDATA[<p>Firmato l’accordo tra il Gruppo Cassa Centrale e la Cooperativa Sant’Orsola, rivolto ai soci conferitori, per promuovere lo sviluppo di una agricoltura più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/5mkcizdy/al-villaggio-dei-piccoli-frutti-di-sant-orsola-apre-il-nuovo-punto-vendita.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-e-cooperativa-sant-orsola-sottoscritta-la-convenzione-a-favore-del-settore-agricolo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1440</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’intesa, avviata sul territorio dalle <strong>Casse Rurali Alta Valsugana</strong> e <strong>Valsugana e Tesino</strong>, è finalizzata a contribuire al raggiungimento di questo obiettivo attraverso l’adozione di nuove tecniche di coltivazione all’avanguardia, utili a migliorare i processi produttivi, puntando sulla qualità del prodotto finale senza per questo rinunciare alla redditività e alla competitività delle imprese.</p>
<p>L’accordo nasce con la volontà di incentivare gli investimenti nel biennio 2025-2026 da parte dei Soci Conferitori della Cooperativa Sant’Orsola, volti alla realizzazione o al rinnovo di impianti esistenti, con interventi specifici con riferimento a serre per la produzione di fragole o di piccoli frutti, impianti antipioggia su piccoli frutti e su ciliegio, impianti antigrandine su melo, impianti di irrigazione, oltre all’acquisto di piante e mezzi tecnici.</p>
<p>A tale scopo, la Capogruppo Cassa Centrale Banca e le Casse rurali affiliate presenti sul territorio intendono disciplinare attraverso questa convenzione i rapporti relativi alla concessione di finanziamenti in favore delle imprese socie della Cooperativa Sant’Orsola, con l’impegno di quest’ultima a corrispondere un contributo del 100% degli interessi addebitati.</p>
<p>“La convenzione stipulata con un qualificato e rilevante attore del comparto agricolo come la Cooperativa Sant’Orsola – sottolinea il Presidente della Cassa Rurale Alta Valsugana, <strong>Franco Senesi</strong> – rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’impegno del credito cooperativo nella promozione dello sviluppo e del benessere dei territori in cui opera, sostenendo il tessuto imprenditoriale nel percorso di transizione sostenibile”.</p>
<p>Il Presidente della Cassa Rurale Valsugana e Tesino,<strong> Arnaldo Dandrea</strong>, sottolinea: “Le sinergie con la Capogruppo Cassa Centrale consente alle singole Casse di offrire servizi e soluzioni di qualità agli imprenditori dei nostri territori per lo sviluppo aziendale anche in ottica di sostenibilità. L’attenzione ai soci conferitori della Cooperativa sant’Orsola attraverso questa convenzione significa, in definitiva, porre attenzione all’ambiente e alle azioni necessarie in tema di adattamento al cambiamento climatico”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">CCb - Sant'Orsola - Cr Alta Valsugana - Cr Valsugana e Tesino</author></item><item><guid isPermaLink="false">f23772f2-0d7c-41b1-b07f-5967195bfa52</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/settore-lattiero-caseario-cooperativo-trentino-una-strategia-per-il-futuro-della-filiera</link><title>Settore lattiero-caseario cooperativo trentino: una strategia per il futuro della filiera</title><description>Presentato uno studio dettagliato sullo stato della zootecnia trentina e sulla filiera del latte, con proposte per rilanciare il settore. Obiettivo: valorizzare i prodotti, migliorare le vendite e rafforzare la sostenibilità di questo fondamentale comparto.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4v1d5sgx/al-via-uno-studio-di-fattibilita-coordinato-da-alleanza-cooperative-per-trasformazioni-alternative-latte.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/settore-lattiero-caseario-cooperativo-trentino-una-strategia-per-il-futuro-della-filiera" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div data-ogsc="rgb(23, 78, 134)">Si sono tenuti venerdì 27 dicembre i consigli di amministrazione di CONCAST, Latte Trento e Federazione Provinciale Allevatori. In questa occasione è stata presentata l’<strong>analisi del nostro settore lattiero caseario </strong><strong>cooperativo</strong> commissionata da Federazione Trentina della Cooperazione e CONCAST alla società di consulenza Gabrielli &amp; Partners.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Si è trattato di un primo importante passo per <strong>condividere innanzitutto dati oggettivi, per comparare la situazione trentina con i principali riferimenti di mercato, per comprendere punti di forza e ambiti di miglioramento</strong> per un settore che deve ritrovare unità di intenti per rilanciare la propria competitività. Obiettivi comuni: aumentare la remunerazione a favore delle aziende agricole, ottimizzare i processi produttivi assicurando massima sicurezza sanitaria, migliorare il ciclo finanziario per assicurare pagamenti più tempestivi.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Dopo questa prima presentazione i Consigli di Amministrazione di CONCAST e Latte Trento, insieme ai Caseifici che vorranno approfondire il contenuto del lavoro, saranno chiamati a fornire spunti e riflessioni utili a perfezionare, correggere, integrare lo studio per sviluppare, in modo condiviso, un piano industriale finalizzato a tradurre in azioni puntuali le proposte individuate nel documento presentato oggi.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">“<em>La situazione attuale </em>- ha sottolineato <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione - <em>richiede un cambio di prospettiva.</em> <em>I dati raccolti ci suggeriscono una strada da percorrere per valorizzare un mondo fatto di persone che lavorano con dedizione quotidiana. Questo studio vuole offrire strumenti concreti per migliorare il settore, creando le condizioni per remunerare in modo corretto il lavoro di centinaia di allevatori che contribuiscono in maniera determinante a mantenere viva la nostra montagna e curato il paesaggio</em>”.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><em>“Abbiamo seguito con grande attenzione l’illustrazione dello studio da parte della Federazione e dei consulenti incaricati</em> - ha affermato il presidente di CONCAST <strong>Stefano Albasini</strong> - <em>e condiviso l’importanza di lavorare insieme per migliorare la remunerazione a favore delle aziende agricole. Gli stimoli forniti sono stati numerosi, riferiti sia alla valorizzazione dei prodotti della nostra filiera che alla riorganizzazione e razionalizzazione dei processi produttivi. Centrale risulterà la volontà dei nostri soci di credere in questo progetto, accettando una visione realmente unitaria”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">È stato presentato lo studio anche nel cda di Latte Trento che, attraverso la recente lettera di recesso dal consorzio, ha stimolato la necessità di dare vita a questo approfondimento. <em>“La presentazione, utile per affrontare una situazione di difficoltà da noi più volte segnalata </em>– ha dichiarato <strong>Renato Costa</strong>, presidente di Latte Trento <em>–, ci ha permesso di sottolineare alcuni aspetti che a nostro giudizio possono essere ulteriormente approfonditi.</em> <em>Per questo abbiamo fissato un ulteriore momento di lavoro con i consulenti dedicati. In particolare, la volontà è di lavorare su alcuni aspetti che riguardano i costi di produzione che oggi gravano sul liquidato ai soci e che, a nostro giudizio, possono essere razionalizzati. L’impegno è quello di ritrovarsi tra qualche settimana per verificare il progetto definitivo, a valle del confronto con tutti i soci del consorzio”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">A chiudere la giornata, l’incontro con il consiglio di amministrazione della Federazione Provinciale  Allevatori, con l’intervento del presidente <strong>Giacomo Broch</strong>:<em> “Questo progetto, che condivido nelle sue linee principali, offre una chiara e sfidante visione del futuro e necessita ora di una piena condivisione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Tra i dati presentati colpisce il tema del rinnovo delle stalle che, in molti casi, non hanno subito alcun intervento negli ultimi 24 anni. Serve un forte coinvolgimento della politica provinciale su questo settore: dove una stalla chiude, quasi certamente, non riaprirà più”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Lo stato attuale e i trend emergenti</strong></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">In collaborazione con la Federazione Provinciale Allevatori sono stati raccolti importanti dati sullo stato attuale dell’allevamento trentino, caratterizzato da una <strong>predominanza di piccole aziende</strong> con una media di 31 capi per stalla, riflettendo una frammentazione che è ad un tempo opportunità per preservare identità e distintività territoriale ma anche grande sfida per assicurare sostenibilità economica.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Quasi la metà delle stalle non è stata ristrutturata da oltre 24 anni, evidenziando la necessità di investire in infrastrutture più moderne e funzionali per garantire produttività a lungo termine. Il 21% degli allevatori ha meno di 32 anni e la maggioranza dei soci (64%) è concentrata in un’età che va dai 33 ai 62 anni. <strong>Si prevede che la quasi totalità delle aziende porterà avanti l’attività per almeno altri cinque anni</strong>. Questa proiezione nei numeri offre una base sufficientemente solida, ma evidenzia contemporaneamente il bisogno di attrarre nuove generazioni e di investire in formazione.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Obiettivi e strategie per il rilancio</strong></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Il mandato affidato alla società di consulenza è stato quindi quello di individuare azioni in grado di <strong>aumentare la liquidazione a favore degli allevatori, </strong>garantendo una maggiore remunerazione per ogni litro di latte conferito.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Per raggiungere questo obiettivo, il piano prevede interventi precisi, tra cui:</div>
<ul>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>rafforzamento del ruolo del Consorzio e del vincolo di appartenenza ad esso da parte dei soci: </strong>CONCAST sarà chiamato a garantire liquidazioni adeguate e pagamenti tempestivi ma nel contempo dovrà poter contare su quantitativi certi di materia prima da lavorare.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Riassetto organizzativo del Consorzio</strong>, attraverso la costituzione di una società ad hoc per assorbire la componente “servizi” ed il rafforzamento delle funzioni connesse al marketing.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Massima attenzione alla qualità e alla sicurezza alimentare</strong>: protocolli rigorosi dovranno essere rispettati da tutti i soci.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Investimento sulla “percezione di valore” dei prodotti della filiera sui mercati</strong>, attraverso un posizionamento come prodotti <em>premium</em>, sfruttando la qualità intrinseca e l’autenticità legata al territorio.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Ottimizzazione della gamma di prodotti</strong>: rivedere la varietà di referenze per concentrarsi su quelle realmente richieste dal mercato, rafforzando l’identità del prodotto.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Specializzazione produttiva</strong>: i caseifici saranno orientati a produrre specifiche categorie di prodotti, massimizzando l’efficienza e garantendo una qualità costante.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Miglioramento della comunicazione</strong>: si dovrà investire in campagne promozionali che sottolineino l’unicità e la qualità dei prodotti trentini, puntando su valori come tradizione, sostenibilità e benessere animale.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Valorizzazione del brand Trentino quale vettore per i prodotti della filiera, </strong>intensificando la collaborazione con Trentino Marketing e <strong>valorizzando le possibili sinergie</strong> con i grandi player della cooperazione agricola del nostro territorio.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Presenza nei canali Horeca e retail</strong>: ampliare la distribuzione nei settori della ristorazione e della vendita al dettaglio, per raggiungere nuovi consumatori e aumentare il riconoscimento del brand; <strong>valorizzare il mercato dato dai circa 5 milioni di turisti </strong>che ogni anno visitano il Trentino.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Ove possibile, <strong>valorizzazione dei Soci di CONCAST quali canali di vendita diretta sul territorio</strong>, grazie alla conoscenza diretta di operatori e clientela.</li>
</ul>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><em>“Ritrovare unità e rilanciare il valore del comparto: questo l’obiettivo che insieme vogliamo perseguire -</em> ha dichiarato al termine degli incontri<strong> Roberto Simoni</strong> -, <em>attendiamo ora il ritorno da parte dei nostri interlocutori rispetto a quanto presentato, pronti a raccogliere ogni stimolo utile per migliorare il documento rendendolo pienamente condiviso”.</em></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">f0e09b85-80bf-49df-bd94-db8013e43eaa</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-assemblea-centoventi</link><title>Gruppo Mezzacorona, 120ª assemblea: fatturato a 212 milioni</title><description><![CDATA[<p class="p1">Il Gruppo Mezzacorona chiude il 2024 con un fatturato di oltre 212 milioni di euro, confermando solidità economica con 103 milioni di patrimonio, leadership internazionale e impegno per la sostenibilità. Riconoscimenti globali e primato digitale rafforzano il prestigio del gruppo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/nm5dtenv/img-6239.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-assemblea-centoventi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1114</width><height>549</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuta oggi sabato 14 dicembre 2024 la 120ª Assemblea generale dei soci del Gruppo Mezzacorona, un passaggio di rilevanza storica salutato con orgoglio dal Presidente Luca Rigotti e dal Direttore Generale Francesco Giovannini con il risultato di oltre 212 milioni di euro di fatturato. Il Presidente Rigotti ha voluto ringraziare soci e collaboratori che hanno dimostrato il loro impegno e senso di responsabilità verso l’azienda in un periodo così complicato a livello geopolitico ed economico, che sta mettendo in difficoltà anche il settore vitivinicolo. Il bilancio consolidato evidenzia la stabilità del Gruppo sia dal punto di vista economico che finanziario. Molto importante è stato anche l’ottenimento per il nono anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI) e della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona. Una politica, quella della sostenibilità, attuata con grande determinazione dal Gruppo Mezzacorona non solo in chiave ambientale ma anche economica, territoriale, sociale e culturale, come dimostra l’adesione all’associazione europea “Wine in Moderation” per un consumo responsabile del vino. <br /><br /><strong>I risultati</strong> <br />Fatturato a 212.347.041 euro (-2,5%) Il valore del conferimento raggiunge 57.874.621 euro Il patrimonio netto di Gruppo a 102.950.693 euro <br /><br /><strong>Il Gruppo Mezzacorona nel 2024 ha raggiunto importanti risultati economici e commerciali</strong><br /><br />Il fatturato consolidato è stato di 212.347.041euro contro i 217.749.387 euro del 2023, e frutto unicamente della sola gestione caratteristica. L’utile netto di Gruppo è stato di 689.055 euro. Il valore del conferimento ha raggiunto 57.874.621 euro. Il patrimonio netto consolidato si è attestato sui 102.950.693 euro, che evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo. I collaboratori del Gruppo alla chiusura del bilancio al 31 luglio 2024 erano 506.</p>
<p><strong>Export oltre l’80% delle vendite in più di 70 Paesi del mondo</strong> <br /><br />Il Gruppo Mezzacorona esporta i propri prodotti in oltre 70 Paesi del mondo valorizzando la notorietà e l’immagine del Trentino. Pur in un contesto problematico a causa delle difficoltà economiche generali dovute all’aumento dei costi, gli sforzi aziendali nella commercializzazione sono stati efficaci. L’export infatti è superiore all’80% delle vendite, con una forte presenza negli Stati Uniti, il mercato più importante e strategico per il Gruppo, dove opera da più di trent’anni con la controllata Prestige Wine Imports Corp. e in Germania, tramite la controllata Bavaria Wein Import GmbH. Per quanto riguarda i principali mercati, in vetta troviamo poi Olanda, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, Austria, Svizzera, l’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come l’Australia, il Sud America, i Caraibi ed il Vietnam. Numerose sono state le iniziative commerciali attuate nel corso dell’anno così come i nuovi prodotti, insieme al restyling di etichette e materiali, per rendere ancora più interessante per i consumatori l’incontro con i vini del Gruppo.</p>
<p><strong>Certificazione della produzione 2024 con SQNPI e Certificazione dei vini</strong> <br /><br />Il Direttore Generale Francesco Giovannini ha esposto in Assemblea le numerose iniziative basate sullo sviluppo della ricerca, sulla consulenza tecnica in campagna e sul consolidamento della qualità e dell’eccellenza raggiunte. Il Gruppo è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro e sull’opera attenta dei viticoltori soci, costantemente orientata alla qualità e alla tutela ambientale. In quest’ottica i soci del Gruppo Mezzacorona hanno ottenuto per la nona volta anche nel 2024 la Certificazione delle uve prodotte secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI), tappa fondamentale e necessaria che ha già permesso ancora una volta la Certificazione dei vini e il loro lancio su tutti i mercati internazionali. Una scelta aziendale convinta orientata alla sostenibilità, con un impegno costante di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, valorizzando quella che ormai è diventata l’asse portante anche delle direttive europee. È questo un obiettivo strategico del Gruppo Mezzacorona, rivolto a soddisfare le richieste dei consumatori in tutto il mondo sempre più attenti, preparati e sensibili rispetto alle tematiche della salubrità dei prodotti e alla salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di valorizzare il grande lavoro dei propri soci al servizio del territorio. Va ricordato che Mezzacorona è stata tra le prime aziende in Trentino negli anni Settanta a puntare sulle Doc e, dagli anni Novanta, a sperimentare con successo le pratiche più avanzate per la produzione integrata.</p>
<p><br /><strong>Quinta edizione del Bilancio di sostenibilità</strong> <br /><br />Il Gruppo Mezzacorona ha rafforzato la sua visione della sostenibilità ed ha presentato la quinta edizione del “Bilancio di sostenibilità”, nel quale sono state puntualmente rendicontate le buone pratiche sostenibili aziendali: dal risparmio energetico alla salvaguardia dell’ambiente, dalla gestione delle risorse naturali alla depurazione delle acque: una visione complessiva di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, presentando nei dettagli tutto il grande sforzo complessivo di ogni componente del Gruppo per raggiungere obiettivi sempre più qualificanti.</p>
<p><strong>Riconoscimenti e premi per il Gruppo nel 2024</strong><br /><br />A dimostrazione dell’eccellente livello qualitativo stabilmente confermato sia dagli spumanti sia dai vini del Gruppo, numerosi sono stati i premi vinti nelle varie manifestazioni e concorsi internazionali, Si segnalano, in particolare i “3 Bicchieri” della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso conferiti a Rotari Flavio Trentodoc, che ottiene tale premio per l’undicesimo anno consecutivo, e per la prima volta al vino rosso siciliano “Hedonis” Feudo Arancio; le 11 medaglie assegnate a Rotari durante la più importante competizione internazionale degli spumanti (The Champagne and Sparkling Wine World Championship); le 17 medaglie d’oro e 13 d’argento ricevute al Grand International Wine Award 2024 di Mundus Vini in Germania. In questo concorso, in partciolare, il Gruppo ha brillato con il Pinot Grigio Riserva Mezzacorona Trentino Doc come “Migliore vino bianco trentino”, con Rotari Brut Trentodoc come “Migliore spumante Trentodoc” e con il Lagrein Castel Firmian come “Migliore vino rosso trentino”. <br /><br /><strong>Il Progetto Musivum</strong> <br /><br />È continuato anche nel 2024 il progetto di valorizzazione territoriale e di eccellenza enologica denominato “Musivum” (Mosaico), che ha visto negli ultimi anni la proposta di ben 6 vini, Teroldego Rotaliano Doc Superiore Riserva, Marzemino Trentino Doc Superiore della Cantina di Ala, Pinot Grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer, tutti Trentino Doc Superiore e Chardonnay Alto Adige Doc Tolloy, con le uve della Cantina partner di Salorno. <br /><br /><strong>Al primo posto tra le cantine italiane più digital anche nel 2024</strong> <br /><br />Uno dei passaggi più interessanti degli ultimi anni è stato anche l’investimento rilevante sui social media. I tre marchi principali Mezzacorona, Rotari e Feudo Arancio hanno raggiunto, nei vari strumenti social di Gruppo, quasi 1.000.000 di likes complessivi, un numero che pone ancora una volta Mezzacorona ai vertici nazionali per l’interesse social. E infatti il Gruppo è stato incoronato nella rilevazione annuale 2024 della società specializzata Omnicom PR Group come la cantina italiana più digital, un risultato di grande soddisfazione che evidenzia come Mezzacorona sia un’azienda innovativa e dinamica, capace di mettersi in piena sintonia con il proprio tempo e con la modernità.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Gruppo Mezzacorona </author></item><item><guid isPermaLink="false">51cb9122-cea7-4152-9983-3f6e515c4ccc</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/i-sessanta-anni-del-consorzio-del-conta</link><title>I 60 anni del Consorzio del Contà “La nostra una storia di lungimiranza e cooperazione”</title><description>Una storia di impegno e costanza, iniziata nel 1964 e che prosegue tuttora sulla spinta delle stesse passioni e degli stessi valori.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/3xtofvnx/img-0031.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/i-sessanta-anni-del-consorzio-del-conta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">È l’epopea del <strong>Consorzio Ortofrutticolo del Contà</strong>, una delle 16 cooperative del Consorzio Melinda, che celebra quest’anno i 60 anni di attività. A festeggiarli, nella giornata odierna, i suoi soci, riuniti nel corso di un evento speciale che ha costituito l’occasione per ripercorrere le tappe che hanno segnato l’espansione del sodalizio. Cresciuta negli anni nel segno della cooperazione, la realtà opera su oltre 500 ettari e conta oggi più di 200 soci.</p>
<p dir="ltr">“Festeggiamo una storia fatta di visione e coraggio: la visione di coloro che, sei decenni or sono, seppero scegliere la giusta direzione per garantire crescita e sviluppo alla nostra comunità; il coraggio di chi, in anticipo sui tempi, decise di progettare il futuro scommettendo sulla forza di un intero territorio”, ha dichiarato, nel corso dell’incontro, Michele Iob, presidente del Consorzio Ortofrutticolo del Contà e vicepresidente di Melinda. “I nostri fondatori, persone lungimiranti che hanno dedicato una vita intera all’agricoltura, hanno saputo vedere fin dall’inizio l’enorme potenziale dell’aggregazione come valore fondante delle relazioni umane e, al tempo stesso, risorsa strategica per il nostro comparto: un’idea che è sintesi della cultura del nostro territorio e che si rinnova ogni giorno in Melinda nel nome dell’unità e dello spirito cooperativo che caratterizza l’intera filiera”, ha concluso Iob.</p>
<p dir="ltr">“Questi momenti di condivisione rafforzano il profondo senso di coesione e quello spirito cooperativo che non dobbiamo mai dare per scontato: la cooperazione, infatti, va alimentata ogni giorno con l’impegno alla condivisione e al mutuo sostegno”, ha aggiunto, intervenendo all’evento, il presidente di Melinda, Ernesto Seppi. “Solo agendo come sistema territoriale coeso continueremo a far valere la nostra forza e le nostre specificità sul mercato con l’obiettivo di continuare a portare a casa buoni risultati come quelli che sono stati ricordati oggi con orgoglio”, ha aggiunto Seppi.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Consorzio Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">dcb8fba0-2860-4727-b2d2-c7e02ba4d212</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/l-assemblea-elettiva-dei-soci-approva-il-bilancio-di-cavit-sc</link><title>L’Assemblea elettiva dei Soci approva il bilancio di Cavit SC 2023/2024</title><description>Solidità dei risultati e rafforzamento patrimoniale in uno scenario di mercato complesso.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ut2c3tmz/cavit-trento.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/l-assemblea-elettiva-dei-soci-approva-il-bilancio-di-cavit-sc" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1085</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Si è svolta oggi, presso il Centro Congressi di Riva del Garda, l'Assemblea annuale dei Soci Cavit per l'approvazione del bilancio della capogruppo relativo all'esercizio 2023-2024, chiuso a maggio 2024. Nell'occasione è stato presentato anche il bilancio consolidato del Gruppo.<br /><br />L'Assemblea ha <strong>riconfermato Lorenzo Libera alla presidenza del Gruppo</strong>, rinnovando il mandato iniziato nel 2018 e confermando la fiducia nella continuità della gestione. Quest’anno, il <strong>bilancio consolidato del Gruppo Cavit</strong> include le controllate Cesarini Sforza SpA (100%), GLV Srl (80%) e Kessler Sekt &amp; Co KG (50,10%), a seguito della fusione per incorporazione di Casa Girelli SpA, società precedentemente controllata al 100% da Cavit SC, operazione finalizzata all'ottimizzazione della struttura societaria e all'efficientamento gestionale.<br /><br />In un quadro macroeconomico ancora instabile, l'esercizio 2023-2024 ha visto un graduale rientro delle dinamiche inflazionistiche sui costi energetici e delle materie prime. Tuttavia, il rallentamento dell'economia mondiale e il deterioramento della fiducia dei consumatori hanno impattato significativamente sui consumi, specialmente nel settore vitivinicolo, delineando uno scenario complesso nel quale il Gruppo ha dovuto operare con particolare attenzione alle dinamiche di mercato.<br /><br />In questo contesto, il fatturato consolidato del Gruppo Cavit ha registrato una flessione del 5,2%, attestandosi a 253,3 milioni di euro rispetto ai 267,1 milioni dell'esercizio precedente.<br /><br />Una riduzione di circa 13,8 milioni di euro è principalmente riconducibile al percorso di dismissione delle attività non strategiche di Casa Girelli (-18,2 milioni), avviato con l'incorporazione e destinato a proseguire nell'esercizio successivo. Il calo dei volumi è stato in parte bilanciato dalle positive performance delle attività core del Gruppo.<br /><br />La stabilità del risultato netto consolidato (4,9 milioni di euro rispetto ai 4,8 dell'esercizio precedente), nonostante la contrazione del fatturato, conferma il successo delle scelte strategiche e la solidità della gestione operativa, evidenziando come la dismissione di attività a bassa marginalità di Casa Girelli abbia contribuito a preservare la redditività complessiva del Gruppo, mantenendola in linea con gli obiettivi strategici prefissati.<br /><br /><strong>Principali dati di Bilancio:</strong><br /><br />Al di là dei numeri assoluti, condizionati dalla dismissione delle attività non core, i risultati del Gruppo Cavit mostrano una crescita significativa a perimetro costante, con performance particolarmente rilevanti per Cesarini Sforza Trentodoc, Altemasi e Kessler.<br /><br />Il fatturato della capogruppo Cavit SC raggiunge i 224,7 milioni di euro, con un incremento dell'8,3% che include il contributo dell'incorporazione di Casa Girelli. Al netto di questa operazione, la crescita organica si conferma positiva (+1,8%).<br /><br />Prosegue la crescita sostenuta delle linee di spumantistica del Gruppo, che confermano la loro resilienza in un mercato complesso, con un portfolio completo che spazia dal Metodo Classico allo Charmat attraverso i marchi Altemasi Trentodoc, Cesarini Sforza, Kessler Sekt e lo Spumante Müller di Cavit.<br /><br />La Cantina Altemasi ha visto importanti interventi di efficientamento energetico e ampliamento degli spazi, con il rifacimento dell'isolamento della copertura e la realizzazione di una nuova area polifunzionale.<br /><br />Significativo anche l'avvio della fase progettuale per l'ampliamento della Cantina Spumante, i cui lavori inizieranno nel primo semestre 2025. L'intervento consentirà di aumentare la capacità produttiva e di stoccaggio, ottimizzando al contempo l'efficienza logistica ed energetica del ciclo produttivo.<br /><br /><strong>Solidità patrimoniale e finanziaria:</strong><br /><br />La stabilità del risultato netto, unita al significativo rafforzamento patrimoniale, conferma l'efficacia delle scelte strategiche orientate alla razionalizzazione del business. Il Gruppo dimostra di saper bilanciare con successo l'ottimizzazione delle attività con il mantenimento della redditività, come evidenziato dalla robusta posizione finanziaria netta di circa 22 milioni di euro.<br /><br />L'incremento del patrimonio netto oltre i 120 milioni (+6,1%) rappresenta un ulteriore elemento di forza e testimonia il contributo positivo di tutte le società del Gruppo alla creazione di valore. Questo consolidamento patrimoniale assume particolare rilevanza nel contesto di mercato attuale, garantendo al Gruppo la solidità necessaria per affrontare le sfide future.<br /><br /><strong>Mercati:</strong><br /><br />La forte vocazione internazionale del Gruppo si riflette nella ripartizione del fatturato che, anche grazie all'apporto di Casa Girelli tradizionalmente orientata ai mercati esteri, vede l'export attestarsi al 75,7% e il mercato italiano al 24,3%.<br /><br />Negli Stati Uniti d'America, primo mercato di sbocco per il Gruppo, Cavit dimostra maggiore tenuta rispetto alla generalizzata contrazione del mercato, performando meglio della media di settore e consolidando la leadership nel segmento Pinot Grigio, nonostante il progressivo cambiamento nelle preferenze delle nuove generazioni verso altre tipologie di bevande alcoliche. In questo contesto, l'innovazione di prodotto si conferma elemento chiave per rispondere ai mutamenti della domanda.<br /><br />Nei mercati europei, nonostante il rallentamento generalizzato dei consumi, il Gruppo registra una moderata crescita, con performance positive nel Regno Unito grazie al canale Horeca, ripresa in Germania nella GDO e trend costante in Olanda. Crescono gli altri paesi europei grazie alla miglior distribuzione sui diversi canali di vendita e all’ampiamento dell’assortimento trattato.<br /><br />Segnali incoraggianti per la spumantistica giungono, infine, dai mercati asiatici, in particolare Corea del Sud e Giappone, mentre in Cina, nonostante la forte contrazione del mercato, sono state avviate promettenti partnership con due compagnie aeree nazionali.<br /><br /><strong>Canali di distribuzione:</strong><br /><br />Il Gruppo Cavit con le diverse società e linee di prodotto è presente nei diversi canali distributivi, dalla Grande Distribuzione, al canale Horeca e l’e-commerce.<br /><br />In Italia, in un mercato sostanzialmente stabile a valore (+0,9%) ma in calo nei volumi (-3,9%), il Gruppo registra una performance positiva nel canale moderno, trainata dalle linee strategiche Mastri Vernacoli e dagli spumanti Cesarini Sforza. Il canale Horeca mostra segnali di consolidamento, grazie al costante presidio della forza vendita dedicata.<br /><br />L'e-commerce, dopo la forte crescita del periodo pandemico, registra un fisiologico assestamento, in linea con il generale riequilibrio del canale.<br /><br /><strong>Innovazione di prodotto:</strong><br /><br />Nel corso dell'esercizio, il Gruppo ha ampliato il proprio portfolio con due importanti novità. Nella Linea Trentini Premium, dedicata al canale Horeca, è stato introdotto Cum Vineis Sclavis Trentino Doc Schiava, una scelta che risponde al crescente trend di consumo orientato verso vini più leggeri e immediati, valorizzando al contempo un vitigno autoctono della tradizione trentina.<br /><br />Il portfolio si è inoltre arricchito con una nuova referenza nella prestigiosa gamma Altemasi Trentodoc.<br /><br /><strong>Sostenibilità e impegno ambientale:</strong><br /><br />Il consolidato sistema di gestione ambientale ISO 14.001 continua a guidare l'impegno del Gruppo verso pratiche gestionali orientate alla riduzione dell'impatto ambientale. Questo impegno si concretizza attraverso l'ottimizzazione nell'uso delle risorse naturali, l'impiego di energie rinnovabili e la minimizzazione delle emissioni.<br /><br />L'approccio olistico alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica si conferma elemento centrale della strategia di Gruppo, con l'obiettivo di preservare e valorizzare la viticoltura trentina e sostenere una comunità di oltre 5.250 viticoltori. Fondamentale in questo percorso il ruolo della piattaforma tecnologica PICA, strumento evoluto di viticoltura integrata e di precisione, che supporta quotidianamente le Cantine conferenti e i soci viticoltori attraverso soluzioni digitali accessibili su ogni dispositivo.<br /><br />Il team agronomico ed enologico di Cavit continua a fornire consulenza e assistenza tecnica a tutti i membri del Consorzio, dai viticoltori ai team delle Cantine Sociali, collaborando attivamente in tutte le fasi della creazione del valore. Questo supporto si conferma elemento distintivo e strategico per il costante miglioramento degli standard qualitativi della produzione. Il Gruppo mantiene un approccio integrato che comprende il rispetto delle normative ambientali, l'implementazione di pratiche operative eco-sostenibili e la gestione responsabile della catena di fornitura, sostenuto da continui investimenti in tecnologie e impianti a basso impatto ambientale.<br /><br /><strong>Ricerca e Innovazione:</strong><br /><br />Cavit continua a investire in programmi di ricerca pluriennali in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e la Fondazione Bruno Kessler. Oltre alle attività sulla spumantistica e sugli effetti del clima, particolare rilevanza hanno assunto i progetti di innovazione viticola, con l'impiego di intelligenza artificiale per il monitoraggio degli insetti infestanti, droni per la valutazione dei danni da gelate e studi sull'ecosistema del vigneto. Queste ricerche confermano l'impegno del Gruppo verso una viticoltura sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzata.<br /><br />La collaborazione con i centri di ricerca si estende anche al supporto formativo per il personale del Laboratorio Cavit e allo sviluppo di sistemi operativi e metodologici innovativi, con l'obiettivo di promuovere una viticoltura sempre più professionale e sostenibile a beneficio dell'intera comunità.<br /><br /><strong>Comunicazione:</strong><br /><br />Nel corso dell'esercizio è stata lanciata la nuova campagna "Dai Maestri della tradizione trentina" per Mastri Vernacoli, con un piano media integrato tra stampa e digital. Lo Spumante Müller ha consolidato il suo posizionamento nello sport attraverso le partnership con Aquila Basket e Trentino Volley. Per Altemasi Trentodoc, oltre al rinnovamento del sito web, è proseguita la comunicazione stampa nel canale Horeca insieme a Bottega Vinai. Anche la presenza sui social media si è ulteriormente rafforzata.<br /><br /><strong>Conclusioni:</strong><br /><br />L'esercizio 2023-2024 conferma la solidità del Gruppo Cavit che, in un contesto di mercato complesso, ha saputo portare a termine con successo l'incorporazione di Casa Girelli, mantenendo stabili i risultati economici e rafforzando ulteriormente la propria struttura patrimoniale.<br /><br />La diversificazione geografica e di canale, unita all'efficacia delle scelte strategiche e all'impegno costante verso l'innovazione e la sostenibilità, testimoniano la capacità del Gruppo di adattarsi ai cambiamenti del mercato, preservando al contempo i valori fondanti della cooperazione e il legame con il territorio trentino. "Sono onorato di poter proseguire il mio impegno alla guida del Gruppo Cavit e particolarmente soddisfatto dei risultati raggiunti che ci hanno permesso, anche in questo esercizio, di garantire un'adeguata remunerazione ai nostri soci", dichiara Lorenzo Libera, riconfermato Presidente del Gruppo Cavit. "Il modello cooperativo continua a dimostrarsi vincente, capace di coniugare la valorizzazione del lavoro dei viticoltori con una gestione imprenditoriale moderna ed efficiente. I risultati confermano la solidità di un sistema che fa della collaborazione e della condivisione dei valori la propria forza".<br /><br />"In un contesto economico globale complesso, caratterizzato da rallentamento e incertezze, il nostro Gruppo ha dimostrato grande capacità di adattamento e visione strategica", commenta Enrico Zanoni, Direttore Generale del Gruppo Cavit. “L'incorporazione di Casa Girelli è stata portata a termine nel rispetto delle maestranze senza compromettere la solidità aziendale, come dimostrano i risultati positivi delle attività core e il rafforzamento patrimoniale. Questa performance conferma la bontà delle scelte strategiche intraprese che privilegiano la capacità di generare valore e consolidare la struttura patrimoniale e finanziaria, piuttosto che la mera crescita del fatturato”.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa CAVIT - AD MIRABILIA</author></item><item><guid isPermaLink="false">e0ae5470-d24e-45c1-9bd8-70714f07aac9</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-innovazione-e-sostenibilita-al-centro</link><title>Cooperative agricole, innovazione e sostenibilità al centro</title><description>Il convegno delle cooperative agricole del 2024 si è concluso con risultati positivi e spunti importanti per il futuro del comparto trentino. Il fatturato complessivo si attesta a 1.395 milioni di euro. Rimangono alti i costi energetici e delle materie prime. Forte preoccupazione sul tema dei grandi carnivori, a cui è legato il futuro della zootecnia trentina.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/wkopos3m/albasini-e-girardi.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-innovazione-e-sostenibilita-al-centro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_elementToProof">Si è concluso stamane in Sala inCooperazione, con una generale soddisfazione, il convegno annuale delle cooperative agricole. L'evento ha rappresentato un momento cruciale per fare il punto sui risultati raggiunti e per delineare le strategie future del settore agricolo trentino.</p>
<p><strong>Un contesto di sfide e opportunità</strong></p>
<p>Il settore agricolo trentino, come molti altri settori, si trova ad affrontare un contesto globale caratterizzato da numerose sfide. I cambiamenti climatici, l'aumento dei costi delle materie prime, le fluttuazioni dei mercati internazionali, il costo del denaro e le crescenti richieste di sostenibilità sono solo alcune delle pressioni che influenzano quotidianamente le attività agricole. Tuttavia, queste sfide offrono anche opportunità uniche per innovare e migliorare.</p>
<p class="x_elementToProof">“<em>Il comparto,</em> - ha spiegato nel suo intervento il vicepresidente di settore<span> <strong>Stefano Albasini</strong> -<em> rappresenta un modello di resilienza e adattabilità. In un'epoca in cui l'agricoltura è sempre più chiamata a bilanciare produttività e sostenibilità, il modello cooperativo si dimostra particolarmente efficace nel coniugare questi due aspetti. La condivisione delle risorse, delle conoscenze e delle esperienze permette alle cooperative di affrontare con maggiore efficacia le sfide comuni, mantenendo al contempo un forte legame con il territorio e le comunità locali”.</em></span></p>
<p><strong>I dati di settore</strong></p>
<p>Durante il convegno sono stati presentati i dati significativi dal referente di settore della Federazione Michele Girardi. Il 2023 ha messo in evidenza la robustezza e la resilienza del settore agricolo trentino. Il numero di<span> <strong>soci</strong> ammonta a <strong>16.965</strong>, con una leggera flessione rispetto al 2022. I <strong>dipendenti</strong> sono aumentati a <strong>2.967</strong>, con un incremento di 41 unità rispetto all'anno precedente. Gli <strong>ettari coltivati e a pascolo sono 53.771</strong>. La produzione di latte ha raggiunto 120 milioni di litri, in leggera diminuzione rispetto ai 124 milioni del 2022. La <strong>produzione ortofrutticola è di 486 milioni di kg</strong>,<strong> </strong>leggermente inferiore ai 490 milioni del 2022, mentre quella <strong>vitivinicola</strong> è aumentata di poco, portandosi a <strong>1,2 milioni di kg</strong>. La <strong>produzione totale</strong> si attesta a <strong>727 milioni di kg</strong>, con un fatturato complessivo di 1.240 milioni di euro.</span></p>
<p>Nel dettaglio, il<span> <strong>settore ortofrutticolo ha generato 545 milioni di euro</strong>, un risultato stabile rispetto al 2022. Il <strong>settore vitivinicolo ha registrato un fatturato di 602 milioni di euro</strong>, rispetto ai 578 milioni dell'anno precedente, mentre gli altri comparti hanno raggiunto i 93 milioni di euro, rispetto agli 89 milioni del 2022.</span></p>
<p>Per quanto riguarda i bilanci del 2023, gli investimenti netti ammontano a 599 milioni di euro, leggermente inferiori ai 614 milioni del 2022. Il patrimonio netto è aumentato a 493 milioni di euro, rispetto ai 476 milioni dell'anno precedente. I debiti finanziari sono diminuiti a 329 milioni di euro, rispetto ai 384 milioni del 2022.</p>
<p><strong>Lattiero-Caseario</strong>La produzione di latte ha raggiunto 120 milioni di litri nel 2023, una leggera diminuzione rispetto ai 124 milioni di litri dell'anno precedente. Questo calo è dovuto principalmente all'aumento dei costi delle materie prime e dei mangimi. Tuttavia, il settore ha mostrato una notevole capacità di adattamento, implementando tecnologie avanzate per migliorare l'efficienza produttiva e la qualità del latte.</p>
<p>OrtofrutticoloLe cooperative ortofrutticole hanno registrato un risultato positivo grazie ai progetti di innovazione sostenibile. Questi progetti non solo migliorano la qualità dei prodotti, ma contribuiscono fortemente anche alla sostenibilità ambientale.</p>
<p>VitivinicoloUn settore in lieve crescita, con un aumento delle esportazioni rispetto all'anno precedente. Le cooperative vitivinicole hanno investito in nuove tecniche di vinificazione e in progetti di marketing per promuovere i vini trentini sui mercati internazionali. La qualità dei vini prodotti ha ricevuto numerosi riconoscimenti, rafforzando la reputazione del Trentino come regione vinicola di eccellenza.</p>
<p>Zootecnico – ittico<br />Il settore zootecnico ha affrontato sfide significative a causa dell'aumento dei costi dei mangimi e delle normative ambientali sempre più stringenti. Nonostante ciò, le cooperative hanno adottato pratiche innovative per migliorare la sostenibilità delle loro operazioni, come l'uso di mangimi alternativi e la gestione sostenibile dei rifiuti zootecnici. Continua a rimanere alto il livello di allerta sulla questione dei grandi carnivori. All’interno del dibattito del convegno si è sottolineata l’importanza di trovare soluzioni al problema, a cui è direttamente collegato il futuro della zootecnia del trentino.</p>
<p><strong>IA in agricoltura e analisi e prospettive del settore<br /></strong>Durante il convegno,<span> <strong>Raffaele Giaffreda</strong>, ricercatore della <strong>Fondazione Bruno Kessler</strong>, ha presentato le ultime ricerche sull'intelligenza artificiale applicata all'agricoltura. Giaffreda ha discusso di come l'IA possa migliorare l'efficienza e la sostenibilità delle pratiche agricole, attraverso l'uso di droni per il monitoraggio delle colture, l'analisi predittiva per la gestione delle risorse idriche e la prevenzione delle malattie delle piante. A questo si è aggiunto l’intervento conclusivo del responsabile dell’Ufficio Legale della Federazione <strong>Gabriele Barichello </strong>che ha parlato delle prospettive delle cooperative del settore nell’ambito degli assetti societari.</span></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">8bea9a36-f688-4041-ab2f-c438c4220835</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/trote-astro-ok-dal-ministero-dell-agricoltura-per-il-progetto-di-ricerca-da-11-milioni-di-euro</link><title>Trote Astro, ok dal Ministero dell’Agricoltura per il progetto di ricerca da 11 milioni di euro</title><description>La notizia è stata comunicata oggi all’assemblea dell’Organizzazione di produttori e del relativo Consorzio, che commercializzano i prodotti delle imprese ittiche trentine con un fatturato complessivo che sfiora i 16 milioni di euro. In crescita le vendite e la remunerazione ai soci.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/xcbbfdpd/assemblea-dasx-coller-pellegri-zanotelli-facchini.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/trote-astro-ok-dal-ministero-dell-agricoltura-per-il-progetto-di-ricerca-da-11-milioni-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nonostante l’aumento dei costi dei mangimi (+7%), la forte siccità e l’inflazione che ha frenato i consumi, il settore ittico trentino rappresentato dal Consorzio di tutela delle trote trentine e dall’Op Astro registra dati in crescita e continua ad investire in innovazione e ricerca.</p>
<p>L’innovazione sarà resa possibile grazie all’acquisto di una nuova porzione del capannone, dove sorgerà il nuovo impianto di produzione di farine e olio di pesce ad uso alimentare, che raggiungerà la sua operatività a cavallo del 2024 e del 2025. Si tratta di uno dei frutti del progetto industriale relativo agli Omega3, inserito nel più ampio programma ‘Competitività e sostenibilità dell’acquacoltura di montagna’ del valore di oltre 11 milioni presentato dall’Op Astro al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.</p>
<p>Un progetto approvato dal Ministero proprio qualche giorno fa, al quale partecipano altre nove aziende ittiche insieme alla Fondazione Mach e all’Università di Bologna, con l’obiettivo di trovare azioni e strumenti per transitare ad un’economia sempre più circolare e rispettosa dell’ambiente, contrastando gli effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento delle acque.</p>
<p>La produzione di farine e olio di pesce rappresenta un investimento che va nella direzione della forte domanda dell’industria alimentare di prodotti salubri e naturali e per la cooperativa rappresenta la possibilità di trasformare un sottoprodotto della lavorazione in un prodotto ad alto valore aggiunto. «Le difficoltà non ci hanno fermati – ha detto <strong>Barbara Pellegri</strong>, confermata presidente dell’Op Astro per il secondo mandato – ed è prevalsa la volontà di continuare nella politica di investimento per traguardare il futuro con una forte visione di sviluppo».</p>
<p>«Crediamo molto nella valorizzazione dei prodotti della troticoltura – ha dichiarato l’assessore all'agricoltura<span> </span><strong>Giulia Zanotelli</strong> -, e nella produzione presente sul territorio. Si tratta di un’attività di rilievo, che apre le porte ad ulteriori possibilità di investimento, così come dimostrato dal progetto di filiera appena portato a casa».</p>
<p>In Trentino operano 40 imprese ittiche che gestiscono 70 impianti attraverso 480 addetti, producendo 658 tonnellate di prodotti ittici, di cui il 40% marchiati IGP (+7,6%).</p>
<p>Nel 2023 la produzione lorda vendibile è stata pari a 36,5 milioni (+4 milioni rispetto al 2022), con un fatturato di 8 milioni (+4%) per quanto riguarda il Consorzio, e di 7,9 milioni (+7,5%) per l’Op Astro, con un utile di circa 60 mila euro.</p>
<p>Con il 2023 il Consiglio di amministrazione dell’Op Astro ha deciso un aumento medio del prezzo di conferimento di circa 0,60 euro al kg, con un incremento rispetto al prezzo precedente del 18,75%.</p>
<p>Nel Consiglio di amministrazione della cooperativa, insieme alla presidente sono stati confermati Andrea Armanini, Simone Serafini, Marco Leonardi, Vittorio Facchini, assieme al vicepresidente Giorgio Foglio. Nuovo ingresso è Renato Dellantonio, produttore di trote bio nella zona di Predazzo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">4a0069ef-8b0a-4986-bae7-e668b0dc5499</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-del-settore-agricolo-e-agroalimentare-tra-opportunita-e-novita</link><title>Le imprese del settore agricolo e agroalimentare tra opportunità e novità</title><description><![CDATA[<p>Si sono dati appuntamento a Pergine Valsugana all'Auditorium della Società cooperativa agricola Sant'Orsola alcuni dei massimi esperti fiscali e finanziari italiani per analizzare ed illustrare le opportunità in campo giuridico, fiscale e finanziario riservate alle impese agricole ed agroalimentari derivanti dalle novità proposte dalla Legge di Bilancio dello Stato 2024-2026 e dalla collegata Delega fiscale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/b05lzy3g/interventosimoni.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-del-settore-agricolo-e-agroalimentare-tra-opportunita-e-novita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Supportiamo con grande entusiasmo iniziative come queste, perché essere consapevoli su temi fiscali e di accesso al credito permette alle cooperative, e ai loro soci e socie, di trovare le soluzioni migliori per sé e per il sistema di cui fanno parte. In più, la presenza del viceministro Leo offre maggiore forza a questo convegno, perché mette in luce scenari utili a capire anche la direzione del legislatore su temi che condizionano in maniera importante il nostro modo di fare impresa.”<br />Così Roberto Simoni, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, nel suo intervento in apertura dei lavori alla presenza del vice ministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo, padre della Delega fiscale.</p>
<p>Il convegno “Le imprese del settore agricolo e agroalimentare tra opportunità e novità: dalla Legge di Bilancio alla Delega Fiscale, alle modalità di accesso al credito” è stato promosso dalla Società cooperativa agricola Sant’Orsola e dalla Fondazione Tosoni d'intesa con le tre organizzazioni maggiormente rappresentative del settore agricolo ovvero C.I.A. Trento, Confagricoltura del Trentino e Coldiretti Trento. Accolti tutti dal saluto iniziale da <strong>Silvio Bertoldi</strong>, presidente della cooperativa Sant'Orsola che ha organizzato il Convegno assieme alle tre sigle maggiormente rappresentative in campo agricolo, intervenute brevemente con <strong>Paolo Calovi </strong>(presidente di Cia Agricoltori Italiani Trento), <strong>Gianluca Barbacovi</strong> (presidente di Coldiretti Trento) e <strong>Lorenzo</strong> <strong>Gretter</strong> (direttore di Confagricoltura del Trentino). Il sostegno al mondo agricolo è stato espresso dall'amministratore delegato di Itas Mutua<strong> Alessandro Molinari. </strong>“Supportiamo con grande entusiasmo iniziative come queste, perché essere consapevoli su temi fiscali e di accesso al credito permette alle cooperative, e ai loro soci e socie, di trovare le soluzioni migliori per sé e per il sistema di cui fanno parte. In più, la presenza del viceministro Leo offre maggiore forza a questo convegno, perché mette in luce scenari utili a capire anche la direzione del legislatore su temi che condizionano in maniera importante il nostro modo di fare impresa”, con queste parole s'è rivolto ai partecipanti il presidente della Federazione trentina delle cooperative Robeerto Simoni.</p>
<p>Nel suo intervento, il vice Ministro <strong>Leo </strong>ha preannunciato il varo di ulteriori decreti attuativi in materia fiscale, già a partire dal prossimo Consiglio dei ministri. Tra i punti salienti della riforma che sta elaborando, ha garantito un carico fiscale più leggero per consentire alle aziende agricole e agroalimentari di recuperare risorse da investire in occupazione e modernizzazione. In particolare, ha tratteggiato le quattro direttrici seguite nello scrivere i Decreti attuativi della Delega fiscale: la evoluzione delle attività agricole e le innovazioni introdotte, la ridefinizione delle attività produttive concorrenti a formare il reddito agrario, la digitalizzazione e le agevolazioni a favore di chi, godendo di basso reddito pensionistico, si dedica alle attività di coltivazione.</p>
<p>Le tre associazioni di categoria intervenute hanno sottolineato le peculiarità dell’agricoltura del Trentino, punteggiata da piccole aziende di montagna che necessitano di misure dedicate. Tra le richieste avanzate la semplificazione dell'apparato burocratico e degli adempimenti fiscali a carico delle aziende e la necessità di mantenere le aliquote agevolate a favore del settore, in modo da consentire all'agricoltore di continuare a lavorare sul territorio. E semplificazione anche nell'accesso al credito, per evitare crisi di liquidità nelle imprese.</p>
<p>Nello specifico è entrato <strong>Massimo Bagnoli,</strong> vicepresidente della Fondazione Tosoni sottolineando alcune novità di rilievo. L'istituzione di un Fondo apposito per le emergenze in agricoltura generate da eventi non prevedibili per sostenere investimenti delle aziende, l'introduzione di nuove classi e qualità di coltura per tenere conto dei più evoluti sistemi di coltivazione, come, ad esempio, le verfical farm e le coltivazioni idroponiche, il riordino del regime impositivo su base catastale, le attività di carbon farming assoggettate a regime semplificato,</p>
<p>Dall'insieme dei provvedimenti emerge una nuova figura di imprenditore agricolo.</p>
<p>Su altro versante,<strong> Gianfranco Ferranti</strong> (coordinatore della commissione Irpef e Ires del Comitato tecnico per la riforma tributaria e docente alla Scuola nazionale di amministrazione) ha argomentato sul rafforzamento degli strumenti a disposizione dei contribuenti per acquisire certezza anticipata sulla  correttezza dei propri comportamenti fiscali, anche al fine di prevenire, prima ancora di reprimere, eventuali illeciti in materia tributaria. Si tratta di un rafforzamento di fatto della Carta del contribuente nella sua prassi materiale</p>
<p><strong>Nicola Caputo</strong> (responsabile nazionale area fisco di Confagricoltura) ha posto l'attenzione in modo particolare alle attività di produzione di energia pulita da parte del mondo agricolo, chiedendo che esse siano fatte rientrare in quelle annesse per ottenere specigiche agevolazioni. Ciò in riconoscimento dei benefici generali che esse producono. Dal canto suo <strong>Gennaro Vecchione</strong> (responsabile nazionale del servizio tributario e fiscale di Coldiretti) ha chiesto, tra l'altro, che la legge Delega faccia chiarezza nel settore della cessione dei diritti di superficie.</p>
<p><strong>Alessandra Caputo </strong>(componente del Comitato scientifico della Fondazione Tosoni) ha analizzato nel dettaglio gli strumenti per realizzare il passaggio generazionale in agricoltura, diversi tra loro e delicati anche perché la scelta tra l'uno o l'altro avviene in momenti del tutto particolari della vita delle società agricole o dei singoli imprenditori.</p>
<p>In agricoltura, in particolare, il trasferimento dell’azienda al fine di realizzare il passaggio generazionale segue da un lato le medesime regole che si adottano per le imprese commerciali, ma dall’altro deve tener conto delle agevolazioni fiscali specifiche del settore. Gli strumenti da utilizzare possono essere quelli della cessione o della donazione, usufruendo, in quest’ultimo caso, della esenzione da imposta di donazione oppure del conferimento di azienda.</p>
<p>Il tema del ristorno è stato al centro dell'intervento di <strong>Gianni Allegretti </strong>(presidente della Fondazione Tosoni), con occhio attento alle cooperative agricole ed al rapporto di scambio mutualistico con i soci.</p>
<p>Ha fatto il punto sul tema del ristorno nell’intento di fornire gli spunti per realizzare un quadro d’insieme dell’istituto e alla sua definizione con particolare riferimento alle cooperative di conferimento di prodotti agricoli che, proprio in tema di ristorno, presentano particolarità uniche le differenziano da tutte le altre.</p>
<p><strong>Gabriele Barichello</strong> (responsabile ufficio legale e sindacale della Federazione trentina delle cooperative) ha ricordato la forza del sistema cooperativo trentino, frequente oggetto di studio e ricerca. Secondo il relatore, esso diventa sistema per l’interrelazione degli attori coinvolti e per la presenza di numerose società a servizio di tutti i portatori d’interesse cooperativi, nonché per l’omogeneità delle politiche di gestione che hanno garantito, di riflesso, una crescita omogenea del territorio. La cooperativa trentina, ha concluso, cresce al passo del montanaro, lento, ma sicuro e costante.</p>
<p>Ultimo, ma certo non per importanza, l'intervento di <strong>Giuseppe Savastano</strong> (Gruppo Cassa centrale banca, area politiche agricole industriali).</p>
<p>La fiscalità e gli adempimenti conseguenti, rappresentano una delle chiavi di accesso al credito, ha ricordato, insieme al progetto imprenditoriale che deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.</p>
<p>In un momento di incertezza come quello attuale è fondamentale perseguire la sostenibilità come obiettivo principale delle imprese, in quanto essa rappresenta l'elemento determinante per accedere alla maggior parte delle agevolazioni previste dal Pnrr, ma anche a quelle previste dalla Politica Agricola Comune e da altre misure nazionali.</p>
<p>In questo senso, gli stretti rapporti con la clientela e la conoscenza dell’economia locale conferiscono alle banche affiliate un vantaggio nel finanziamento delle imprese agricole, ha sostenuto. Vantaggio che si contraddistingue nella capacità di individuare gli elementi caratteristici del progetto imprenditoriale e di implementare gli indicatori che misurano l’impegno dell’azienda verso il territorio, il benessere sociale e di governance.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Sant'Orsola</author></item><item><guid isPermaLink="false">6c5cb223-65e1-47fc-92cb-b8e2aa517793</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/stefano-albasini-nuovo-vicepresidente-della-federazione-per-il-settore-agricolo</link><title>Stefano Albasini nuovo vicepresidente della Federazione per il settore agricolo</title><description>Oggi pomeriggio la nomina.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/vryp4cre/da-sinistra-albasini-e-simoni.jpeg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/stefano-albasini-nuovo-vicepresidente-della-federazione-per-il-settore-agricolo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1501</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il presidente di Concast Trentingrana <strong>Stefano Albasini</strong> è stato nominato oggi dal consiglio di amministrazione della Federazione - con voto unanime - vicepresidente dell’ente in rappresentanza del settore agricolo, in sostituzione di Michele Odorizzi, che aveva rimesso il mandato a seguito della candidatura alle recenti elezioni provinciali.</p>
<p>Albasini, classe 1972, imprenditore agricolo a San Bernardo in val di Rabbi, è presidente del consorzio Concast Trentingrana da maggio 2021 e presidente del Caseificio Cercen di Terzolas. È stato eletto consigliere della Federazione dall'assemblea di giugno 2023.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Walter Liber - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">4bfbcf28-b950-4576-b3a8-8fbe7c0cb136</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-in-ascoolto-l-evento-dedicato-alle-imprese-collettive</link><title>Al via “In Ascoolto”, l’evento dedicato alle imprese collettive</title><description>Un nuovo evento dedicato all’imprenditività collettiva. La prima edizione di “In Ascoolto” sarà venerdì 15 settembre 2023 alle ore 14:00, nella rinnovata Sala inCooperazione.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/qpaho5lw/in-ascoolto-19.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-in-ascoolto-l-evento-dedicato-alle-imprese-collettive" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un’occasione di ascolto, come rievocato dal nome con doppia “o” di origine cooperativa, per comprendere meglio le realtà collettive che sanno cogliere segnali di cambiamento e agire per la rigenerazione del territorio, attraverso la creazione di lavoro e il miglioramento delle relazioni sociali dentro e fuori il Trentino.</p>
<p>L'evento riunirà imprenditori, cooperatori, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo del credito, dirigenti scolastici e membri di comunità trentine e nazionali, guidati dall'economista e comunicatore dell'innovazione <strong>Saverio Cuoghi</strong>. “<em>Il tema centrale di questa prima edizione </em>– spiega Cuoghi - <em>sarà l’<strong>imprenditività collettiva</strong>, ovvero la capacità di rilevare segnali di cambiamento nella società e nell'ambiente, e agire per coglierne le opportunità. Un'attitudine e una competenza portata sul palco dai nostri ospiti, che crediamo possa contagiare attivamente il nostro pubblico”.</em></p>
<p>L’iniziativa, promossa da <strong>Ebicre</strong> (Ente Bilaterale delle Casse Rurali trentine ed Enti collegati) e patrocinata da <strong>Cooperazione Trentina</strong> e <strong>FABI Trento</strong>, prevede quattro tavoli di conversazione, ciascuno dedicato a un importante dilemma o tema strategico legato al benessere e alla sostenibilità dei territori del Trentino e oltre.</p>
<p>Tra i protagonisti dei vari panel, vi saranno esponenti di rilievo provenienti da diverse aree, inclusi <strong>rappresentanti di cooperative</strong>, <strong>imprenditori</strong>, <strong>dirigenti scolastici</strong>, <strong>esperti di comunicazione</strong>, <strong>amministratori pubblici</strong> e altro ancora. La diversità di voci e prospettive offrirà un quadro completo delle sfide e delle opportunità affrontate dalle comunità. </p>
<p>Il pubblico avrà l'opportunità di ascoltare testimonianze su temi come: il ruolo della terra in <strong>agricoltura </strong>e lo sfruttamento delle sue risorse; la <strong>trasformazione delle comunità</strong> e il loro impatto sul territorio; le <strong>nuove sfide del Turismo</strong>, tra abitare e ospitare; l’inedito <strong>panorama del lavoro</strong> e la ricerca di equilibrio tra esigenze diverse in particolare tra giovani e imprese. </p>
<p>“<em>Era da un po’ di tempo che pensavamo all’opportunità di organizzare un evento di questa portata</em> – racconta il presidente di Ebicre <strong>Italo Stenico</strong> –, <em>e crediamo che questo sia il momento migliore per realizzarlo. C’è grande bisogno di ascolto, soprattutto di esperienze di persone autentiche, che vivono i territori da vicino, che si sporcano le mani per far accadere il cambiamento. Con questo spirito abbiamo coinvolto numerose persone che fanno parte di piccole comunità vicine e lontane, dentro e fuori il Trentino, creando un’opportunità di scambio di idee, al fine di migliorare il modo di intendere la nostra società</em>, <em>nonché un’occasione per riflettere su come il <strong>credito cooperativo</strong> possa continuare ad essere un importante alleato</em>”. </p>
<p>Un’occasione per andare oltre il concetto di impresa e imprenditorialità, abbracciando un senso più ampio di impresa sociale che promuova la sostenibilità economica e civile. Le nuove idee, strategie e sinergie che emergeranno da questo evento potrebbero avere un impatto significativo sul futuro del Trentino e oltre.</p>
<p>L’evento, gratuito, inizierà alle 14:00 con la registrazione dei partecipanti e finirà verso sera con un momento di convivialità accompagnato da un buon bicchiere e dai nostri prodotti locali.</p>
<p>Per maggiori dettagli sul programma, per registrarsi e per l’ascolto dei podcast realizzati in preparazione all’evento: <a href="http://www.inascoolto.in/">www.inascoolto.in</a>. </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9e4797f3-4396-495e-b519-3770de333920</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/copag-walter-sebastiani-nuovo-presidente</link><title>Copag: Walter Sebastiani nuovo presidente</title><description>Il Consiglio di amministrazione della cooperativa di Dasindo ha nominato oggi (all’unanimità) presidente Walter Sebastiani, vice Mario Dalponte.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/lqgobqok/walter-sebastiani.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/copag-walter-sebastiani-nuovo-presidente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1483</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Il consiglio di amministrazione della <strong>Copag</strong> – (Cooperativa produttori agricoli giudicariesi) riunito ieri sera per la prima volta dopo l’assemblea del 2 agosto scorso, si è espresso all’unanimità sui nomi del presidente e del vice, rispettivamente <strong>Walter Sebastiani</strong>, coltivatore di Sesto (Comano Terme) e <strong>Mario Dalponte</strong> di Dasindo.<br />“Il lavoro a cui siamo stati chiamati sarà sicuramente impegnativo e di grande responsabilità, ma la condivisione con tutti i componenti del consiglio siamo sicuri ci permetterà di superare ogni sfida e difficoltà, nell’interesse della nostra cooperativa e di tutti i nostri soci”. Queta la prima dichiarazione del nuovo presidente.<br />Fondata nel lontano 1977 a Lomaso, Copag, con sede a Dasindo, rappresenta una realtà consolidata e radicata nella comunità delle Giudicarie Esteriori. La cooperativa conta oggi circa 100 soci. <br />Essa rappresenta un punto di riferimento per il settore agricolo locale, impegnata a promuovere la sostenibilità e lo sviluppo delle risorse territoriali. <br />Recentemente l’assemblea dei soci ha rinnovato il cda dopo le dimissioni del precedente, che ha visto l’ingresso di cinque nuovi membri su nove.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">588c96db-1b05-4812-a701-19a15aece348</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/copag-eletto-il-nuovo-consiglio-di-amministrazione</link><title>Copag: eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione</title><description>L'assemblea dei soci della cooperativa agricola Copag di Dasindo si è riunita ieri sera per eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione, a seguito delle dimissioni del precedente Cda avvenute nelle scorse settimane.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/sg5p0hig/copag-dasindo.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/copag-eletto-il-nuovo-consiglio-di-amministrazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>530</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Fondata nel lontano 1977 a Lomaso, <strong>Copag</strong> rappresenta una realtà consolidata e radicata nella comunità delle Giudicarie Esteriori. La cooperativa conta oggi circa 100 soci, molti dei quali si sono riuniti ieri sera per eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione, a seguito delle recenti dimissioni dell’ultimo Cda. Il <strong>nuovo Consiglio</strong> risulta così composto:</p>
<ul>
<li>Alessandro Carli - Vigo Lomaso</li>
<li>Walter Sebastiani – Sesto Bleggio Inferiore</li>
<li>Mario Dalponte – Dasindo</li>
<li>Eugenio Duchi – Bono Bleggio Inferiore</li>
<li>Leonardo Azzolini – Dasindo</li>
<li>Luca Riccadonna – Vigo Lomaso</li>
<li>Alessandro Farina – Balbido Bleggio superiore</li>
<li>Davide Donati – Darzo (in rappresentanza dei soci Storo)</li>
<li>Andrea Cherotti – Favrio Fiavé</li>
</ul>
<p>Sono nove i membri del Cda, cinque dei quali sono nuovi volti: Carli, Donati, Azzolini, Riccadonna e Farina. Per Alessandro Carli si tratta di un ritorno, dopo un'assenza di alcuni mesi nel precedente Consiglio.</p>
<p>Il primo atto ufficiale del nuovo Cda sarà quello di riunirsi nei prossimi giorni per eleggere il Presidente, la cui figura riveste un ruolo chiave all'interno dell'organizzazione.</p>
<p>La Copag, con sede a Dasindo, è un punto di riferimento per il settore agricolo locale, impegnata a promuovere la sostenibilità e lo sviluppo delle risorse territoriali. Il nuovo Consiglio di Amministrazione avrà l'importante compito di guidare la cooperativa verso nuovi traguardi, continuando a preservare i valori e gli obiettivi che da sempre la contraddistinguono.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2cc4ff42-6fbd-4e4e-aa9a-875fa8633540</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-transizione-verde-europea-e-l-agricoltura-trentina-condivisione-sulla-strategia-preoccupazione-per-le-azioni-concrete</link><title>La transizione verde europea e l’agricoltura trentina: condivisione sulla strategia, preoccupazione per le azioni concrete</title><description><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">Oggi pomeriggio nella sede della Cooperazione Trentina a Trento si è parlato di Europa e transizione green con la partecipazione del parlamentare europeo Herbert Dorfmann e del direttore degli Affari Europei di Confcooperative Leonardo Pofferi, moderatore Samuel Cornella, funzionario della Federazione a Bruxelles.</p>
<p class="x_MsoNormal">Una transizione costosa, doverosa ma molto impattante sull’agricoltura locale. Serve maggiore dialogo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/zbajy53q/l-incontro-sul-green-deal-europeo.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/la-transizione-verde-europea-e-l-agricoltura-trentina-condivisione-sulla-strategia-preoccupazione-per-le-azioni-concrete" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2016</width><height>1512</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_xp1">L’agricoltura trentina alla prova del “green deal” dell’Unione Europea, la tabella di marcia avviata a cavallo tra il 2019 e 2020 per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.</p>
<p class="x_xp1">Se ne è parlato oggi in un incontro (molto partecipato) nella sede della Federazione a Trento con il parlamentare europeo<span> <strong>Herbert Dorfmann</strong>, componente della Commissione agricoltura, e <strong>Leonardo Pofferi,</strong> direttore Affari Europei di Confcooperative e vicepresidente Cogeca. Moderatore <strong>Samuel Cornella</strong>, funzionario della Federazione a Bruxelles.</span></p>
<p class="x_xp1">“È un'occasione importante – ha detto in apertura il presidente della Cooperazione Trentina<span> <strong>Roberto Simoni</strong> - perché siamo nel mezzo di una transizione ambientale che riguarda anche il Trentino. Serve conoscenza e formazione per fare i conti con una realtà che si modifica continuamente e a cui dobbiamo adattarci”.</span></p>
<p class="x_xp1">Il vicepresidente della Federazione<span> <strong>Michele Odorizzi</strong> ha portato le preoccupazioni del mondo agricolo verso decisioni che potrebbero danneggiare l’agricoltura locale, e l’assessora provinciale all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong> ha affermato che “dovremo vigilare su scelte della UE che stanno mettendo in difficoltà il comparto provinciale. Questi temi saranno al centro della politica trentina per i prossimi mesi e anni”.</span></p>
<p class="x_xp1">Ma quali sono le criticità che preoccupano gli agricoltori trentini? Uno dei primi passaggi del “Green deal” (24 giugno 2021) è stata la legge europea sul clima, che rende giuridicamente vincolante l'obiettivo di ridurre le emissioni del 55% (efficienza energetica edifici, riduzione emissioni veicoli).</p>
<p class="x_xp1">La strategia Farm to Fork (dalla fattoria al piatto) è invece il piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente.</p>
<p class="x_xp1">Un insieme di regolamenti e norme europee che provano a coniugare i classici obiettivi della PAC (politica agricola comune) - garantire reddito ai produttori e sicurezza alimentare - con quelli più strettamente ambientali e di sostenibilità.</p>
<p class="x_xp1">Nel concreto, ciò significa ridurre del 50% dell'uso di pesticidi chimici entro il 2030; ridurre di almeno il 20% l'uso di fertilizzanti entro il 2030; ridurre del 50% le vendite di antimicrobici antibiotici per allevamento e acquacoltura entro il 2030; trasformare il 25% dei terreni agricoli in aree destinate all'agricoltura biologica entro il 2030.</p>
<p class="x_xp1">“Questi sono obiettivi strategici largamente condivisi anche dal mondo agricolo – ha introdotto il moderatore<span> <strong>Samuel Cornella</strong> – il problema semmai è quando si passa dalla strategia alla tattica attraverso l'implementazione di azioni concrete funzionali all'obiettivo strategico. Ci si scontra con una grande complessità con cui bisogna misurarsi”.</span></p>
<p class="x_xp1">Il “Green deal” impatta profondamente sul mondo agricolo e produttivo e quella appena trascorsa è stata una fase molto intensa nel dialogo tra istituzioni in merito ai principali dossier legislativi.</p>
<p class="x_xp1">In periodo recente, l’11 luglio scorso il Parlamento europeo ha votato la Direttiva sulle emissioni industriali, con correttivi rispetto alla proposta della Commissione che rischiava di pregiudicare in modo indebito il mondo della zootecnia.</p>
<p class="x_xp1">La legge sul Ripristino della natura votata nella plenaria del 12 luglio dopo passaggi a dir poco travagliati combatte la perdita di biodiversità, si propone di arginare il cambiamento climatico con l’elaborazione di piani nazionali con l’obiettivo di ripristinare almeno il 20% delle aree naturali UE entro il 2030</p>
<p class="x_xp1">Il Regolamento sui Fitofarmaci (trasformato dalla precedente direttiva) è stato posticipato ad ottobre.  Esso prevede la riduzione dell’uso dei fitofarmaci del 50% entro il 2023 (obiettivo considerato poco realistico), la promozione dell’agricoltura di precisione, il divieto di fitofarmaci in aree sensibili. E poi la normativa sugli imballaggi, con l’obbligo di sticker compostabile da apporre sul prodotto.</p>
<p class="x_xp1">“In questa legislatura abbiamo constatato una maggiore chiusura da parte della Commissione europea di entrare nel merito delle proposte e a confrontarsi – afferma<span> <strong>Leonardo Pofferi</strong> -. Ogni qualvolta abbiamo avanzato obiezioni e perplessità, abbiamo trovato solo chiusura. Questo purtroppo ha causato una polarizzazione delle posizioni che oggi effettivamente nuoce all’agricoltura. L’auspicio è quello di recuperare uno spazio di dialogo concreto.</span></p>
<p class="x_xp1">Poi c’è il tema delle risorse finanziarie. È chiaro che un approccio forte di cambiamento deve essere accompagnato da risorse adeguate. Oggi si continua a fare riferimento a quelle disponibili nella Politica agricola comune che già sappiamo aver subìto una cura dimagrante in occasione della riforma della PAC, mentre invece di fronte a misure di natura straordinaria servirebbe una risposta straordinaria in termini di risorse economiche”.</p>
<p class="x_xp1">“Chiaramente la transizione energetica ha dei costi – ha detto l’on.<span> <strong>Herbert Dorfmann</strong> – ma anche non far niente ha un costo. Comunque il cambiamento climatico c'è, e porta dei costi purtroppo anche molto alti. Però l’Unione europea prevede anche finanziamenti per circa   60 miliardi di euro l'anno per la politica agricola, dobbiamo riflettere su come utilizzare questi fondi anche per la transizione ecologica. Già un terzo della PAC viene utilizzato a questo fine, forse si può investire ancora di più.</span></p>
<p class="x_xp1">Dobbiamo pensare alle nuove generazioni, e sprecare di meno. Buttiamo via il 25% delle risorse alimentari prodotte, pari ad un bilancio della Ue, e questo è inaccettabile”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">898e2b12-1fd7-467d-ba98-bcb3500818d8</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/estate-cresce-l-allarme-degli-allevatori-per-le-aggressioni-di-lupi-ed-orsi-negli-alpeggi-situazione-insostenibile</link><title>Estate 2023: cresce l’allarme degli allevatori per le aggressioni di lupi ed orsi negli alpeggi. Situazione insostenibile</title><description><![CDATA[Gli allevatori trentini esprimono forte preoccupazione - anche alla luce di un rapporto pubblicato recentemente sul tema – per le ripercussioni sul mondo zootecnico. <br />Giacomo Broch: non si può chiedere alla nostra categoria di rinunciare a sé stessa in nome di un animalismo che attribuisce al singolo carnivoro gli stessi diritti di una persona umana e non considera le immani sofferenze degli altri animali al pascolo, vittime di orsi e lupi.]]></description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/b2ofejkc/230713-federallevatori-lupi-2-.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/estate-cresce-l-allarme-degli-allevatori-per-le-aggressioni-di-lupi-ed-orsi-negli-alpeggi-situazione-insostenibile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il comparto zootecnico trentino è formato da 41.879 bovini allevati in 1611 allevamenti (di questi, 850 sono stalle professionali con 36mila capi), 34mila pecore e 11mila capre.</p>
<p>Il territorio coltivato è di 110mila ettari, di cui la stragrande maggioranza, 90mila, a pascolo. 375 malghe allevano 24mila capi, e altre 200 sono specializzate 46mila capi di capre e pecore.</p>
<p>Un settore che impiega 2mila addetti e produce 150milioni di litri di latte l’anno, per un valore di 100 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 5mila capi da carne per 10milioni di euro di valore di produzione.</p>
<p>Ma il valore reale non è solo economico, bensì quello legato alla cura delle aree montane, alla bellezza del paesaggio, al mantenimento dell’ecosistema alpino.</p>
<p>Nel 2021 sono stati 1259 gli animali domestici colpiti da orso e lupo e 825 nel 2022. Dodici mesi fa sono stati predati 53 bovini, l’equivalente di un allevamento medio trentino. Lo stesso per gli ovicaprini, 426 capi: la dimensione di un gregge che attraversa le nostre valli. Per il 2023 l’andamento sembra essere simile.</p>
<p>Non serve aggiungere altro per capire che la convivenza problematica tra mondo dell’allevamento trentino e grandi carnivori non sembra destinata ad attenuarsi nell’estate in corso.</p>
<p>Per fare il punto della situazione, anche alla luce dei dati contenuti in un rapporto redatto recentemente, la sede della Federazione Provinciale Allevatori, a Trento, ha ospitato una conferenza stampa. Sono intervenuti <strong>Giacomo Broch, Antonello Ferrari</strong> e <strong>Massimo Gentili</strong>, rispettivamente presidente, vicepresidente e direttore della Federazione.</p>
<p>“Non si può chiedere alla nostra categoria di rinunciare a sé stessa in nome di un animalismo che attribuisce al singolo carnivoro gli stessi diritti di una persona umana e non considera le immani sofferenze degli altri animali al pascolo, vittime di orsi e lupi – spiega <strong>Broch</strong> - Parliamo di innocenti, piccoli e adulti di vacca, capra, pecora, asino, cavallo, aggrediti e brutalizzati con ferite laceranti, agonie e sofferenze indescrivibili che lasciano inorridito chiunque abbia una minima conoscenza degli animali e del territorio.</p>
<p>Senza considerare il dolore degli allevatori e delle loro famiglie che con questi animali tessono rapporti che durano generazioni e sono alla base dei valori che motivano queste difficili scelte di vita. E senza dimenticare le pesanti conseguenze economiche, i mancati investimenti, le perdite di produzione nei confronti delle quali i risarcimenti suonano spesso come una vera e propria beffa.”</p>
<p>Per il 2023 non sembrano esserci segnali di miglioramento, anzi. A Malga Boldera,  sui monti Lessini, le predazioni si stanno verificando con una frequenza crescente settimana dopo settimana. In meno di un mese, sono stati predati 13 bovini e 2 asini, nonostante l'installazione di un recinto elettrificato anti-lupo. Un singolo allevatore ha perso 8 animali su 11, liberi al pascolo in un'area considerata come modello per quanto riguarda le protezioni.</p>
<p>Non meno preoccupante, per chi in alta montagna deve vivere o operare, l’aspetto aggressioni: il rapporto afferma che “nel corso del 2021 sono stati registrati 24 eventi di incontro ravvicinato fra uomo e orso. Nella maggior parte dei casi (19) gli orsi hanno manifestato indifferenza. In cinque occasioni, invece, l’orso ha manifestato comportamenti che lo hanno portato ad approcciare/avvicinare le persone (3) o a manifestare comportamenti di minaccia”.</p>
<p>“Senza montanari – aggiunge Broch - non c’è futuro per la montagna. Se perdiamo gli alpeggi, se gli allevatori si ritirano dalla montagna non viene meno solamente il presidio fisico della montagna: vengono meno le basi culturali ed etiche sulle quali si è retta la nostra Autonomia e la capacità di presidio del territorio attraverso le amministrazioni locali. Per questi motivi riteniamo fondamentale rilanciare la lotta contro i grandi carnivori: per salvare le nostre imprese e per salvare la potestà autonomistica attraverso cui governiamo i nostri territori”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8e0a4c14-dbc2-49d7-87ad-718fe7afc633</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-cambiamento-climatico-e-le-necessarie-azioni-per-fronteggiarlo-al-centro-della-relazione-del-presidente-capra</link><title>COMIFO: il cambiamento climatico e le necessarie azioni per fronteggiarlo al centro della relazione del presidente Capra</title><description>Un'assemblea particolarmente sentita da molti consorzi, che hanno affrontato un 2022 e un primo semestre 2023 estremamente complicati, alle prese con il caro energia e mesi di siccità. È stata inoltre la prima assemblea del nuovo Presidente Mauro Capra, e c'era attesa per quale sarebbe stato il focus del suo intervento. La partecipazione è stata quindi notevole e la sala piena.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/f33hufxs/img-0559.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/il-cambiamento-climatico-e-le-necessarie-azioni-per-fronteggiarlo-al-centro-della-relazione-del-presidente-capra" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2556</width><height>1701</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Si è tenuta ieri l'Assemblea Generale Ordinaria della Federazione dei Consorzi Irrigui e di Miglioramento Fondiario, presso la Cantina di LaVis, con una ottima partecipazione da parte degli oltre duecento consorzi soci della Federazione.<br /><br />La prima parte della assemblea è stata dedicata alla lettura ed approvazione dei bilanci: bilancio consuntivo 2022 da parte del dott. Stefano Zanghellini e bilancio preventivo 2023 da parte del direttore Lorenzo Cattani, entrambi approvati all'unanimità, soddisfacenti e caratterizzati da solidità patrimoniale e salute economica, con risultati sostanzialmente stabili.<br /><br />A seguire il Presidente Capra ha letto la propria relazione (allegata). Il tema centrale della relazione è stato il cambiamento climatico e l'impatto che esso ha e avrà sul mondo agricolo trentino. Un impatto che non si misura semplicemente nella necessità di dover intervenire con opere di gestione del territorio, risparmio idrico e prevenzione degli eventi estremi, ma anche dal punto di vista organizzativo. Da un lato il mondo dei consorzi ha già dovuto cominciare ad uscire dai confini provinciali per reperire le risorse necessarie alle proprie iniziative, e nella relazione è stato evidenziato il lavoro svolto dalla Federazione in termini di costruzioni di relazioni, anche a livello ministeriale; dall'altro si è esplicitamente aperta la disponibilità per una riforma della governance del sistema agricoltura locale. Una riforma i cui termini non sono ancora definiti, ed evidentemente da coordinare con tutti gli attori dell'agricoltura trentina, P.A.T. in primis.<br /><br />Ha preso quindi la parola il vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente e cooperazione Mario Tonina, che si è collegato all'intervento del Presidente Capra relativo alle conseguenze dei cambiamenti climatici. L'assessore Tonina ha ricordato che il Trentino, nonostante l'aumento delle superfici irrigate da 15000 a 18000 ettari negli ultimi anni, ha un trend del consumo idrico in calo, ed in controtendenza rispetto a molte altre regioni. APRIE ha stimato un consumo di 120 mln di metri cubi, a fronte di un consumo di 600 mln di metri cubi se negli anni scorsi non si fossero fatti gli interventi di rinnovo degli impianti irrigui, ormai per l'80% a goccia. L'assessore ha quindi ringraziato i consorzi per il lavoro svolto e che continuano a fare, ricordando in particolare che la loro attività è uno dei contributi fondamentali per il mantenimento dell'agricoltura anche nei territori più di montagna, attività che evita spopolamento e abbandono.<br /><br />L’assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, ha aperto il suo intervento sottolineando l'importanza del lavoro in corso in tema di digitalizzazione e ricerca tecnologica applicata al consumo idrico, con il ruolo guida della Fondazione Mach. Ha quindi ringraziato la Federazione ed il presidente Capra per la collaborazione e lo spirito di cooperazione che si è instaurato, nonchè per lo sforzo in corso sul tema della digitalizzazione dei perimetri dei consorzi. Il focus si è quindi spostato sul tema dei finanziamenti alle opere, considerando che si è valutato in circa 200 milioni il fabbisogno del Trentino per i vari progetti (non solo dei consorzi) del settore agricolo. Ha ribadito che, anche dal presidente Fugatti, viene portata costantemente a Roma la richiesta di poter avere parametri maggiormente adatti ai territori come il nostro nella stesura dei bandi, la richiesta di scorrere le graduatorie in DANIA dove già le opere sono finanziabili aggiungendo dei finanziamenti, nonchè la possibilità di considerare anche gli indispensabili bacini tra le opere finanziabili. L'assessore ha anche annunciato che a luglio, con l'assestamento di bilancio, ci saranno delle norme a favore dei consorzi, e si apriranno delle opportunità per bandi sulle opere di completamento.<br /><br />In chiusura, il Direttore della Fondazione Mach Mario del Grosso Destreri, seguito dagli interventi dei rappresentanti sindacali e del direttore di Cooperfidi, hanno ribadito l'importanza di fare sistema e di intervenire con opere e tecnologia per poter fronteggiare le sfide del futuro.<br /><br />Fonte: <strong>COMIFO</strong>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9e217683-ff5f-45d9-a1a6-a10f8992b8e3</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-zaglio-e-il-nuovo-direttore-generale-di-melinda-la-trentina-apot</link><title>Luca Zaglio è il nuovo direttore generale di Melinda-La Trentina-APOT</title><description>Ingegnere gestionale con una spiccata esperienza nel settore alimentare, prende il posto del direttore uscente Paolo Gerevini, che assume a sua volta l’incarico di direttore generale di MelindaLab. Il presidente Seppi: “Profonda gratitudine per il grande lavoro di Gerevini. Zaglio saprà affrontare al meglio le sfide che ci attendono”</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/ewehg4nr/-da-sx-ernesto-seppi-luca-zaglio-rodolfo-brochetti-ennio-magnani.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-zaglio-e-il-nuovo-direttore-generale-di-melinda-la-trentina-apot" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2200</width><height>1467</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A partire dal 1° luglio l’ingegner Luca Zaglio sarà il nuovo direttore generale di Melinda-LaTrentina-Apot. Lo hanno reso noto i presidenti Ernesto Seppi (Consorzio Melinda), Rodolfo Brochetti (La Trentina) e Ennio Magnani (APOT) durante l’odierno Consiglio di amministrazione di Melinda, esprimendo la più viva soddisfazione per la nomina.</p>
<p>Milanese, 56 anni, Zaglio è un ingegnere gestionale estremamente esperto e stimato nel mondo dell’agrifood. In tre decenni di carriera, ha ricoperto incarichi importanti in diverse aziende acquisendo una particolare specializzazione nel comparto alimentare. Chi lo conosce ne apprezza da sempre la notevole capacità di sviluppo di efficaci modelli organizzativi e di business e la profonda attenzione all’evoluzione delle esigenze e delle aspettative dei consumatori.</p>
<p>“La fiducia espressa è per me motivo di orgoglio, desidero ringraziare l’azienda per avermi offerto questa grande opportunità”, ha affermato il neo direttore. “Le sfide che ci attendono sono difficili quanto stimolanti e sono certo che sapremo affrontarle insieme nel migliore dei modi. Il mio pensiero va a tutti i colleghi e ai soci che da sempre si impegnano con successo nel sostenere una realtà così apprezzata come Melinda e La Trentina: il loro aiuto e il loro esempio saranno per me di grande supporto”.</p>
<p>Zaglio prende il posto di Paolo Gerevini che lascia l’incarico dopo quasi sette anni e che assumerà a sua volta il ruolo di direttore generale di MelindaLab, il laboratorio di prodotti e idee che, all’interno del gruppo Melinda, si occupa di sviluppare il settore dei trasformati a base di mele.</p>
<p>“Nel corso del suo mandato, Paolo ha fornito un contributo eccezionale sostenendo con grande impegno e altrettanta passione le iniziative del Consorzio e contribuendo con il suo impegno e la sua professionalità alla crescita dell’azienda. Di questo gli siamo e gli saremo sempre profondamente grati. Sono certo che continuerà a dimostrare le proprie capacità anche nel suo nuovo incarico”, ha dichiarato Seppi, a nome di tutto il CdA. Che ha aggiunto: “Luca esprime tutte quelle qualità che sono da sempre alla base del nostro lavoro. Il suo apporto sarà decisivo per affrontare al meglio le sfide che ci attendono: dal consolidamento della nostra posizione sul mercato al rafforzamento di un modello di produzione sempre più sostenibile”.</p>
<p>Fonte: Ufficio stampa Melinda-APOT-LaTrentina</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f931ac4f-9c05-4592-af42-91511a11953f</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/trentingrana-concast-cresce-il-fatturato-e-il-conferimento-margini-condizionati-dai-costi-alti-cresce-la-fiducia</link><title>Trentingrana-Concast, cresce il fatturato e il conferimento, margini condizionati dai costi alti. Cresce la fiducia per 2023</title><description>L’assemblea ha approvato il bilancio 2022 (13 sì, 3 contrari e una astensione). Valore della produzione di circa 67 milioni di euro.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/4qcdcmoy/cantina-san-miniato.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/trentingrana-concast-cresce-il-fatturato-e-il-conferimento-margini-condizionati-dai-costi-alti-cresce-la-fiducia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>898</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">La sala congressi della Federazione Provinciale Allevatori ha ospitato, stamani, l’assemblea dei soci di Trentingrana Concast, il Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini.</p>
<p class="x_MsoNormal"><strong>Stefano Albasini</strong>, presidente di Trentingrana Concast, ha portato all’attenzione dei Soci presenti i fatti salienti dell’anno trascorso, a partire dal tema critico dell’aumento dei costi, che ha causato un momento di crisi senza precedenti per le aziende zootecniche.</p>
<p class="x_MsoNormal">“L’incremento nei costi di foraggi, energia, trasporti, imballaggi e tassi d’interesse ha messo a dura prova il comparto per tutto il 2022, in particolar modo in seguito allo scoppio delle tensioni internazionali a febbraio” ha dichiarato. “Il nostro Consorzio ha però reagito a questa congiuntura impegnandosi nella ricerca di sinergie e di potenziali economie, nell’ottica di affrontare la crisi e perseguire un miglioramento continuo”.</p>
<p class="x_MsoNormal">In questa direzione sono andate le azioni concrete messe in campo e la progettualità elaborata con orizzonte di medio termine. In primis, sono stati<span> compiuti passi fondamentali per la realizzazione del <strong>nuovo Centro Unico di Confezionamento per i diversi formaggi commercializzati dal Consorzio, </strong>progetto che verrà realizzato in seno al <strong>PNRR</strong> e che prevede l’internalizzazione del processo di grattugia del Trentingrana. Altro fatto importante riguarda i Caseifici Associati: nel 2022 ha preso avvio infatti il <strong>processo di accorpamento di diversi Caseifici</strong> “nell’ottica di una ulteriore razionalizzazione del settore, che nel tempo ha saputo conservare la tipicità delle proprie produzioni legate alla tradizione e alle vallate del Trentino, mantenendo comunque la capacità di generare efficienze sulle attività e i processi” dichiara Albasini, che ricorda anche il rientro del <strong>Caseificio degli Altipiani e del Vezzena</strong> nella commercializzazione comune del Gruppo Formaggi del Trentino avvenuta a inizio 2023.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Sinergie non solo tra le latterie ma anche tra Consorzi stessi: l’<strong>intesa trovata con la Federazione Provinciale Allevatori<span> </span></strong>ha permesso di generare ottimizzazioni su diversi fronti, in particolare con riguardo alle analisi di laboratorio. Albasini ha proseguito la sua relazione accennando al progetto di<strong> stagionatura ipogea di Trentingrana nella Miniera San Romedio di Tassullo, </strong>sperimentazione iniziata ad aprile dello scorso anno, dichiarando che “il 2022 ha segnato l’inizio di una importante iniziativa, la prima nel suo genere per un formaggio DOP nel segmento di tipologia grana, che mira alla salvaguardia del territorio – grazie al risparmio energetico, al risparmio nell’utilizzo di suolo epigeo e alla promozione di un’economia circolare – e al contempo rafforza le sinergie della nostra realtà con le altre realtà agroalimentari del territorio e con Tassullo”. Infine, tra i fatti salienti del 2022 è stato sottolineato l’ingresso di <strong>Marco Ramelli</strong> in qualità di Direttore Tecnico.</p>
<p class="x_MsoNormal">Il presidente Albasini ha chiuso poi il suo intervento rammentando agli Associati la necessità di chiarire questioni interne al Consorzio nella sede preposta, il Consiglio di Amministrazione e rinnovando la propria disponibilità al confronto verso tutti.</p>
<p class="x_MsoNormal">L’assemblea ha approvato il bilancio con 13 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto.</p>
<p class="x_MsoNormal"><strong>I dati</strong></p>
<p class="x_MsoNormal">Il valore della produzione registrato nel 2022 da Trentingrana Concast è stato di<span> </span>67,4<span> </span>milioni di euro, in crescita del 13% rispetto al 2021 e del 18% rispetto al 2020.</p>
<p class="x_MsoNormal">I Caseifici Associati sono ad oggi 16 e rappresentano il riferimento per 655 allevatori che, nel 2022, hanno conferito circa 119mila tonnellate di latte – dato in calo del 4,7% rispetto all’anno precedente – ossia l’82% del latte prodotto complessivamente in Provincia di Trento.</p>
<p class="x_MsoNormal">Il 2022 ha rappresentato per la<span> <strong>Trentingrana</strong> un’annata di moderata soddisfazione dal punto di vista commerciale, considerando volumi e prezzi di vendita raggiunti: sono state infatti vendute 102.000 forme (+6% rispetto alla media degli ultimi 10 anni) generando un fatturato per la linea di circa 39 milioni di €. Per contro si è registrato un record di conferimento, ossia circa 108.000 mila forme (in crescita del 4% rispetto all’annata precedente e dell’8% rispetto al quinquennio precedente).</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Tale fenomeno è stato conseguenza della produzione straordinaria di Trentingrana registrata nell’inverno 2020-2021, quando a causa della pandemia i mancati flussi turistici hanno spinto molti caseifici a convertire buona parte delle proprie produzioni appunto a Trentingrana.</p>
<p class="x_MsoNormal">Per il futuro, tuttavia, già a partire dall’annata in corso, si prospetta un rientro alla normalità del conferimento che dovrebbe diminuire notevolmente, attestandosi a circa 94.000 forme, riallineando in questo modo anche le giacenze che negli ultimi anni hanno toccato livelli molto importanti.</p>
<p class="x_MsoNormal">Anche in merito alla<span> <strong>Linea Formaggi Tradizionali</strong> la commercializzazione ha portato discrete soddisfazioni, con vendite in crescita rispetto all’anno precedente – segnato dalle conseguenze provocate sui mercati dalla pandemia – specialmente nell’ambito della Grande Distribuzione locale.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Per quanto riguarda la<span> <strong>Linea Burro</strong>, poi, la cui produzione si è attestata a circa </span>1.500 tonnellate,<span> </span>l’andamento di mercato ha fatto registrare un<span> <em>exploit</em> del valore commerciale, che ad oggi sta tuttavia rientrando verso quotazioni più ordinarie.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Nel reparto<span> <strong>Sierificio</strong>, che fin dagli anni ‘90 garantisce la valorizzazione per il sottoprodotto derivante dalla lavorazione dei formaggi nei caseifici associati, sono state prodotte 6.370 tonnellate, in calo del 5.4% rispetto alle 7.116 tonnellate del 2021.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">I dati registrati sui costi di produzione in questo primo quadrimestre 2023, infine, dopo un anno estremamente difficile e che non faceva ben sperare per il futuro, evidenziano un riposizionamento al ribasso dei prezzi degli alimenti zootecnici e la tendenza al rientro dei costi in generale – eccezion fatta per il costo del credito che non accenna a diminuire.</p>
<p class="x_MsoNormal"><strong>Gli interventi</strong></p>
<p class="x_MsoNormal">Il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione,<span> <strong>Roberto Simoni, </strong>ha evidenziato l’importanza del gioco di squadra per affrontare il periodo non facile e individuare le scelte migliori. Compatti e coesi per lavorare insieme puntando su qualità del prodotto e valorizzando il prodotto di qualità.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Il vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento e assessore provinciale alla cooperazione,<span> <strong>Mario Tonina</strong>, ha espresso un forte richiamo al confronto e all’unità. La Provincia di Trento è disponibile a mettere attorno a uno stesso tavolo tutti gli attori del settore per guardare avanti con obiettivi comuni. Un lavoro fatto in cooperazione perché il vostro lavoro abbia una giusta remunerazione.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">L’assessora all’agricoltura della Provincia Autonoma di Trento,<span> <strong>Giulia Zanotelli,</strong> nel suo intervento si è soffermata sulle fusioni tra Caseifici che non rappresentano un punto di debolezza ma di responsabilità. Il settore sta soffrendo ma vuole andare avanti con determinazione. Ha poi accennato al progetto di promozione co-marketing promossa in collaborazione con Trentino Marketing.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Hanno portato all’assemblea il proprio indirizzo di saluto anche<span> <strong>Giacomo Broch</strong>, presidente della Federazione Provinciale Allevatori, <strong>Mario Del Grosso Destreri</strong> direttore della Fondazione Edmunch Mach, <strong>Guido Leonardelli</strong> presidente di Cooperfidi, <strong>Giovanni Menapace</strong> presidente di Codipra.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Sono intervenuti anche i rappresentanti dei Caseifici associati che hanno manifestato osservazioni e spunti di miglioramento che il Consorzio farà propri impegnandosi a realizzare.</p>
<p class="x_MsoNormal">Un riconoscimento è stato consegnato a<span> <strong>Claudio Toller</strong>, presidente del collegio sindacale dal 1992. Toller ha scelto di non ricandidarsi. Il suo testimone è stato passato a <strong>Pasquale Mazza</strong>, nuovo caposindaco di Trentingrana Concast.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Eletti sindaci effettivi:<span> <strong>Diego Turri </strong>e <strong>Stefano Angheben</strong>. Supplenti: <strong>Michele Girardi </strong>e<strong> Claudio Stefenelli.</strong></span></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8ab093ff-4ceb-4cbf-8d45-d2a20e94f120</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/chiude-un-vinitaly-a-pieno-regime-soddisfatte-cantine-sociali-trentine-partecipanti</link><title>Chiude un Vinitaly a pieno regime. Soddisfatte le 10 cantine sociali trentine partecipanti.</title><description>Un buyer su 3 proviene dall'estero, exploit di presenze da USA (+45%) e Asia (+116%), in crescita tutte le provenienze.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/cj1frfwv/microsoftteams-image-7-.png" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/chiude-un-vinitaly-a-pieno-regime-soddisfatte-cantine-sociali-trentine-partecipanti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Vinitaly si è chiuso ieri con 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Di questi, oltre mille top buyer selezionati e ospitati da Veronafiere e da Ice-Agenzia. Vinitaly and the City, il “fuorisalone” veronese da quest’anno ritornato totalmente nella sfera organizzativa della fiera di Verona, ha inoltre registrato oltre 45 mila degustazioni (+50% sul 2022) da parte dei <em>winelover</em> nel centro storico di Verona. Nel 2024 Vinitaly andrà in scena dal 14 al 17 aprile.<br /><br />Soddisfazione anche per il comparto vitivinicolo cooperativo trentino, che ha visto un grande flusso di partecipanti in particolare nella giornata di domenica. Da segnalare la vittoria del premio <strong>5 Stars Wine</strong> da parte della <strong>Cantina d'Isera</strong>, con il loro Trento Doc Extra Brut Riserva 907 2017, e la presentazione dell'ultima novità di <strong>Cavit</strong>: <strong>Kelter Lagrein 2020</strong> Trentino Doc Riserva, un vino caratterizzato da una forte identità territoriale.</p>
<p>«Chiudiamo oggi un Vinitaly finalmente a pieno regime, che ha visto una partecipazione corale di operatori, stampa e istituzioni. Siamo particolarmente soddisfatti per il riscontro che stiamo riscuotendo dalle aziende e dai territori, che rappresentano la vera forza di questa manifestazione». Lo ha detto, oggi in chiusura di Vinitaly, il presidente di Veronafiere, <strong>Federico Bricolo</strong>. «L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di costruire con i partner istituzionali una piattaforma promozionale permanente e coordinata in grado di attrarre da un lato gli investimenti dell’incoming sull’Italia, dall’altro sul prodotto italiano all’estero con un radicamento di Veronafiere - dopo Brasile e Cina - negli Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Far East».</p>
<p>«Gli investimenti fatti in favore dell’incoming estero – ha detto l’ad di Veronafiere, <strong>Maurizio Danese</strong> – hanno dato un primo concreto risultato a un Vinitaly che vogliamo sempre più decisivo per il business degli espositori che per la manifestazione riservano risorse importanti. Un matching domanda-offerta che ha funzionato, come dimostrato anche dagli oltre 11mila appuntamenti pianificati tra espositori e buyer della piattaforma Vinitaly plus che si aggiungono a quelli fissati direttamente tra aziende e buyer. Il nuovo corso è iniziato ma non è certo terminato: Vinitaly – ha concluso Danese – sarà sempre vettore del made in Italy, sia qui che all’estero, se ragionerà in termini di sviluppo del settore e delle sue imprese, ed è questo che stiamo cercando di fare».</p>
<p>Nella <em>top five</em> delle provenienze, gli Stati Uniti staccano nettamente la Germania. Terzo rimane il Regno Unito mentre la Cina torna in quarta posizione, scavalcando il Canada. Ferma restando la crescita generale del mercato europeo, si segnala il grande ritorno degli operatori da tutti i mercati extra-Ue: l’Asia, più che raddoppiata (+116%) trainata dal rientro dei cinesi che superano le 1000 presenze, e il Giappone (+143%). Le Americhe segnano un +38% con exploit degli USA (+45%) e del Brasile (+46%), oltre a un ulteriore consolidamento del Canada (+19%). Anche l’Australia in tripla cifra, a +130%</p>
<p>Chiude la fiera a Verona ma si aprono le tappe di Vinitaly in Cina. Con il sostegno di Ice, sarà Chengdu (11 aprile) il primo appuntamento. In primo piano la masterclass di apertura con l’unico master sommelier cinese Yang LV oltre a un business forum – organizzato dalla controllata Wine to Asia - con una delle più influenti piattaforme dedicate al vino in Cina, Wine Sommelier. Si vola poi a Shenzhen, il 14 aprile, nel Padiglione Italiano della Fiera governativa di Hainan, per un tasting e la presentazione dell’Italia a Wine to Asia (11-13 maggio), insieme a Ice e a Fondazione Altagamma. A Shenzhen, manifestazione internazionale di Veronafiere, è attesa la presenza di oltre 450 espositori provenienti da 20 Paesi.  <br /><br />FONTE PRINCIPALE: Ufficio stampa Vinitaly</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">4c5eca44-84de-46df-88e3-13c377dea305</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/dal-campo-alla-lavorazione-melinda-non-spreca-neanche-una-goccia-d-acqua</link><title>Dal campo alla lavorazione Melinda non spreca neanche una goccia d’acqua</title><description>L’impiego dell’irrigazione a goccia sul 97% dei meleti e l’uso di un sistema di riciclo negli impianti di selezione permette di risparmiare un notevole ammontare di risorse idriche. Nelle colture si usa il 30% di acqua in meno; nella successiva fase di lavorazione il calo può arrivare al 90%. Il presidente Seppi: “L’emergenza siccità è preoccupante. Dobbiamo considerarla uno stimolo per proseguire nel percorso di innovazione”.</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/shdk0myh/low-mele-2022-foto-marco-parisi-1-3.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/dal-campo-alla-lavorazione-melinda-non-spreca-neanche-una-goccia-d-acqua" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’applicazione di soluzioni tecniche adeguate in tutte le fasi della produzione consente di ridurre drasticamente il consumo delle risorse idriche, la possibilità di contaminazione e il dispendio energetico. È il messaggio lanciato da Melinda in vista della <em>Giornata mondiale dell’acqua 2023</em>. Un invito, quello espresso dal Consorzio, che nasce dalla preoccupazione di fronte all’<em>emergenza idrica</em> globale. Ma anche dalla consapevolezza dell’importanza dei risultati raggiunti dall’azienda attraverso gli interventi realizzati in due fasi cruciali della produzione come l’irrigazione e la selezione delle mele che hanno determinato significative riduzioni di consumo e non solo.</p>
<p><em>“Il nostro principio ispiratore è semplice: non possiamo permetterci di sprecare nemmeno una goccia d’acqua”</em>, <strong>spiega il presidente di Melinda, Ernesto Seppi</strong>. <em>“Le ragioni sono fin troppo ovvie: qualsiasi dispersione superflua sarebbe infatti incompatibile con i nostri obiettivi di sostenibilità ambientale ed energetica anche e soprattutto alla luce di un quadro generale sempre più problematico per il Pianeta. Gli effetti del cambiamento climatico, a cominciare dall’attuale carenza idrica che non risparmia il nostro territorio, sono un monito preoccupante ma anche uno stimolo per proseguire sulla strada dell’innovazione con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i risultati già di per sé lusinghieri raggiunti”</em>.</p>
<p>Tra le più importanti strategie di risparmio idrico emerge in particolare<em> l’irrigazione a goccia</em>, un metodo di somministrazione precisa dell’acqua alle piante. Caratterizzato dall’impiego di una rete di linee gocciolanti, generalmente organizzate in settori che vengono messi in funzione in ciclica successione, il sistema punta a ottenere il massimo risultato limitando i consumi. Condizione fondamentale per raggiungere questo obiettivo è la localizzazione della distribuzione della risorsa idrica che avviene nei pressi delle radici. Gli impianti utilizzati, in particolare, sono dotati di sensori in grado di monitorare e verificare la corretta applicazione dell’acqua calcolando la quantità impiegata e la profondità raggiunta.</p>
<p>Da tempo Melinda adotta esclusivamente questa tecnica per ogni singolo meleto e i risultati non si sono fatti attendere: a oggi, infatti, l’irrigazione a goccia permette al Consorzio di <em>risparmiare il 30,6% dell’acqua</em> nel confronto con la tradizionale applicazione a sovrachioma. I vantaggi di questo sistema, però, non sono limitati al solo risparmio d’acqua. Rilevanti, infatti, sono anche la minimizzazione dei fenomeni erosivi, la riduzione del costipamento, la possibilità di automazione del processo e il minore consumo energetico. A tutto questo, inoltre, si aggiungono altri effetti positivi legati direttamente alla distribuzione capillare dell’acqua.</p>
<p>L’applicazione dell’irrigazione a goccia si affianca, peraltro, alla strategia di risparmio idrico messa in campo nella successiva fase di lavorazione delle mele che si basa sull’uso di un impianto per il <em>filtraggio e il riutilizzo nelle vasche di selezione</em>. L’acqua, infatti, viene utilizzata come mezzo di trasporto lungo i canali degli impianti di lavorazione nelle fasi di selezione e confezionamento. Durante il loro percorso, ovviamente, le mele precedentemente riposte dentro i contenitori nei campi di raccolta, si lavano, rilasciando quindi particelle di materiale organico. Il risultato è che le risorse utilizzate – prelevate ogni giorno dall’acquedotto e da sorgenti del Consorzio irriguo – devono essere sostituite. Ed è proprio qui che interviene il riciclo: un’operazione, numeri alla mano, in grado di produrre risultati davvero notevoli.</p>
<p>In questo modo il consumo della risorsa idrica si riduce di circa il 90%. Il meccanismo di depurazione, inoltre, consente di ridurre drasticamente la carica di solidi organici e inorganici e di minimizzare la contaminazione microbiologica e mantenere i valori di riferimento nei limiti per lo scarico.<br /><br />Fonte: MELINDA</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">11cfc2cf-823c-4626-b0fb-546abbe64c8a</guid><link>https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/trentingrana-main-sponsor-della-cinquantesima-edizione-di-marcialonga</link><title>Trentingrana main sponsor della 50^ edizione di Marcialonga</title><description>La sponsorship, di durata quadriennale, prevede l’inserimento del logo di Trentingrana sui diversi materiali della gara e, per il 2023, sui pettorali degli atleti. La sponsorizzazione vuole valorizzare il legame con il territorio e promuovere l’attività sportiva come parte integrante del benessere fisico associato ad una sana alimentazione</description><item d4p1:about="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/media/rw0oqwwn/auger-arrivo-np-ig-mod.jpg" d4p1:resource="https://internazionale.cooperazionetrentina.it/it/news/trentingrana-main-sponsor-della-cinquantesima-edizione-di-marcialonga" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2434</width><height>2737</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Trentingrana CONCAST, Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini, sarà il <strong><em>main</em> sponsor della 50°edizione di Marcialonga</strong>, la più importante e rinomata competizione <strong>granfondo di sci di fondo in Italia</strong>, che si disputerà sulle nevi delle Valli di Fiemme e Fassa domenica 29 gennaio 2023. Il percorso offre due varianti: la <em>gara classica</em> di 70 km, che da Moena porta nel centro di Cavalese e la <em>variante light</em> che termina a Predazzo dopo 45 km di gara. La pista porta gli sciatori attraverso i paesi delle due Valli, alla scoperta di scorci unici e suggestivi, accompagnati dal tifo degli spettatori che accorrono ogni anno numerosi a sostenere gli <strong>oltre 7000 partecipanti, provenienti dall’Italia e dall’estero</strong>.</p>
<p>La sponsorizzazione di Trentingrana, di durata quadriennale, si inserisce in un programma più ampio, <strong>legato al comparto cooperativo trentino</strong>, di valorizzazione e sviluppo di un legame con il territorio che ospita il Consorzio, che riunisce <strong>16 Caseifici Cooperativi della Provincia Autonoma di Trento</strong>, che a loro volta associano circa 650 Allevatori produttori di latte locali. La sponsorizzazione è stata, inoltre, voluta in un’ottica di promozione dell’attività sportiva come parte integrante del vivere in equilibrio con la natura e l’ambiente circostante.  </p>
<p>La sponsorship prevede l’inserimento del logo di Trentingrana sui diversi materiali della gara e sui pettorali degli atleti. Confermata, inoltre, anche la presenza di Spikkio, la mascotte a forma di uno spicchio di Trentingrana, che animerà la zona di arrivo della gara a Cavalese.</p>
<p><strong>Stefano Albasini</strong>, Presidente di Trentingrana, ha dichiarato: <em>“Siamo davvero orgogliosi di essere lo sponsor principale di una manifestazione di tale rilievo che quest’anno festeggia la 50°edizione, un traguardo importante, per una competizione ricca di emozioni e di storia” – e continua – “Il Consorzio da sempre promuove il connubio tra sport e alimentazione sana, come fonte principale di benessere; questo evento è quindi per noi un naturale proseguimento di quelli che sono i valori del nostro brand.”</em></p>]]></encoded></item></channel></rss>